Archivi del mese: settembre 2010

I conti e l’oste

Manco il tempo di annunciare la vittoria di Superciuk a mogliano ed appare l’oste, senza il quale erano stati fatti i conti per l’area ex MACEVI ed il relativo piano edilizio. In questo caso l’oste è la Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici del Veneto che tromba alla grande il progetto rilevando che non offre garanzie di rispetto per varie aree e beni ambientali circostanti.

Ora tutti gioiscono: Azzolini in primis che (come il suo solito) dice di essere sempre stato contrario a questo progetto che riteneva inadeguato. Peccato che alla fine, favorevole o contrario che fosse, è stato proprio lui ad approvare e far approvare convenzione con Molius e operatività dei lavori, anche contro il parere dei molti cittadini che avevano affollato la pubblica assemblea che aveva preceduto il voto.

Tutto è bene quel che finisce bene dunque… O forse no?

C’è un piccolissimo particolare da considerare. Con la bocciatura del progeto, l’avvio dei lavori è destinato ad essere posticipato a data da definire. Automaticamente il valoro del Consorzio Molius scende in maniera consistente e con esso le quote in mano al Comune di Mogliano che – ricordiamolo! – detiene ben il 47% di Molius e sarebbe intenzionato a cedere le sue quote; anzi: le ha già messe a bilancio per il 2010 per un ammontare di 6,3 milioni di euri!

Appena appreso di essere debitore nei confronti di SPL di un ragguardevole numero di milioni, ecco che arriva questa nuova stangata: chissà se aveva già messo in conto di usare questo tesoretto per coprire l’altro buco?!

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Mogliano vs. Superciuk 0 – 1

Lo so: è un po’ lunga. Ma non scoraggiatevi e leggete fino in fondo: ne vale la pena!

Quasi in diretta dal Consiglio Comunale, che ho abbandonato per spossattezza poco prima del voto, posso darvi se non l’esito conclusivo, quantomeno un parziale avanzato dello scontro frontale che vede contrapposta l’Amministrazione Comunale a sé stessa con il tramite di SPL. L’esito dell’andata è ormai piuttosto scontato, sarà il ritorno a decretare però la vittoria, o meglio: la sconfitta, visto che nelle tasche (come si sul dire per evitare metafore scurrili) ce l’avranno comunque i cittadini.

Un breve sunto della ricostruzione delle punate precedenti così come proposta dal sindaco.

SPL è stata incaricata, dal 2005 in avanti, di compiere lavori e fornire servizi utilizzando modalità di assegnazione quantomeno funamboliche: tali incarichi sarebbero arrivati direttamente dalla Giunta senza passare dal Consiglio Comunale, unico organo che avrebbe potuto assumere tali decisioni.

In questo periodo l’attuale sindaco era assessore: ma lui, sentendo puzza di bruciato, ha sempre chiesto conto di cosa accadeva all’allora segretario che però era anche parte in causa in SPL (parole di Azzolini), e questi l’ha sempre tranquillizzato. Dunque “io non c’ero, se c’ero dormivo, e quando ero sveglio sentivo puzza di bruciato ma mi dicevano che veniva dalle cucine delle mense del MO.SE”

A SPL, che non aveva di suo ne le competenze ne il personale per soddisfare le richieste, non solo venivano pagate le opere ed i servizi, che di fatto subappaltava all’esterno, ma in più le veniva concesso un 21% di cresta da fare sull’intermediazione. Dunque il comune pagava per servizi che avrebbe potuto richiedere direttamente, un 21% in più.

Fosse tutto qui sarebbe scandaloso, ma forse non una grande novità. Il fatto è che questi servizi sono stati erogati solo in parte: su un totale di circa 10 milioni preventivati, ne sarebbero stati effettivamente spesi solo circa 4,5. A questo punto SPL mette a bilancio un credito da parte del Comune di Mogliano per 4,5 milioni più il 21% dei 10 pattuiti inizialmente: totale qualcosa di più di 6 milioni e 500mila. Il bilancio negli anni viene approvato da tutte le amministrazioni commissario compreso (ricordiamo che il comune è prima socio e poi proprietario unico di SPL), fino a che, a maggio di quest’anno, SPL chiede il saldo al comune.

Il sindaco ed i suoi assessori fanno un balzo sulla sedia ed immediatamente, da maggio 2010, presentano il problema alla commissione incaricata il 27 settembre ed al Consiglio il 29. Il termine ultimo per prendere provvedimenti è il 30 settembre!

