Un’altro giorno è andato…

E l’unica libreria di Mogliano chiude.

Che ci sarà poi di strano: chiudono negozi in continuazione e con questa crisi poi… Già, ma a Mogliano una libreria è sempre mancata, fino a che non era arrivata lei in piazza: piena di entusiasmo, di belle idea e di buoni libri.

Organizzava incontri, letture (ricordo un WuMing insieme a Lello Voce, ma ce ne furono molti altri). E adesso chiude.

Largo alle banche! I prezzi dei negozi alle stelle: possono resistere solo loro. O forse la domanda delle banche è forte per cui i prezzi salgono. Insomma: il solito gatto che si morde la coda!

Il sindaco fa melina con le piste di pattinaggio ed i concerti strapagati con la scusa di riportare la gente in piazza. Ma la piazza non si popola così: ci vogliono idee, cose da dire, iniziative, discorsi ed attività: tutte cose che questa giunta non è in grado di vedere, fare o immaginare.

Copparoni adesso si strappa i capelli ed invoca un bookshoop nel Brolo; ma intanto il Brolo volevano venderlo (o l’hanno venduto?) per fare cassa, l’area Macevi diverrà l’ennesimo dormitorio disabitato, si vietano i simboli di partito ed i gazebi in piazza, si snobbano le occasioni di dibattito e di cultura salvo poi inneggiare ai Gentilini sceriffi di qualche libercolo.

E’ tardi per lamentarsi, e soprattutto non è compito delle amministrazioni. Lasciatelo fare a noi cittadini, almeno a quelli di noi (temo non tanti) che sanno cos’è un libro, che leggono qualcosa di più del giornale sportivo il lunedì e la Padania quando esce in dialetto veneto.

Loro facciano il loro mestiere di amministratori: serve una politica nuova per spiazzare la crisi, rovesciare i miasmi di questa politichetta di fine millennio (si: fine non inizio; questa è decadenza non rinascita!) e rinnovare la nostra società partendo magari dal piccolo.

Questa gente non ha più nulla da dire: parlano di piccole patrie e di Roma ladrona mentre non fanno nulla per la realtà locale ed a Roma sono parte integrante, se non punto di forza, del governo di cui lamentano i tagli!

Ci vorrà ancora molto perchè iniziamo a rendercene conto e ce li togliamo dai piedi?!

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3 responses to “Un’altro giorno è andato…

  • marina salvato

    Si d’accordo, serve una politica della cultura… appuntamento a settembre per parlarne e intanto disertiamo la giornata delle arti di ottobre…

    • francyval

      Scusa: magari si tratta di una carenza informativa mia, ma non ho colto il senso dell’invito “e intanto…”

      • marina salvato

        ce lo diamo come pro memoria. Dalla discussione di settembre con le associazioni culturali vediamo cosa viene fuori ( ad esempio Caro e Giorgio che fanno un tutto esaurito e quindi guadagnano mentre il comune non gli ha chiesto un euro per la piazzetta teatro…..), intanto facciamo saltare per certo la giornata delle arti di ottobre

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