Riccardo Missiato: chi è costui?!

Il sindaco di Spresiano:  come si diceva una volta “ridente paesino sulle sponde del Piave”, ma c’è poco da ridere!

Lanciando la sua campagna “Estate sicura” (è proprio una fissa ‘sta sicurezza: mai sia quella del posto di lavoro però!) ha inserito una postilla dedicata agli omosessuali – maschi ovviamente, che si sa che le donne fanno tutto un altro effetto… – dichiarando che “Sono delle persone ammalate, persone che devono essere comprese e posso comprenderle. Però non possono offendere andando ad occupare un territorio dove ci sono persone che non sono della loro stessa tendenza. Devono farsi curare, se sono curabili, altrimenti devono stare dentro le loro mura, perchè non possono invadere la libertà altrui“.

Dopo un’apparente parziale retromarcia in seguito alle prime polemiche, pare che abbia raccolto il plauso di  “Amministratori e cittadini” (tra cui forse anche quello del PD locale che appoggia la sua giunta?) ed abbia insistito dicendo che la zona sarà transennata e controllata perchè “Questa non è la prostituzione femminile, questa è maschile e non può passare inosservata“!

OK: anche lui ha avuto il suo attimo di gloria, e adesso?

Innanzitutto ci uniamo alle associazioni GLBT e ad alcuni rappresentanti del PD che hanno chiesto al PD locale di togliere la fiducia al sindaco: ci pare il minimo!

In secondo luogo auguriamo ai figli di questo personaggio (e dei molti altri che la pensano come lui!) di non essere omosessuali: non per la scelta sessuale in sé ovviamente, ma perchè trovarsi con un padre così… Poverini!

In terzo luogo ci chiediamo come sia possibile che nel 2010 (a diversi secoli di distanza dai roghi dell’Inquisizione) ci siano ancora persone che pensano che l’omosessualità sia una malattia, oppure che sia offensiva per chi omosessuale non è, e dunque da nascondere.

Ma soprattutto ci domandiamo dove sia finito quel minimo senso del pudore e del buongusto che spingeva, una volta, a lavare in casa i panni sporchi ed evitare lo scandalo: pensare cose imbecilli è un conto, ma sbandierarle anche ai quattro venti fino a farle finire sui giornali significa mancare totalmente del senso del ridicolo!

Per citarlo, nelle uniche parole sensate, certe persone potrebbero restarsene “dentro le loro mura, perchè non possono invadere la libertà altrui“. E magari pure zitte piuttosto di dire boiate, tra l’altro anche pericolose visto che fomentano razzismo ed intolleranza!

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