Archivi del mese: aprile 2010

E’ dura la vita di questi tempi!

C’è la crisi, il rischio disoccupazione e per giunta – notizia di oggi – si risveglia pure l’inflazione! Così il nostro Direttore Generale ha richiesto l’applicazione del minimo sindacale – probabilmente avrà fatto uno sciopero generale! – ed ottenuto un aumento di stipendio di 8.500 euri, pari al 12,14%: non male!

Il sindaco Azzolini, che in altri casi aveva bollato i dipendenti come infedeli che ascoltavano i sindacalisti politicizzati anziché lui, non ha esitato questa volta ad adeguare il trattamento contributivo a quanto fissato dai rinnovi contrattuali. Probabilmente ha pensato che, visto che la figura del Direttore Generale è fuorilegge (vedi cosa abbiamo scritto QUI) e dunque non può durare, il poverino dovrà pur accantonare qualche spicciolo per i momenti difficili!

Aggiungiamoci il premio di risultato che, come abbiamo a suo tempo denunciato, ha un minimo immotivato che verrà erogato indipendentemente dal risultato: il 5% se tutto va male, il 15% se è stato bravo (chi lo deciderà?). Il 5% di 8.500 sono altri 425 euri aggiuntivi (il premio è calcolato sullo stipendio) e dunque l’aumento effettivo è pari a circa 9.000… A meno che non gli riconoscano i risultati, in questo caso l’aumento ammonterà a 9.775 euri: l’aumento eh, non lo stipendio che era già pari a 70mila!

Inciso simpatico: dopo la nostra denuncia, nel sito del comune è stata aggiornata la pagina sulla trasparenza dei compensi: è sparito il minimo del premio di risultato ed ora è indicato solo il massimo! Siamo assolutamente convinti che l’Amministrazione Comunale (composta del resto di gioiosi manager) accortasi dell’errore abbia provveduto a rettificare immediatamente il contratto del DG eliminando il minimo nel premio di risultato! Che dite: hanno rettificato solo la pagina sulla trasparenza? Ma noooo daaaai!

Insomma: tagliati tutti gli interventi sul sociale, la cultura, la manutenzione e così via; intervenuti sul personale (vedi Punto Comune) e venduto il vendibile, i nostri gioiosi manager, Zaia’s Boys, non trovano di meglio da fare che distribuire soldi agli amici che, legge alla mano, non dovrebbero nemmeno occupare il posto che occupano!

Ma lo sapete di chi è la colpa? Dei sindacati ovviamente, e del contratto collettivo nazionale! Il nostro ludico sindaco non ha fatto altro che cedere alla dura lotta sindacale ed accordare alla fine i benefici aggiuntivi che MAI avrebbe voluto accordare!


Lettera aperta a Il Gazzettino

Caro Nello Duprè,

Ho letto, nella rassegna stampa del Comune, il resoconto della celebrazione della Liberazione.

Ebbene, DOMENICA 25 Aprile ero in piazza a MOGLIANO ed ho contestato  il Sindaco ex- compagno, ora camerata.

In piazza non ho visto rappresentanti dei Centri Sociali e la bandiera del “CHE” era solo la mia. La innalzavo con una lunga canna da pesca. Il signor Azzolini (padre) mi ha chiesto che c’entra il “CHE”. Il “CHE” c’entra sempre quando c’è da dimostrare coerenza, abnegazione e fede in alti ideali, tre “valori” del tutto sconosciuti al nostro sindaco, che inoltre ignora la storia: il 25 aprile è del ’45, mentre il 24 maggio è del ’18.

La Resistenza è stata combattuta dai partigiani in maggioranza “rossi”, e te lo dice un figlio di partigiano che, dopo la morte del padre, si è iscritto all’ANPI per tener alto il valore dell’ANTIFASCISMO. Mio padre è stato un partigiano della prima ora (8 settembre ’43), che nell’estate del ’44 è stato catturato mentre tornava a casa dal lavoro, su spiata di un fascista. I Tedeschi l’hanno torturato (2 unghie di una mano gli crescevano più corte), ma fortunatamente ha resistito ed il comandante tedesco, che non si fidava dei fascisti, nel dubbio, invece di fucilarlo l’ha spedito nel campo di concentramento di Chemnitz. Qui, mio padre  si è fatto 10 mesi prima di essere liberato dai Russi. Anni fa è stato insignito della croce al valore.

