L’ultima trovata di Mariastella: la Bibbia sbarca a scuola

Riportiamo un illuminante intervento di Cecilia M. Calamani tratto da Cronache Laiche: ci sembra che l’argomento meriti attenzione!

Che la nostra ministra dell’Istruzione abbia a cuore Santa Romana Chiesa non è una novità. Non potendo (ancora) rendere l’ora di religione curriculare – perché la Costituzione si può anche umiliare, ma a tutto c’è un limite – la Gelmini non ha mai nascosto la sua vocazione di tramite tra le gerarchie ecclesiastiche e la fertile mente dei nostri studenti.

[…] Ma ora ha superato se stessa. Leggiamo, increduli,  il protocollo d’intesa tra il ministero dell’Istruzione e Biblia, una “associazione laica di cultura biblica”.

Biblia, si legge nel protocollo, “ritiene che la conoscenza della Bibbia, in un’ottica laica, rappresenti una componente essenziale di tutte le culture dell’Occidente e che perciò vada ampiamente diffusa nella trasmissione del sapere e nelle istituzioni educative; favorisce, in uno spirito di scambio e di dialogo, la conoscenza di tutte le tradizioni religiose che pur diversamente si richiamano alla Bibbia e al Corano”.

Come rifiutare il contributo culturale di questa prestigiosa associazione? Il ministero, quindi, si impegna a favorire la programmazione, da parte delle scuole, di “iniziative di formazione e aggiornamento, anche a livello nazionale, sui temi biblici, in un’ottica di formazione interculturale”.

In sintesi, gli studenti  dal prossimo anno saranno più ignoranti grazie ai tagli economici all’istruzione pubblica, ma almeno potranno apprendere i principi ispiratori della nostra(?) religione. Poco importa che sappiano a malapena chi è Darwin, che mastichino tre parole (e non di più) di inglese, che ignorino i diritti e i doveri del cittadino, che siano digiuni delle problematiche ambientali: la parola di Dio colmerà tutte quelle lacune che già li relegano un gradino più sotto dei loro coetanei europei.

Ma il peggio, se è possibile, deve ancora venire. Il Corriere della Sera, nel riportare l’iniziativa, ci informa che la sperimentazione probabilmente verrà avviata all’interno delle ore di italiano nel biennio dei licei. E per rassicurare i dubbiosi aggiunge: “Attraverso i riferimenti al testo sacro si possono certo ricostruire diversità, vicende di tensioni e di scontri, ma la frequentazione della pagina ispirata da Dio, il misurarsi con l’attualità del suo messaggio, è anche l’ occasione per stare assieme, ritrovarsi, dialogare, individuare riferimenti e progetti comuni”.

Tutto normale, quindi,  per il quotidiano di via Solferino, che riporta anche alcuni dei nomi illustri che hanno firmato, primi tra diecimila, la petizione a sostegno dell’iniziativa: Giuseppe De Rita, Claudio Magris, Tullio De Mauro, Umberto Eco, Amos Luzzatto, Margherita Hack.

Sarà questo il motivo per cui la notizia è passata in sordina su quasi tutti i media?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: