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Alle radici dell’antipolitica…

Riceviamo e volentieri diffondiamo!


Buongiorno Assessore Regionale, R.Sernagiotto, (PDL )
siamo dei cittadini, mamme, papà, nonni, molto indignati, perchè abbiamo appreso dal Quotidiano La Nuova VE.del giorno 23 maggio u.s. dove Lei afferma e consiglia per problemi economici, di iscrivere i nostri figli alle scuole Paritarie ( Private ) gestite da Cattolici, e non alla scuola Pubblica perchè costa troppo.

Ma evidentemente Lei vive in un’altra realtà!

Siamo in Italia, in un paese ancora Laico, dove ognuno può scegliere liberamente di iscrivere i loro figli dove vuole..

In Italia tutti noi sappiamo, che siamo in un momento di grande recessione, anche per colpa del suo Partito che Lei rappresenta.

Proprio Lei, stipendiato con i soldi di tutti i cittadini, seduto comodamente in una poltroncina morbida, stipendio certo,e, STATALE, fa queste proposte?

Le scuole Paritarie costano meno allo Stato perchè:

1° gli edifici sono Eclesiastici, esentati da pagare l’IMU
2° le Suore lavorano in ” nero ” o svolgono volontariato
3° agli Insegnanti o Docenti, non viene applicato il contratto Nazionale del lavoro

inoltre noi cittadini con le nostre tasse contribuiamo a dare cospicui Milioni di Euro alle scuole Paritarie.

Se sono Private si dovrebbero gestire con le loro risorse, senza chiedere ulteriormente contributi erogati dai cittadini.

Assessore Sernagiotto cominci a vedere i problemi reali delle famiglie che devono già sopportare spese anche per la scuola Pubblica,come:
il trasporto per andare a scuola,
l’entrata anticipata per i genitori ancora fortunati che un lavoro ce l’hanno,
materiale didattico e altro.

La informiamo che tante di noi famiglie abbiamo un mutuo da pagare a scadenza fissa, e altre famiglie hanno perso il lavoro e, in alcuni casi entrambi i genitori, costringendo i nonni a fare da armotizzatori, bollete aumentate, e l’elenco sarebbe ancora lungo.

La informiamo Assessore Regionale, che nell’ultimo sondaggio Nazionale 2012, indica che la qualità dell’insegnamento nella scuola Paritaria, confrontandola con quella Statale è molto inferiore.

Ma è scellerato fare queste affermazioni  pubbliche, cosa pensa che noi cittadini possiamo spendere 3.500 euro all’anno per iscrivere i nostri figli alle scuole Private? ( Paritarie).

Se c’è l’anti politica è perchè ci sono politici come Lei che non fanno sana politica per i cittadini.

Delocalizziamo anche la SCUOLA PUBBLICA, non ci provate!

Siamo certi che la nostra SCUOLA PUBBLICA, con il suo prestigioso insegnamento sia già allineata agli standard
degli altri paesi Europei.

Siamo pronti a mobilitarci e, saremmo in tanti e molto attenti, perchè non passino leggi scellerate come Lei propone.

Cordialmente La salutiamo,
per i cittadini e studenti,
 Gianna Masieri.


Tecnicismi? No: libertà!

Sino ad ora non ero entrato nel merito di questa cosa, sia perchè un po’ aleatoria (purtroppo) nella possibilità di ottenere qualche risultato, sia perchè non lo consideravo argomento di interesse diffuso: ma qualcosa ora sta cambiando!

L’Autorità Garante dei dati personali e l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sono scadute. Fino ad ora queste (come le altre) Autorità con compiti di controllo, sono state nominate partenndo da candidature di partito: ciascuna forza politica designava un nome che poi veniva semplicemente formalizzato. I componenti erano 8 ridotti a 4 con un recente decreto del Governo.

