Incendio a Marcon: depositi tossici a Mogliano?

Forse, bella domanda!

Nelle news del Comune di ieri si leggeva la raccomandazione di non utilizzare le verdure degli orti almeno per le zone di via Torni e dintorni (scusate l’apparente calambour) ovvero per tutta l’area adiacente all’Istituto Gris, quantomeno in attesa degli esiti delle analisi effettuate dall’ARPAV (tra l’altro di recente commissariata dal pres. Zaia).

Da bravi cittadini ossequiosi delle disposizioni delle autorità, ci siamo attenuti a queste raccomandazioni (che sia anche un po’ di – scusate il termine – caga?!) ed oggi siamo alla ricerca di maggiori informazioni…. Doverose immaginiamo, considerato il fatto che si tratta della nostra salute e che, come dice il sindaco nel suo fervore protettivo “Ormai il rischio è praticamente nullo, ma la prudenza è sempre la priorità per il Sindaco, che è il tutore della salute di tutti i cittadini” (qui: nelle news del Comune).

Solo che il tutore della salute di TUTTI i cittadini (perfino quelli extracomunitari?) ha emesso un’ordinanza non raggiungibile tramite il sito WEB e di cui la cittadinanza interessata non è a conoscenza a meno che, ovviamente, non sia in diretto contatto con l’amministrazione. Io abito in via Torni (una delle zone maggiormente interessate) ed ho un orticello, eppure non ho saputo nulla di questa ordinanza. Fortunatamente per me uso molto internet e, interessato all’argomento, mi cerco notizie sul sito del comune. Qui però trovo la news ma il link all’ordinanza risponde “pagina non trovata: errore 404”.

Mica vogliamo spaccare il capello in quattro: un errore tecnico può capitare (sono un informatico e so che il bug è sempre in agguato!), ma intanto l’ordinanza è inaccessibile.

Provo dunque il sito del Gazzettino dove però non c’è nulla in prima pagina (troppo impegnati a farci sapere che è caldo: pensa te che non ce ne eravamo accorti!). Cerco “incendio Marcon” senza risultati.

Devio su la Tribuna (ve la sto raccontando in tempo reale: adesso vado a cercare…). Nulla nemmeno qui: ci informano su chi è stata la più votata dal WEB a “Miss Trubuna”, anche qui ci fanno sapere che è calduccio e basta…

OK: provo l’ARPAV…. Vediamo: tasso di ozono, pericolo caldo (e ridanghete!), PM10 come non lo sapessimo, balneazione delle spiagge… Tutte meravigliose in Veneto: l’ha ordinato Zaia insieme alle previsioni del tempo: “la giornata sarà gradevole” hanno detto al regionale RAI l’altro giorno annunciando l’aumento delle massime fino a 35°!!!

Nulla nemmeno qui! Provo una ricerca “Incendio Marcon” il motore mi risponde che non trova nulla per “incendio mar”… Ho capito: casella di ricerca sottodimensionata: ma chi li fa i siti istuituzionali: le classi delle scuole medie nei corsi di introduzione all’informatica?!

Ok: ci rinuncio! I miei poveri 3 cetrioli, 5 pomodori ed il mazzetto di basilico se ne resteranno lì in attesa di sapere se si tratti di sani prodotti biologici del mio giardino o piuttosto di bombe chimiche pronte a causarmi chissà quale terribile disastro nelle viscere…

Grazie comunque eh?! Per la pronta, capillare ed attenta informazione al cittadino!

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6 responses to “Incendio a Marcon: depositi tossici a Mogliano?

  • Fra

    Salve,
    per il temuto disastro e per i cetrioli non si preoccupi affatto. io ho lavorato nell’azienda, quando stava bruciando ero li’ sotto con mio padre ed abbiamo un bell’orto che produce profumati meloni. gli allarmismi sono ingiustificati. ho mangiato melone ed ortaggi colti a 100 mt dall’azienda di famiglia, anzi se ne volete siamo lieti di darvi pomodori e parte del raccolto. Non c’era uranio radioattivo…gli olii minerali fanno una bella fumata nera. punto. .e’ una cosa ridicola quel che e’ stato detto.

