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Referendum: suggerimento per il voto

Alcune valutazioni hanno mostrato come le percentuali di affluenza al voto diffuse dai mass media possano influenzare il comportamento di voto degli elettori:

  • Chi è interessato al risultato, ma magari è costretto a qualche sacrificio per votare, tenderà ad andare al seggio più facilmente se ritiene che i dati indichino la possibilità di arrivare al quorum e ad abbandonare se l’affluenza è bassa
  • Ci sono persone che si lasciano trascinare dal comportamento degli altri: i più incerti in particolare se sentono di basse affluenze tendono a seguire la massa ed astenersi
  • Chi è contrario, ma incerto se votare no oppure astenersi nella speranza che il quorum non sia raggiunto, sarà più portato ad andare a votare se i dati indicano che si va verso il raggungimento del quorum

Insomma: le spiegazioni possono essere molte e di vario genere, e forse tutte più o meno vere nel senso che si tratta di fattori che contribuiscono.

Queste considerazioni però contribuiscono tutte a suggerire una tattica magari marginale ma che può avere il suo peso in una situazione di incertezze:

ANDIAMO A VOTARE PRESTO!

certamente entro le 12 (meglio le 11) della domenica mattina! In questo modo le percentuali di voto rilevate e diffuse (la prima rilevazione ufficiale è fatta alle 12 della domenica appunto) tenderanno ad essere più alte e stimolare i più incerti ad andare a votare.

Fallo anche tu dunque: a votare domenica mattina 12 giugno abbastanza presto; e passa parola!!!


Eeehh: Milàn l’é un gran Milàn!

Ma anche Napoli è una grande Napoli! Per non parlare di Cagliari, Novara, Gallarate, Arcore (no dico: Arcore!!!), Trieste (comune e provincia) e vai soppiantando.

L’unica “isola verde” (ma non nel senso buono di ricca di vegetazione!) resta il nostro tristo Veneto che, pur attanagliato dalla morsa della crisi, pur testimone della caccia alle poltrone e delle sgomitate nella Lega, pur cominciando a capire che tra invasioni barbariche ed immigrazione c’è una certa differenza, pur sapendo che l’unico modo per salvarsi è farlo insieme e non montando sulle spalle dell’altro… Pur con tutto questo lascia ancora ampi margini a questa destra becera.

Non che abbiano da godere chissà quanto nemmeno qui da noi: il calo di consensi s’è fatto sentire, anche se a macchia di leopardo. Qui a Mogliano ad esempio è stato un crollo! Ma come faceva notare ieri sera un’anima sconsolata della destra a chi stava festeggiando in piazza “ridete ridete: intanto qui ha vinto Muraro!”. Certo: lo diceva più per tirarsi sul il morale lui che per altro, ma si tratta pur sempre di una triste verità.

Ma è fuori di dubbio che un vento di rinnovamento soffia ormai per l’Italia ed anche il profondo nord comincia a risentirne: è più importante che mai, dunque, rimboccarsi le maniche e spiegare le nostre vele per tenerlo in poppa.

Iniziamo dai 4 referendum: raggiungere il quorum il 12 e 13 giugno e sommergerli sotto una valanga di SI magari non darà la mazzata finale, ma certo offrirà un bel contributo! Continuiamo a lavorare, a spiegare a far sapere a chiarire. Una signora mentre volantinavo domenica mi ha chiesto “bisogna votare un NO perchè non privatizzino l’acqua vero?!” Facciamo attenzione a queste cose: l’informazione è volutamente scarsa ed il messaggio altrettanto volutamente ambiguo: VOTARE 4 SI rimane in testa e non da adito a dubbi: ripetiamolo fino allo sfinimento.

E poi abbiamo un comune da ripulire e riconquistare. Azzolini e chi ne tiene i fili sono alla canna del gas: tra tagli e sparate non sanno più che pesci pigliare. Stanno riducendo Mogliano allo stremo: venduto il vendibile e distribuito il resto agli amici adesso si preparano ad una stagione di lacrime e sangue (per noi!) che definiscono “inizia finalmente la discesa”. Si: agli inferi però!

E’ giunta l’ora che si tolgano di mezzo: abbiamo bisogno di una sana deleghistizzazione della zona. Se vedete in giro rotonde provinciali, autorizzazioni alla costruzione, poltrone di Consigli di Amministrazione e cose simili non toccatele e tenete lontano i bambini: si tratta delle esche avvelenate distribuite per fare piazza pulita!


Avevamo promesso di dare i numeri…

Ed ogni promessa è debito! Sperando di non incappare in qualche svarione vista l’ora tarda

Confronti (che trovate qui) è un file PDF in tratto da una tabella in cui abbiamo messo a confronto i dati dei voti delle elezioni provinciali appena effettuate con quelli delle regionali 2010 e delle comunali 2009. Ovviamente solo per i seggi di Mogliano.

Il confronto non è allargato a tutte le liste: ci siamo attenuti a quelle presenti in almeno due delle tre elezioni o in qualche modo richiamabili ad altre che vi erano, permettendoci in questa operazione, delle libertà che si possono considerare quantomeno discutibili, come ad esempio confrontare il voto di SEL con quello di Sinistra Moglianese alle comunali del 2009 (dove SEL non era presente; ricordiamo comunque che S.M. è pressochè confluita in SEL giusto di recente).

Ancora il confronto dei voti di Rifondazione lo abbiamo fatto sia direttamente che sommandoli a quelli di Sinistra Unita per la Marca: operazione decisamente impropria soprattutto pensando che alle ultime due regionali non candidavano nemmeno lo stesso presidente. Crediamo comunque che, chi ha votato per queste due formazioni, forse lo avrebbe fatto ancor più volentieri e probabilmente insieme a molti più compagni, se si fossero presentate insieme sotto il simbolo della Federazione della Sinistra!
Sommandole si attesterebbero sopra il 4%, crediamo che insieme la Federazione della Sinistra si sarebbe posizionata ben più su, anche in considerazione del fatto che la campagna elettorale per noi è stata mogia e sotto tono a causa dell’idiotissima ed irresponsabile divisione!

Un’altra libertà che ci siamo presi è stata quella di verificare quanti voti abbia perso la Lega Nord da sola e quanti continui ad averne perso anche se si sommano quelli confluiti sul bovino Razza Piave (scusate eh: ma a me fa pensare ad una mucca da latte!) di proprietà del neo ed ex presidente Muraro. In entrambi i casi la defaillance è evidenttissima rispetto alle regionali: se si considera la Lega da sola perde ben 2.156 voti; ma se e concediamo di sommarci quelli razzisti (nel senso della razza piave) continua comunque a perderne ben 1.084, mica una fesseria su un totale di 12mila circa espressi! Vero è che il calo dei votanti ha colpito un po’ ovunque, ma se aveste dubbi sul brillante risultato leghista toglieteveli: non solo cala in termini assoluti ma pure in percentuale lasciando sul terreno un buon 3%.
Se poi consideriamo che, con la sua virata iperbolica, Azzolini avrebbe dovuto portare in dote alla Lega almeno una parte dei voti della Lista Giovani (diciamo la metà?) il crollo si fa storico: se restavano dei dubbi sul fatto che a breve gli daranno il benservito penso proprio che questi conti della serva li tolgano tutti: Azzolini aveva alle comunali 2009 un pacchetto di voti poco sotto i 2.700: con meno della metà avrebbe fermato l’emorragia leghista.
Dunque i casi sono due: o non ne ha portati proprio, nel qual caso lo scaricheranno in quanto troppo pretenzioso per essere così inutile, oppure ne ha portati il che significherebbe che le magre figure raccolte da questa giunta hanno fatto fuggire dalla Lega un numero impressionante di elettori. In questo caso lo scaricheranno per non continuare ad accumularne!
Così a naso la poltrona di Azzolini è stabile e solida: più o meno come quella della Moratti!

Quasi dimenticavo un’ultima spiegazione. Il dato che trovate in fondo alla riga del PD, che evidenzia una perdita rispetto ai voti delle comunali 2009, è ricavato sommando (sempre con libertà) ai voti di lista del PD quelli della lista civica di Zago e quelli di Mogliano Democratica. Considerato che entrambe non erano presenti alle regionali 2010 ne alle ultime provinciali, abbiamo provato a considerarle “costole” di quest’ultimo, almeno per il confronto numerico.


A caldo

Impossibile non lasciarsi andare ad un commento a caldo, pur con il rischio di dover poi rivedere qualcosa, una volta consolidate le situazioni  e distribuiti i seggi.

Mi pare che il dato principale sia da rilevare nello sfondamento mancato da parte della Lega: certo Muraro è riconfermato al primo turno e con amplissimo margine, ma quattro fatti mi paiono rilevanti:

  1. Il grande margine è, prima di tutto, sul suo alleato al governo (del resto gioiosamente tartassato anche a Milano: e questa è una grandissima notizia!!!): un PDL che più che arretrare sparisce
  2. La relativamente consistente affermazione della lista personale del ex e neo presidente
  3. L’essere rimasta sotto i pronostici che i leghisti distribuivano con sicumera la vigilia parlando di un tranquillo 65% (c’era pure uno che voleva tirarmi a scommettere, che se ci fossi stato…)
  4. L’enorme astensione che fa dei non votanti il primo partito in assoluto: a Mogliano hanno votato meno del 55% degli aventi diritto

Mi perdonerete se limito la mia analisi a Mogliano: non sono abbastanza pratico di quanto accade nel territorio della Provincia di Treviso e, ad essere totalmente sinceri, nemmeno così interessato, sentendomi da sempre molto più vicino a Venezia culturalmente e politicamente. Mogliano invece è il posto dove vivo e dove combatto giornalmente la mia battaglia e dunque questi risultati mi  interessano innanzitutto letti con una lente locale.

E Mogliano non rispecchia la geografia del resto della provincia: non quella media almeno. Il PD rimane il primo partito con ampio scarto rispetto alla Lega che si conferma seconda; il PDL rimane poco più di un fantasma superato anche dalla Razza Piave e – poco ci manca – dall’IdV; la coalizione di centro sinistra regge benissimo il confronto attestatondosi a soli 30 voti sotto la coalizione Lega-PDL-Piavini. Rimane inoltre l’incognita Razza Piave: certamente difficilmente dissociabile dallo schieramento leghista a contemporaneamente un segnale da non sottovalutare.

Chi ha votato Razza Piave? Farebbe pensare ad un partito da leghisti: dal candidato e creatore fino agli slogan ed al nome stesso. Eppure, considerato lo spirito di corpo del leghista medio non fa strano che qualcuno possa aver lasciato il verde padano per il rosso ferrari?! A me sinceramente si. Mi chiedo chi possano essere questi strani piavini, e quanto pesino su questo voto i giochi di potere che stanno dilaniando anche la Lega e, almeno nel caso di Mogliano, lo zampino di Azzolini che, all’ombra di Muraro, sta cercando di assicurarsi un futuro politico. Insomma: diciamo che un’ampio contributo da parte dell’ala più azzoliniana dei Giovani per Mogliano non mi suonerebbe affatto strano. Rimane comunque il segnale per la Lega: chi ha votato lì si riconosce nelle stesse schifezze razzista-secessioniste del partito storico ma contemporaneamente non gli da il voto preferendo la secessione dai secessionisti o se preferite l’autonomia del Piave dalla Padania: chi di spada ferisce

Il segnale più forte che arriva a Mogliano, probabilmente, è per la giunta: sparita da tempo la maggioranza che aveva portato all’elezione di Azzolini, anche la raffazonata armata Brancaleone che sono riusciti a radunare per volontà di Muraro-Gava ha certamente il fiato corto quanto il famoso malo caballo: pur sull’onda degli 800mila euri spesi per la campagna elettorale da Muraro, che di Mogliano ha fatto il suo feudo e protettorato, non riescono ad arrivare al 50% ed anzi già sentono sul collo il fiato dell’opposizione di centro sinistra che, come dicevamo, si attesta qualche decina di voti sotto.

Certo: io non sono un giudice disinteressato; ma qualcosa mi dice che ricomincerà a tirare aria di bufera sulla giunta. La Lega dovrà decidere se continuare a perdere la faccia grazie alle prodezze azzoliniane, che tra l’altro gioca per uno dei molti partiti nel partito e non necessariamente quello attualmente egemone, oppure dare un taglio netto per cercare di rifarsi una verginità entro le prossime elezioni.

Certo non può assumersi la responsabilità di un nuovo commissariamento scaricando direttamente il sindaco dopo aver lavorato per mettere all’angolo lui ed i residui della sua (ex)lista, ma nemmeno stare lì a farsi logorare è un bel vivere! Io sarei pronto a scommettere che d’ora innanzi farà sempre più la faccia feroce tirando la corda al limite della rottura e ponendo aut aut della serie “o si fa come dico io al 100%, senza mediazioni, oppure andate a scaricarvi“.

Sarà interessante vedere se la neo assessora Tronchin sarà disponibile a piegarsi a tutto oppure – come vorrebbe il suo ruolo di salvatrice della patria – si impunterà pretendendo ciò che non si è voluto dare a Gosetto. Comunque sia chiudere il bilancio in queste condizioni sarà un’impresa: se si taglia si perdono le clientele, se non si taglia si perde la bussola, ciascuno vorrà tagliare tra le clientele degli altri per continuare a coltivare le sue.

Secondo me nel prossimo periodo ne vedremo delle belle.

Sull’astensione che dire? Be’: forse le province – checchè ne dica la Lega che le ha enormemente rivalutate da quando ne comanda diverse! – si dimostrano una volta di più enti utili solo a piazzare gli scartini della politica e le loro clientele. Sicuramente la gente sente la provincia vicina nella sua vita più o meno quanto il Tibet, salvo che per il Tibet prova a volte una sorta di simpatia, magari grazie alle campagne internazionali dei divi di Holliwood. Per la provincia no!

C’è però, altrettanto sicuramente, una grossa fetta di delusione nei confronti della politica in generale. Con più calma ed a mente più fredda, sarà interessante andare al di la delle percentuali e fare un po’ di confronti sui  numeri di voti presi da ciascuno e sulle loro distribuzioni: probabilmente in termini assoluti tutti hanno lasciato per strada un po’ del loro antico gruzzolo e bisognerà vedere chi sia stato più o meno penalizzato da questa disaffezione: vi diamo appuntamento ai prossimi giorni per questo approfondimento


Meditazioni elettorali

Forse vi sarete chiesti perchè questo blog, voce ufficiale del Circolo dei Comunisti di Mogliano, non abbia preso una chiara posizione in merito alla elezioni provinciali che si stanno svolgendo e, soprattutto, non abbia dato indicazioni di voto. Non intendiamo rompere questo silenzio: ma riteniamo sia giunto il momento di chiarirlo.