Questa volta però c’è stata una grossa novità: prevalentemente dalla rete sono emerse delle candidature spontanee di personaggi ritenuti unanimemente competenti e soprattutto veramente attenti alle problematiche di cui questi organismi sono investiti. Purtroppo i tempi stretti non lasciavano molte speranze di riuscita. Il fatto nuovo è che a seguito di un appello sottoscritto da un nutrito gruppo di associazioni e rafforzato da un dibattito pubblico, la Commissione parlamentare incaricata delle nomine ha deciso di sospendere la procedura e vagliare il curriculum dei candidati (anche di quelli provenienti dalla società civile!) per decidere. Si tratta di un fatto inusitato, che però potrebbe trasformarsi in un semplice contentino per poi procedere alla selezione dei candidati indicati dai partiti, come di consueto.

l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (agcom) in particolare è e sarà investita di diverse scelte fondamentali, da cui dipenderà la libertà di comunicazione ed opinione e la distribuzione delle frequenze televisive. C’è forte dibattito sulla questione del copyright e del rischio di equiparazione tra blog e testate giornalistiche: dibattito che potrebbe sfociare in poteri straordinari di censura (e addirittura chiusura di siti) per la stessa Agcom.
Sulla questione delle frequenze televisive poi i partiti – ed il PDL in particolare – si battono come leoni per il controllo di un bene di tutti il cui accentramento in poche mani ha creato danni enormi al sistema delle comunicazioni del nostro paese e – attraverso le televisioni – anche alla politica e non solo.

Capirete dunque che su questo fronte si gioca una vera e propria partita dalla quale dipende il futuro della comunicazione e dell’informazione in Italia, e con queste anche il futuro della nostra democrazia.

Diviene dunque fondamentale, ottenuta la sospensione delle nomine, che i cittadini possano far pesare le proprie idee e preferenze perchè il tutto non divenga una sorta di melina dalla quale si uscirà con i soliti incarichi decisi in base alla fedeltà al capobastone e non alla preparazione ed all’autorevolezza.

Per parte nostra, pur apprezzando tutte le candidature dal basso, facciamo decisamente il tifo per Sergio Bellucci: persona estremamente preparata, seria, impegnata sui temi della rete e della libertà d’espressione e – il che non guasta! – un compagno.

Per sostenere la sua candidatura - già abbondantemente appoggiata da una miriade di associazioni e gruppi su Intenet – è in corso una raccolta di firme a cui si può aderire con pochi clic. Invitiamo dunque tutti a prendere visione delle posizioni di Bellucci (nel caso non le conosceste già) ed a sottoscrivere l’appello per la sua candidatura qui: http://www.firmiamo.it/bellucci-agcom


23 maggio: secondo appuntamento per il PAT di Mogliano

Clic per la locandina completa (JPG in nuova finestra)Come promesso in occasione del primo incontro introduttivo (tenutosi lo scorso 18 aprile), continua il percorso di approfondimento e discussione che il centrosinistra moglianese ha avviato. Il tema del secondo appuntamento sarà “Paesaggio, Territorio e Ambiente” nodi centrali nell’elaborazione del PAT e, purtroppo, tra i punti dolenti delle attuali politiche dell’Amministrazione Comunale.

La serata sarà dedicata ai vincoli con i quali il PAT dovrà fare i conti, ma soprattutto ai rischi ed alle prospettive legati alla pianificazione del territorio del nostro comune per i prossimi 10 anni.

Saranno illustrate le proposte del Centrosinistra moglianese ed avremo con noi ospiti importanti, ma soprattutto molto informati, che ci aiuteranno a fare un quadro del contesto e delle prospettive di Mogliano.

Giuliano Carturan: Referente del coordinamento provinciale trevigiano del forum nazionale “Salviamo il paesaggio difendiamo i territori”

Paolo Favaro: Presidente del Comitato a difesa delle ex cave di Marocco e referente per Mogliano del Forum Nazionale

Alessandro Bonotto: Presidente provinciale Collegio Agrotecnici Laureati di Treviso

Giorgio Massimi: Presidente del comitato “No Inceneritori”

Tutta la cittadinanza è invitata insieme alle Associazioni. L’appuntamento è per mercoledì 23 maggio dalle 20.45 presso la sala del Centro Sociale di piazza Donatori di sangue, 1.


Il conto e l’oste. Ovvero: il diavolo si annida nei dettagli

Ormai la notizia è pubblica: secondo gli ottimisti a settembre, per altri a novembre, ma la Cittadella della Salute sarà a breve realtà presso i locali dell’Istituto “Costante Gris”.

