“Noi invece vogliamo essere manager della spesa pubblica, creare opportunità per la città senza mai mettere le mani nelle tasche dei nostri cittadini. [...] I numeri ci hanno dato ragione e i conti tornano alla grande. Facciamoli insieme. Affittare la pista per un inverno dal privato costerebbe 26.000€, comprarla 61.000€. Stimando la vita media della pista in 10 anni abbiamo scelto di ammortizzare la spesa in dieci anni per un costo di 6.100 € l’anno. [...] A fronte di 6.100 € l’anno di spese abbiamo un incasso oltre il doppio. Cifra sicuramente capace di coprire tutte le spese di gestione. Noi abbiamo creato felicità e rallegrato il natale [...] Qui mi sembra che l’unica cosa cara siano i bilanci di lacrime, sangue e tante inutili tasse che loro avrebbero confezionato se fossero al governo. Per fortuna per la città e per le nostre tasche a far di conto ci siamo noi.”
Questa dichiarazione, da noi riportata il 17 febbraio 2010, era tratta dalle news del comune di Mogliano e proveniente dalla viva voce del manageriale quanto giulivo (allora) sindaco dott. Giovanni Azzolini.
Facendo un po’ di conti, affittare la pista per l’unico anno che è stata usata sarebbe costato 26.000 euro circa (ammesso che non se ne potesse proprio fare a meno!), acquistarla dal privato è costato a detta del sindaco 61.00 euri a S.P.L. che però poco dopo è stata messa in liquidazione. L’unico bene salvato è stata la pista, facendola acquistare a Mo.Se. si dice per 50.000 euri. Duque in totale 111.000 euri dei cittadini pagati da due aziende comunali messe in ginocchio dai gioisosi manager della spesa pubblica.
Quest’anno – apprendiamo da Il Gazzettino – “L’amministrazione comunale di Mogliano ha deciso di lasciare nei magazzini la pista di ghiaccio [...] Costava troppo allestire l’impianto e pagare i costi energetici per creare la pista ghiacciata artificiale“. Magazzini nei quali (almeno così ci risulta) la pista e le attrezzature per il suo congelamento, si stanno rapidamente deteriorando insieme ai pattini. Quindi probabilmente l’anno prossimo sarà da buttare.
Non c’è che dire: i gioiosi nonché manageriali sono riusciti a mangiarsi circa 111mila euri per trovarsi con un bel cumulo di spazzatura difficile da smaltire e ben due società in ginocchio! Ma certo noi musoni statalisti certe finezze delle mosse di mercato non siamo proprio in grado di apprezzarle: ci manca lo spirito!
Manco a farlo apposta, stessa pagina del Gazzettino (che però si guarda bene dal ricordare quanto sia costata la pista!) altro articolo: si parla di “Rilancio de Gris in tre mosse“. Perbacco: mi fiondo ad approfondire!
“Pagamento degli stipendi arretrati ai 120 dipendenti (ci vuole fantasia per considerarla una mossa strategica ma: e uno…), avvio del piano di graduale liquidazione dei debiti con le ditte fornitrici di beni e servizi (anche qui: non che ci fosse prorpio una marea di alternative! Comunque: e due…), attuazione del programma regionale di risanamento economico (ovvero: fuffa e vendita ai privati? Ma diamoglielo: e tre…) e di riqualificazione dei servizi del Gris (Come se si vende?! Ma… Ops: e quattro!)”. Ora: se fanno i conti delle mosse come dei bilanci la cosa è preoccupante….
Ma al peggio non c’è mai fine: “A questo punto l’assessore regionale ai servizi sociali, Remo Sernagiotto, dovrà decidere se nominare pro tempore un altro commissario (si fa in nome del sindaco Giovanni Azzolini) o se invece optare per l’insediamento del nuovo Cda, come vorrebbe il Comitato in difesa dell’Ipab Gris“.
Due cose ci lascierebbero stupiti se non avessimo già ampiamente anticipato questa decisione:
1) Considerate i pregressi successi del sindaco dott. Giovanni Azzolini: SPL in liquidazione coatta; Molius svalutata ormai del 60% ed in odore di liquidazione o comunque in svendita; Mo.Se. tarpata di tutti i servizi remunerativi e destinata alla svendita dei punti cottura; l’appalto per i parcheggi saltato per errori sul calcolo dei bonus; la farmacia comunale alla seconda asta al ribasso (-30%); il Centro Giovani, pagato con fondi UE, ridotto ad un rudere; il Comune privato delle risorse umane necessarie per la lotta all’evasione fiscale; i servizi scolastici ormai alla frutta; il Nido Comunale al miglior offerente… Un curriculum con i fiocchi!
2) Da quando s’è insediato, il ludico manager nonché sig. sindaco dott. Giovanni Azzolini non fa che sbraitare sulla necessità di rimuovere i commissari dell’Istituto Gris (invero non esattamente risolutivi!) e rimettere al suo posto il CdA: cosa farà adesso? Accetterà obtorto collo la nomina a Commissario pro tempore (ubi maior minor cessat) oppure, alla luce della sua ben nota coerenza e fermezza di principi (superata solo da quella di alcune bandiere al vento) deciderà per la Grande Rinuncia contestando la scelta di non tornare ad un Consiglio di Amministrazione?!
Ai posteri (ed agli elettori) la memoria di ciò e l’ardua sentenza, per parte nostra un’idea ce l’abbiamo, ma non la sveliamo qui: depositiamo una lettera sigillata con ceralacca presso un notaio, da aprirsi ad eventi conclusi…
Si tratta della Bossi – Fini: la legge che ha relegato ogni immigrato in posizione ricattabile e dunque potenzialmente di schiavitù dovendo subire qualsiasi nefandezza per non perdere il permesso di soggiorno che lo relegherebbe alla condizione del criminale, non per azioni compiute, ma per come e di dove è.

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