Archivi del mese: gennaio 2010

Sit-in per difendere la Costituzione

Sabato 30 gennaio in tutta Italia si terranno sit-in in difesa della Costituzione Italiana. Diffondiamo volentieri la notizia e l’appello ed invitiamo a partecipare.

Appello del “Comitato 30 gennaio – pagina del Popolo Viola”.

“Di fronte all’ennesimo tentativo di saccheggiare la Costituzione, che si concretizza principalmente nelle manovre del Governo per garantire impunità a Berlusconi e nei proclami irresponsabili di qualche ministro che chiede addirittura la cancellazione dell’Art. 1 (L’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro…), abbiamo soltanto due strade: o assistere passivamente al delirio distruttivo dell’establishment berlusconiano o reagire con la prontezza e la determinazione democratica che la situazione richiede. Noi scegliamo la seconda. La Costituzione della Repubblica Italiana nata dalla Resistenza antifascista rimane, ad oltre 60 anni dalla sua emanazione, il principale strumento di garanzia del patto di convivenza civile di una società che fonda le proprie basi sul principio di uguaglianza tra i cittadini e l’anticorpo più efficace contro il rischio di nuove derive autoritarie. E’ per questo che ad ogni cittadino democratico compete difenderla. Noi siamo tra questi.

Invitiamo i cittadini e le forze democratiche del Paese ad organizzare sabato 30 gennaio, contemporaneamente in tutte le città italiane, sit-in in difesa della Costituzione.”

L’appuntamento a Treviso è per le 15.00 in Piazza Vittoria

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Anticipazioni

Cari concittadini,
che culo che avete che a Mogliano nevica sempre nei weekend! Ed anche che la vostra Amministrazione Comunale, sapendo che la neve era prevista da due giorni (previdente!), non ha fatto un c… ehm: intervento di qualsiasi tipo per prevenire l’accumulo sulle strade, che ne so: spargere il sale, con quello che costa ci si paga due giorni di City Manager!
Pensate quanti soldi vi siete risparmiati di fine settimana in montagna!
Ascoltate me: fate colazione con un bel Punch al Rhum (fava quante H!) caldo e poi giocate a palle di neve con i vostri bambini, costruite dei pupazzi… Peccato che non c’è più la pista di pattinaggio che dopo aver congelato la piazza (a spese vostre, ma la corrente elettrica con la crisi costa sempre meno!) l’hanno smontata proprio adesso sul più bello! ***
E se non vi basta andate tutti in centro a comprare i Moon Boot che adesso sono pure in svendita!

*** Comunque corre voce che ce la siamo comprata: cioè se l’è comprata il Comune o l’SPL di cui abbiamo avuto già modo di parlare altrove (ad esempio QUI, QUI e QUI). Dicono 70mila euri: ci veniva fuori un altro City Manager!!!


“Meno immigrati meno crimini”

 

ONAGROCRAZIA!


Difendere la Scuola Pubblica per salvare il futuro

Si è tenuta ieri sera (giovedì 28 gennaio) al Centro Sociale di Mogliano una densa ed affollata assemblea dibattito organizzato dal Coordianemento Genitori Democratici di Mogliano con il significativo titolo “La Scuola Pubblica allo sbando”.

Ospiti e relatori della serata la psicopedagogista Maria Marconi, il Dirigente scolastico Riccardo Carlon ed il sindacalista Carlo Forte della Flc CGIL.

La disanima della situazione della Scuola Pubblica italiana e delle politiche e strategie dell’attuale governo è stata spietata: non ha lasciato adito al minimo dubbio sulla reale volontà di questa maggioranza di seppellire definitivamente la Scuola Pubblica portando avanti una visione dell’istruzione e della formazione classista e razzista.

Svuotando progressivamente la Scuola Pubblica di risorse, saperi, strumenti, si mira a distruggerne sistematicamente l’immagine e le potenzialità. In questo modo si spingono le famiglie a perdere sempre più la fiducia nei confronti del sistema formativo pubblico per rivolgersi a quello privato – verso cui le risorse continuano ad essere erogate ed addirittura aumentate!

Questa manovra, ormai palese, va contro il disposto costituzionale, ma soprattutto prepara la strada ad una educazione di classe e di censo: chi può permettersi di spendere formerà i propri figli per farne la prossima classe dirigente; chi non può permetterselo subirà lo sfascio della pubblica carità.

La disanima è spietata, ma non ci si è limitati (come purtroppo spesso accade) alle lamentele: si è parlato anche di contromisure, di che fare.

La Scuola Pubblica è ancora ricca di risorse. Non economiche: queste vengono erose a velocità impressionante; ma risorse umane. Chi nella scuola lavora ha ancora la voglia e la forza di operare e combattere per offrire qualità ed umanità. O almeno ancora tanti ce l’hanno.

