Pirati!

Come altro possono essere definiti uomini armati di tutto punto che attaccano navi di civili con a bordo pacifisti, parlamentari ed aiuti umanitari?!

Non si venga a tirare fuori nuovamente la vecchia storiella dell’antisemitismo come accusa strumentale a chi non è disposto ad accettare la politica terroristica del governo sionista. Qui non c’è nulla contro gli ebrei, e men che meno contro i semiti (gli stessi palestinesi sono semiti!).

Qui c’è l’ennesima dismostrazione, se mai ce ne fosse stato bisogno, che la politica israeliana è fondata sull’uso indiscriminato della forza bruta contro chiunque non sia succube delle sue scelte.

Questo atto deve essere l’ultimo consentito impunemente al governo di Israele.

Basta impunità internazionale, basta complicità. Palestina libera!

Mentre scrivo sento le vergognose dichiarazioni di Frattini, quello che dovrebbe essere il nostro ministro degli esteri: “altra cosa è accertare le vere finalità di questa spedizione”! Il governo italiano ancora una volta supera sé stesso nell’impudenza e nella vergognosa complicità

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4 responses to “Pirati!

  • primo capo

    che so, magari per questo:?



    chissà perchè, mi dai proprio l’impressione di uno che scappa subito…

    • francyval

      Sono stato incerto se approvare o meno questo commento, ma alla fine ho ritenuto utile e corretto lasciare spazio anche a chi non è d’accordo con noi.
      Sia chiaro: il dubbio non deriva dal punto di vista contrario, ma da quell’inciso finale che suona tanto come una provocazione “mi dai l’idea di uno che scappa subito”. Cosa significa? Suona un po’ minaccioso: di fronte a cosa dovrei scappare?
      Non scappo certo di fronte a video di propaganda dell’esecito israeliano: anche durante Piombo Fuso hanno fatto vedere che le bombe al fosforo bianco erano usate per illuminare, peccato che si illuminasse con torce umane…
      Mi pare che contro la pirateria internazionale vengano usate altrove le navi da guerra per difendere le imbarcazioni civili; qui si parla di corpi speciali dell’esercito, ben armati ed addestrati, protetti con le tecnologie più sofisticate, che si sono trovati di fronte la reazione tipica di una manifestazione di piazza: qualche bastone e qualche “terribile” sedia di plastica.
      Se questa reazione, tra l’altro come si nota bene nei filmati, messa in atto da poche persone, è stata sufficiente a far perdere la testa a militari dei corpi scelti spingendoli a sparare su civili non armati, le possibilità sono due:
      1) I militari israeliani sono così poco preparati al combattimento da risultare pericolosi per sé stessi e per i civili, oppure
      2) (più probabilmente) Ai commandos era stato impartito l’ordine di agire in maniera eclatante anche a costo (o forse proprio al fine) di creare un incidente internazionale gravissimo

      In entrambi casi la cosa non depone affatto in favore di Israele e delle sue (eventuali) ragioni, al di là del fatto che tali ragioni siano condivise (come da chi ha postato questo commento evidentemente!) oppure combattute, come dal sottoscritto.
      Tra l’altro non è la prima volta che Israele ci tiene a dimostrare la sua “fermezza a qualunque costo” di fronte alla protesta: non si può dimenticare ad esempio la morte dell’attivista americana schiacciata da un bulldozer mentre protestava contro l’erezione del muro.

      Infine un inciso in merito alla provocazione che questo commento contiene.
      Ci sono molti modi per “scappare”: costruire un muro di separazione tra due popoli è scappare; usare il più potente esercito dell’area contro civili rinchiusi in un alveare sovrappopolato è scappare; legiferare per l’apartheid su base etnica e religiosa è scappare; pretendere una nazione omogenea dal punto di vista religioso è scappare (ne abbiamo eclatanti esempi anche qui in Italia…); rifiutare la trattativa pretendendo di scegliere perfino il proprio interlocutore ed il proprio nemico è scappare. Potrei continuare a lungo ma preferisco fermarmi qui.
      In Israele c’è chi non scappa: cittadini israeliani che ogni giorno si ribellano non alla sopravvivenza di Israele – che è la loro patria! – ma alla sua politica di “pulizia etnica” ed occupazione. Purtroppo la parola di questi cittadini è coperta (quando non fisicamente impedita) dal frastuono delle posizioni politicamente egemoni che hanno bisogno di un nemico per poter mantenere la propria egemonia

  • Riccardo Del Todesco

    Condivido tutto Francesco.
    Bravissimo!
    Riccardo

  • orazio

    ci hanno spiegato che un pedofilo spesso è stato vittima da piccolo di pedofilia, credo che questa sia una deviazione che in qualche modo si può curare.
    ma un paese che porta a giustificazione dei suoi eccidi e dell’occupazione dei territori di un altro paese l’aver subito da parte del nazismo la shoah oltre 60 anni fa, non è curabile, è solo un paese criminale; sto parlando dello stato israeliano e dei suoi governanti e non dei cittadini indiscriminatamente, perchè mi risulta ci siano molti pacifisti tra gli israeliani

    ciao orazio

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