Abbiamo deciso di non partecipare al gioco al massacro che vede, nelle liste elettorali per la Provincia di Treviso, ben 4 diverse liste di sinistra che presentano 3 diversi candidati alla presidenza. Quando questa situazione è divenuta ufficiale il Circolo ha assunto una posizione critica molto forte e molto chiara, che è stata inviata alle segreterie regionali, nella quale – riassumo – contestavamo l’incapacità dei responsabili di raggiungere una posizione unitaria che avrebbe potuto consentire una presenza istituzionale della sinistra nel prossimo consiglio provinciale.

Il tutto in una provincia dove una Lega Nord becera ed incivile rischia di fare man bassa tra avversari ed alleati imponendo un monopolio politico e clientelare (stavo per aggiungere culturale, ma visti i livelli non penso sia il caso!). Se credete che io stia esagerando provate a guardarvi il libello elettorale che hanno recapitato a casa di tutti gli elettori: lo slogan è “abbiamo portato a casa il federalismo e bloccato l’immigrazione clandestina“. Interpretato poi in varie chiavi all’interno: una più volgare e bugiarda dell’altra. Da Maroni che spara un “abbiamo fermato da soli gli sbarchi” riferendosi a Lampedusa ed alla vergognosa politica della creazione di emergenze e dei respingimenti dei richiedenti asilo; a Calderoli che annuncia l’era del “vedo-pago-voto” per spiegare quella roba che hanno chiamato “federalismo fiscale” e che significa solo che Tremonti continua a tagliare i contributi ai comuni che però tasserano ulteriormente i cittadini, ovviamente quelli che già pagano che gli altri… Aggiungono pure un “più soldi per i nostri comuni” che sappiamo tartassati dal governo dove questi signori praticamente comandano e strangolati da un patto di stabilità che non permette di spendere nemmeno i soldi dove ci sono!
Oppure un “ritorniamo padroni a casa nostra” per tradurre quel “federalismo demaniale” che ha affidato ai comuni il compito di privatizzare i beni pubblici che lo stato non era in grado di vendere. Ricordatevi: il 70% dei proventi di queste privatizzazioni (ammesso che riescano a farle) andranno comunque allo stato. Ecco cosa traducono con “padroni a casa nostra”!

Ecco: scusate se ci siamo dilungati, ma crediamo che questa politica bugiarda, egoista, becera, campanilista, a caccia di poltrone e posti chiave, clientelare perfino a livello istituzionale, sempre schierata con il forte contro il debole, che sfrutta i timori delle persone, l’incertezza economica, il disastro della crisi per indirizzarli verso un falso nemico allo scopo di compattare le truppe; tutto ciò sia il primo e vero nemico da battere.

A fronte di ciò ci troviamo di fronte a quattro diverse liste della sinistra: due schierate con l’alleanza di centro-sinistra e due con ciascuna un proprio candidato. Veti su simboli comuni o meno, attacchi personali tra dirigenti che, forse hanno pure le loro ragioni, ma evidentemente hanno perso il senso della misura ed il polso della base.

Il Circolo dei Comunisti di Mogliano ha fatto politica e campagna elettorale: ciascuno di noi ha firmato e fatto firmare liste, supportato un candidato, aiutato la sua visibilità o contribuito a consolidare o formare le sue posizioni. Ma lo abbiamo fatto senza prendere una posizione ufficiale perchè esternare una scelta avrebbe significato partecipare alle divisioni.

La nostra scelta è per l’unità della sinistra e su questa scelta, su questo obiettivo, non abbiamo mai smesso di lavorare e riprenderemo con ancora maggior vigore passate queste elezioni. Crediamo che lunedì si faranno le somme e martedì si dovrà iniziare a fare i conti: ciascuno dovrà assumersi oneri ed onori della scelta fatta. Chi avrà fatto una scelta vincente (se ci sarà) avrà diritto al massimo sostegno, chi avrà fatto una scelta sbagliata, ovvero perdente per l’intera sinistra, dovrà trarne le debite conseguenze ed assumersene le relative responsabilità.

Oggi ci auguriamo di poter sostenere chi avrà avuto ragione, da martedì saremo in prima linea a chiedere conto a chi avrà avuto torto.

Oggi intanto andiamo a votare: ciascuno il suo candidato; non vi indichiamo quale sia, a nostro parere, il candidato da votare qui a Mogliano, ma vi ricordiamo che votare è, al momento, l’unico strumento per arginare la deriva descritta sopra.

Vi ricordiamo anche che a Mogliano abbiano un ulteriore motivo per darci da fare: Muraro è il vero padrone in comune dove ormai Azzolini è solo un portavoce dei poteri forti della Lega Nord in balia di scelte fatte altrove. Dunque al di là di quale sarà il risultato di Muraro nella privincia, è particolarmente importante che sia arginato a Mogliano: la divisione definitiva dei poteri ed il prossimo futuro del nostro comune saranno decisi anche dai rapporti di forza che emergeranno nei seggi lopcali durante queste elezioni.