    • francyval

      Grazie delle informazioni!
      Sinceramente non è che mi facciano sentire veramente più sicuro (non sarebbe la prima volta che “va tutto bene” salvo poi insorgere malattie qualche anno (o decennio) dopo. E’ come con lo smog da auto: mica si muore la mattina camminando, si muore dopo qualche anno che lo si respira!
      Comunque il succo del mio intervento era un altro: non si può creare allarmi (giustificati o meno non è nel merito del discorso) e poi far finta di nulla per molti giorni come ha fatto il comune di Mogliano!
      Se si emette un’ordinanza quale quella emessa si informa la popolazione e si tengono aggiornate le informazioni: che sia dicendo che non c’è pericolo, oppure che c’è oppure ancora che mancano dati per definire se ce ne sia. Ma dimenticarse proprio no eh?!

      • Fra

        Magari ti conforta il fatto che mio padre ha respirato in azienda per almeno 40 anni, gli operai quasi 20. io ero in ufficio.( Sono piu’ preoccupata delle conseguenze che stiamo subendo a causa degli effetti del nucleare post chernobyl che hanno travolto l’italia ed in particolare il nord est: i russi non hanno comunicato alla comunita’ mondiale l’incidente se non dopo giorni nel tentativo di nascondere le loro responsabilita’ ) . Se guardate gli studi dell’universita’ di trieste sui funghi e i livelli di radioattivita’.. vedrete con sgomento che i livelli sono i medesimi di allora…cioe’ mai scesi!
        Il comune penso abbia dato un’informazione solo a scopo precauzionale non sapendo cosa fosse stoccato in azienda, del resto in quella zona si producono prodotti che utilizzano sostanze chimiche ed infiammabili…c’e’ poco da fare…il polo di Marcon e’ industriale e pure chimico. Le aziende arrivarono prima dei fabbricati abitativi…semmai il comune avrebbe dovuto non rilasciare le concessioni edilizie, o evitare piani regolatori in cui gli abitati fossero in prossimita’ della zona industriale. I comunicati successivi, penso siano assenti in quanto non vi e’ veramente nulla da dire in merito all’inquinamento prodotto dall’incendio. La sicurezza sul lavoro e la responsabilita’ sociale d’impresa nella L.V.I e’ sempre stata una priorita’. la RSI prevede , come ben saprai, che siano tutelati tutti gli stakeholders sia dal punto di vista interno che esterno ( ambiente , popolazione, etc) il codice etico aziendale era parte integrante della sensibilita’ aziendale.