Alcuni dubbi non chiariti e solo in parte esplicitati, aleggiano come fantasmi sulla sala consiliare:

  1. Se i contratti erano stati effettuati in maniera irregolare, come è stato possibile per SPL presentare le fatture senza che nessuno avesse nulla da ridire?
  2. Se invece non ha presentato le fatture cosa accadeva quando si incontravano per strada: “sai ci sarebbe quella fatturina da pagare, sai i 10 milioni…”. “Ah già, che scemo, me ne dimentico sempre! Non ti preoccupare: al prossimo bilancio me la presenti e sistemiamo il sospeso!”
  3. Visto che risulta che il Commissario che ha governato Mogliano pro tempore (dopo la prima caduta di Azzolini) ha regolato almeno una parte delle pendenze attraverso una transazione, Azzolini che lo ha preceduto in quanto sindaco non ne sapeva nulla? Ed Azzolini che lo ha seguito in quanto sindaco nemmeno? (ammesso e non concesso che si tratti dello stesso Azzolini ovviamente!)
  4. Perchè Azzolini, appena (ri)diventato sindaco parlava di SPL come di un carrozzone da liquidare al più presto, mentre poi ci ha piazzato dentro tutti i suoi fidi ed ha deciso di rilanciarla?
  5. Quando si è fatto acquistare ad SPL una bella fetta del patrimonio pubblico di Mogliano (oltre ad una pista di pattinaggio su ghiaccio) pagando il tutto contraendo debiti con le banche, nulla si sapeva di questi pregressi? Com’è possibile se già il Commissario ne aveva trattato una transazione?
  6. Quando si è inaugurata la nuova sede della Polizia Municipale, comprata da SPL a cui il comune paga l’affitto, era l’inizio di agosto (si veda il nostro articolo in proposito QUI); dunque la fattura di SPL da 6,7 milioni di euro era già arrivata in comune da 3 mesi ed Azzolini continuava ad inneggiare a SPL che ci faceva risparmiare soldi. Che è: non aveva contato gli zeri?!
  7. Perchè si è presentato al consiglio il problema e l’unica soluzione possibile (così almeno l’hanno definita loro) solo a 3 giorni dalla scadenza dei termini di legge per assumere una decisione?

Crediamo si tratti di dubbi legittimi; ma forse siamo noi, obnubilati dal nostro spirito critico tipicamente komunista e del tutto digiuni, invece, di spirito manageriale, che non capiamo.

Veniamo alla soluzione. Dicono che il comune ha comunque goduto dei servizi di SPL, e dunque volente o nolente deve pagare. Non tutto però: solo ciò che è stato effettivamente realizzato ed il 21% su questa cifra, e dunque poco più di 4,7 milioni sui 6,5 richiesti.

Se non paghiamo SPL potrebbe fallire e fare causa al comune per avere quei soldi. Il comune è proprietario di SPL e dunque dovrebbe o mettere i soldi di tasca propria in quanto proprietario, oppure farli mettere al debitore che però è sempre lui! Conclusione: si pagano i 4,7 di cui parlavamo.

Lega e Giovani per Mogliano (detti anche Mogliano per Giovanni) però pretendono che: 1. si rateizzi e 2. si usino questi soldi per far fronte al debito con le banche. Bellissimo eh: il debitore che dice “ok, io ti pago, ma i soldi li usi per fare quello che fa comodo a me!”. Come dire: solo sparate per fare la parte davanti ai cittadini.

E dunque i cittadini (perchè alla fin fine sempre di soldi nostri si tratta!) se la caveranno con 4,7 milioni? No, troppo comodo! E qui viene il ritorno di cui parlavamo all’inizio e che si giocherà prossimamente.

SPL ha messo in bilancio 6,5 milioni e si trova con il pagamento di 4,7: risultato ne mancano1,8. Ma il capitale sociale di SPL è pari a circa 1,2 quindi trovandosi con una perdita che supera il capitale sociale deve, a termini di legge, chiedere alla proprietà di ripristinare tale patrimonio (quindi coprire i -0,6 e ricapitalizzare per un’altra bella cifra); ed in caso la propriatà non intendesse farlo, mettersi in liquidazione. Ovvero chiudere baracca e burattini svendendo ciò che può per raccogliere i soldi necessari a pagare i sui creditori.

Non sappiamo chi siano tutti i creditori di SPL, sappiamo però che ha contratto un grosso debito con le banche per acquisire dal comune il consistente patrimonio immobiliare che le è stato ceduto; che a questo punto diverrebbe proprietà delle banche vista l’impossibilità di far fronte al pagamento. Potremo entrare pattinando in Cassamarca, fare un bancomat nella caserma dei vigili, mandare i figli a scuola in Unicredit e così banchettando.