Ho notato, e mi dispiace ti sia sfuggito, che nel corteo, dietro la banda, c’erano le associazioni d’arma (a proposito ti sembrerà strano, ma io sono un Ufficiale di Marina) e poi in fondo, a chiudere, i partigiani. Ovviamente ho fatto notare al sindaco ed ai presenti che il 25 aprile non è il 24 maggio e nemmeno il 4 novembre.(data in cui si festeggiano le forze armate). A proposito, ti risulta che il nostro sindaco abbia fatto il servizio militare? (sai, è una curiosità)

cordiali saluti,

Orazio Dalla Tor
comunista, figlio di partigiano comunista e che, oltre a “Bella Ciao”, ha cantato anche l’  ”Inno di Mameli”


Vi ricordate di Cernobyl?

Ventiquattro anni fa oggi, all’una e 23 minuti, durante un test definito “di sicurezza”, a causa della violazione di un bel numero di protocolli, fu innescata la più immane catastrofe legata al nucleare civile che il mondo ricordi.

Chi di noi c’era non può dimenticare quei giorni: la paura della nube, il divieto di consumare verdure, latte, formaggi, funghi… Le reazioni assurde: gente che stava chiusa in casa come se le pareti potessero rappresentare una difesa contro le radiazioni.

E poi la reazione: innumerevoli comuni si dichiararono Territorio Denuclearizzato (pure Mogliano, anche se sono in pochi a saperlo e meno ancora a ricordarlo!). Un referendum sancì quella che all’epoca ritenemmo la definitiva uscita dell’Italia dall’utilizzo delle tecnologie nucleari per produrre energia.

Ma il tempo passa, le persone (molte persone) hanno la memoria corta; molti di coloro che adesso votano non erano nemmeno nati, oppure erano piccolissimi. Non esistono (probabilmente) studi che dicano quale impatto ha avuto l’inquinamento radioattivo sulla popolazione, ma si può stare certi che, anche chi non ricorda, ne sta in qualche modo portando su di sé le conseguenze.

Adesso ci dicono che il nucleare dell’ultima generazione è sicuro: che certe cose non possono più accadere. Sarà bene che chi ci sta credendo sappia, almeno, che all’epoca dicevano le stesse cose: le centrali sono sicure! Forse le centrali si, ma le persone non lo sono mai: l’errore può accadere, la routine operativa porta ad abbassare il livello di guardia…

E poi il problema scorie: in Italia abbiamo disseminato veleni mortali in tutto il nostro territorio, semplicemente per risparmiare costi di smaltimento. Siamo davvero certi che veleni che rimarranno attivi centinaia, se non migliaia, di anni saranno smaltibili in maniera sicura?!

Adesso ci dicono che se non rientriamo nel gioco nucleare rimarremo tagliati fuori, che il petrolio si sta esaurendo… E quanto durerà l’uranio? E chi ce lo darà visto che l’Italia non ne produce? E quando inizieremo a parlare di consumo consapevole visto che le centrali nucleari non si possono fermare: una volta avviata saremo obbligati a consumare energia elettrica di continuo!

C’è una frase che, purtroppo, particolarmente in questi giorni siamo costretti a ripetere troppo spesso: chi non sa ricordare il passato è condannato a ripeterlo. Purtroppo vale anche questa volta


I numeri dell’acqua

Il 25 aprile, oltre a zittire revisionismi vari, è servito anche a lanciare la campagna per i tre referendum su Acqua bene comune.

