Archivi delle etichette: Federazione della Sinistra

25 Aprile a San Donà di Piave: Festa di “Rossa” primavera

Riceviamo e diffondiamo!

Abbiamo la chiara percezione che non ci sarà concesso lo spazio per un gazebo della Federazione della Sinistra a San Donà di Piave il giorno della LIBERAZIONE; a tre giorni dal 25 aprile non abbiamo ottenuto uno straccio di risposta che non siano i tanti “non so” “deve parlare con la comandante e la trova lunedi” di una vigilessa alla quale, per puro scrupolo e per puro caso, ci siamo rivolti stamane, dopo non aver visto risposta alla nostra richiesta inoltrata una settimana fa.
Tutto questo senza una motivazione accettabile che non sia “gli spazi vengono concessi solo alla festa di primavera”.
 
Chi ci legge deve sapere che in questa città dove la lega poltrona e ladrona la fa da padrona da un decennio il 25 aprile è stato trasformato in festa di primavera e la festa della LIBERAZIONE è praticamente sparita dallo scenario. Da allora il massimo della concessione è l’allocuzione del sindaco che parla di tutto fuorchè della RESISTENZA , la santa messa ovviamente e la corona d’alloro sui cippi vari. A questo deserto storico-culturale quest’anno si è aggiunta la chiusura della piazza per lavori e tutti, ANPI compreso, si appiattiranno sulla ritrita “parata” di lady lega.
A noi che vorremmo ricordare ai sandonatesi che la loro città è decorata con la medaglia d’argento alla Resistenza; che è la città dei tredici martiri, che è la terra dei Trentin, dei Rizzo, della partigiana Gilda e di Gino Donè e di molti altri che hanno concesso la loro vita per la libertà e contro le ingiustizie; a noi che vogliamo ricordare che i comunisti sono stati parte fondamentale e determinante della Resistenza e per questo vogliamo che sventolino le bandiere rosse il 25 aprile; a noi che chiediamo di rinnovare il valore della RESISTENZA difendendo l’articolo 18 e lottando contro questo governo che massacra i lavoratori e i pensionati; a noi ci negano lo spazio per un gazebo!
Ci autorizzate a chiamarli “fascioleghisti”?
Non intendiamo rinunciare e allora vi chiediamo di VENIRE IN PIAZZA IL 25 APRILE, CON TUTTE LE BANDIERE ROSSE CHE POTETE, CON STRISCIONI, CARTELLI, MAGLIETTE E MEGAFONI (ci servono per cantare BELLA CIAO).
Vorrà dire che il gazebo lo faremo “itinerante” e la festa per noi sarà di “ROSSA PRIMAVERA”
L’appuntamento è alle 9.30 del 25 aprile in piazzetta delle grazie (di lato alla chiesa dalla parte di via Tredici Martiri) a San Donà di Piave.
VI ASPETTIAMO!
 
COMUNISTI ITALIANI VENETO ORIENTALE
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA


12 Maggio Manifestazione nazionale “Via il Governo Monti”

Riceviamo e diffondiamo: l’articolo ordiginale è disponibile QUI


Il 12 maggio saremo tutti a Roma per portare, alla grande manifestazione nazionale promossa dalla Federazione della Sinistra, la voce e le esperienze di lotta che anche nel Veneto in questi mesi si sono sviluppate con determinazione contro le politiche antipopolari del governo Monti.

Le ricette recessive che le oligarchie europee stanno imponendo al Paese, portano miseria, disoccupazione, spingono alla disperazione centinaia di migliaia di persone; lavoratori e pensionati, donne e giovani precari, vengono perseguitati da politiche improntate alla prepotenza affaristica allo strapotere liberista.

La crisi diventa occasione per una grande offensiva contro i diritti dei lavoratori, con l’obiettivo di recuperare risorse ai profitti delle imprese con la precarizzazione generalizzata, con le delocalizzazione; il modello di sviluppo capitalistico devasta l’ambiente, deruba delle risorse naturali le Comunità, consegna nelle mani di affaristi, speculatori, malavitosi il destino dei territori.