Al che Azzolini dice che SPL dovrà trovare una soluzione in proposito nelle prospettate fusioni. Eh si, perchè la legge prevede che, al 31 dicembre, i comuni sotto i 30mila abitanti non possano essere proprietari di una società. Dunque o cede la maggioranza a dei privati, oppure si consorzia con altri comuni. In pratica Azzolini sta dicendo: volete tenervi la poltrona? Trovate un pirla di comune che si sobbarca i quasi 2 milioni di differenza, altrimenti si chiude. Nulla è impossibile ovviamente, ma cosa si dovrà promettere a questo comune, ammesso che lo si trovi?

Voi ci credete? Mah… Noi siamo più propensi a pensare che passata la prima buriana, quando la gente avrà smesso di pensarci, si troverà un accordo per la fusione nel quale si farà rientrare in qualche modo un contributo erogato dal comune di Mogliano che andrà di fatto a chiudere questo buco.

Intanto Mogliano contro Superciuk, la partita di andata, è finita 0 a 1. O meglio: non era ancora finita, ma sentite le dichiarazioni di voto delle forze di maggioranza non sto certo sulle spine per la suspance. Per il ritorno vedremo presto: certamente entro la fine dell’anno!


Le aggravanti (rassegna stanca del 29/09/2010)

Leggiamo su Il Gazzettino di Treviso di oggi che ai due picchiatori del giornalista e scrittore Carlo Cascone non è stata riconosciuta l’aggravante della “discriminazione politica” introdotta dalla legge Mancino. Infatti averlo apostrofato – durante il pestaggio – con la frase “sporco ebreo comunista” secondo l’aggressore sarebbe stato fatto solo con l’intenzione dell’insulto, non di un atto di razzismo.
A nostro modesto parere, sorvolando sullo “sporco”, dichiarare di considerare un insulto “ebreo comunista” dovrebbe essere considerato un atto di razzismo con aggravante politica, per di più commesso non solo davanti a testimoni, ma addirittura in un’aula di tribunale!

Il sindaco di Ponzano, Granello, prepara il rimpasto di giunta dopo essere stato trombato alla segreteria della Lega “destra Piave” e dichiara “No, nessuno smottamento improvviso, ma un rimpasto calcolato”. Già pochi giorni dopo l’elezione, aveva annunciato di voler mettere in piedi un “turnover” nella sua Giunta.  «Il “turnover” fa parte dei programmi nei cinque anni del mandato tutti dovranno provare a fare gli assessori, sia per portare idee nuove che per preparare la classe dirigente di domani». Ma per via di usare i giochi di ruolo e le simulazioni al computer no eh?!

Mogliano: il quartiere SIF – Ronzinella un bronx?! “non possiamo accettare che si parli e si scriva che il Sif- Ronzinella è un Bronx. A nessuno è impedito di entrare ed uscire e tantomeno di muoversi liberamente. Ci sono decine di persone impegnate a favorire l’integrazione degli stranieri che vivono nel quartiere […] È molto attiva anche l’opera di volontariato che ci ha permesso ultimamente di recuperare e valorizzare la grande area verde”. Chi parla è un cittadino – Leandro Castellani – che si fa portavoce dell’indignazione di tutti per la definizione che arriva dall’Amministrazione Comunale. Certo è che, almeno in occasione dell’inaugurazione della caserma della Polizia Municipale, giravano brutte facce e si sono sentiti brutti discorsi!

Infine l’aggravante dello sponsor. Sul sito del Comune di Mogliano (proprio quello in cui associazioni ed opposizioni non hanno diritto di parola!) appare oggi un importantissimo articolo di carattere informativo per la cittadinanza: la presentazione della “Cena Montalcino a Mogliano” in Villa Condulmer. Un menu dettagliatamente descritto 8da leccarsi i baffi, non c’è dubbio!) con l’indicazione del costo: 50 euri a partecipante. Il contatto è l’indirizzo mail “marketing” del ristorante della villa. E sorvoliamo sul fatto che, appena sopra, si presenta la “degustazione dei Franciacorta” in vila Braida! Che percentuale prende il comune per pubblicizzare questi eventi?!


Segnalazioni: Lega-Land – Miti e realtà del Nord Est

Segnaliamo volentieri un libro in uscita per la ManifestoLibri che promette d’erre molto interessante per il tema trattato e per gli autori che l’hanno curato. Di seguito la scheda informativa che abbiamo ricevuto.