      • francyval

        Ottime notizie quelle che ci dai: fa particolarmente piacere sapere di aziende che fanno dell’etica sociale un punto di forza; saranno magari mosche bianche, ma almeno sono degli esempi!
        Insisto comunque nel sottolineare una cosa, che forse ho spiegato male in precedenza: il mio articolo non era polemico nei confronti dell’azienda, ne intendeva creare un allarme per il quale non dispongo ne di dati ne di sospetti. Al contrario ho affermato che emettere un’ordinanza quale quella del sindaco Azzolini e non pubblicizzarla e poi smettere semplicemente di parlarne, diventa un modo per creare incertezza e lasciare spazio alel intepretazioni più disparate e fantasiose.
        Ripeto che non ho dati ne per ritenere pericolose le sostanze che hanno bruciato ne per ritenerle innoque; accetto le tue informazioni e non le metto affatto in dubbio.
        Dico solo che non è possibile su queste dare una risposta conclusiva. Solo a titolo di esempio (non sto dicendo che sia il caso in questione sia chiaro!) vi sono moltissime sostanze non nocive che però producono sostanze tossiche bruciando: banalmente faccio l’esempio delle sportine di plastica che producono diossina…
        Al di là però della pericolosità o meno di queste sostanze, il nocciolo del mio discorso era un altro, provo a chiarirlo.
        Azzolini poteva emettere o meno l’ordinanza in funzione del rischio possibile e di scelte per la cautela o meno. Ma una volta scelto di emettere l’ordinanza non può lasciarla passare quasi sotto silenzio (non pubblicizzandola) e poi dimenticarsene per diversi giorni ed invfine non pubblicizzare (o pubblicizzare pochissimo) il suo ritiro!
        Se emetti un’ordinanza di questo genere – sia pure per eccesso di cautela – fai in modo di essere certo al 100% che la popolazione interessata ne sia informata, aggiorni frequentemente le notizie (magari solo dicendo che stai ancora attendendo i risultati delle analisi, ma lo fai sapere!) e ti accerti che sia ben pubblicizzato il fatto che l’hai ritirata per assenza di rischio nel momento in cui hai i dati a disposizione. Questo è un comportamento sensato! Oppure, se sei certo che il rischio non vi sia, non emetti nessuna ordinanza e rilascia un comunicato in cui spieghi che il rischio non c’è.
        Agendo come si è agito si è ottenuto il risultato paradossale di persone che hanno continuato a mangiare frutta e verdura malgrado l’ordinanza perchè non ne sapevano nulla e persone che non hanno più ripreso a mangiarne perchè non sanno che è stata ritirata! Voci che si acavallano (c’è percilo, non ce n’è, c’era ma non ce ne più, ecc.) e comportamenti inutili e magari del tutto immotivati. Vuoi scommettere che se andiamo a cercare troviamo che c’è ancora gente che, in attesa di notizie che non arrivano, continua a non raccogliere i prodotti dell’orto? Per contro sono altrettanto certo che ci sia molta gente che non ha mai smesso di raccoglierli e non (come dici tu) perchè certa che il pericolo non sussteva, ma piuttosto perchè non ne ha saputo nulla!

  • Fra

    Per quel che riguarda i risultati delle analisi ed i parametri che ne escludevano il disastro ambientale erano sul gazzettino tre giorni dopo l’incendio. anche l’arpav ha comunicato la non sussistenza di pericolo alcuno. Per quel che riguarda l’ordinanza c’e’ da dire che il potere politico talvolta non e’ ne’ celere ne’ il rappresentante e’ peritus peritorum di cio’ che accade, l’amministrazione poi ne e’ una propaggine. colgo l’occasione qui per ricordare chi e’ morto in silenzio e nell’oblio lavorando a Marghera, con ben anni di sentenze che risolvevano la questione tumore al polmone sostenendo che i veneti sono grandi bevitori…non erano forse sentenze politiche quelle? il succo del discorso, a mio avviso e’ che la politica dovrebbe essere una missione, e dovrebbe fare del sociale, la propria priorita’. dove non arriva il pubblico pero’, a livello di responsabilita’ sociale, puo’ arrivare l’iniziativa privata, aprendo un dialogo tra impresa, lavoratori e comunita’. un contesto di softlaw che toglie peso alle ingerenze politiche per dare voice alle priorita’ sociali. Il mio augurio e’ che dalla contestazione si passi al dialogo, dagli errori alle soluzioni, e che la politica non si risolva in mera ed inutile propaganda. Questo mi e’ stato insegnato dall’illustre Professore Montuschi, docente di Marco Biagi. l’etica prima di tutto.
    Potresti andare personalmente dal sindaco e chiedere spiegazioni sostenendo che a tuo avviso meta’ della popolazione moglianese non sa se mangiare o meno i frutti dell’orto in quanto la tempesta chimica sembra durare ad oltranza, sarebbe un ottimo gesto di responsabilita’ sociale da parte tua.
    Dott. Francesca Scarpa

    • francyval

      Nel mio piccolo si tratta di un “gesto” che ho fatto, anche se non andando direttamente dal sindaco, ma piuttosto diffondendo direttamente e tramite questo blog le notizie che sono riuscito a trovare andando sul sito di ARPAV e tenendo d’occhio i giornali locali oltre che (buon ultimo!) il sito del comune dove, alla fine e senza troppa evidenza, la notizia della fine del periodo di osservazione è apparsa.
      Penso inoltre che aprire questo spazio al dibattito abbia quantomeno consentito di avere da te notizie di prima mano che certamente mancavano e che non possono che fare bene! Grazie per il tuo contributo

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