La legge è uguale per tutti: la politica deve avere un occhio in più

Grandi festeggiamenti in casa PDL per la condanna di Dell’Utri a due anni in meno rispetto alle richieste dell’accusa: “è stato smontato un teorema politico – giudiziario!”. Forza Italia non è stata fondata sull’accordo con Cosa Nostra.

Lungi da me entrare nel merito di una sentenza: non ho la competenza giuridica ne tantomeno la conoscenza degli atti tali da consentirmi il benchè minimo commento in proposito, figuriamoci una critica. Sul piano legale non intendo dunque esprimermi in nessun caso. Ma…

Ma la politica è un’altra cosa.

I giudici hanno condannato Dell’Utri per i fatti accertati fino al 1992, momento in cui inizia a nascere Forza Italia. Poi, per il periodo successivo, l’hanno assolto. A parte il fatto che buon senso vuole che si attendano come minimo le motivazioni della sentenza prima di esultare, ma rimane il fatto che la “verità giudiziaria” è una cosa: pretende dimostrazioni inoppugnabili (prove), violazione di leggi scritte (reati), prevede attenuanti e giustificazioni in punta di codice. Dire “ti condanno fino al ’92 e ti assolvo per le accuse successive” non significa dire che dal ’93 in avanti il co-fondatore di Forza Italia si è ripulito coscienza e frequentazioni, ma solo che non sono stati dimostrati reati compiuti da quell’anno in avanti.

Ma come dicevo la politica è un’altra cosa: non chiede la prova inoppugnabile, ne il confronto diretto con la lettera dei codici.

Qualcuno (chiunque) può in coscienza ritenere sensato che chi ha collaborato attivamente con Cosa Nostra ai massimi livelli fino al 1992, dal primo gennaio 1993 possa nicchiare rispondendo magari: “scusa ma ho altri impegni: sto fondando Forza Italia e devo tenere un contegno morigerato!”

Qualcuno (chiunque) può in coscienza ritenere che fare le “condoglianze” al giudice che l’ha condannato o inneggiare all’ “eroe Mangano” morto in carcere per non tradire gli amici, non siano chiarissimi messaggi in stile mafioso rivolti ai giudici ed a chi, ancora vivo, potrebbe comportarsi diversamente da Mangano (lo stalliere di Arcore per chi se ne fosse dimenticato)?!

Lasciamo dunque gioire i vertici di Forza Italia: evidentemente si contentano di poca cosa, del resto nelle condizioni in cui versano… Lasciamo pure Minzolini a lanciare la notizia usando (in copertina del TG1!) tre volte la parola “assolto” e mai quella “condannato” (vedete voi…). Ma caro Dalema: possibile che l’unica cosa che hai da dire sia che “le sentenze di accettano, non si commentano”.

E’ vero: almeno per quelle giudiziarie. A quando una sentenza politica? A quando un bel taglio con i Dell’Utri, ma anche con i Cuffaro e tutta la bella compagnia che ruota attorno a questi personaggi in Sicilia? IL PD non ha nulla di più calzante da dire? E gli altri?!

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