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23 maggio: secondo appuntamento per il PAT di Mogliano

Clic per la locandina completa (JPG in nuova finestra)Come promesso in occasione del primo incontro introduttivo (tenutosi lo scorso 18 aprile), continua il percorso di approfondimento e discussione che il centrosinistra moglianese ha avviato. Il tema del secondo appuntamento sarà “Paesaggio, Territorio e Ambiente” nodi centrali nell’elaborazione del PAT e, purtroppo, tra i punti dolenti delle attuali politiche dell’Amministrazione Comunale.

La serata sarà dedicata ai vincoli con i quali il PAT dovrà fare i conti, ma soprattutto ai rischi ed alle prospettive legati alla pianificazione del territorio del nostro comune per i prossimi 10 anni.

Saranno illustrate le proposte del Centrosinistra moglianese ed avremo con noi ospiti importanti, ma soprattutto molto informati, che ci aiuteranno a fare un quadro del contesto e delle prospettive di Mogliano.

Giuliano Carturan: Referente del coordinamento provinciale trevigiano del forum nazionale “Salviamo il paesaggio difendiamo i territori”

Paolo Favaro: Presidente del Comitato a difesa delle ex cave di Marocco e referente per Mogliano del Forum Nazionale

Alessandro Bonotto: Presidente provinciale Collegio Agrotecnici Laureati di Treviso

Giorgio Massimi: Presidente del comitato “No Inceneritori”

Tutta la cittadinanza è invitata insieme alle Associazioni. L’appuntamento è per mercoledì 23 maggio dalle 20.45 presso la sala del Centro Sociale di piazza Donatori di sangue, 1.


“Star sui coglioni a tutti”. Appunti per un discorso in difesa della scuola

Il 23 e 24 marzo in tutta Italia è stato lanciato l’evento “L’urlo della scuola” in difesa della scuola pubblica. La Convenzione nazionale per la scuola Bene Comune pubblica, capace, accogliente che si è riunita a Bologna il 24 ha avuto tra i relatori Girolamo De Michele che, oltre che filosofo, attento studioso dei problemi della scuola e scrittore di pregio è anche un caro amico.

CarmillaOnline ha pubblicato in anteprima la sintesi del suo intervento e ci pare sia una lettura utile ed istruttiva: per questo motivo ve lo riproponiamo integralmente: dedicateci un po’ di tempo!

L'Urlo della Scuola (nuova finestra)

1. Nel maggio 1967, quando viene pubblicata la Lettera a una professoressa, quasi due terzi degli italiani – il 63%, per l’esattezza – non sono in grado di riassumere un articolo di giornale dopo averlo letto, e più della metà – il 52% – è incapace di applicare nella realtà quotidiana le nozioni di base della matematica. La capacità di comprendere un testo complesso – un romanzo, un articolo di approfondimento corredato da tabelle e cifre – era limitata all’1.9% della popolazione, compresa quella scolarizzata. Mi sembra un quadro eloquente di cos’era l’analfabetismo ai tempi di quella scuola pre-sessantottarda tanto citata, come esempio positivo, da chi si riempie la bocca di stronzate.

Nei 30 anni che sono seguiti al fatale 1968, la percentuale di analfabeti di ritorno è scesa a poco più del 20% degli scolarizzati, e quella di cittadini attivi, dotati degli indispensabili strumenti per comprendere il mondo ed essere attivi nell’esercizio dei diritti, è salita al di sopra del 10%. Lo ricordo a chi si riempie la bocca con il mantra degli insegnanti che non vogliono farsi valutare: sono questi dati il vero test di valutazione della scuola. E ricordo che stiamo parlando non di risultati rilevati all’uscita dalla scuola, ma di competenze e capacità che si sedimentano nella società attraverso gli anni. Questa è la colpa della scuola italiana: aver combattuto la battaglia di don Milani contro una scuola di classe, cinghia di trasmissione e di assoggettamento del potere e del sapere dominanti. Quando la scuola italiana ha cominciato a scalfire questo dispositivo, sono iniziati gli attacchi alla scuola pubblica.