Pare dunque che il dott. Giovanni Azzolini – sindaco di Mogliano con un programma contro la svendita dell’Istituto e Commissario Straordinario con il compito di svenderlo – sia riuscito nell’intento di spostare dalla sede presso il Centro Sociale alla nuova al Gris i servizi della ASL 9 che avranno così modo di ampliarsi adeguandosi alle richieste del territorio.

Ma…. Come: non ci sono ma? Ho come il dubbio che ce ne sia uno: uno solo, marginale, una sciocchezza di cui fin’ora nessuno ha parlato tutti presi tra promesse e smentite, dichiarazioni ottimistiche o incredule, diatribe, accuse e autoincensamenti. Insomma: un piccolo particolare che, se ho ragione nel prevederlo, certo il dott. Azzolini, nel suo duplice ruolo, non avrà alcuna difficoltà ad appianare, ovviamente nell’interesse della città e del suo patrimonio, come ha sempre fatto!

Il particolare è questo. La ASL 9 mette a disposizione del territorio tutti i servizi pianificati come necessari, ma lo fa in una struttura fisica messa a disposizione dal Comune di Mogliano. Mi pare messa a disposizione gratuitamente; ovvero che (come ad esempio per le scuole) spetti al Comune fornire gli spazi.
Raggiunto l’accordo ed organizzata la cosa, la ASL sposterà la sua sede moglianese presso l’Istituto “Costante Gris”, ma non credo pagherà un affitto per l’uso dei locali.

Dunque, se il mio ragionamento è corretto, la domanda diventa: da quale capitolo di spesa del disastrato bilancio, l’Amministrazione Comunale trarrà i fondi necessari a coprire il costo - certo non esiguo – dell’affitto dei locali?
Perchè naturalmente il Comune di Mogliano pagherà questi soldi! In considerazione della disastrata situazione dell’Istituto “Costante Gris” il Sindaco dott. Giovanni Azzolini non potrà certo pensare di chiedere al Commissario Straordinario dott. Giovanni Azzolini di far accollare tale spesa all’Istituto.

Mi auguro naturalmente di aver tralasciato qualcosa e che invece questi locali siano a carico della ASL 9, ma sinceramente non ricordo, tra le pieghe del bilancio comunale, una voce di entrata legata al fitto dei locali attuali…


Che poi non si dica…


Ma vaffanculo!

Ovvero: sfogo antipolitico di uno che alla politica ci crede ancora


Sono lì, solo e sfigato al caldo davanti alla COOP a volantinare per informare dell’assemblea sul PAT che abbiamo organizzato. Una signora guarda il volantino, senza toccarlo ma con aria interessata, ma poi mi risponde un “No, grazie” e fa per andarsene. “Signora, si parla del PAT che deciderà le sorti del territorio di Mogliano: non le interessa?” “Si, ma ho visto la sfilza sotto e mi viene la nausea: siete tutti uguali!

La sfilza sotto è quella dei simboli dei 5 partiti che costituiscono il coordinamento del Centrosinistra moglianese: gli organizzatori dell’assemblea. Ovvero noi: che dedichiamo le sere per capire cosa vada fatto, le notti a prepararlo ed i weekend a volantinare ed informare; salvo poi essere lì sul palco quella sera a spiegare, illustrare e discutere mettendoci la faccia… E non guadagandoci nulla.
Giuro che ho faticato a resistere ma ce l’ho fatta, sono stato zitto, ma adesso approfitto di questo spazio per uno sfogo!

“Siete tutti uguali” CHI?!

Guardi signora che io la mia laurea l’ho presa a Padova, studiando e pure lavorando per pesare il meno possibile sui miei; non in Albania comprata dal partito!
Guardi che io è tutta la vita che lavoro, e la politica la faccio la sera nel caso delle riunioni, oppure la notte – dopo aver cenato, lavato i piatti e messo a letto il figlio non senza avergli letto qualcosa – se devo studiare documenti o preparare un progetto o qualche intervento o scrivere un post come questo!
Guardi che mi sbatto a lavorare con associazioni e comitati anche se poi viene fuori qualche stronzo ad accusarmi di farlo perchè teleguidato da altri e/o per guadagnarmi la mia “carega”. Che poi che cazzo dovrei farmene di quella carega oltre a sbattermi per cercare di far andare meglio Mogliano non si capisce bene.