Dunque se per caso foste tentati di starvene a casa, magari delusi o schifati per le divisioni quanto lo siamo noi, ricordatevelo e fate un altro sforzo.

Da martedì ci sarà modo di riparlarne.


Danni, beffe e Minzolini vari

Apprendo dal TG3 di questa sera che l’Authority per le comunicazioni ha sanzionato il TG1 per non aver rispettato la sua precedente ingiunzione a riequililbrare i tempi di apparizione a video delle varie forze politiche in piena campagna elettorale: Berlusconi (che tra l’altro è ignomignosamente candidato a Milano!) è sempre presente: dai titoli di testa a quelli di coda e, fatta esclusione forse per la morte di qualche cucciolo in qualche zoo straniero, in tutte le notizie di cui questo presunto telegiornale tratta.

Bene, cioè: male!

Che l’autority imponga un riequilibrio è, o dovrebbe essere, già una pessima notizia per una TV pubblica: roba da provocare una slavina di dimissioni dai massimi organismi di controllo, giù giù fino all’infimo livello del direttore del TG in questione; questo accadrebbe in qualunque paese civile almeno. E poi ci vengono a raccontare dell’appiattimento sulle veline di regime della TV nord coreana o libica! Una TV pubblica dovrebbe essere equilibrata per definizione visto che è anche mia e con me di tutti gli altri cittadini, quantomeno di quelli che, come me, pagano puntualmente il canone.

Certo un errore può capitare a chiunque, anche in buona fede (non Fede Emilio, sia chiaro!). Dunque se il garante fa un richiamo una TV pubblica dovrebbe immediatamente scusarsi pubblicamente e provvedere tempestivamente a correggersi. Macchè: se ne fotte sempicemente!

Conseguentemente il garante utilizza l’unico mezzo che ha a disposizione: la sanzione. Che la RAI – e qui sta la beffa! – forse pagherà e se lo farà lo farà con i soldi che io pago di canone nelle speranza di averne in cambio un’informazione pluralista ed equilibrata!

Dunque Berlusconi, tramite Saccà (da poco rimosso e promosso ad altro lauto incarico) nomina quale direttore del principale TG dell’azienda pubblica, di cui è concorrente sul mercato, un tizio che strafregandosene dei pareri del garante per le comunicazioni danneggia tutti i cittadini non berlusconiani somministrandocelo in dosi massicce, e per questo si becca una multa che fa pagare a me ed agli altri cittadini (soprattutto i non berlusconiani, che gli altri sono certamente più restii a sganciare i soldi del canone!) costretti a subire una sanzione per essere stati vittime di un atteggiamento che come minimo si deve definire scorretto (ma il termine più adatto sarebbe delinquenziale).

Come non bastasse, indipendentemente dalla fonte di provenienza (pur sempre le mie tasche!) questa uscita straordinaria danneggerà, poco o tanto la RAI, e qualunque danno a questa andrà automaticamente a tutto vantaggio della diretta concorrente Mediaset.

Io questo lo definisco giocare con le carte truccate


Un altro primato perso per Mogliano

Ricordate quando Mogliano era considerato una sorta di laboratorio politico nazionale? E’ a Mogliano che si sono fatte le prime prove del compromesso storico (con Ugo Bugin all’epoca segretario del PCI moglianese), ma anche una delle primissime giunte di sinistra: forse la prima in Veneto. E negli anni questa tendenza anticipatrice è proseguita a lungo.

Ora abbiamo perso anche questo primato: il governo Berlusconi è riuscito a garantirsi una sopravvivenza stentata e soggetta alla fame di potere dei vari Responsabilil prima che ce la facesse la giunta Azzolini!

Bisogna dire che la giovin promessa della politica moglianese ce l’aveva messa tutta per mantenere il primato: prima scivolando in silenzio ma rapidamente dalla lista civica agli Zaia’s Boys con il solo indizio del fazzoletto verde perennemente in taschino; poi adagiandosi sotto le protettive ali della chioccia leghista: inneggiando a Gentilini (qui forse aveva sbagliato cavallo…) e scattando sull’attenti ai diktat del presidentissimo Muraro.
Infine calando le brachealtrui: nella fattispecie quelle della Lista Giovani alla quale doveva la sua sfolgorante carriera amministrativa – e sacrificando senza troppe lacrime (i coccodrilli si sa che piangono solo dopo un lauto pasto!) chi l’aveva sorretto con dedizione per molti anni alle sue ambizioni condite poi in salsa padana.
Fino ad arrivare all’appello ai Responsabili, qui rappresentati dai rimasugli del PDL locale e dall’ondivago rappresentante di FLI, per puntellare il governo moglianese sull’orlo di una crisi di nervi e di poltrone.

Ma gli è andata male: al fotofinish il governo Berlusconi gli ha dato un’incollatura nominando 9 nuovi sottosegretari ed un paio di consulenti speciali prima che lui riuscisse – tra l’altro, ironicamente, rispolverando l’importanza delle quote rosa di cui mai s’era accorto in precedenza! – a saziare gli appetiti locali redistribuendo incarichi e poltrone per assicurarsi un futuro incerto, ma pur sempre numericamente accettabile.

