Archivi del mese: giugno 2010

La legge è uguale per tutti: la politica deve avere un occhio in più

Grandi festeggiamenti in casa PDL per la condanna di Dell’Utri a due anni in meno rispetto alle richieste dell’accusa: “è stato smontato un teorema politico – giudiziario!”. Forza Italia non è stata fondata sull’accordo con Cosa Nostra.

Lungi da me entrare nel merito di una sentenza: non ho la competenza giuridica ne tantomeno la conoscenza degli atti tali da consentirmi il benchè minimo commento in proposito, figuriamoci una critica. Sul piano legale non intendo dunque esprimermi in nessun caso. Ma…

Ma la politica è un’altra cosa.

I giudici hanno condannato Dell’Utri per i fatti accertati fino al 1992, momento in cui inizia a nascere Forza Italia. Poi, per il periodo successivo, l’hanno assolto. A parte il fatto che buon senso vuole che si attendano come minimo le motivazioni della sentenza prima di esultare, ma rimane il fatto che la “verità giudiziaria” è una cosa: pretende dimostrazioni inoppugnabili (prove), violazione di leggi scritte (reati), prevede attenuanti e giustificazioni in punta di codice. Dire “ti condanno fino al ’92 e ti assolvo per le accuse successive” non significa dire che dal ’93 in avanti il co-fondatore di Forza Italia si è ripulito coscienza e frequentazioni, ma solo che non sono stati dimostrati reati compiuti da quell’anno in avanti.

Ma come dicevo la politica è un’altra cosa: non chiede la prova inoppugnabile, ne il confronto diretto con la lettera dei codici.

Qualcuno (chiunque) può in coscienza ritenere sensato che chi ha collaborato attivamente con Cosa Nostra ai massimi livelli fino al 1992, dal primo gennaio 1993 possa nicchiare rispondendo magari: “scusa ma ho altri impegni: sto fondando Forza Italia e devo tenere un contegno morigerato!”

Qualcuno (chiunque) può in coscienza ritenere che fare le “condoglianze” al giudice che l’ha condannato o inneggiare all’ “eroe Mangano” morto in carcere per non tradire gli amici, non siano chiarissimi messaggi in stile mafioso rivolti ai giudici ed a chi, ancora vivo, potrebbe comportarsi diversamente da Mangano (lo stalliere di Arcore per chi se ne fosse dimenticato)?!

Lasciamo dunque gioire i vertici di Forza Italia: evidentemente si contentano di poca cosa, del resto nelle condizioni in cui versano… Lasciamo pure Minzolini a lanciare la notizia usando (in copertina del TG1!) tre volte la parola “assolto” e mai quella “condannato” (vedete voi…). Ma caro Dalema: possibile che l’unica cosa che hai da dire sia che “le sentenze di accettano, non si commentano”.

E’ vero: almeno per quelle giudiziarie. A quando una sentenza politica? A quando un bel taglio con i Dell’Utri, ma anche con i Cuffaro e tutta la bella compagnia che ruota attorno a questi personaggi in Sicilia? IL PD non ha nulla di più calzante da dire? E gli altri?!


Malafede

Se io fossi cattolico (e non lo sono) invece di nascondere le atrocità di coloro che hanno approfittato dei deboli e degli innocenti penso che mi ergerei a difesa del tempio, scaccandone i mercanti come raccontano i vangeli.

Se io fossi cattolico (e non sono nemmeno cristiano) accoglierei la polizia belga che, su mandato della magistratura, chiede di sapere quali documentazioni esistano in merito a casi di pedofilia ormai pienamente accertati ed agli insabbiamenti portati avanti per decenni dalle gerarchie ecclesiastiche; aprirei loro le porte e chiederei che mi aiutassero a fare pulizia tra i falsi credenti che si nascondono dietro a tonache e mitre per fare i loro porci comodi.

Se io fossi cattolico (e non sono proprio credente!) riterrei che il rispetto della religione degli altri è tanto prezioso quanto quello della mia e dunque eviterei di imporre a chi crede in un dio diverso, o magari solo a diversi segni, di dover subire la presenza costante di un uomo martirizzato sulla croce perfino nelle aule dove vivono la loro giornata bambini di pochi anni.

Se io fossi cattolico (ed io considero la religione uno degli oppi del popolo) diffiderei di chi si erge a paladino della religione di giorno facendo il puttaniere la notte.

Ma io non sono cattolico, non sono cristiano, non sono credente e ritengo che la religione sia un modo come un altro per controllare le persone che la subiscono, anzi: uno dei più raffinati mai inventati. Dunque mi auguro che la polizia e la magistratura del Belgio svolgano a fondo il loro lavoro; che preti e gerarchie ecclesiastiche che hanno approfittato di generazioni di bambini o coperto questi crimini, possano pagare senza la copertura dello Stato Vaticano. Mi auguro che la Corte Europea condanni l’Italia per l’ostensione continua del crocifisso nei luoghi pubblici.

E da non cattolico e non credente, rispetto molti preti infinitamente di più degli assessori che fanno mozioni “per la difesa del crocifisso” e per quei pluri divorziati di giorno – e puttanieri la notte – che inneggiano alle sacre leggi (per gli altri) ed alla protezione del decoro.

Forse a mia è… malafede!


Interpellanza (extra)consigliare

Sponsor e patrocini: tutta la Lega Veneta schierata! (Comune, Provincia e Regione)Quanto ha speso il Comune di Mogliano Veneto per allestire la manifestazione rock con cui:

  1. ha scontentato tutti i negozianti a causa della chiusura del centro
  2. ha fisicamente impedito a cittadini appiedati di transitare per la piazza malgrado il decreto sindacale (del sindaco: non pensate al sindacato!) prevedeva solo la chiusura agli automezzi
  3. ha trovato la scusa per chiudere definitivamente il Centro Giovani scaricando su di loro la responsabilità in seguito alle lamentele dei cittadini (si veda la Tribuna di Treviso di oggi)
  4. ha raccolto poco più di un centiaio di spettatori paganti per serata
  5. ha confermato i suoi rapporti con manager di gruppi che in futuro diverranno (pare) manager di ex spazi pubblici moglianesi

Chi ha pagato, quanti soldi e da quali capitoli di spesa? Quanto si è incassato? Quant’è la quantità di alcoolici distribuiti? E’ stato verificato che tali alcoolici non fossero somministrati a minorenni?

Non possiamo fare una vera e propria interpellanza, non avendo rappresentanti in Consiglio Comunale, ma visti i tempi di magra e la complessiva figuraccia ci piacerebbe che qualcuno lì dentro trovasse il tempo ed il modo di risponderci!

Grazie


Diplomazia: il tuo nome è Lega!

Dopo anni di smenamenti con loro che ce l’hanno duro (pure i 92enni operati di prostata pare), di milioni per non dire miliardi di doppiette pronte a marciare sulla linea del Po per difendere la patria Padania, di sfanculismi vari a terroni, romani, negher, comunisti e chi più ne ha più ne metta. Dopo aver sparlato su costo delle cartucce (dolci messaggi inviati alla magistratura da chi dice di essere un nostro ministro!), di diritto a evadere il fisco, di padrone a casa mia…

Dopo tutto ciò ecco che anche nelle comunicazioni ufficiali emerge il lato gentile della Lega, pure qui a Mogliano. Qualcuno ha osato mettere in dubbio le politiche della maggioranza in merito alle associazioni di quartiere? Ecco che l’Assessore con delega ai rapportio con i quartieri ed il presidente del Consiglio Comunale rispondono in punta di diritto e di galateo con una pubblica lettera (scaricabile QUI dal sito del comune) che chiudono così:

“Alla luce di quanto sopra, troviamo assolutamente fuori luogo il Vs. intervento che dimostra, tra le altre cose, ignoranza su come sono inquadrate giuridicamente le Associazioni di Quartiere e dimostra che non avete capito in cosa consiste nella realtà il processo di riforma avviato da questa Amministrazione”

Per fortuna che all’ultimo momento hanno deciso di togliere il “non avete capito un cazzo“!!!! Questione di etichetta istituzionale…


Mogliano e i referendum per l’acqua

Chiusi i controlli e consegnati i moduli al Comitato Promotore Provinciale, possiamo finalmente dare un numero definitivo per quanto riguarda la raccolta delle firme per i referendum a Mogliano.

Sono ben 1.200 (milleduecento!) i concittadini che hanno sottoscritto la richiesta dei tre referendum ai banchetti organizzati dal Comitato Promotore Unitario, dal Circolo dei Comunisti ed al Punto Comune. Mancano al conteggio le firme raccolte autonomamente da SPI CGIL su cui non abbiamo informazioni certe.

Uno sforzo straordinario che ha visto coinvolte forze politiche, associazioni e singoli cittadini. Che è stato premiato da una massiccia affluenza in ogni occasione (e ci è dispiaciuto dover reinviare spesso e volentieri persone non residenti a Mogliano a rivolgersi al proprio comune di residenza) e, giusto agli sgoccioli, anche dalla presa di posizone del Consiglio Comunale per l’adesione di Mogliano alla campagna “Acqua bene comune” votata all’unanimità.

Naturalmente non finisce qui. Il prossimo passaggio sarà l’approvazione dei quesiti a cui seguirà (ne siamo certi) un lungo braccio di ferro con il Governo ed il Parlamento perchè sia fissata rapidamente la data della consultazione popolare.

Infine ci sarà la campagna per il voto: troppi referendum in questi ultimi anni sono falliti per non aver raggiunto il quorum dei votanti. Il milione di firme raccolte a livello nazionale fa ben sperare, ma sarà fondamentale che ogni firmatario si attivi per convincere quante più persone possibile ad andare a votare e far così valere il proprio diritto di scegliere sul nostro futuro e su quello del patrimonio pubblico già così disastrato!


Romani, padani, veneti, moglianesi…

“Roma Ladrona”, tuona come sempre il popolo padano, mentre approva (salvo poi ritrattare repentinamente) la nomina di un nuovo ministro al “Nonsisabenecosa” che costerà qualche milione di euri l’anno in più, che andranno a far lievitare la spesa pubblica che, alla faccia del “meno stato e più mercato” ha raggiunto la bella percentuale del 52% abbondante del PIL.

Intanto il nostro deficit raggiunge quota 116%, il debito sale come la pasta da pizza dimenticata, la pressione fiscale ci fa raggiungere la quinta posizione in Europa appena sotto a paesi che hanno (al contrario di noi) uno stato sociale che non abbandona i cittadini dalla culla alla tomba, scuole che funzionano, servizi pubblici, case, ecc.

Alla faccia di Roma Ladrona, a Napoli pubblicano un bel dossier sugli sprechi ed i nepotismi della Lega: in Veneto sono citati ad esempio, tra gi altri, la nuova sede della Provincia di Treviso e le promozioni della moglie del sindaco Tosi. Certo che anche la fulminante carriera del Bossi jr (familiarmente “il trota”) da pluri bocciato a Consiliere Regionale a 16mila euri al mese non è mica male eh?! Avercelo un paparino così protettivo….

Il neoministro di cui sopra, del PDL ma da sempre in strettissimi rapporti con il carroccio, non sa bene che cosa deve amministrare, ma il lavoro necessario per riuscire a scoprirlo gli impedisce da subito di partecipare al processo in cui è imputato (insieme alla moglie) in merito a scalate bancarie non esattamente limpide. Chissà se quel “adesso vogliamo il controllo delle banche” tirato fuori da Bossi subito dopo le elezioni ha qualcosa a che vedere….

Insomma: parrebbe che i “dieci milioni di doppiette” più che a lottare per la Padania Libera (di diventare il sud della Svizzera che nel frattempo tratta i frontalieri italiani esattamente come i leghisti fanno con gli extracomunitari!) servano per ritagliarsi spazi di manovra e di spesa sempre più comodi ed agevoli.

Frattanto tra tagli statali che “minano alla radice il federalismo fiscale”  e palleggiamenti su “regioni virtuose”, “comportamenti virtuosi” e “ministri virtuali”, questi continuano a fare i conti sulla pelle nostra mentre difendono a spada tratta ciascuno le sue cricche. Ultima (ma solo in ordine di scoperta) quella dei pellettieri vicentini difesi dallo scudo di Alberto da Giussano: la Lega è arrivata a fare interrogazioni parlamentari con richiesta di ispezioni ministeriali nei confronti del Pubblico Ministero che ha scoperchiato il verminaio. Si parla di centinaia di milioni di euri transitati in vari paradisi fiscali e di mazzette da leccarsi i baffi: tutti soldi rubati a chi le tasse le paga, o le pagherebbe se riuscisse a lavorare!

Anche Mogliano, nel suo piccolo, attua una seria politica di risparmio e di qualificazione della spesa: megaschermo per i mondiali di calcio (anzi schermi: ce n’è uno pure a Zerman), concerti in piazza da 25 auro a biglietto che vanno praticamente deserti (chi paga poi?), spritz agli studenti e cene con comici alla popolazione, presentazioni letterarie negli spazi popolari di Villa Condulmer. Come dicevamo altrove “panem et circenses”.

Obiettivo? Ma chiaro: rivitalizzare la piazza! Intanto hanno rivitalizzato giusto le polemiche e speso un bel po’ di quattrini (facendo due conti della serva si arriva ad un bel centomila eh?! Almeno!). Tra l’altro facendosi belli soprattutto con iniziative altrui: dalle feste organizzate da varie associazioni fino alla raccolta di fondi per le famiglie allo stremo, organizzata da Distretto Sociale di Coop.

In compenso pare sia pace fatta riguardo l’area ex-Macevi: se notate la pubblicazione con cui il comune cerca di attribuirsi i meriti dell’estate moglianese organizzata dalle associazioni, riporta in bella mostra la sponsorizzazione di Molius!

Mentre ciò accade inizia a prendere corpo la monovra sull’ex Centro Giovani. Dopo averlo strangolato impedendo di fatto di gestirlo e tagliando tutti i fondi, pare che adesso il Comune intenda darlo in gestione. A chi? Ma chiaro: una bella e trasparente gara pubblica che sarà vinta (già si sa) da amici degli amici: il nome dell’assegnatario circola già da un pezzo (addirittura da quando si è iniziato a parlare della sua cessione a SPL!), ma non possiamo farlo: non vorremmo che ci accusassero di intercettazioni, anche se poi è lui che se ne vanta davanti all’aperitivo… E il Centro Giovani? Bha: diventerà probabilmente un club privè dove si beve a pagamento: magari trampolino di lancio per un prossimo assessorato.

Bene: come dicevano i vecchi cartoons: it’s all folks! E’ tutto gente, almeno per oggi e almeno per quanto è già venuto a galla…

Postilla. L’IDV ha scoperto che la convenzione per Molius fa schifo. Ciò non è stato sufficiente a spingerli ad un bell’esame di coscienza sul voto di astensione espresso, ma… Adesso pungolano il PD perchè si decida a scendere in lizza per iniziare a costruire insieme la maggioranza di domani. Bon: facciamo loro i nostri migliori auguri di pronta guarigione e speriamo che prima o poi riescano a farci ricredere sulla nostra domanda “a che ci serve la destra con una sinistra così?


Dalle strade di Toronto in rivolta

Riceviamo e diffondiamo!

Come dicono gli angolfoni, la cacca ha urtato il ventilatore.

Il billiardo e mezzo speso in misure di sicurezza sta avendo l’effetto desiderato: poliziotti in divisa da robocop, cannoni che assordano, poliziotti e agenti segreti in borghese, una recinzione da far invidia a Berlino con leggi speciali per chi si avvicina o la fotografa. Dire che Toronto e’ completamente militarizzata e’ un eufemismo.

Come al solito, i media mainstream ci azzuppano e fanno senzazionalismo. Si parla dei cosiddetti ” professional protesters”  e “multi-issue extremists” come se le sole persone in strada fossero un gruppetto di terroristi. Logicamente non sprecano nemmeno una parola a parlare delle esigenze delle comunita’ in lotta che da mesi sono in dialogo per far sentire la loro voce e che da ieri vengono brutalmente attaccate dalla polizia.

Nessuno parla della disoccupazione, degli effetti della crisi, del razzizsmo e oppressione delle comunita’ indigene in Canada, di coloro che sostengono gli indios in Sud America e Africa dove le imprese mineriarie violentano e  smembrano le comunita’ (il Canada controlla il 60% dell’industria mineraria mondiale). Nessuno condanna le persecuzioni sistematiche di attivisti e gruppi opposti alla collaborazione economica canadese con l’Israele (Toronto la citta’ piu’ antisemita, si dice), o il ruolo delle truppe Canadesi ad Haiti dal 2004 e in Afghanistan dalla guerra, della sottrazione di fondi per il Gay Pride, dei tentativi di abolire l’aborto o dello scempio ambientale e alla salute di coloro che abitano e lavorano nelle miniere petrolifere in Alberta. Non si e’ vista quasi nessuna immagine delle vecchine in abiti tradizionali che fanno parte della gigantesca comunita’ tibetana e che sfilavano ieri con altre 20.000 persone (pare fossero molte di piu’), delle famiglie di rifugiati politici che rivendicano il diritto di cittadinanza, o della Tent City
installata in un parco in solidarieta’ con i senza dimora fissa.

Per contrastare l’oltraggio di migliaia di cittadini di Toronto per il costo del vertice (con quei soldi si poteva ampliare la metropolitana, per esempio, ma invece hanno tolto i fondi al proggetto) e giustificare la scelta del governo di Steven Harper, si parla solo di teppismo e vandalismo. Le foto dei Black Block che distruggono le vetrine e danno fuoco alle macchine della polizia stanno facendo il giro del mondo ma nessuno nota il logo della Nike sui vestiti neri del Block, e i media non si chiedono come mai le auto fossero state lasciate isolate in strada mentre tutto il resto, inclusi i vasi con le piante, erano stati rimossi.

La caccia ai Block e’ stata anche la scusa con cui migliaia di poliziotti con scudi, manganelli, lacrimogeni e pallottole di gomma hanno attaccato e massacrato le famiglie che si erano recate nel “pollaio per le proteste” che era stato scelto come unico luogo dove protestare legalmente.

Dopo una serie di piccole manifestazioni relativamente pacifiche nei giorni scorsi (con una presenza media di 5 poliziotti per participanti), da ieri, qui regna il caos assoluto. I poliziotti stanno praticamente arrestando e picchiando tutti coloro che si avvicinano a una protesta o un’azione (anche se vai in tribunale a cercare quelli arrestati). Tre ore fa, il conto era di 550 arresti. Entrano nelle case senza mandati e trascinano via gli attivisti, hanno preso TUTTI gli
organizzatori, anche quelli che si avviavano a fare una conferenza stampa sugli arresti. Stanno perquisendo i tram, hanno appena circondato il centro di convergenza degli attivisti e hanno pronti i lacrimogeni. Hanno anche preso degli avvocati. Ci aspettiamo un raid al media centre prima di stasera. Le notizie che arrivano sono confuse, e’ difficile
capire se le azioni annunciate sono trappole o vere proteste. Comunque ci sono migliaia di persone in strada che fanno proteste ovunque, il bike block (quelli delle bici) si stanno dirigendo verso il centro di convergenza in assedio.

Ci criticano giustamente perche’ da ieri parliamo molto della violenza e non delle ragioni delle proteste ma qui ci stanno beccando uno a uno, è difficile parlare di altro. Volevo scrivere un articolo sui nuovi discorsi sulla prevenzione delle proteste e sulle nuove logiche sicuritarie, ma in questo momento, i pochi di noi che non sono già
stati arrestati stanno cercando di dar senso a questo caos e dovrò farlo nei prossimi giorni, se non mi deportano prima.

Per ora mi limito a dire che se dal terzo Global Forum e da Genova in poi, questo trattamento per gli attivisti non è un’eccezione, io vedo comunque una differenza tra il passato e oggi. Ai G8 di L’Aquila avevano una sezione speciale per parlare di nuove tecniche di controllo delle folle che possono ribellarsi. Il G20 di Toronto raggiunge un nuovo
livello di normalizzazione delle tecniche di prevenzione e controllo. Immaginate questa citta’ come una grande vetrina per sfoggiare il potere del governo e le nuove tecniche di sicurezza. I signori dei G20, rilassati dopo il soggiorno sul lago finto creato per sfoggiare la natura canadese, sono pronti a fare shopping. Steven Harper e i suoi
amici industriali che hanno collaborato al piano di sicurezza hanno i saldi pronti. Due al prezzo di uno, venghino, venghino.

Ma, in qualita’ di cavie per i nuovi esperimenti, dalle prigioni e altre zone in assedio, citando uno dei cartelli piu’ visti alle manifestazioni e uno dei canti piu’ sentiti, continuiamo a dire: Who’s streets? Our streets!!! e Fuck fake lakes, save the real lakes!

Alessandra Renzi
alternative media centre Toronto G20


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