La risposta dunque sta nel non lasciare sole queste persone, nel non cedere alle pressioni devastanti del sistema o allo scoramento al quale ci spingono. Noi genitori prima di tutto siamo chiamati a partecipare, a condividere con gli operatori della scuola scelte, progetti, proteste, speranze. Noi cittadini, anche se non abbiamo figli nella scuola: l’educazione è l’investimento del paese sulle risorse del futuro, la strada per crearci delle possibilità.

Ancora siamo chiamati a non cedere e qualche proposta concreta è venuta:

  1. Tagliate le spese per le pulizie del 25% molti genitori si sono offerti di integrare le imprese che non effettuano più un servizio completo. Dobbiamo invece pretendere la pulizia completa e corretta delle scuole o, ha suggerito qualcuno, fare le pulizie in prima persona, impacchettare per bene le immondizie e consegnarle ai provveditorati
  2. Pretendere che gli insegnanti assenti siano tempestivamente sostituiti. Approfittare dell’uscita delle valutazioni del primo quadrimestre per fare formale richiesta a Presidi, Circoli e Provveditorati di essere ufficialmente informati su quante ore di didattica abbia perso nostro figlio a causa delle mancate sostituzioni
  3. Pretendere la corretta e completa realizzazione delle materie alternative per chi non si avvale dell’ora di religione. Il Concordato stesso, per consentire di non spostare le ore di religione al di fuori dell’orario canonico, ha previsto che chi non si avvale abbia diritto ad una didattica alternativa qualificata. Non si possono parcheggiare i nostri figli mentre si finanziano gli insegnanti di religione! Ricerchiamo anche la solidarietà di chi ha effettuato la scelta di avvalersi: non è una guerra di religione ma una battaglia per i diritti di tutti che dovrebbe vedere anche (se non soprattutto) i cattolici in prima linea. Chiediamo agli altri genitori di ritirare i propri figli dall’insegnamento della religione fino a che non venga garantita un’adeguata didattica alternativa
  4. Optiamo per il tempo pieno. Tagliata la possibilità dei tempi prolungati il tempo pieno è l’unica alternativa veramente possibile al progressivo taglio delle ore e della presenza di docenti. Aumentiamo il tempo scuola dei nostri figli e pretendiamo che si tratti di tempo qualificato

Ma soprattutto reagiamo: incontriamoci, parliamo, protestiamo, attiviamo la solidarietà con i lavoratori della scuola, rifiutiamo la logica della “guerra tra poveri” che questo governo e questa maggioranza stanno cercando di imporci mettendo i genitori contro i dirigenti, i dirigenti contro gli insegnanti, gli insegnanti contro gli ATA, tutti contro i lavoratori di chi ha in appalto le pulizie.

L’immagine dei “fannulloni” è lo strumento che questa becera maggioranza sta utilizzando per dividerci e controllarci. Chi di noi non è convinto di lavorare troppo? Chi non ritiene che vi sia una qualche categoria che lavora troppo poco? Diviene facilissimo additare i fannulloni: tutti gli altri saranno pronti a dar ragione scaricando immediatamente la colpa delle cose che non vanno. Per i lavoratori del privato saranno quelli del pubblico, per questi saranno quelli della scuola, per molti i dirigenti, per tutti i politici. E vai scaricando!

Con questa logica ci stanno portando da anni ad individuare un facile capro espiatorio anzichè unire le forze per uscire da una condizione di progressivo abbandono. E’ l’antica politica del dividi et impera, che ha sempre funzionato nei secoli e continua a risultare vincente. Ma se ciò accade la colpa è prima di tutto nostra: se ci lasciamo dividere ci lasceremo anche controllare.

PS: il CGD di Mogliano si riunisce il mercoledì alle ore 21 presso la sede SOMS nel parco di Villa Longobardi, indicativamente ogni due o tre settimane. La prossima riunione è fissata per il 10 febbraio. Per partecipare non sono richieste iscrizioni, deleghe, appartenenze a partiti, ma solo voglia di discutere e di fare per migliorare la scuola per i nostri figli!


No inceneritori: la protesta paga

E’ passato in Consiglio Regionale l’emendamento alla finanziaria presentato da Pettenò, Atalmi e Bettin (seguiti poi da molti altri), che blocca l’iter di approvazione degli inceneritori che Confindustria intende costruire nel nostro territorio.

L’emendamento prevede che, in assenza del Piano Regionale di gestione dei rifiuti speciali non possano essere rilasciati provvedimenti di approvazione o concesse autorizzazioni relativamente a “progetti di impianti di smaltimento o recupero di rifiuti speciali pericolosi o non pericolosi”.