Tutti uguali chi a chi?! Tutti uguali a quel piazzista miliardario che lei, ed altri milioni come lei, hanno messo al governo perchè aveva una squadra di calcio che ha vinto il campionato o era raccomandato dagli stessi testimonials che le garantivano che quel detersivo era la miglior invenzione umana dell’ultimo millennio?!

Tutti uguali a chi?! A quelli che vi promettevano che la Padania fuori dall’Italia avrebbe abolito le tasse e vi avrebbe fatto vivere ricchi e felici senza lavorare e scambiando i prodotti fatti dagli schiavi extracomunitari con la Germania?!

Tutti uguali a chi signora?! A lei ed a tutti quelli come lei che  se ne sbattono di tutto ciò che accade fuori dalla recinzione del loro giardino a meno che non gli dia fastidio?! E nel caso gli dia fastidio poco importa se si tratta di uno che sta morendo o del figlio dei vicini che fa una festa: a quel punto i politici dovrebbe intervenire per ripristinare il loro porco orticello disturbato! E se non lo fanno: sono tutti uguali!
Tutti uguali a quelli che hanno votato un sindaco perchè era simpatico il disegno con la scopa in mano senza nemmeno sapere qual’era la sua proposta oppure con quale partito si presentava?! Mi dica signora: quanti programmi elettorali aveva letto prima di votare alle ultime elezioni a cui ha partecipato?
Quelli che “tanto è tutto un magna magna” mentre intestano la seconda casa alla moglie, la terza al figlio e quella al mare alla suocera moribonda?!

Che ne sa lei signora della politica, signora?! Ha mai ascoltato un telegiornale o letto un giornale che non parlasse dell’ultima siliconata del Grande Fratello? Ha mai fatto uno sciopero per difendere il suo posto di lavoro: a vederla non si direbbe…. A chi cazzo sta dicendo “siete tutti uguali“: a me?!

Uguale sarà lei, uguali saranno quelli che questa classe dirigente l’hanno voluta, votata e sopportata fino ad ora salvo poi lamentarsi che “sono tutti uguali“. Oh: li avete messi lì voi e voi ve ne siete battuti quando facevano le scelte di merda contro le quali io ed altri ci battevamo mentre voi ci schifavate passando distanti perchè sono “i soliti comunisti”

Siamo tutti uguali? Va bene signora: faccia pure a meno di ascoltarci ed anche di votarci. Anzi: per cortesia se mai le venisse il dubbio: non ci voti proprio! Anzi guardi: mi domando chi me la faccia fare di sbattermi le sere e le notti per cercare delle soluzioni e delle alternative per quelli come lei, per quelli che “siete tutti uguali”.

Ma vaffanculo!


Giustizia sia fatta!

Apprendiamo con sollievo che il Tribunale del Riesame di Torino ha disposto la scarcerazione di Giorgio Rossetto e Luca Cientanni: attivisti NO TAV arrestati il 26 novembre scorso. Sulle assurde condizioni di carcerazione di Giorgio, avevamo diffuso un appello pochi giorni fa.

Le istanze di scarcerazione in un primo momento erano state rigettate, ma la Corte di Cassazione aveva annullato l’ordinanza con reinvio ad un nuovo esame.

Per altri quattro attivisti – uno agli arresti domiciliari e tre con obbligo di dimora – le misure sono state annullate trasformandole in divieto di dimora in Val di Susa. E’ stato anche revocato l’obbligo di firma per il consigliere comunale Guido Fissore.

Rimangono almeno sei le situazioni ancora irrisolte: quattro detenuti (a Milano, Torino e Trento) e due obblighi di dimora che hanno dell’assurdo: Antonio Ginetti di Pistoia è in sciopero della fame da una settimana per ottenere – quantomeno! – il permesso di recarsi al lavoro. Andrea Vitali, responsabile organizzativo provinciale di Rifondazione Comunista di Torino con obbligo di dimora.


La franchigia un altro passo verso la privatizzazione sanitaria

Riproduciamo un articolo apparso sul sito del Comitato regionale veneto di Rifondazione Comunista.

Antonella Zarantonello* – Il nuovo progetto del ministro della sanità Renato Balduzzi, che da un lato ci lascia perplessi e dall’altro ci allarma, rivoluzionerà la sanità italiana introducendo una franchigia del 3 per 1000 in base al reddito, per tutti i cittadini che intendono curarsi. La nuova gabella sarà valutata non solo in base all’Irpef, ma anche in base all’Isee e sarà moderata da una sorta di “quoziente familiare” che terrà conto del numero dei figli a carico.