Nonostante le menzogne dei “tecnici” e dei loro zerbini politici, non si intravede una via d’uscita dalla crisi e il rischio che l’unica risposta alle politiche liberiste venga dall’antipolitica.

Occorre una mobilitazione costituente che rilanci l’obiettivo dell’unione a sinistra, rinsaldandolo al percorso di costruzione dell’opposizione popolare per una alternativa al governo dei banchieri.

Per Il Partito della Rifondazione Comunista e la Federazione della Sinistra del Veneto questo è un appuntamento che va preparato con cura e per questo, nonostante i molti impegni che gravano sulle nostre compagne e compagni, tutte le federazioni provinciali devono fare uno sforzo per costruire la massima partecipazione per il successo della manifestazione.

Renato Cardazzo segretario regionale PRC Veneto


Note organizzative:

La Federazione PRC di Venezia aderisce alla manifestazione e ha organizzato 2 autobus con partenza da Mestre – piazzale Stazione FFSS alle ore 5.00 di sabato mattina.
Costo del viaggio è 30 euro per i lavoratori e 15 per i disoccupati, cassaintegrati e studenti.
Far pervenire le adesioni presso la Federazione in via Buccari a Mestre o telefonando allo 0415382383 (Federazione) 3481300329 (Seba) 3494107224 (Luigi), in modo tale da poterci organizzare e partecipare in massa all’evento.


Firma per la difesa e l’estensione dell’articolo 18

petizione popolare lanciata dalla Federazione della Sinistra

“Noi sottoscritti/e consideriamo l’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori una norma di civiltà.
L’obbligo della reintegra di chi viene ingiustamente licenziato è garanzia per ogni singolo lavoratore ed è al tempo stesso il fondamento per l’esercizio dei diritti collettivi delle lavoratrici e dei lavoratori, a partire dal diritto a contrattare salario e condizioni di lavoro dignitose.
Se l’articolo 18 fosse manomesso ogni lavoratrice e ogni lavoratore sarebbe posto in una condizione di precarietà e di ricatto permanente, essendo licenziabile arbitrariamente da parte del datore di lavoro. Se l’articolo 18 fosse manomesso verrebbero minate in radice le agibilità e libertà sindacali.
Per questo motivo va respinta ogni ipotesi di manomissione o aggiramento dell’articolo 18.
L’articolo 18 va invece esteso a tutte le lavoratrici e i lavoratori nelle aziende di ogni dimensione.”

Io ci metto la firma!

Per firmare vieni al nostro gazebo in piazza domenica mattina o compila il modulo online QUI.


Territorio e politica a Venezia (aspettando Mogliano)

Riceviamo e volentieri diffondiamo!

TAV, AEROPORTO, QUADRANTE: LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA SI OPPONE A QUEST’OTTICA DI STRAVOLGIMENTO DEL TERRITORIO

Credo che il minuetto di opinioni, smentite, tracciati TAV, terze piste e ampliamenti dell’Aeroporto Marco Polo di Venezia, al quale stiamo assistendo confermi la validità e la fondatezza del voto contrario espresso sul PAT dalla Federazione della Sinistra.
Un voto basato sulla tesi che il Comune di Venezia, svincolando lo sviluppo del “Quadrante di Tessera” dalla prioritaria e prevalente localizzazione dell’intervento su aree oggi di proprietà dell’Amministrazione, a partire dagli ambiti già pianificati dagli strumenti urbanistici in vigore, abdicava dal ruolo di protagonista delle scelte di governo del territorio a vantaggio di SAVE SpA, spalancando le porte alla realizzazione della terza pista aeroportuale e di molto altro.
A chi sapeva o voleva leggere con attenzione la realtà, appariva chiaro che l’architettura che scaturiva dalla proposta di PAT adottato, ben lungi dall’essere risolutiva rispetto ai potenziali danni connessi alla cementificazione di un territorio che è da considerarsi ad alto rischio idrogeologico (cementificazione che va invece esplicitamente e definitivamente impedita), era totalmente funzionale a riposizionare le esigenze di sviluppo bulimico dell’aeroporto e di SAVE al centro dello scacchiere di interessi in campo, alludendo ad una città che si mette, costi quel che costi, a servizio della sua infrastruttura e non il contrario.

