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Dopo il parlamento il popolo (me lo compro)

Con questa logica il governo, nella persona del “mero proprietario” ha deciso che si può passare sopra a qualsiasi cosa pur di mantenere una parvenza di equillibio. Così stanno cercando di far saltare i referendum: prima è toccato al nucleare che sull’onda del disastro giapponese invita le persone a votare con decisione; ed a seguire l’acqua, divenuta un serio problema di tenuta per “gli affari loro”.

Ma non basta: mo bombardiamo pure la Libia senza avvisare nessuno (complice – dispiace dirlo! – Napolitano e con l’avvallo nemmeno troppo velato del PD, sempre un pochino più realista del re). E contemporaneamente, con uno sberleffo a Tremonti che ci si stava giocando decreti ad hoc, lasciamo Parmalat ai francesi. Cosa non si farebbe per non dover dire di no vero?!

Sempre con i francesi concorda che il problema degli immigrati se lo sono smazzato molto più di nio: almeno 5 volte tanto! E dunque non hanno tutti i torti a chiuedere le frontiere… Ma siccome Bossi incalza rimarr, come unica possibilità, colpire gli scafi in mare. Ecco dunque che torniamo al bombardamento della Libia: lo sapete che per i caccia è pericoloso atterrare ancora carichi di armamenti? Quindi capita che li sgancino in mare prima dell’atterraggio nel caso che non abbiano potuto colpire hgli obiettivi: ecco trovata la quadra: basta che passino al largo di Lampedusa prima del rientro…

Intanto FIAT, ridotta alle strette dal mercato, si pappa Crysler in America, ma mica per andarsene dall’Italia! Non sia mai: dove può trovarli, a parte forse in Kazakistan, dei sindacati così proni ai desideri della proprietà?! Ed il governo giù ad appoggiare! Del resto se il giorno della Festa dei Lavoratori, per giunta una domenica tanto per non dover rinunciare a troppo schiavismo, non si possono nemmeno chiudere i negozi… Tenerli aperti per chi poi non si sa: che tanto soldi in giro per fare acquisti non ce ne son più. Forse hanno pensato che, visto che la gente non arriva più alla fine del mese, non possiamo mica chiudere il primo che c’hanno ancora i soldi in tasca da spendere!

Fratelli d’Italia, l’Italia è si mesta, di un vaso da notte s’è cinta la testa. Dopo essere diventati i buffoni del mondo civilizzato stiamo evolvendo negli yes men dell’Europa: e tutto in nome della sopravvivenza ad ogni costo del governo che ormai regge le sue sorti popolari sul successo del Grande Fratello: fintanto che il popolo guarda quello e non s’accorge se lo compra con poco!


Decoro pubblico

“Il problema non è quello dei manifesti dell’Ikea, non è fine a se stesso: il problema è quando c’è l’esasperazione e ci si mette nelle piazze e nei giardinetti: si tratta di decoro pubblico. Io multerei due uomini che si baciano in un parco della mia città. Certe cose si facciano in situazione private“.

E’ un brano tratto da un’intervista rilasciata dal sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo, in merito alla diatriba scatenatasi intorno alla pubblicità dell’Ikea (due uomini visti di spalle che si tengono per mano ed uno slogan che si riferisce a “tutti i tipi di famiglia”) che ha portato addirittura il sottosegretario Carlo Giovanardi ad ergersi paladino in difesa della Costituzione, offesa – pare – da quel rimando alla famiglia. Ci sarebbe da ridere se si pensa al rispetto per la Costituzione Italiana dimostrato fino ad ora dal governo di cui Giovanardi è sottosegretario!

Comunque decoro per decoro: le minchiate non sono considerate indecorose?!


Domani tutti in Piazza!

Aderendo alla giornata nazionale in difesa della Costituzione Italiana lanciata dall’associazione Articolo 21, l’ANPI organizza un presidio con letture dalla Costituzione e distribuzione di bandiere.

Ma è anche l’occasione della giornata nazionale in difesa della Scuola Pubblica, sempre più sotto attacco, privata di fondi, accusata di plagiare i nostri figli o meglio: di non lasciarli plagiare a chi lo vorrebbe fare! Il CGD si affianca all’ANPI per testimoniare il bisogno di Scuola libera e per tutti che c’è in Italia.

Difendiamo la Scuola Pubblica, difendiamo la Costituzione: scendiamo in piazza, facciamoci vedere e facciamoci sentire.

L’appuntamento per sabato 12 marzo a Mogliano è in Piazza Caduti dalle 10.00 alle 12.30: noi ci saremo!


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