Potenza dell’economia: a differenza di Roma Ladrona, il governo locale deve fare i conti con poltrone sempre più risicate, in nome dell’austerità, e dunque non è semplice accontentare tutti i pretendenti: riesci a bruciare un Gosetto per liberare un posto e subito si mette in moto la valanga dei pretendenti che ti costringono ai giri di Valzer dei consigli di amministrazione, assessorati, presidenze e vai lottizzando.

Che ne dite di cercare di restituire a Mogliano il suo primato di laboratorio politico? Almeno questo potremmo farlo visto che per il resto gli orizzonti sono cupi e nebulosi!

Sarebbe semplice: basta che sia il primo comune della Marca dove la Lega Nord arretra e ne vedremo delle belle; dal risveglio della Lista Giovani al rialzo delle pretese dei Responsabili; dalla fuga degli Azzolini orfani al rilancio della responsabilità sociale.

Insomma: il gioco vale la candela! Alle prossime elezioni provinciali votate pure per chi preferite, non vi diamo nemmeno un’indicazione specifica trovando utile qualsiasi scelta vogliate fare, ma votate e fate votare per chiunque non appoggi la Lega Nord. O, se proprio ci tenete al vostro fazzoletto verde, votate per un leghista che non sia di Mogliano: fatelo almeno per restituire al nostro comune la dignità nelle pagine dei quotidiani locali!


Braci, padelle e bronse coverte

Non tragga in inganno il titolo e la stagione primaverile in cui si rispolverano i barbeque: non si tratta di un post a carattere culinario. Ci chiediamo piuttosto cosa ci stia cucinando l’amministrazione moglianese in salsa leghista per il prossimo futuro delle politiche sociali.

Non siamo certo stati teneri con la gestione Gosetto, ma visto e considerato che Azzolini e Boarina gongolano per la sua uscita, accusandolo di sprechi e mal gestione; con ciò lasciando intendere che la spesa già risicata per questi capitoli sarà ulteriormente rosicchiata; e che gli avanzi pare saranno dati in gestione al neo ingresso pidiellino Lucia tronchin, il cui partito non brilla certo per una particolare attenzione nei confronti delle fasce più deboli e per le politiche sociali; insomma: tutto considerato non c’è di che sperare in una svolta positiva!

Del resto i segnali in tal senso non sono certo mancati: chiusura dello Sportello Arcobaleno e dello Spazio Giovani e tagli indiscriminati alla refezione scolastica, che ricadono oltretutto su lavoratori/trici già alla frutta, annunci di riduzioni fameliche dei contributi al trasporto scolastico (che ancora una volta colpiscono in prevalenza le fasce più deboli), inviti al volontariato ad ubbidir tacendo e tacendo morire ed a sobbarcarsi l’onere del bisogno a cui questa giunta ha, molto semplicemente, smesso di interessarsi, in altre faccende affaccendata.

In compenso corre voce che per il decoro urbano (quello stesso in nome del quale il sindaco di Treviso, Gobbo, non esiterebbe a punire due uomini che si bacino in pubblico) gli stanziamenti abbondino. Suggeriamo quantomeno che la cura delle aiuole fiorite (effimere quanto inutili, ma in compenso ben visibili: il che non guasta, particolarmente in periodo elettorale!) sia affidata ai cittadini che non riescono a sbarcare il lunario; ovviamente con una chiara gerarchia negli incarichi: precedenza alla razza Piave, non sia mai! Si potrebbe inoltre sostituire i fiorellini – che tra l’altro necessitano di abbondante e frequente acqua! – con verdure autoctone che rispettino la stagionalità: sull’esempio degli orti di guerra questo potrebbe sopperire alle necessità di un po’ di bisognosi, contribuendo anche a rilanciare la coltivazione dei prodotti locali come da indicazioni dell’attuale presidente della regione ed ex ministro dell’agricoltura, di cui il nostro sindaco si autodefinisce uno dei boys.

Un’altra misura alternativa di sostegno al reddito potrebbe provenire proprio dai tagli alle merende dei bambini; dalle pieghe dei risparmi attuati a scapito della dieta dei piccoli delle scuole materne. Quello che il comune non può fare per la cultura e il sostegno alla disoccupazione lo può sempre far fare a MoSe: più libera dai lacci e lacciuoli della burocrazia insensata che tarpa le ali ai nostri moderni managers!
Per la cultura si è già provveduto: facendo rilevare a MoSe la pista di pattinaggio liquidata da SPL.

Per il sostegno al reddito pare che si potrebbe far transitare da MoSe, dandoli in outsourcing (che l’inglese fa sempre un effetto professionale!), i compiti prima affidati ai precari in forza al Comune, tagliati con la giustificazione delle ristrettezze di bilancio.
Magari non tutti: liberi da lacci e lacciuoli si può fare una scelta accurata e soprattutto oculata, di quali siano i servizi (ed ancor più i servitori!) assolutamente irrinunciabili e di quali invece potranno essere lasciati alle amorevoli cure del nuovi servizi sociali: meno spreconi e scialacquatori potranno sempre proporgli di dare un senso alla loro esistenza dandosi al volontariato.