Un lancio col botto come si dice: a Mogliano sono state raccolte più di 200 firme nei banchetti organizzati nei pressi della piazza (la piazza vera e propria era off limits a causa degli eventi organizzati). Giusto per allargare gli orizzonti diciamo che questo successo non è solo locale: in Italia nei primi due giorni sono state raccolte oltre 100mila firme!

Siamo solo all’inizio: l’obiettivo minimo che ci siamo posti è di 4/500 firme, ma crediamo sia possibile arrivare anche a numeri più alti grazie all’impegno di molte forze politiche moglianesi, all’interesse di diverse associazioni e, non ultimo, alla campagna di sensibilizzazione già iniziata da tempo su questo argomento.

C’è l’intenzione di costituire un Comitato Referendario che ci permetta di unire le forze ed organizzarci meglio e che si apra alla partecipazione delle associazioni e dei singoli cittadini che altrimenti faticherebbero a trovare i loro spazi.

La riunione costitutiva è fissata giovedì 29 aprile alle ore 18.30 presso il Parco Arcobaleno: chi fosse interessato è invitato a partecipare


Cantando Bella Ciao

E’ trascorso, pare un po’ in tutta Italia, un 25 aprile di lotta e di orgoglio. A Mogliano come a San Donà chi ha cercato di cancellare la memoria facendo “di tutti i morti un fascio” ha dovuto fare marcia indietro: stare zitto o parlare da solo!

Chi attacca la Resistenza attacca la Costituzione. Ed a Mogliano come altrove abbiamo dimostrato che non siamo disposti ad accettare certi attacchi

Adesso si tenta di falsare il messaggio: dicendo ad esempio che l’ANPI ha negato la tessera ad Azzolini in quanto leghista (e giù indignazioni di tutti i fazzoletti verdi!). No signori: la tessera è stata negata dopo che Azzolini ha invitato Gentilini, giusto una settimana dopo la condanna, a presentare la sua idea razzista in piazza! La tessera non è stata negata in quanto leghista (ma poi lo è? Si definisce “Zaia boy” ma non capeggiava una lista civica?!), ma in quanto razzista protettore di razzisti. E viste le sue prese di posizione in occasione della Festa della Liberazione, non possiamo che condividere la scelta fatta dall’ANPI!

Zaia minaccia: “se si continua così gli amministratori leghisti diserteranno le manifestazioni!”. Se la loro idea di festa della Liberazione è quella che hanno esternato in questi ultimi giorni crediamo tutti che farebbero bene a restarsene a casa


E ridanghete!

Pare che Bella Ciao stia proprio sul gozzo a molti: Lega Nord in primis. 

E’ notizia di oggi che anche l’esimia presidentessa della Provincia di Venezia, oltre che sindaco di San Donà, Francesca Zaccariotto ha deciso che Bella Ciao, il 25 aprile, non s’ha da fare (come il celebre matrimonio); al suo fianco il presidente Muraro (della provincia di Treviso) si faceva vanto di saperla al più fischiettare senza però conoscerne le parole. Ieri sera era ospite del convegno dell’ANPI  “Dalla Resistenza alla Costituzione” forse sarà bene prenderne atto e, per il prossimo anno, risparmiarsi l’invito.

Un’altra caratteristica che accomuna i detrattori, è la scarsa familiarità con la Logica Aristotelica (forse perchè essendo Aristotele un greco si tratterebbe di un riconoscimento di culture straniere e per giunta meridionali?!). L’argomentazione addotta dalla Zaccariotto infatti è che “il 25 aprile è la festa della liberazione degli italiani dal fascismo e non dei partigiani!” e ancora “a San Donà non si è mai suonata“. Nemmeno a San Donà?! Ma come cavolo abbiamo fatto ad impararla tutti fin da piccoli se non si suonava da nessuna parte?!

Di questo passo proporranno che la colonna sonora adottata per il 25 aprile sia “Se potessi avere mille lire al mese” come cantava Gilberto Mazzi nel 1939. La connessione il fatto che risale all’epoca (poco prima), parla di schei e la strofa finale dice:

Ho sognato ancora, stanotte amore l’eredità
d’uno zio lontano americano!
Ma se questo sogno non si avverasse,
come farò…. il ritornello ricanterò!

Ecco: c’è lo zio americano (il liberatore quello vero: altro che i partigiani!) e l’eterno ritorno dei sogni che non si avverano: la liberazione dal fascismo pare sia servita a poco, o quantomeno sia risultata solo una parentesi temporanea nella storia di questa “serva Italia di dolore ostello”, e dunque torniamo al ritornello: se potessi avere…

Ulteriore tratto comune, tra coloro che fanno della gelosa conservazione della cultura locale un punto d’onore, è l’ignoranza della storia, o quantomeno il superamento della storiografia acclarata per piegare i fatti alle proprie esigenze politiche (leggasi revisionismo storico)

Dimenticano questi signori (e queste signore) che la Grande Guerra è stata la prima, mentre la Liberazione ha chiuso la seconda (vedi l’uso improprio della Canzone del Piave) e / oppure, dimenticano che Bella Ciao è canzone partigiana e non Comunista: tra i partigiani c’erano i comunisti, ma anche i cattolici, i liberali, i repubblicani, gli anarchici; perfino gruppi di monarchici contrari alla barbarie nazifascista.

Dunque attaccare Bella Ciao, magari attribuendola a “No Global, Centri Sociali e PD” (come ha fatto Azzolini) o contrapponendo i Partigiani ed il popolo, come invece fa la Zaccariotto, indica ignoranza oppure spregio della storia.

E allora lasciamo a questi revisionisti le parole di un grande pensatore del novecento americano (perchè lì ha scritto sebbene sia nato in Spagna), Georges Santayana: “Those who cannot remember the past are condemned to repeat it “, in italiano “Chi non sa ricordare il passato è condannato a ripeterlo”. E vista l’aria che tira forse è meglio tradurla anche in dialetto “Quei che pensa de poderse desmentegar del pasato, rifarà le stesse putanae“.


Peccato per chi non c’era!

Interessante e tuttaltro che placido l’incontro di ieri sera sul tema “Dalla Resistenza alla Costituzione“.

Chi non c’era ha perso l’occasione di scoprire che la nostra Costituzione è stata molto avanzata ma non è più al passo con la competizione internazionale legata alla globalizzazione perchè riconosce troppi diritti ai cittadini (Leonardo Muraro, presidente della Provincia) e che le pretestuose polemiche sul divieto di suonare Bella Ciao in piazza dipendevano  dagli eccessi degli organi di stampa (Davide Bortolato, assessore ai lavori pubblici che ha sostituito l’impresentabile Azzolini).  Domanda, egregio Bortolato: da quale “organo di stampa” sono tratte le news del sito del Comune di Mogliano?!

Del resto ieri sera Azzolini ha voluto, sempre sulle news del comune, il link al suo intervento a Reteveneta (eccolo qui, ma potete trovarlo anche nella home page del sito del comune). Intervento dal quale si evince che:

  1. Non c’è nessun divieto per Bella Ciao, semplicemente a Mogliano “non si è mai suonata” è sufficiente fare una domanda formale al protocollo e dimostrare che è una canzone di tutti i partigiani e non solo di una parte…
  2. Meglio le “canzoni istituzionali” come la Canzone del Piave che riguarda altre guerre ed altri caduti, ma visto che il monumento in piazza ricorda quelli e poi da Mogliano è partita la terza armata… Da dove si evince che la logica formale non rientra tra i rovelli dei nostri amministratori: a Mogliano era famosa per le sue pregiatissime pesche, ma non per questo la sagra del radicchio si fa a luglio!
  3. che Bella Ciao è la canzone di parte dei NoGlobal, dei Centri Sociali e del PD!!!

Noi non sappiamo se la stampa abbia o meno soffiato sul fuoco delle polemiche, ma considerata la benzina che vi getta il nostro arguto sindaco, forse ci fa una figura meno barbina se lascia fare alla stampa, anche nel caso fosse di parte!!!


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