Scompariranno le esenzioni in base al reddito, l’età (bambini fino a sei anni e anziani oltre i 65 con un reddito di 36.151,98), per patologia e invalidità. Il piano dovrebbe funzionare in questo modo: un soggetto con un reddito di 10 mila euro verserà una franchigia di 30 euro fino alla quale dovrà pagarsi tutte le prestazioni e i medicinali, oltre saranno gratuite, più il reddito sarà elevato più aumenterà la gabella per poter usufruire di servizi sanitari e medicinali. Su un reddito per esempio, di 30 mila euro il soggetto dovrà pagarsi i medicinali e i servizi fino alla quota di 90 euro, il resto delle prestazioni dovrebbero essere gratuite. Si introduce in questo modo il concetto che la sanità non è più un diritto di tutti i cittadini. Il piano infatti, che dovrà comunque passare al vaglio delle Regioni in vista del tavolo sul Patto per la salute, è un altro tassello per l’avvio della privatizzazione sanitaria già in pericolo per altre manovre di riduzione dei servizi, dei posti letto e cure pubbliche. Confidiamo in una seria valutazione da parte della Regione e dei responsabili alla salute, nell’applicare il nuovo progetto che manderà di sicuro in confusione tutti i dipendenti delle ULSS, e non porterà nessun miglioramento alla situazione di crisi attuale, anzi impoverirà di più le famiglie, che si troveranno costrette a decidere a cosa dare la priorità.

*Responsabile Dipartimento Sociale,Sanità e Disabilità del PRC-FdS


Coordinamento Veneto NO TAV – Comunicato stampa del 15/5/2012

 

TAV VENEZIA -TRIESTE: E’ TEMPO DI INFORMARE SERIAMENTE I CITTADINI !!!

il 23 aprile scorso il Commissario Mainardi ha presentato a Mestre ai Sindaci interessati, lo “Studio di Fattibilità”, di un nuovo tracciato per il Treno ad Alta Velocità in affiancamento della linea ferroviaria esistente, da confrontare con quello previsto dal Progetto Preliminare del dicembre 2010 ( più basso e zigzagante lungo la gronda lagunare ) per arrivare a scegliere, in tempi brevi, quello che verrà ritenuto dalla Regione, provincia di Venezia e Sindaci, il migliore.

Previsti incontri pubblici nei Comuni, ma sappiamo già che questi dibattiti NON AVRANNO NESSUN VALORE REALE . Mainardi, infatti ha detto: «Sia chiara una cosa: il 30 giugno ne usciamo con un tracciato ben definito-dice Mainardi-. Non è in discussione la Tav, quella si fa e basta, ma il percorso» (Corriere del Veneto, 12/4/2012).

Sarebbero queste le premesse per un dibattito realmente aperto e democratico?

I cittadini, secondo Mainardi, dovrebbero scegliere, con le scarsissime informazioni finora diffuse, fra due tracciati entrambi inutili ed altamente costosi dal punto di vista economico sociale ed ambientale, senza poter metter in dubbio l’ effettiva necessità ed utilità di quest’opera e senza poter proporre un’ alternativa.

Questa impostazione è inaccettabile; se nessuno dei sindaci si è posto ed ha posto con forza una domanda sull’EFFETTIVA UTILITA’ DEL TAV PER LA COLLETTIVITA’, lo faremo noi cittadini, liberi dai vincoli dei diktat provenienti dalle segreterie di partito.

E’ più utile spendere qualche miliardo di euro sul TAV oppure sulla scuola, sulla sanità, sui treni pendolari o sul sostegno alle famiglie dei cassaintegrati e disoccupati?

A partire dall’ASSEMBLEA che si terrà a QUARTO D’ALTINO, VENERDI’ 18 MAGGIO ALLE 20.30 presso il Centro Multiservizi di Via Tommaso Abate, il COORDINAMENTO VENETO NO TAV cercherà di moltiplicare le occasioni per diffondere informazione su quest’opera e per spiegare che esiste un’altra soluzione, ossia l’AMMODERNAMENTO TECNOLOGICO DELLA LINEA STORICA E DELL’INTERA RETE FERROVIARIA (Mestre – Udine, Treviso – Portogruaro), che potrebbe dare gli stessi o maggiori risultati in termini di capacità, sarebbe più economica e sostenibile, SENZA DOVER NECESSARIAMENTE RICHIEDERE NUOVI BINARI.