E qui il cerchio si chiude


Gosetto sprecone, opposizione accontentata e Azzolini salvatore della patria

A leggere i resoconti di stampa – più o meno ricavati da “radio spritz“, l’immagine che si ricava della situazione politica moglianese è quella riassunta nel titolo.

Azzolini da il benservito all’assessore Gosetto, accusato di spendere e spandere quando la situazione economico finanziaria del nostro comune è alla frutta (e chissà chi ce l’ha portato?!), ed assume l’interim per le politiche sociali con l’obiettivo di concentrare le risorse su anziani e disoccupati (presumibilmente di pura Razza Piave). Si parla di riassetto (rimpasto), ma guarda caso i giochi si faranno dopo le elezioni provinciali: evidentemente Muraro ha dato la linea (gli ordini): nessun casino fino a che la mia poltrona non è al sicuro!

La Tribuna, chiude con uno scarno richiamo alla conferenza stampa indetta dall’opposizione di centro sinistra (c’eravamo anche noi e non abbiamo certo risparmiato critiche e proposte) le cui pressanti domande – retoriche ovviamente! – all’amministrazione su fondi, politiche, strategie, sprechi ed arroganze varie, vengono ridotte ad un “risponde così a Carola Arena [il resto dell'opposizione evidentemente per il giornalista della Tribuna non esiste N.d.R.] che chiedeva quali fossero le scelte di questa amministrazione“. Suona male sinceramente: a fronte di un discorso organico e complessivo sulle condizioni pietose delle politiche sociali moglianesi, dovute alle scelte surreali di questa amministrazione, pare quasi che tutto quello che il gornalista ha recepito (del resto stava sempre al telefono!) sia una sorta di “intepellanza impropria” su cosa la maggioranza intenda fare. Spiace aver fatto la fatica di sviluppare documenti e proposte, invitando giornalisti per renderle pubbliche, per poi rendersi conto che – in altre faccende affaccendati – evidentemente non hanno avuto il tempo e l’attenzione necessari per capire di cosa si stava parlando!
Tant’è: non stiamo certo a polemizzare con la stampa. Evidentemente abbiamo qualche difficoltà di comunicazione se siamo riusciti a farci capire solo dal Gazzettino: vedremo di fare un corso di aggiornamento in comunicazione (di quelli per i manager moderni: avete presente?!) per riuscire a farci capire a più ampio spettro.

Veniamo al dunque. Muraro aveva detto che voleva il PDL (e forse FLI) in gunta e Azzolini scatta sull’attenti e batte i tacchi. Non subito per carità che non si dia fastidio: tanto il futuro di Mogliano può ben aspettare l’esito della candidatura di Muraro no?! Poi ci penserà lui, forte del consenso che si pensa otterrà la Lega, a sistemare le cose.
Nel frattemp la Lista Giovani ottiene il benservito a lungo atteso: Gosetto “sprecone” (alla faccia! Se invece fosse stato un risparmiatore in quali condizioni ci troveremmo?!) ed interim ad Azzolini.

Azzolini il quale è notoriamente uno di manica stretta e larghe vedute: attento alla spesa, non scuce una lira (ops euro) se non per stretti interessi personali o di partito. Ricorderanno i cittadini i concerti faraonici offerti dall’allora sindaco giusto a ridosso delle elezioni. La pista di pattinaggio unico bene (finora) salvato dalla liquidazione di SPL. I lauti contributi elargiti alle case editrici filo leghiste per portare noti cantanti a Mogliano a presentare libri sconosciuti, erogati con la scusa di altre presentazioni, libri regalati ed altri ospiti (non se la prenda l’incendiario di libri assessore provinciale Speranzon: non era per agevolare la sua presenza che Azzolini scuciva il grano!).

L’attenzione agli anziani ed ai disoccupati fa temere il peggio: almeno prima i concerti per cui il sindaco spandeva a piene mani (i soldi dei contribuenti!) erano incentrati su musiche ad ampia diffusione: adesso che i giovani devono sparire dall’orizzone delle scelte politiche, probabilmente sarà l’operetta ad avere la meglio: aspettatevi edizioni della vedova allegra o del paese dei campanelli, realizzate in piazza, senza biglietto da pagare: questa è più o meno l’idea di welfare che ha il nostro amato sindaco!
Siamo poi terrorizzati al pensiero di queli potrebbero essere le misure per i disoccupati: considerato che ha tentato di imporre il lavoro gratuito agli operatori della de-contrattualizzata cooperativa Caracol, probabilmente ai disoccupati moglianesi verrà offerta la possibilità di distribuire gratuitamente i prossimi numeri di MO.VE. (l’esimia pubblicazione che magnifica le sorti progressive della nostra giunta Muraro… Ops: Azzolini) in cambio del panino a metà mattina sottratto ai bambini delle scuole materne.

