L’acqua è del popolo! (la sanità pure)

In rapida successione apprendiamo che:

1) Zaia non ha utilizzato fondi ministeriali o europei per pagarsi le 8 pagine + copertina di pubblicità pre-elettorale garantita dal porta a porta nel Veneto dell’ignota (prima) rivista “Welfare italiano”.

2) Che aver raccolto più di 1 milione e quattrocentomila firme per i referendum contro la privatizzazione dell’acqua è stata una mossa propagandistica dei komunisti in quanto non c’era nessuna privatizzazione in ballo: l’aqua è del popolo (l’ha detto Tremonti: figuriamoci!) ed il decreto Ronchi era dovuto in seguito ad una normativa europea

Apparentemente commentare insieme queste due notizie è come parlare di insalata ed automobili, ma c’è un nesso a ben vedere.

Tremonti dice che l’acqua è del popolo e le leggi varate non la privatizzano. Probabilmente alla lettera è vero: nel senso che le leggi varate non privatizzano l’acqua, ma i servizi di estrazione, raccolta, depurazione e distribuzione dell’acqua. Come dire: l’acqua è tua, ma se la vuoi bere devi ingrassare il capitale privato con laute tariffe, calcolate sulla base dei costi, maggiorati della quota che andrà a dividendo degli azionisti.

Perbacco: ma se l’acqua è mia non posso berla come e quando voglio? E non posso decidere di attuare politiche di risparmio di questo bene vitale? Eh no: lo dice l’Europa! Bisogna pagare i privati per bere l’acqua pubblica e non si possono fare politiche di risparmio, altrimenti il capitale investito non sarebbe adeguatamente remunerato!

Strana questa Europa che obbliga noi ad arricchire le multinazionali, mentre la Francia e l’Olanda, antesignane della privatizzazione dell’acqua, stanno tornando quanto più in fretta possibile sui loro passi, facendola tornare pubblica… Che sia perchè loro hanno già dato?!

Facciamo marginalmente e umilmente notare, inoltre, che insieme al Forum per l’Acqua ci sono decine (o centinaia?) di amministrazioni pubbliche: comuni, province e regioni, anche governate dalla destra, che hanno ritenuto sbagliata la privatizzazione. Komunisti anche loro oppure succubi?!

E veniamo alla propaganda elettorale (inattesa per carità!) fatta porta a porta per Zaia. Il tribunale dei ministri ha accertato che non vi è stato alcun pagamento, e l’ha fatto ascoltando la testimonianza dei responsabili dell’agenzia per la promozione dell’agroalimentare italiano (voluta da Zaia) ed i dirigenti della rivista. Come dire: ha chiesto agli indagati se avevano fatto qualcosa di male.

Nulla è dovuto e nessun pagamento è stato effettuato per la pubblicazione e la distribuzione di quella intervista. Si è trattato di una iniziativa autonoma della rivista. Garantito sia dagli uni che dagli altri. Bene.

Allora leggiamo dal sito dell’associazione “Federsanità – ANCI” chi siano gli editori di questa rivista che tanto aveva a cuore le sorti elettorali del presidente Zaia, al punto da investire una discreta sommetta per far avere a tutti i veneti le 8 pagine patinate + copertina ricche di foto e dichiarazioni esultanti. “Federsanità-ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) è il soggetto istituzionale che organizza Aziende Sanitarie Locali e Ospedaliere e Conferenze dei Sindaci  e che agisce come strumento sul piano della rappresentanza per i Comuni per assicurare i percorsi di integrazione sociosanitaria e socioassistenziale.

Non pare abbia molto a che vedere con Zaia, o con le elezioni regionali venete, ne tantomeno con l’agroalimentare italiano e la sua promozione. In compenso ha a che vedere con le Aziende Sanitarie Locali e gli ospedali: proprio quelli che noi paghiamo, e che Zaia ed il governo di cui faceva parte fino all’elezione stanno impoverendo sempre di più.

Ora, considerando il fatto che si parla di chiusura di ospedali per far risparmiare la sanità veneta, io se fossi in Zaia mi incazzerei come una vipera a scoprire che mentre chiedo ispezioni, tagli e risparmi questi sprecano fior di quattrini per promuovere il candidato Pinco o Pallino alla carica di presidente regionale. Voi no?!

Se la propaganda fosse stata pagata con i fondi europei Zaia e/o i dirigenti della sua agenzia avrebbero dovuto risponderne. Ma se è stata pagata dalle Aziende Sanitarie Locali dovranno pur risponderne qualcuno oppure no?!

Ecco: capito il collegamento adesso? L’acqua è del popolo, ma se possono farla gestire a chi vogliono loro diventa utile al potere; la sanità pure: tagliamo gli ospedali al popolo ma non sia mai che gli impediamo di leggere quanto bene ha fatto il ministro per l’agroalimentare nazionale!

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