Invitiamo TUTTI i CITTADINI a partecipare, per informarsi e confrontarsi su di un’opera che segnerà irrimediabilmente il nostro futuro .

Coordinamento Veneto NO TAV


Concomitanze (non) casuali

Per uno strano caso mi arrivano in rapida successione alcune notizie, totalmente indipendenti per fonte e motivo, ma collegate tra loro. Ve le riporto in ordine di arrivo.

1) Partecipo come rappresentante dei genitori ad una serie di riunioni ed assemblee dalle quali emerge il progressivo deterioramento del servizio di refezione garantito da Mo.Se.: menu sempre meno vario; uso frequente ed indiscriminato di cibi “spazzatura” (bastoncini di pesce, polpettine di carni varie, budini confezionati…junk food!); pessima qualità dei cibi cotti; riduzione dei tempi di servizio con conseguente calo di qualità (ad es. pulizie degli spazi molto superficiali). Apprendo infine che l’idoneità del menu erogato non è più certificata dalla ASL di Treviso

2) L’Amministrazione Comunale cerca di far passare sotto silenzio il fatto di non essere riuscita a distribuire ben il 20% del magro stanziamento erogato per ridurre il costo della refezione scolastica per le famiglie ormai in sempre più grave difficoltà. Come non bastasse decide di trasferire l’avanzato alla Leva Civile che si occupa di una distribuzione - per cause di forza maggiore – praticamente in assenza di criteri certi, ovvero poco meno che casuale: chi primo arriva…

3) Il Consiglio Comunale, riunitosi l’8 maggio scorso, aveva all’OdG al punto 3 la seguente proposta: “Revisione del Regolamento del servizio comunale Nidi d’Infanzia“. Motivazione ufficiale della principale modifica (nascosta sotto alcuni ritocchi ulteriori): “ampliare orario e giornate dei servizi per venire incontro alle necessità delle famiglie che lavorano” (Assessore Severoni)

4) Esce il regolamento dei Centri Estivi 2012 dove un paragrafo evidenzia che “Non è consentito consumare in refettorio pasti diversi da quelli somministrati da Mo.Se. S.r.l.” (che costeranno 4,5 euri l’uno)

5) Mi arriva a casa il verbale del Consiglio di Interclasse della scuola frequentata da mio figlio che dice “Ai dipendenti Mo.Se. è stato tagliato di 15 minuti l’orario di lavoro durante la mensa scolastica, quindi i pasti devono essere consumati in tutta fretta in turni sempre più ristretti

6) Riesco ad avere in visione le lettere di contestazione disciplinare inviate al personale di Mo.Se. che lo scorso 30 novembre, a causa dei gravissimi tagli effettuati dall’Amministrazione Comunale, dopo aver tentato inutilmente sia la strada della concertazione che quella della contestazione, si è riunito in assemblea sindacale comportando difficoltà nel servizio di refezione scolastica

Cos’hanno in comune queste notizie? Che ruotano tutte attorno a Mo.Se., ai servizi che l’azienda (di proprietà del Comune di Mogliano per l’84,5%) eroga, ai tagli che è costretta a subire ed a chi ne paga le conseguenze. Tutte hanno la loro causa in un unico fattore che l’Amministrazione ha riassunto – ovunque e con qualsiasi interlocutore – con un lapidario “Non abbiamo soldi“.

A prima vista hanno pure ragione: sappiamo tutti quanto siano stati tagliati i fondi a tutti i livelli, ed i comuni non sono certo privilegiati, anzi sono forse quelli che hanno pagato di più.

Però se andiamo a vedere meglio come stanno le cose ci accorgiamo che i tagli che si impongono, in realtà provengono tutti da un peccato originale che, malgrado fosse stato segnalato da tutti ed in ogni modo, l’Amministrazione ha fatto, rivendicandolo ed assumendosene pubblicamente la responsabilità: il taglio del contributo alla refezione scolastica con conseguente aumento del costo del pasto per tutti i bambini ed imposizione a Mo.Se. di ridurre il costo effettivo.