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Marche e marchette

Diffondiamo un comunicato dell’Agenzia Regionale Comunista del Veneto.
Finanziaria 2012. Pettenò (FSV): “marchetta clientelare” per multinazionali acqua minerale

Una “marchetta clientelare” a favore delle multinazionali dell’acqua minerale, lo definisce così il consigliere della FSV, Pietrangelo Pettenò, l’emendamento approvato dalla maggioranza e che proroga fino al 2015 le riduzioni del pagamento dei diritti di prelievo di acque minerali previste dalla legge 22/2009. “Solo qualche giorno fa, intervenendo in aula, – dichiara Pettenò – l’assessore al lavoro aveva ribadito che “nemmeno con il doppio dei finanziamenti” si sarebbe potuto intervenire a sostegno della aziende in crisi, come noi invece puntualmente proponevamo (per la Ditec, la Nuova Pansac, Murano, ecc…). Con un colpo di mano la maggioranza, Lega PDL, ha invece presentato e fatto approvare un emendamento in cui di fatto si regalano dieci milioni di euro alle grandi multinazionali della acque minerali, che con l’acqua pubblica hanno fatto i miliardi e anche se queste non sembrano attraversare situazioni più drammatiche di altre. Si tratta – ribadisce Pettenò – di una “mancia clientelare” insopportabile, perché rappresenta uno spregio al mondo del lavoro, ai piccoli imprenditori, agli artigiani che dalla Regione non avranno nessun aiuto. E’ evidente che pesano i rapporti con settori della politica che oggi stanno dando la prova di tutta la loro natura servile.


Sosteniamo Luca Abbà

Riportiamo un appello apparso sul sito del movimento NO TAV della Val di Susa.

Da più di 12 anni in una frazione del comune di Exilles, Luca Abbà, 37 anni, contadino e No TAV, unisce le sue convinzioni con l’attività che lo sostenta: la difesa e la cura della terra, inseparabili, lo portano sia in prima fila contro il devastante treno ad alta velocità, sia a coltivare i terreni che gli ha lasciato suo nonno.
Un agricoltura molto particolare: non si capisce se entra più gasolio nel trattorino o esce più sudore dalla fronte, primavera ed estate di fatica, tanti giorni dal mattino presto fino alla sera, che gli amici ancora non hanno capito dove prenda tanta forza! Poi arriva l’autunno, insieme alle castagne, che cadono dai castagni che ha ereditato, iniziano i mercati; fortunato è chi può beneficiare dei frutti del lavoro di Luca, una clientela davvero affezionata: alle patate che solo la dura terra della montagna rende così buone, alle zucche che raccolgono consensi entusiasti, alle caldarroste.

Lunedì 27 febbraio 2012, il suo coraggio lo porta di nuovo in prima fila, a mettere una bandiera con il treno crociato sopra un traliccio dell’alta tensione, a pochi metri dalla baita eretta dal movimento No TAV in val Clarea, ma purtroppo a molti metri d’altezza, troppo vicino ai cavi della corrente, incalzato da un “agente rocciatore”; non si chiamano i vigili del fuoco, non si isola la linea elettrica (come è stato fatto la sera di domenica 4 marzo 2012 con l’altro attivista Turi Vaccaro salito sullo stesso traliccio), così che la tragedia ha il suo corso, mentre le ruspe lavorano per devastare la natura circostante, ma gli adeguati soccorsi tardano lunghissime decine di minuti.

Da una settimana siamo in attesa del miracolo, da chi fin da subito ha dimostrato la tempra di resistere a numerose emorragie, molte fratture, alcuni organi compromessi e parecchie ustioni. Chiaramente sarà impossibile che Luca quest’anno, riesca a mandare avanti l’”Orto del Sole”, da cui trae i mezzi per sostenersi, per cui lanciamo la campagna:

SOSTENIAMO LUCA dando la possibilità ai sensibili e solidali di offrirgli un aiuto economico…

Chi vuole contribuire all’iniziativa può utilizzare i seguenti metodi:
-versamento tramite bollettino postale sul CONTO CORRENTE POSTALE n. 59258160 intestato a Luca Abbà
-bonifico (o posta giro) sul CONTO BANCOPOSTA con IBAN IT 35 P 07601 01000 000059258160 intestato a Luca Abbà.

Per entrambe le modalità la causale è SOSTENIAMO LUCA ABBA’.

Si ringraziano anticipatamente tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa anche solo con un piccolo contributo.