E’ consequenziale che, seguendo questa logica – cioè se non parliamo più “dell’aeroporto di Venezia ma di Venezia dell’aeroporto” – ogni slancio di fantasia infrastrutturale diventa possibile e, in ossequio al primato delle strategie di sviluppo di SAVE, prende senso ragionare di fermate TAV che arrivano a Tessera, sconvolgendo la fisionomia e la polarità urbana del nostro Comune, contro ogni ragionevolezza trasportistica che suggerirebbe di saldare al polo aeroportuale il Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale per legarlo a doppio con il suo naturale bacino d’utenza e non con una linea ad alta velocità. E così potranno assumere un senso logico (naturamente secondo la logica che anima la realizzazione di molte opere pubbliche utili solo per chi le deve realizzare) linee tranviarie oggi destinate a servire i campi, la sublagunare, le cubature a commerciale che svuoteranno Mestre e Venezia e chi più ne ha, più ne metta!

Per queste ragioni, aderisco certamente alle proposte di chi chiede alla Giunta di avanzare opposizione alle Mappe di Vincolo Aeroportuale presentate da ENAC e che chiedo al Sindaco Giorgio Orsoni di restare aderente a quanto votato dal Consiglio Comunale, anche con il PAT, sul tracciato AV/AC, essendo assolutamente da evitare la riproposizione di una situazione analoga a quella vissuta con il suo predecessore Paolo Costa sul MOSE.

Al contempo ribadisco la volontà della Federazione della Sinistra di operare per fermare quest’opera di stravolgimento del territorio e dei suoi delicati equilibri, a partire da una netta revisione degli attuali contenuti del PAT, per riportare al centro l’interesse collettivo e ripristinare nelle mani dell’Amministrazione Comunale le leve di governo dei processi di pianificazione. Una volontà che confido venga condivisa anche da quelle forze politiche che “obtorto collo”, con l’intento di ridurre il danno, hanno avvallato con il PAT mediazioni che oggi dimostrano di essere impraticabili, essendo basate su un rapporto disarmonico tra gli attori in gioco che può essere riequilibrato solo se le Istituzioni locali, Comune di Venezia in primis, decideranno di governare le dinamiche che interessano i loro territori avendo come obiettivo di fondo il soddisfacimento del bene comune e non l’eterna rincorsa di pulsioni speculative che, in ultima analisi, finiscono sempre con l’impoverire il territorio.

Un saluto a pugno chiuso,

Sebastiano Bonzio


Sabato? Krisis!

Krisis - Convegno a Marghera sulla crisi sabato 25 febbraio 2012


A Padova: piangiamo con la ministra Fornero


Venezia bene comune

VENEZIA E’ UN BENE COMUNE: LEGA NORD, LA COMMEDIA E’ FINITA!

Clicca qui per scaricare i volantino (PDF in nuova finestra 270kb)
La Federazione della Sinistra di Venezia promuove, assieme alle forze politiche di sinistra e all’associazionismo diffuso democratico antirazzista ed antifascista, la manifestazione di sabato 17 settembre 2011 a Venezia che partirà dalla stazione ferroviaria di Venezia Santa Lucia alle ore 15.00 ed invita alla massima partecipazione delle Compagne e dei Compagni per manifestare contro l’arroganza leghista che domenica terrà la ormai consueta e ridicola festa in Riva degli Schiavoni.
 
 
PER LA DIGNITA’, PER I DIRITTI, PER LA DEMOCRAZIA SIETE TUTTE E TUTTI INVITATI A PARTECIPARE!


