E ridanghete!

Pare che Bella Ciao stia proprio sul gozzo a molti: Lega Nord in primis. 

E’ notizia di oggi che anche l’esimia presidentessa della Provincia di Venezia, oltre che sindaco di San Donà, Francesca Zaccariotto ha deciso che Bella Ciao, il 25 aprile, non s’ha da fare (come il celebre matrimonio); al suo fianco il presidente Muraro (della provincia di Treviso) si faceva vanto di saperla al più fischiettare senza però conoscerne le parole. Ieri sera era ospite del convegno dell’ANPI  “Dalla Resistenza alla Costituzione” forse sarà bene prenderne atto e, per il prossimo anno, risparmiarsi l’invito.

Un’altra caratteristica che accomuna i detrattori, è la scarsa familiarità con la Logica Aristotelica (forse perchè essendo Aristotele un greco si tratterebbe di un riconoscimento di culture straniere e per giunta meridionali?!). L’argomentazione addotta dalla Zaccariotto infatti è che “il 25 aprile è la festa della liberazione degli italiani dal fascismo e non dei partigiani!” e ancora “a San Donà non si è mai suonata“. Nemmeno a San Donà?! Ma come cavolo abbiamo fatto ad impararla tutti fin da piccoli se non si suonava da nessuna parte?!

Di questo passo proporranno che la colonna sonora adottata per il 25 aprile sia “Se potessi avere mille lire al mese” come cantava Gilberto Mazzi nel 1939. La connessione il fatto che risale all’epoca (poco prima), parla di schei e la strofa finale dice:

Ho sognato ancora, stanotte amore l’eredità
d’uno zio lontano americano!
Ma se questo sogno non si avverasse,
come farò…. il ritornello ricanterò!

Ecco: c’è lo zio americano (il liberatore quello vero: altro che i partigiani!) e l’eterno ritorno dei sogni che non si avverano: la liberazione dal fascismo pare sia servita a poco, o quantomeno sia risultata solo una parentesi temporanea nella storia di questa “serva Italia di dolore ostello”, e dunque torniamo al ritornello: se potessi avere…

Ulteriore tratto comune, tra coloro che fanno della gelosa conservazione della cultura locale un punto d’onore, è l’ignoranza della storia, o quantomeno il superamento della storiografia acclarata per piegare i fatti alle proprie esigenze politiche (leggasi revisionismo storico)

Dimenticano questi signori (e queste signore) che la Grande Guerra è stata la prima, mentre la Liberazione ha chiuso la seconda (vedi l’uso improprio della Canzone del Piave) e / oppure, dimenticano che Bella Ciao è canzone partigiana e non Comunista: tra i partigiani c’erano i comunisti, ma anche i cattolici, i liberali, i repubblicani, gli anarchici; perfino gruppi di monarchici contrari alla barbarie nazifascista.

Dunque attaccare Bella Ciao, magari attribuendola a “No Global, Centri Sociali e PD” (come ha fatto Azzolini) o contrapponendo i Partigiani ed il popolo, come invece fa la Zaccariotto, indica ignoranza oppure spregio della storia.

E allora lasciamo a questi revisionisti le parole di un grande pensatore del novecento americano (perchè lì ha scritto sebbene sia nato in Spagna), Georges Santayana: “Those who cannot remember the past are condemned to repeat it “, in italiano “Chi non sa ricordare il passato è condannato a ripeterlo”. E vista l’aria che tira forse è meglio tradurla anche in dialetto “Quei che pensa de poderse desmentegar del pasato, rifarà le stesse putanae“.

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