Riceviamo e diffondiamo: solidarietà della FdS veneta con la val di Susa

Il Treno ad Alta Velocità TAV è una grande opera devastante per il territorio e l’economia delle Comunità, serve ad alimentare affari poco puliti, costruire cordate di privati che con il denaro pubblico si arricchiranno, senza nessuna utilità sociale.

La TAV non serve a trasportare merci, ne a dare le risposte ai moltissimi cittadini, lavoratori e studenti pendolari in primo luogo, che ogni giorno fanno i conti con un servizio inadeguato: treni fatiscenti, corse che saltano, ritardi costanti, stazioni degradate o inservibili.

In questi giorni alla sacrosanta domanda dei cittadini della Val di Susa di poter decidere sul futuro della loro terra, la risposta è stata la militarizzazione della Valle, la repressione brutale. Si vogliono imporre scelte espropriando le Amministrazioni Comunali; si vuole rendere operativo un progetto che non gode del consenso delle popolazioni, facendo carta straccia delle regole democratiche. Noi stiamo con le popolazioni in lotta per il diritto all’autodeterminazione, denunciamo la TAV come una grande truffa ai danni dei cittadini, uno spreco di risorse finanziarie che il paese potrebbe e dovrebbe utilizzare per ben più drammatiche emergenze.

Cogliamo l’occasione per fare tutti i nostri auguri a Luca Abbà, valsusino feritosi gravemente mentre provava con la sua protesta pacifica a denunciare l’apertura del cantiere imposta mano militare.

E’ bene far sapere ai grandi affaristi che pensano di sprecare il denaro pubblico su queste mega truffe, che siamo pronti a trasformare tutto il territorio dove dovrebbe passare il tracciato, compreso il tratto che si va annunciando da Venezia a Trieste, in terreno di sollevazione popolare. Per queste ragioni e in solidarietà con le iniziative che in queste ore si stanno promuovendo in tutta Italia, abbiamo deciso di esporre dalle finestre del Consiglio Regionale uno striscione contro la TAV per ricordare anche alle istituzioni venete che senza il consenso delle comunità del nostro territorio, nessun progetto può essere imposto

Renato Cardazzo  sengretario PRC Veneto


Ma perchè quando centra la Lega i conti sembrano non tornare mai?!

Leggo su OggiTreviso che l’assessore regionale Daniele Stival annuncia l’avvio delle procedure per la creazione del nuovo centro logistico della Protezione Civile a Bonisiolo nell’area utilizzata a suo tempo per dare alloggio ai lavoratori delle aziende coinvolte nei lavori del passante. Ricordo che tempo fa Azzolini aveva magnificato questa scelta del territorio moglianese: probabilmente qualche ritorno per sé l’avrà…

Comunque fino a qui la notizia non avrebbe nulla di particolare: che la Protezione Civile abbia bisogno di un Centro Logistico e di coordinamento è fuori di dubbio, che l’assessore della Lega Nord decida per un comune amministrato dalla Lega Nord non stupisce; al più si potrebbe obiettare che la dislocazione territoriale non è centrale nel Veneto come ci si aspetterebbe, ma in compenso la mobilità risulta garantita dalla prossimità del passante; e dunque…

Poi però leggo alcuni paragrafi che mi suonano - come dire…: sbagliati! Una arrampicata sugli specchi:

“La struttura sorgerà [...] nell’area che ha ospitato il campo base dei lavori per il Passante di Mestre, di proprietà di Veneto Agricoltura [...] Un progetto preliminare di massima è già stato redatto da Veneto Agricoltura, che ora è stata incaricata dalla Giunta veneta di completare tale progettazione in accordo con l’unità di progetto Protezione Civile per poi procedere all’avvio della realizzazione. “Una svolta nel senso dell’efficienza e dell’ottimizzazione della spesa – sottolinea Stival – perché la riunificazione in un’unica sede dei diversi centri operativi e uffici comporterà un aumento delle capacità operative, abbinato ad una riorganizzazione importante e ad un risparmio di risorse”.