Stanchi di tutte queste unità della sinistra!

Ogni nuovo raggruppamento nato a sinistra – sia esso partito, corrente, gruppo di pressione, foglio, sito web, circolo, cellula o comitato o che altro – ha tra i suoi principali obiettivi, se non come primo fine in assoluto, l’unità della sinistra.

Noi che l’unità della sinistra non la dichiariamo in ridondanti programmi telegenici o burocratici, ma la viviamo ogni giorno nelle battaglie sul territorio, fatte in positivo per l’ambiente, i diritti, la convivenza civile, oppure contro le sperequazioni, il disfacimento della scuola pubblica, l’attacco ai lavoratori, lo scempio e la svendita dei beni comuni; noi di tutte queste diverse e autistiche “unità della sinistra” non sappiamo che farcene!

Siamo stanchi di subire divisioni fatte in nome delle unità della sinistra. Siamo stanchi di veder fallire il lavoro fatto ogni giorno con la nostra fatica e disponibilità, a causa dei veti incrociati sull’uso di simboli e di bandiere. Siamo stanchi di mobilitarci ad ogni nuova campagna elettorale ben sapendo che l’obiettivo non può essere la vittoria o quantomeno la crescita ma al massimo la tenuta o, peggio ancora, una minore perdita rispetto agli altri raggruppamenti composti da compagni con cui condividiamo tutto, a parte forse le appartenenze di bandiera, e con i quali abbiamo lavorato fino al giorno prima e probabilmente riprenderemo a lavorare non appena passata la buriana.

Siamo stanchi di dirigenti che, in nome dell’unità della sinistra, decidono autonomamente, senza consultarci, come debba essere sfruttato elettoralmente il nostro operato, la credibilità che ci siamo conquistati con le nostre battaglie ed il nostro lavoro.

Siamo stanchi di vederci indicato come nemico da battere chi il giorno prima era il nostro compagno; di sentirci dire quanto lui o lei remi contro l’effettiva unità e gli interessi dei lavoratori. Siamo stanchi di dover ogni volta iniziare da capo a raccogliere i cocci degli scontri tra capetti più attenti alla propria visibilità che al lavoro sul territorio ed alle prospettive di crescita dell’efficacia delle nostre battaglie.

Noi non vogliamo uscire dai nostri partiti. Non siamo intenzionati a formarne di nuovi, sempre più insignificanti politicamente ed isolati rispetto ai problemi delle persone comuni, dichiarando di voler unire. Noi siamo i partiti. Noi siamo le persone che a questi partiti garantiscono la – poca o tanta – credibilità. Siamo coloro che stanno in piazza, nei cortei, nelle manifestazioni, nei comitati, nelle lotte: siamo coloro che queste cose le creano e le fanno crescere e non intendiamo sacrificarle alle logiche spartitorie che muovono da una ricerca di egemonia inseguita a spese dei compagni con cui siamo abituati (e vorremmo continuare) a lavorare.

E’ ora di finirla. I compagni che lavorano sul territorio devono riprendere in mano le redini dei partiti della sinistra (tutti i partiti della sinistra!) ed imporre la scelta unitaria a costo di rimandare a casa sua chi non è in grado di lavorare seriamente per questi obiettivi.

Il Circolo dei Comunisti di Mogliano


Rifondazione (senza specificativi)

Il primo congresso della Federazione della Sinistra si chiude con appelli all’unità: unità della sinistra cosiddetta radicale, unità verso il centrosinistra – appello al PD ad effettuare chiare scelte di alleanze a sinistra; unità con SeL, unità nel fronte anti berlusconiano. L’unità insomma è la parola d’ordine, e non possiamo che sottoscrivere queste indicazioni, ma non senza porci qualche domanda.

La prima e fondamentale domanda si riferisce ad una questione esiziale: quali sono, o meglio a quale livello si collocano, i motivi delle catastrofiche divisioni che hanno portato la sinistra ad una condizione tale da dover porre l’unità come obiettivo dirimente tra il continuare ad esistere oppure estinguersi?