Per parte nostra non possiamo che continuare a sottolineare l’insipienza di questa amministrazione, le scelte non fatte, le politiche arruffate e clientelari, la totale dipendenza dalle decisioni prese altrove e dalla linea dettata dalla Lega Nord e dai suoi padrini/padroni. Fa specie che ancora non se ne siano accorti i residui sopravviventi della Lista Giovani; che dice Copparoni: aspetta di entrare nella lista dei prossimi “spreconi” oppure intende ricordarsi di avere una funzione legata alle politiche culturali del comune? O forse ritiene che i formaggi a Villa Braida siano ciò di cui Mogliano ha bisogno?

Intanto appuntamento il 9 maggio: per l’ennesimo Consiglio Comunale richiesto dall’opposizione visto che la maggioranza non ha più nemmeno quella parvenza di esistenza che consenta di riunire il Consiglio. Sarà bene che ci sia un’ampia presenza di cittadini, associazioni, gruppi formali ed informali: si parlerà delle decine di migliaia di euro che il parco Azzolini attribuisce al City Manager per premiarlo della sua devozione alla causa e della sua inutilità amministrativa. Ed ovviamente non si parlerà solo di quello: almeno se sapremo imporre un’agenda diversa, coerente con i reali bisogni dei cittadini e del nostro comune.


Vessilli, professori, religioni e fedi

Non sono passati che pochi giorni da quando abbiamo sentito l’invito a finanziare la scuola privata per salvare i nostri poveri (ed evidentemente alquanto impressionabili) figli dai terribili insegnanti comunisti che riescono ad inculcare odio di classe ed altre amenità analoghe. La cosa ci è parsa assurda al limite del ridicolo e soprattutto ci siamo chiesti dove siano nascosti tutti questi komunisti vista la difficoltà che riscontriamo ogni giorno ad allargare il nostro ristretto ambito di simpatizzanti.

Improvvisamente ecco che il gioco si ribalta: a Mogliano Andrea Bonesso, un insegnante del locale liceo – per giunta di religione e dunque di nomina curiale, ma anche esponente del Veneto Serenissimo Governo, giusto per chiarire – espone in classe la bandiera della serenissima (che non è quella del Veneto che per legge ha la sua dignità con quella italiana e quella europea) con la motivazione di voler far tradurre agli studenti il motto che appare sul libro retto dal leone alato: “Pax tibi Marce evangelista meus” coerentemente con il tema della lezione che verteva appunto sui vangeli.

Trovata elettorale, verrebbe da dire visto il continuo sbandieramento di analoghi vessilli sui gazebi e le finestre della Lega Nord, o più semplicemente provocazione in salsa padana. Provocazione che raggiunge i suoi scopi visto il gran parlare che se ne fa sugli organi di informazione locale.

Viene da chiedersi come mai, in un Liceo, un insegnante di religione senta il bisogno di far tradurre una frase latina che rasenta il lapalissiano. Frase tra l’altro nota a qualsiasi veneto e non solo. Ci domandiamo anche quanto lacunosa sia la memoria dell’insegnante costretto a portarsi dietro un appunto per poterla ricordare per intero. Infine quanto distratto sia il Bonesso, evidentemente molto impegnato con il serenissimo governo, al punto da usare un appunto così grande (mica bastava un foglietto!) per non rischiare di perderlo tra le tasche!

Segue poi la fuffa. Intanto i riferimenti alla “stessa bandiera che sventola all’esterno” quando c’è una bella differenza tra la bandiera ufficiale della Regione Veneto e quella dei serenissimi (e ci mancherebbe!).. Poi gli studenti che – vox populi! – decidono di appendere la bandiera in classe: noi non eravamo lì, ma siamo proprio certi che ci sia stato questo generale sollevamento di popolo studentesco in favore del vessillo indipendentista?!

Al povero Andrea Bonesso poi sarebbe stato detto che “a scuola sarebbe meglio evitare di parlare della storia della Repubblica Serenissima e di tutto quello che ad essa è collegato“. Ma dico: ho frequentato quello stesso liceo e ricordo bene le lezioni sulle repubbliche marinare: non mi risulta che la storia di Venezia sia mai stata censurata!

Poi la sottolineatura sul “provvedimento di epoca fascista” che definisce l’arredo delle classi con la bandiera italiana, il ritratto del re (poi sostituito da quello del Presidente della Repubblica) ed il crocifisso: quello stesso regio decreto che gli stessi signori invocano quando si tratta di esporre il simbolo della chiesa cattolica apostolica romana in ogni dove.

Infine si invoca la necessità di una “società aperta, tollerante e pluralista” e della “libertà di insegnamento” per contestare il fatto che all’insegnante è stato richiesto di giustificare i suoi atti tramite nota scritta.

Aspettiamo dunque: magari in qualche lezione di storia della filosofia, quando l’argomento riguarda Marx, potrebbe apparire finalmente anche il vessillo rosso con la falce e martello giusto per tradurre il simbolismo del movimento operaio: ci raccomandiamo nel caso di appenderlo in classe a mo’ di contestazione del regio decreto di stampo fascista!


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