LEGA-LAND
Miti e realtà del Nord Est
SEBASTIANO CANETTA, ERNESTO MILANESI
Presentazione di Massimo Carlotto

 

Il celebrato modello veneto è andato in tilt, nel gioco sfacciato dell’economia e della politica. Fra il tramonto del “sistema Galan” e il deragliamento della “locomotiva” nord-estina, non affiora soltanto l’ultima generazione leghista, svezzata da vent’anni di “serenissima” ideologia. Il Veneto continua a sfornare contraddizioni stridenti, storie e personaggi emblematici, perfino movimenti sociali che contraddicono ogni “modello”.

Questo libro costituisce un viaggio-inchiesta attraverso i tanti volti del Nord Est: dalle schiave dell’immondizia nei capannoni postindustrali al business che ruota intorno ai finanziamenti europei, agli eco-mostri messi in cantiere dagli interessi immobiliari.
Come evidenzia lo scrittore Massimo Carlotto, “il Veneto di domani è un affare ultramiliardario che ora passa nelle mani del governatore leghista Luca Zaia e del suo partito”.
GLI AUTORI:
Sebastiano Canetta (1972), è un giornalista free-lance che ha svolto inchieste nel Nord-Est e in Medio Oriente. Ernesto Milanesi (1961), giornalista e collaboratore del manifesto, ha pubblicato numerosi reportage e raccolte di articoli.


Balletti e ballerini

Balletti di cifre e di rsponsabilità riguardo il buco della sanità veneta: “rischiamo 300 milioni di buco”, “il buco è di 500 milioni”, no: 1 miliardo! Speriamo si fermino, qui è della serie: piove, governo ladro…

Colpa degli ospedali, dei servizi, dei manager…. La tanto decantata sanità della Sanità Veneta va a farsi friggere nel giro di qualche giorno. Ed adesso vediamo chi avrà ancora da insegnare alle regioni del sud.

Ma la più bella è l’uscita di Sacconi, autore della tabella sugli sprechi: “apprezzo l’onestà intellettuale di Zaia“. No dico: i veneti apprezzerebbero di più poter fare affidamento sulla sanità regionale; apprezzerebbero di più sapere quanti soldi si mettono in tasca i rappresentanti del popolo; apprezzerebbero di più che chi crea i buchi ne rispondesse; lui invece apprezza l’onestà intellettuale!

E adesso si stanno a definire i costi standard che dovrebbero portare tutte le regioni a funzionare meglio: “imparassero da noi!” ha sempre detto la Lega, in Veneto come in Lombardia. Qui un bucone, lì la sanità che arricchisce i privati amici. Mi pare che non abbiamo molto da insegnare…


Fermi tutti: c’è un buco nella cassaforte!

Si cercano indizi, qui gatta ci cova! Arsenio Lupin? Diabolik? Superciuk?!

Quale mente diabolica e raffinata è riuscita a trasformare il motivo di vanto dell’Amministrazione Azzolini (“ci fa risparmiare pure l’IVA!”) in un buco colossale? Riusciranno i nostri eroi a salvare dal sequestro e conseguente svendita all’asta almeno la caserma della Polizia Locale? Il Brolo? Il Centro Giovani? La Farmacia Comunale? La PISTA DI PATTINAGGIO!!!!?

Ah destino cinico, baro e maramaldo: chi poteva immaginarlo che la SPL vantava crediti nei confronti del Comune di Mogliano per oltre 6 milioni di euro per non aver svolto dei lavori di cui era stata incaricata e per aver rivenduto al comune, a prezzo maggiorato, personale temporaneo che svolgeva le funzioni che avrebbe potuto svolgere internamente a prezzo normale!

Ma chiaro: “abbiamo ereditato i problemi dalle amministrazioni precedenti. Denunceremo i colpevoli!” Ops: ma le amministrazioni precedenti ero io?! (la voce in sottofondo è quella del sindaco….)

E mo che famo: la mettiamo in liquidazione (insieme a tutto il patrimonio cittadino che nel frattempo le è stato ceduto…) oppure ripianiamo il debito? E come (soprattutto: e chi?!).

Già ce li vediamo i poveri vigili costretti a convivere in un mini appartamento alla Ronzinella, in 8 per stanza, con le scrivanie a castello, e l’assessore sceriffo che fa la questua tra le prostitute del terraglio per pagare la benzina per le ronde!


All’elettore non far sapere…

E qui le pere (ed il formaggio) non centrano nulla.

Alcune (dis)informazioni meritano qualche approfondimento in questi giorni: economiche, produttive, maramaldiche; apparentemente scollegate tra loro ma con una chiave di non lettura comune: tutto purchè non si sappia!