Si è vinta una battaglia importante, grazie al massiccio impegno dei Comitati di cittadini e di coloro che li hanno animati e spronati ad agire. Deve però essere chiaro che si tratta di una battaglia e non della guerra: di uno stop temporaneo che potrebbe sfociare sia nel blocco definitivo che in una futura autorizzazione magari infiorettata di buoni propositi ed rassicurazioni.

La Regione Veneto infatti non ha ancora approvato il Piano regionale di gestione al quale l’emendamento fa riferimento. La predisposizione del piano, sempre grazie a questo emendamento, dovrà contemplare “studi ed analisi dei fabbisogni e della qualità dei rifiuti prodotti e per la definizione dei criteri per l’individuazione delle aree non idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento, anche avvalendosi di tecnici ed esperti esterni”.

Questo significa in sostanza che le eventuali autorizzazioni, previa individuazione delle aree, potranno essere rilasciate solo dopo l’approvazione del Piano Regionale. Considerando i tempi e gli studi necessari questo piano non potrà che essere varato dal prossimo Consiglio Regionale. Insomma: c’è chi combatte per impedire che siano attivati inceneritori e chi, più prosaicamente e/o opportunisticamente, passa la patata bollente nelle mani dei prossimi eletti.

Ricordiamocelo bene questo. Dipenderà da noi, a breve, decidere da chi sarà composto il prossimo governo regionale. Da questa decisione dipenderà anche se proseguirà o meno l’iter degli inceneritori. I comitati hanno fatto un lavoro eccelso, ma non potranno resistere all’infinito. L’attuale attenzione delle forze politiche sarà certamente molto meno convinta quando le elezioni, anzichè essere alle porte, saranno alle spalle e la prossima tornata elettorale distante molti anni.

E’ a quel punto che l’attività di lobbing di Confindustria potrà avere gioco facile a lavorare ai fianchi i politici restii mentre spinge all’azione quelli già proni ma attualmente cauti. Potrà essere facile raggiungere il loro scopo limando una parola qui ed una là, correggendo un’analisi tecnica o il modo in cui viene recepita nel piano; concedendo un dito in cambio di un braccio: un solo inceneritore anzichè due oppure restringendo – almeno temporaneamente, poi le concessioni possono sempre essere riviste! – le tipologie di rifiuti trattabili.

Se gli inceneritori devono essere fermati (e noi siamo profondamente convinti che lo debbano) le forze politiche più responsabili e più attente alla salute dei cittadini devono essere rafforzate in Regione e non solo.

Ricordatelo quando apporrete la vostra croce sulla scheda elettorale: prima di farlo pensate a chi ha combattuto per questo emendamento come strumento per rendere impossibile la costruzione di inceneritori e chi invece l’ha votato solo per poter prendere decisioni impopolari con le spalle coperte da una legislatura appena iniziata.

Se non penserete anche a questo prima di votare non potrete poi dire “ma io non lo volevo“!


Mai più?

Oggi è la Giornata della Memoria. Banale, lo sanno anche i sassi: sceneggiati televisivi che mostrano quanto siamo buoni noi italiani (manco quelli in realtà: solo su Rai 1), visite a campi di concentramento, inni all’umanità contro la barbarie nazista….

Italiani brava gente: “gli italiani non sono razzisti”

le razze umane esistono; esistono grandi razze e piccole razze; il concetto di razza è concetto puramente biologico; la popolazione dell’italia attuale è nella maggioranza di origine ariana e la sua civiltà ariana; è una leggenda l’apporto di masse ingenti di uomini in tempi storici; esiste ormai una pura “razza italiana”; è tempo che gli italiani si proclamino francamente razzisti; è necessario fare una netta distinzione fra i mediterranei d’europa (occidentali) da una parte e gli orientali e gli africani dall’altra; gli ebrei non appartengono alla razza italiana; i caratteri fisici e psicologici puramente europei degli italiani non devono essere alterati in nessun modo

Il tedioso elenco qui sopra è quello dei titoli (vi ho risparmiato i testi) frutto del fatto che “Il ministro segretario del partito ha ricevuto, il 26 luglio XVI, un gruppo di studiosi fascisti, docenti nelle università italiane, che hanno, sotto l’egida del Ministero della Cultura Popolare, redatto o aderito, alle proposizioni che fissano le basi del razzismo fascista.”

Ma certo: erano altri tempi, c’erano i fascisti: noi che c’entriamo?

C’entriamo perchè i fascisti eravamo noi: siamo noi! Il fascismo di tutti i giorni, il fascismo degli “zingari che puzzano e sono tutti ladri”; il fascismo dei musulmani che non hanno un posto per erigere una moschea; il fascismo del “ma due uomini che si baciano in pubblico…”; il fascismo del “se ne restino a casa loro”; il fascismo del “respingiamoli in mare”.