In questo senso va anche la decisione di attivare il nuovo servizio integrato “Sala Operativa Multirischio Co.r.em e Aib-Cor”, affidato al dr Piero Vio. “La scelta di Vio – sottolinea Stival – è stata dettata dall’esigenza di dotare la struttura di protezione civile anche di un dirigente esperto in materia di salvaguardia della salute. L’inserimento di una professionalità sanitaria – aggiunge Stival – non solo allinea la struttura veneta a quella nazionale, dove tale figura è da tempo presente, ma consentirà anche un approccio multidisciplinare alla gestione delle emergenze, nell’ambito delle quali vengono analizzate e sviluppate anche le necessarie strategie in ordine alle azioni di tutela e assistenza ai cittadini e alla tutela del settore agroalimentare , comparto strategico sia per l’economia che per la salute dei consumatori”.

Se uno legge rapidamente probabilmente sorvola sulla maggior parte di queste cose, ma quando inizia a suonare strano si finisce per cercare di capire meglio.: ad esempio cosa centra la progettazione affidata a Veneto Agricoltura? Vediamo un po’….
“E’ l’azienda della Regione Veneto che “promuove e realizza interventi per l’ammodernamento delle strutture agricole, per la protezione del suolo agroforestale e per la migliore utilizzazione della superficie agraria, per lo sviluppo dell’acquacoltura e della pesca, con particolare riferimento alle attività di ricerca e sperimentazione nei settori agricolo, forestale ed agroalimentare e di sostegno al mercato. Legge Regionale n. 3597 – art.2″. Insomma: non ci trobviamo nulla che riguardi la Protezione Civile, la progettazione di centri logistici, il coordinamento operativo e così via. Dunque perchè affidare a questo ente l’incarico di progettazione: solo in quanto titolare dell’area?!
Un’altra cosa, visto che la riorganizzazione porterà “ad un risparmio di risorse“: a quanto ammonterà questo risparmio e quanto pagherà la Protezione Civile al titolare dell’area, del progetto e (immaginiamo) delle strutture definitive? Ovvero quanto renderà a Veneto Agricoltura che immaginiamo sia legata all’assessorato all’agricoltura retto (guarda caso) da un altro leghista?

Proseguo cercando di capire cosa siano quelle due strane sigle: Co.r.em e Aib-Cor. Trovo che Co.re.em sta per Coordinamento Regionale in Emergenza, che la sala operativa in questione dovrebbe integrare con Aib-CorPer chi non lo sapesse Aib sta per AntiIncendi Boschivi struttura che ospita al suo interno il C.O.R. (Centro Operativo Regionale). Ok: in altre parole ci stanno dicendo che verranno concetrati a Bonisiolo tutti i centri di coordinamento della Protezione Civile regionali ed il servizio anti incendi boschivi compreso il suo Centro Operativo Regionale. Magari potevano spiegarlo con meno sigle? Però con un po’ di fatica ci siamo arrivati!

Ma tutto questo coordinare i coordinamenti da chi sarà gestito? E perchè sottolineare la necessita anche delle competenze di tutela della salute? Cerco chi sia Piero Vio e scopro che si tratta di persona di grande esperienza, che dopo aver operato per 12 anni come libero professionista diviene (per concorso come specifica il suo curriculum) funzionario della Regione Veneto dove prosegue la sua carriera con crescenti responsabilità (anche a livello di organismi nazionali) fino ad oggi. Nulla da dire sulla qualità delle esperienze e responsabilità, però “In quanto responsabile del Servizio Igiene degli Alimenti, Nutrizione e Acque della Regione del Veneto coordina i Servizi territoriali (SIAN e Serivi Veterinari AzULSS del Veneto) competenti in materia di igiene degli alimenti, della nutrizione e delle acque)“.

Io mica contesto la necessità di integrare competenze sanitarie all’ambito della Protezione Civile – ci mancherebbe! – ma pensavo si riferisse alla salute delle persone: cosa centra un veterinario per quanto titolatissimo?! Poi non capisco perchè si debba integrare nella Protezione Civile anche la “tutela del settore agroalimentare“, non sarebbe piuttosto competenza di altri settori e magari di Veneto Agricoltura?!
Infine non mi è ben chiaro: ammesso (e non concesso) che tutte queste attività siano effettivamente da integrare nella Protezione Civile e che un esperto di veterinaria e zooprofilassi sia la persona più indicata per farlo, perchè affidargli la responsabilità del “nuovo servizio integrato “Sala Operativa Multirischio Co.r.em e Aib-Cor“? Non dovrebbe piuttosto trattarsi di un esperto di emergenze, coordinamento, logistica e simili?!