Non si tratta di una domanda faziosa ne benaltrista, ma di una pressante necessità di chiarezza: unità è termine troppo generico se non viene associato a chiari obiettivi strategici che dicano quale sia il fine di questa (o meglio di queste) unità. Così come sinistra, termine che ha molti significati che spaziano dalla direzione ai presentimenti negativi (che aria sinistra!), ma che in politica è ancor più ambiguo che nel dizionario corrente e rischia, nella sua ambiguità, di trascinare la condizione attuale di sfarinamento verso un vero e proprio baratro.

Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà, alleanza di Centro – Sinistra. Come e quanto questi tre usi dello stesso marcatore - Sinistra – hanno riferimenti comuni?

Nella Federazione della Sinistra il richiamo alle comuni radici del patrimonio socialista e marxista è evidente nei nomi stessi degli aderenti. In Sinistra e Libertà non ho affatto chiaro quale sia la radice del concetto: certamente per un limite mio, scarsa conoscenza del dibattito che anima questa forza. Ma ricordo anche l’elenco dei valori della sinistra fatto da Bersani nella seconda puntata di “Vieni via con me” (il programma di Fazio e Saviano) ed ancor più l’interessante analisi che ne fa il collettivo Wu Ming su GIAP e che invitiamo a leggere insieme (se avete il tempo) alla discussione che ne è sorta. Si vede un Bersani che, lungi dal definire una breve e chiara sintesi di valori, rincorre un concetto tentando di giungervi per differenza ed approssimazioni successive, che di chiaro hanno solo l’impossibilità di dare una definizione sufficientemente condivisa.

Serve dunque una nuova analisi della società attuale, prima ancora che delle forze in campo, che sappia trarre dalla comprensione dei problemi e dall’individuazione delle strade percorribili per risolverli, o quantomeno governarli,  un frame (come è di moda dire: in italiano cornice!) che definisca e delimiti i confini di questo concetto altrimenti astratto e troppo stirabile in qualsiasi direzione a seconda delle comodità del momento.

Ha ragione – a mio parere – Niki Vendola quando richiama la necessità di un nuovo vocabolario; serve un vocabolario, direi quasi una cassetta degli attrezzi, che abbandoni le definizioni ammuffite ed ormai private di qualsiasi significato, per declinare in maniera chiara e precisa  il “Che fare?” ma anche un “Dove vogliamo andare?“, che da molto tempo a questa parte sono stati tralasciati sull’onda di movimentismi e contrapposizioni che, pur essendo spesso sacrosanti – per carità! – risultano effimeri ed esposti alle scorribande dei poteri, veri o presunti, che possono cavalcarli.
Così le rivendicazioni dei lavoratori possono diventare ondate xenofobe in mano alle Leghe che additano lo straniero come ladro di lavoro; quelle ambientaliste trasformarsi in cavalli di battaglia di elite industriali (se veda il “nuovo modello di sviluppo” proposto da Tomat ed altri per il Veneto); le spinte libertarie in giustificazioni della globalizzazione e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo; le lotte dei comitati contro le grandi infrastrutture in Nimby Movements che si risolvono nello spostare altrove il problema.

O ci mettiamo in condizione di offrire una visione ed un obiettivo, di indicare le strade per provare a raggiungerlo e di valutare le forze in campo per percorrerle, oppure tanto vale che ci rassegnamo a rappresentare le ultime convulsioni di un’ideologia superata dalla storia perchè non più in grado di delineare una prospettiva.


Uniti contro la crisi

Segnaliamo un incontro della federazione della Sinistra che si terrà a Mestre mercoledì 10 novembre alle 18 presso l’Antica Scuola dei Battuti, sala teatro di via Torre Belfredo, con Nicola Atalmi ed Oliviero Diliberto.

Siete tutti invitati


Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.