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E’ FATTA!!!!

I dati che stanno affluendo al Viminale, ancora incompleti (80% dei comuni), parlano di percentuali di votanti intorno al 57% per tutti 4 i referendum!

I primi risultati che arrivano danno i SI tra il 93% ed il 95%


Ancora un ultimo sforzo!

Alle 22.00 i dati ufficiali del Viminale dicono che l’affluenza ha superato per tutti quattro i referendum, con leggerissime differenze percentuali (è possibile non utilizzare tutte le schede), il 41%

La meta è vicina: rimane domattina per portare al voto un altro 10% circa di elettori: un numero attorno ai 5 milioni.

Muoviamoci in tutti i modi possibili per smuovere gli incerti: andiamo al mercato a parlare con la gente che passa, ricordiamolo nei negozi, parliamo con i conoscenti ed i vicini di casa.. Insomma: facciamo tutto il possibile per superare questo maledetto sbarramento che sta tra noi e l’abrogazione di quattro leggi malefiche!


Questa sera si fa festa!

Dalle 19.00 alle 23.30 festa in piazza Caduti per la chiusura della campagna per i referendum!

Musica, teatro, rinfreschi ed un po’ di informazione e motivazione

VI ASPETTIAMO TUTTI

TUTTI INSIEME PER 4 SI

E DOMENICA MATTINA?

Non al cinema!!!


Ogni motivo è valido!


Referendum: suggerimento per il voto

Alcune valutazioni hanno mostrato come le percentuali di affluenza al voto diffuse dai mass media possano influenzare il comportamento di voto degli elettori:

  • Chi è interessato al risultato, ma magari è costretto a qualche sacrificio per votare, tenderà ad andare al seggio più facilmente se ritiene che i dati indichino la possibilità di arrivare al quorum e ad abbandonare se l’affluenza è bassa
  • Ci sono persone che si lasciano trascinare dal comportamento degli altri: i più incerti in particolare se sentono di basse affluenze tendono a seguire la massa ed astenersi
  • Chi è contrario, ma incerto se votare no oppure astenersi nella speranza che il quorum non sia raggiunto, sarà più portato ad andare a votare se i dati indicano che si va verso il raggungimento del quorum

Insomma: le spiegazioni possono essere molte e di vario genere, e forse tutte più o meno vere nel senso che si tratta di fattori che contribuiscono.

Queste considerazioni però contribuiscono tutte a suggerire una tattica magari marginale ma che può avere il suo peso in una situazione di incertezze:

ANDIAMO A VOTARE PRESTO!

certamente entro le 12 (meglio le 11) della domenica mattina! In questo modo le percentuali di voto rilevate e diffuse (la prima rilevazione ufficiale è fatta alle 12 della domenica appunto) tenderanno ad essere più alte e stimolare i più incerti ad andare a votare.

Fallo anche tu dunque: a votare domenica mattina 12 giugno abbastanza presto; e passa parola!!!


Passaparola: 4 SI


Nucleare: possiamo fermarlo!!!

La Cassazione ha deciso: il referendum contro il nucleare non può essere bloccato come ignominiosamente tentava di fare il governo con un decreto truffa fatto passare con la fiducia!

Domenica 12 e lunedì 13 giugno dunque si vota SI anche per fermare il nucleare!

“L’ufficio elettorale della Corte di Cassazione ha stabilito, infatti, che le modifiche apportate dal governo alle norme sul nucleare non precludono la celebrazione della consultazione popolare”  (Televideo)

E dunque siamo pronti alla spallata finale: con quattro SI belli tondi è possibile restituire l’acqua ai beni comuni togliendola alle grinfie di speculatori e multinazionali, fermare la costruzione di nuove centrali nucleari prima ancora di riuscire a smantellare le vecchie e ripristinare il principio costituzionale secondo il quale “ogni cittadino è uguale di fronte alla legge“!


Eeehh: Milàn l’é un gran Milàn!

Ma anche Napoli è una grande Napoli! Per non parlare di Cagliari, Novara, Gallarate, Arcore (no dico: Arcore!!!), Trieste (comune e provincia) e vai soppiantando.

L’unica “isola verde” (ma non nel senso buono di ricca di vegetazione!) resta il nostro tristo Veneto che, pur attanagliato dalla morsa della crisi, pur testimone della caccia alle poltrone e delle sgomitate nella Lega, pur cominciando a capire che tra invasioni barbariche ed immigrazione c’è una certa differenza, pur sapendo che l’unico modo per salvarsi è farlo insieme e non montando sulle spalle dell’altro… Pur con tutto questo lascia ancora ampi margini a questa destra becera.

Non che abbiano da godere chissà quanto nemmeno qui da noi: il calo di consensi s’è fatto sentire, anche se a macchia di leopardo. Qui a Mogliano ad esempio è stato un crollo! Ma come faceva notare ieri sera un’anima sconsolata della destra a chi stava festeggiando in piazza “ridete ridete: intanto qui ha vinto Muraro!”. Certo: lo diceva più per tirarsi sul il morale lui che per altro, ma si tratta pur sempre di una triste verità.

Ma è fuori di dubbio che un vento di rinnovamento soffia ormai per l’Italia ed anche il profondo nord comincia a risentirne: è più importante che mai, dunque, rimboccarsi le maniche e spiegare le nostre vele per tenerlo in poppa.

Iniziamo dai 4 referendum: raggiungere il quorum il 12 e 13 giugno e sommergerli sotto una valanga di SI magari non darà la mazzata finale, ma certo offrirà un bel contributo! Continuiamo a lavorare, a spiegare a far sapere a chiarire. Una signora mentre volantinavo domenica mi ha chiesto “bisogna votare un NO perchè non privatizzino l’acqua vero?!” Facciamo attenzione a queste cose: l’informazione è volutamente scarsa ed il messaggio altrettanto volutamente ambiguo: VOTARE 4 SI rimane in testa e non da adito a dubbi: ripetiamolo fino allo sfinimento.

E poi abbiamo un comune da ripulire e riconquistare. Azzolini e chi ne tiene i fili sono alla canna del gas: tra tagli e sparate non sanno più che pesci pigliare. Stanno riducendo Mogliano allo stremo: venduto il vendibile e distribuito il resto agli amici adesso si preparano ad una stagione di lacrime e sangue (per noi!) che definiscono “inizia finalmente la discesa”. Si: agli inferi però!

E’ giunta l’ora che si tolgano di mezzo: abbiamo bisogno di una sana deleghistizzazione della zona. Se vedete in giro rotonde provinciali, autorizzazioni alla costruzione, poltrone di Consigli di Amministrazione e cose simili non toccatele e tenete lontano i bambini: si tratta delle esche avvelenate distribuite per fare piazza pulita!


Dopo il parlamento il popolo (me lo compro)

Con questa logica il governo, nella persona del “mero proprietario” ha deciso che si può passare sopra a qualsiasi cosa pur di mantenere una parvenza di equillibio. Così stanno cercando di far saltare i referendum: prima è toccato al nucleare che sull’onda del disastro giapponese invita le persone a votare con decisione; ed a seguire l’acqua, divenuta un serio problema di tenuta per “gli affari loro”.

Ma non basta: mo bombardiamo pure la Libia senza avvisare nessuno (complice – dispiace dirlo! – Napolitano e con l’avvallo nemmeno troppo velato del PD, sempre un pochino più realista del re). E contemporaneamente, con uno sberleffo a Tremonti che ci si stava giocando decreti ad hoc, lasciamo Parmalat ai francesi. Cosa non si farebbe per non dover dire di no vero?!

Sempre con i francesi concorda che il problema degli immigrati se lo sono smazzato molto più di nio: almeno 5 volte tanto! E dunque non hanno tutti i torti a chiuedere le frontiere… Ma siccome Bossi incalza rimarr, come unica possibilità, colpire gli scafi in mare. Ecco dunque che torniamo al bombardamento della Libia: lo sapete che per i caccia è pericoloso atterrare ancora carichi di armamenti? Quindi capita che li sgancino in mare prima dell’atterraggio nel caso che non abbiano potuto colpire hgli obiettivi: ecco trovata la quadra: basta che passino al largo di Lampedusa prima del rientro…

Intanto FIAT, ridotta alle strette dal mercato, si pappa Crysler in America, ma mica per andarsene dall’Italia! Non sia mai: dove può trovarli, a parte forse in Kazakistan, dei sindacati così proni ai desideri della proprietà?! Ed il governo giù ad appoggiare! Del resto se il giorno della Festa dei Lavoratori, per giunta una domenica tanto per non dover rinunciare a troppo schiavismo, non si possono nemmeno chiudere i negozi… Tenerli aperti per chi poi non si sa: che tanto soldi in giro per fare acquisti non ce ne son più. Forse hanno pensato che, visto che la gente non arriva più alla fine del mese, non possiamo mica chiudere il primo che c’hanno ancora i soldi in tasca da spendere!

Fratelli d’Italia, l’Italia è si mesta, di un vaso da notte s’è cinta la testa. Dopo essere diventati i buffoni del mondo civilizzato stiamo evolvendo negli yes men dell’Europa: e tutto in nome della sopravvivenza ad ogni costo del governo che ormai regge le sue sorti popolari sul successo del Grande Fratello: fintanto che il popolo guarda quello e non s’accorge se lo compra con poco!


L’inferno può attendere

Una moratoria di un anno sulle scelte relative al ritorno al nucleare.

Che senso ha?!

Tra un anno forse il nucleare sarà meno pericoloso? O, più verisimilmente, sarà meno sensibile l’opinione pubblica avendo ormai dimenticato il disastro giapponese?

Tra un anno avremo più informazioni sulla sismicità del nostro territorio, oppure ormai dimenticate le elezioni amministrative i candidati saranno meno in imbarrazzo a prendere posizioni poco popolari?

Tra un anno avremo sviluppato maggiori conoscenze sulle energie rinnovabili, anche in assenza di qualsiasi politica positiva di promozione da parte del governo, oppure potranno fare un po’ di terrorismo sull’impennata dei prezzi di petrolio e gas naturali a seguito della crisi libica?

Tra un anno avremo una classe dirigente più seria oppure avranno avuto modo di imbambolarci per un anno di più sull’importanza, l’irrinunciabilità, la sicurezza (e magari pure la bellezza!) delle centrali nucleari?!

Tra un anno avremo sostituito i Minzolini ed i Ferrara con una informazione degna di questo nome oppure dilagheranno ancor più su stampa e TV i portavoce di regime?!

Alcune cose sono certe al 100%: tra un anno i referendum saranno passati (loro sperano senza raggiungere il quorum!), le elezioni saranno distanti, le regioni e tutti gli enti locali saranno ancor più ricattabili vista la progressione dei tagli ai bilanci, l’opinione pubblica sarà meno sensibile.

Tra un anno i soliti noti potranno fare gli affari loro con maggiore tranquillità.

PS: segnaliamo volentieri un interessante articolo del prof. Francesco Gonella, che su invito del Distretto Sociale COOP e del Circolo Galilei è stato relatore nell’incontro “Nucleare: parliamone!” svoltosi a Mogliano il 18 febbraio scorso. La relazione del prof. Gonella è divenuta un articolo pubblicato su ScienzaInRete a cui rimandiamo chi fosse alla ricerca di una seria informazione non schierata sulle prospettive dell’energia nuclare in Italia (e non solo)


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