Chi c’è e chi no

Blitz di fine legislatura da parte dell’ormai quasi ex presidentissimo Galan e della sua maggioranza, seppur risicata dall’assenza strategica della Lega: il tentativo in extremis di sbloccare gli inceneritori di Unindustria è una mossa che ha molti precedenti, il più autorevole dei quali è riassunto dalla famosa frase “crepi Sansone con tutti i filistei”!

Naturalmente c’è già chi minimizza – Confindustria che probabilmente non vuol fare sfigurare gli “amici” a così poca distanza dal voto! – chi alza le spalle dicendo che tanto le vere decisioni si prenderanno da lunedì prossimo – la Lega ovviamente! – chi s’incazza (quasi tutti gli altri).

Intanto quel che conta sono i segnali e di questi conviene dare conto.

Galan e tutto il PDL si ergono a “paladini della modernità” dimostrando al mondo imprenditoriale di non aver paura di nulla (nemmeno del ridicolo!) pur di soddisfare le lobbies che finora li hanno supportati.

La Lega che prende due piccioni con una fava: può distinguersi dal resto della destra – e sappiamo quanto ci tenga in questi giorni! – e contemporaneamente tenere i piedi in due staffe: infatti la componente leghista della Giunta Regionale era in gran parte assente e dunque – caso strano? Pura sfortuna? Incompetenza? Mossa tattica? – ha lasciato passare un provvedimento che può sempre cavalcare in seguito: vuoi per fare la parte degli ambientalisti (se ci fossimo stati noi non l’avremmo mai fatto passare!), vuoi per dimostrare alle lobbies di contare (Se ci fossimo stati non avremmo potuto lasciarlo passare!)

Chiaro anche il segnale ai cittadini: fate pure i vostri comitati, che gli interessi li facciamo noi e, quando li facciamo, passiamo sopra non solo ai comitati, ma anche al voto del parlamento regionale!

Attenzione dunque, soprattutto ai cittadini impegnati nei comitati, diffidiamo, diffidate! L’unico modo per non avere gli inceneritori è dare forza a chi veramente si oppone alla loro attivazione e tra questi certo non si può annoverare la destra, ma anche la Lega, apparentemente schierata per il no, sarà pronta a voltar gabbana appena cambiato il vento!

Del resto il nostro sindaco non ci ha pensato due volte a mettere paletti ben chiari: “inceneritori si ma non a Mogliano che ha vocazione turistica!”. Con un doppio salto mortale si è giocato la faccia (Mogliano vocazione turistica?!) e pure la campagna in quanto se la “vocazione turistica” dovrà essere la discriminante Confindustria ci metterà ben poco a dimostrare che Mogliano è l’ultima area del Veneto che può vantarne e di conseguenza sito ideale per un inceneritore.

Non dovesse andare così si è comunque giocato la (nostra) salute: spostiamo l’inceneritore qualche chilometro più in la ed otterremo esattamente lo stesso risultato: gli effetti di questi impianti non si limitano allo stretto circondario!

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