Non è che, con la scusa della Protezione Civile e delle emergenze si sia trovato piuttosto un comodo canale per spendere soldi ed attribuire nomine senza tanti controlli e perdite di tempo? Veneto Agricoltura, esperti in zooprofilassi, tutela del settore agroalimentare…. Per cui controllo un attimo le competenze dell’assessore Daniele Stival:

  • Identità Veneta
  • Protezione civile
  • Caccia
  • Flussi migratori
  • Semplificazione amministrativa
  • Devoluzione ai Comuni e alle Province
  • Antincendio boschivo

Ecco: ci ritrovo la stessa coerenza di cui sopra! Noto che viene presentato come “Assessore Politiche dell’Identità Veneta, Protezione Civile, Caccia” (notare l’ordine!) e mi domando se per caso la “tutela del settore agroalimentare” non rientri negli interessi della identità veneta piuttosto che in quelli della Protezione Civile?


AAAAA Offresi

In Centro Mogliano ampia zona edificabile, con accessi su tre strade a comoda percorribilità, già dotata preventivamente di permessi di edificazione estremamente elastici malgrado dovrebbe essere sottoposta al controllo delle Belle Arti. Nessun vincolo fatta salva la predisposizione di un paio di piste ciclabili e qualche alberello.

Con modica cifra aggiuntiva è possibile incamerare anche Centro Sociale, di pregio in quanto unico spazio pubblico dell’intero comune con possibilità di sfruttarne per qualsiasi necessità la cubatura aggiuntiva.

Comune di Mogliano, attualmente in ristrettezze economiche causa gestione da buon padre di famiglia della Amministrazione Comunal-Padana, cede al miglior offerente.

Prezzo ampiamente trattabile e pagabile in comode rate, con la possibilità di usufruire di finanziamenti già erogati

Per informazioni chiamare la segreteria del Sindaco: 041 59 30 278


Questo il testo della delibera portata questa sera in Consiglio Comunale al punto 2 dell’Ordine del Giorno: Determinazioni in merito alla partecipazione nella Società Molius s.p.a.


Mogliano s’indigna: cacciate l’orto abusivo!

Buona ultima, anche l’amministrazione comunale s’è accorta che in un angolo nemmeno nascosto del Parco Primavera, c’è un orticello ben curato e ricco di una discreta varietà di prodotti.

I cittadini lo sapevano da un pezzo: chi per avere frequentato il parco, magari in occasione del Summer Festival anche per ascoltare Gian Antonio Stella parlare di ben altri vandalismi; chi per sentito dire, chi ancora per averci aggiunto l’omaggio di una piantina o aver colto qualche ortaggio o profumo di stagione.

Ora s’è svegliata la giunta, e si tuona contro l’abusivismo: sia da parte dell’amministrazione che dei commentatori vari. Esilaranti ad esempio alcune prese di posizione di ieri su OggiTreviso: leggete i commenti dove emerge spaventoso il pericolo giallo!

Certo: quell’orto è abusivo. Lo è almeno da aprile/maggio: risale a quei giorni la prima volta che l’ho notato. Quindi si tratta di almeno 3 mesi fa: se nessuno s’è accorto dell’orto significa che da almeno tre mesi non si faceva manutenzione? In un parco pubblico dove giocano i bambini? E non è abusivismo questo?! Abusivismo di altro, non di spazio pubblico, ma di pubblica fiducia!

Gira anche voce che si voglia mettere in vendita il parco con annesso (ex)Centro Giovani, tra l’altro finanziato a suo tempo da un progetto europeo. Non sarebbe abusivismo questo?! Questa volta abusare del patrimonio pubblico.

E’ notizia recente che alla fine questa giunta è riuscita a svalutare e far mettere in vendita l’area ex-Macevi. Non è abusivismo questo?! Abuso di posizione dominante, lo definirei, da parte di un sindaco – e una ristretta cerchia di corresponsabili – che da tre anni sta lavorando per questo risultato.

Sapete che vi dico? La prossima volta che passo dal parco lascio una delle mie piantine di peperoncino: un piccolo contributo per un piccolo abusivismo che non da fastidio a nessuno e lascia i suoi frutti a disposizione di chi li coglie. Abusivo si, ma certo molto più utile di abusi ben più gravi


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