1) L’inno di Mameli si suona ma non si canta, perchè si parla di “schiava di Roma”. A parte il fatto che questa schiava – vera o presunta – sarebbe la vittoria, l’importante pare sia non dire e, contemporaneamente, alzare il fumo per far parlare. Intanto ogni giorno Gobbo e compari sono sulla stampa, locale e non solo, per le loro sparate sull’inno: quando, come e dove suonarlo e soprattutto perchè non cantarlo.
A chi gliene frega nulla? A nessuno di fatto, ma il dibattito locale ruota tutto lì. Con La Russa che, dopo aver varato i crediti paramilitari per gli studenti della Lombardia minaccia di eseguirlo continuamente ai raduni del PDL (e tutti sull’attenti!); esponenti del PD “pronti a morire” per i simboli patri; Tosi che si sgancia e lo canta, Gobbo che lo suona… Intanto la disoccupazione arriva all’8,5%, quella giovanile quasi al 30%, ma tutti noi stiamo ad impegolarci su cosa suonare invece che chi suonare!

2) Tutti a disquisire su chi sia più ladrone: Roma, la politica, la casta…. Intanto, malgrado le norme lo prevedano – Legge 441 del 5 luglio 1983 “Disposizioni per la pubblicità della situazione patrimoniale di titolari di cariche elettive e di cariche direttive di alcuni enti” – da Regione, Provincia di Treviso e Comune di Treviso (dove la Lega la fa da padrona!) non arriva la pubblicità dello stato patrimoniale degli eletti. Muraro nicchia e Gobba fa spallucce. Che gliene frega ai nostri elettori di quanto ci mettiamo in saccoccia?! Del resto une bella fetta (la grande maggioranza) dei consigliere dei relativi organi segue l’esempio: Lega in primis. Pare insomma che l’elettore non debba sapere quanto guadagni l’eletto. Probabilmente ci sono dietro motivi di sicurezza: evitare una sorta di incentivo al rapimento?

3) Da tempo ci viene detto che il ritorno alla produzione di energia nucleare ad uso civile – malgrado il referendum che l’ha vietata in Italia – è improcrastinabile: ne va della nostra indipendenza rispetto alle forniture straniere (infatti risaputamente l’Italia è ricca di uranio nel suo territorio e comunque acquistarlo non costa nulla!) e dello sviluppo tecnologico del paese (lo stesso per il quale sono cacciati all’estero i nostri migliori ricercatori…). Non viene però detto come e dove, mentre il quando pare essere sempre domani.
Per la verità il nostro Ministero dello Sviluppo (sotto sequestro cautelativo da parte della presidenza del consiglio), non ha mai fatto si che fosse insediata l’authority che dovrebbe definire i criteri di individuazione per i siti produttivi (le centrali) e quelli di stoccaggio (delle scorie radioattive), ma intanto si sa che la lista dei siti papabili per entrambi i ruoli è stata preparata dall’ENEL, che però la mantiene segretissima.
Posiamo prima di tutto scommettere che tale segreto non sarà svelato prima di capire se e quando saranno indette elezioni anticipate: è bene che il cittadino non voti sapendo con chiarezza cosa vogliono costruirgli sotto casa, e chi vuole farlo, potrebbe farsi erroneamente influenzare dall’emozione del momento, anzichè compiere una scelta ben meditata sulla base della completa ed approfondita informazione garantita con pluralismo dagli organi informativi!

Ogni tanto scoppia la notizia bomba (per l’esplosione delle centrali si può ancora attendere): e l’ultima è quella che cita, tra i siti individuati, l’entroterra veneziano. Zona pressochè desertica e protetta da rischi alluvionali, questa potrebbe infatti rappresentare il classico uovo di Colombo (sia detto con sarcasmo naturalmente!).

Ma possiamo fare una scommessa? Le centrali non saranno realizzate dove governa la Lega. Non perchè questa sia disposta ad ergersi a paladina dell’ambiente (il ritorno al nucleare l’ha votato insieme al resto di questa maggioranza abborracciata), ma per la cosiddetta “sindrome del Nimby“. Nimby è un neologismo inglese che sta per “Not In My BackYard”, ovvero “Non nel mio cortile”. Tradotto significa: fate pure tutte le schifezze che volete, anzi: ve le appoggio pure in nome di un malinteso progresso! Ma andatele a fare a casa del mio vicino: non a casa mia!

In questo la Lega è sempre stata maestra: dai Centri di Accoglienza Temporanea (leggasi Lager per stranieri), agli inceneritori (leggasi macchine per la produzione di tumori) fino alle attuali centrali nucleari: tutto indispensabile al progresso ed alla vita civile ma da tenere fuori dai miei confini e possibilmente lontano dagli occhi


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