L’improvvisa ed indiscriminata impennata del costo del pasto a scuola ha avuto come conseguenza immediata che chi era in difficoltà economiche ha smesso di acquistare i buoni e cercato soluzioni alternative. Chi non era in condizioni di grave ristrettezza si è spesso trovato in difficoltà: l’aumento su un figlio che faccia due pasti alla settimmana pesa poco, ma su due o tre figli a tempo pieno (cinque pasti la settimana ciascuno) diviene insostenibile. Molti di coloro che avrebbero potuto sopportare l’aumento si sono attivati con una forma di contestazione (lo “sciopero del panino”) per solidarietà con chi è stato colpito.

Contemporaneamente Mo.Se. per cercare di arrivare al costo imposto, ha colpito il personale riducendo orari (a lavoratori/trici già in parttime striminziti!), dando ordini di servizio impopolari (non si puliscono gli spazi dove mangiano i bambini con il panino) ed abbattendo la qualità delle materie prime e soprattutto la loro freschezza: una persona può cuocere bastoncini di pesce equivalenti a tante porzioni quante ne possono fare 5 persone che cuociano e preparino pesce fresco; un budino confezionato richiede solo di essere distribuito e non lavato e preparato come la frutta fresca…

La situazione s’è rivoltata contro Mo.Se. – se cala la qualità calano i clienti! – e conseguentemente contro la sua proprietà, ovvero il Comune di Mogliano. A questo punto si è intervenuti con nuovi tagli: a pulizie e manutenzione degli immobili comunali ed al Nido Comunale “Lilliput” (la modifica al regolamento serve per permettere ai privati che l’avranno in gestione di guadagnare su servizi a pagamento, non per venire incontro alle necessità delle famiglie!). Per Mo.Se. questo significa una drammatica riduzione dei servizi erogati che non può che ricadere sul personale: si scatenano le proteste e l’assemblea con sospensione del servizio da cui derivano le contestazioni al punto 6. Non solo all’Amministrazione la cosa non interessa, ma anzi il sindaco dott. Giovanni Azzolini è in prima fila a ringhiare minaccie di atti disciplinari contro chi protesta, dopo aver preteso la presenza dei carabinieri al Consiglio Comunale che ha preso queste decisioni.

La politica poi continua ad essere quella del bastone e… del bastone! Se da una parte partono i provvedimenti disciplinari, dall’altra si decurtano ulteriormente gli orari di lavoro (e gli stipendi: non crediate!) e la qualità del servizio. E sempre più genitori premono per potersi arrangiare altrimenti: al punto che i Circoli Scolastici votano regolamenti per liberalizzare la refezione. Mo. Se. e l’Amministrazione rispondono tagliando i servizi (pulizie in questo caso) per chi non paga i buoni mensa e mangia altro, oppure vietando di mangiare altro dove possono (i Centri Estivi non dipendono dai regolamenti scolastici e dunque sono alla mercè dell’arroganza dei nostri amministratori).

Viene da fare le ultime considerazioni ed una domanda. Considerato che una consistente parte dei costi ricade comunque sul comune o in forma di contributo (in attesa che Mo.Se. riesca nella Mission Impossible di dimezzare il costo del pasto!) oppure in quanto maggiore proprietario di Mo.Se. laddove l’azienda fallisse. Considerato che l’aumento ha reso indispensabile aiutare (decentemente: non nel modo vergognoso attuale!) le famiglie in difficoltà. Considerato che i lavoratori Mo.Se. pagheranno pesantemente i tagli e finiranno per pesare sul comune in termini di mancate entrate e di servizi sociali da erogare. Considerato che il degrado progressivo dei servizi spinge sempre più cittadini a contestare, ma anche a trovare modi diversi di arrangiarsi.

Quanti soldi potrà alla fine risparmiare effettivamente il Comune? Il risparmio ottenuto sarà tale da giustificare il prezzo che pagheranno i lavoratori di Mo.Se. ed i cittadini di Mogliano? Amministratori con questa dinamica visione dello sviluppo dei servizi al cittadino e del rispetto dei lavoratori non starebbero meglio a casa loro a sbandierare i simboli padani nel salotto?!


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