Non c’è molta differenza tra la “razza italiana” e la “razza padana” anche se il nostro sindaco presenta i libri di Gentilini difendendone l’operato e sottolineando che c’è molto da imparare dal suo pensiero!

Stiamo commettendo un grave errore commemorando la Giornata della Memoria in occasione dell’apertura di Auschwitz: dovremmo pensare alle radici della Shoa, non alla sua (vera o presunta) conclusione.

Pensiamo a quando agli ebrei era vietato professare la propria fede in tutta europa (presente le “radici cristiane dell’Europa”? sono anche questo!) e potevano scegliere tra la conversione forzata, la fuga e magari il rogo. Per i musulmani nessun rogo (ancora) e nessuna conversione forzata: purchè non pretendano moschee ed un velo in testa!

Pensiamo a quando i Rom italiani sono stati concentrati in pochi campi in Abruzzo prima di destinarli all’esilio che significava spesso finire in mano (e nei campi) dei nazisti. Non è stato Alemanno certo… e non si trattava del Casilino 900.

O a quando i sodomiti finivano impalati… Non accoltellati o sprangati come adesso che siamo civili

Certo non siamo mica più nel medioevo, mica più barbari: certe cose non potrebbero più accadere… Ed i roghi dei barboni ci scandalizzano tutti!

Mai Più? Siamo proprio sicuri? Cosa stiamo facendo perchè sia così?


Lettera aperta a Nichi Vendole (ed a tutta SEL)

(da il manifesto del 27 gennaio 2010)

Caro Nichi, colgo l’occasione di questo comune giorno di festa per porti una domanda: perché la positiva dinamica che abbiamo messo in moto in Puglia non può essere ripetuta anche nelle altre parti d’Italia?

Nella tua regione, di fronte all’arroganza del gruppo dirigente del PD abbiamo fatto fronte comune. Prima rifiutando la proposta che tu non venissi candidato e poi con il comune sostegno alla tua candidatura nelle primarie.
Questo fronte comune ha vinto e il tuo splendido risultato ne è la testimonianza.
In Puglia ha cioè funzionato nei fatti una coalizione di sinistra di alternativa, in grado di tenere un profilo politico autonomo dal PD, che è riuscito, come riuscimmo nel 2005, a vincere le primarie. Una coalizione di sinistra di alternativa che ha aperto contraddizioni nel PD proprio in quanto ha saputo agire con una soggettività propria, non subalterna o manovriera. Si è fatta una battaglia limpida, senza sotterfugi, sia sul piano politico che su quello dei contenuti e la chiarezza ha pagato.
Del resto quando ci siamo visti e sentiti nelle settimane scorse proprio questo punto avevamo messo al centro. Di fronte ad un PD che è caratterizzato da una deriva centrista, con tratti di vera e propria subalternità all’UdC, abbiamo convenuto sulla necessità di coordinare le forze della sinistra al fine di incidere positivamente nella discussione in tutte le regioni. Nella reciproca autonomia avevamo individuato la necessità di unire gli sforzi, di fare una battaglia comune, di evitare che il PD potesse metterci gli uni contro gli altri nella ridefinizione moderata del suo asse politico.
In tutta franchezza , proprio questa battaglia comune a me pare sia venuta meno. Mentre in Puglia abbiamo agito concordemente, questo non avviene nelle altre regioni d’Italia.
Non ho lo spazio per fare una disanima complessiva per cui mi soffermerò solo sul caso della Lombardia, che a me pare emblematico. In questa regione Sinistra e Libertà ha deciso di sostenere Penati a candidato a Presidente proprio mentre questo ha posto un veto sulla presenza della Federazione della Sinistra nella sua coalizione. Qui ci troviamo in una situazione incredibile: il candidato del PD decide di porre una discriminante anticomunista per far parte della sua coalizione e si caratterizza su contenuti che sono grosso modo l’opposto dei contenuti che tu hai sostenuto nelle primarie pugliesi. Sinistra e Libertà, invece di fare battaglia politica e di rompere con Penati, decide di partecipare alla sua coalizione. Mentre in Puglia la sinistra, insieme, ha ottenuto un risultato straordinario, in Lombardia Sinistra e Libertà si fa strumento del tentativo di distruzione della sinistra da parte di Penati.
Caro Nichi ti chiedo quindi di battere un colpo. Se i ricatti non si possono accettare in Puglia, non debbono essere accettati nemmeno in Lombardia. Se è possibile lavorare per l’alternativa in Puglia, deve essere possibile farlo anche altrove. La primavera non la si costruisce in una regione sola.

Paolo Ferrero


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