E la ricostruirò più grande e più bella che pria

Annunci faraonici dal ministro Gelmini: “con le finanziarie, con i famigerati tagli, abbiamo cominciato a riequilibrare la situazione e quindi a ridurre la pianta organica per liberare risorse per la qualità”. Di conseguenza, grazie a questa razionalizzazione, dal 2011 in avanti (chissà perchè sempre dal futuro…) la scuola avrà a disposizione 1 miliardo di euri l’anno (no dico: unmiliardo!) che andranno in “investimenti per l’edilizia scolastica, laboratori, formazione degli insegnanti, computer”.

Belle parole vero? E noi che pensavamo che si trattasse di tagli: era una razionalizzazione delle risorse che permetterà di lanciare anche in Italia, finalmente, una scuola di qualità! Bene: terremo questo post quale memento mori: vedremo se e quando questo miliardo all’anno inizierà ad arrivare; al 2011 non manca poi molto.

Intanto però, forse varrebbe la pena, anzichè sparare a casaccio termini che fanno figo, analizzare un po’ la situazione per capire cosa spendere e dove: insomma un po’ di serietà per cortesia!

Qualche esempio? La Corte dei Conti (noto covo di komunisti) ha calcolato che per mettere in sicurezza le scuole italiane sarebbe necessario un investimento di 4 miliardi di euri; ovvero, ammesso che le mirabolanti prospettive della ministra godano di un minimo di attendibilità (cosa sulla quale ci permettiamo di riservarci il beneficio del dubbio), quattro anni di questo fantomatico stanziamento dedicati solo a questo capitolo. E stiamo parlando di sicurezza: di bambini e ragazzi che rimangono schiacciati sotto i calcinacci, di scuole che crollano alla prima scossetta di terremoto, di scale antincendio o uscite di sicurezza. Insomma: di quel minimo segnale di attenzione che dovrebbe caratterizzare qualsiasi paese civile.

Ma no: meglio sproloquiare di computer che fanno tanto tendenza tecnologica: vai, tutti in feisbuc! Sentite cosa salta fuori da un’indagine promossa da Adiconsum nelle scuole italiane e che ha coinvolto 1.570 studenti, 523 genitori e 299 insegnanti (citata da ZeusNews che oggi è una fonte preziosa!).

“il 73,5% delle scuole dispone di un’aula di informatica e il 66% ha anche la connessione a Internet, parrebbe che la tecnologia abiti di diritto tra i banchi.

L’uso, tuttavia, è limitato. Dipenderà forse dal fatto che avere un’aula di informatica significa che ogni classe deve fare a turno con le altre, ma solo il 35% degli studenti riesce a entrarvi più di una volta a settimana, il 28% non più di una volta ogni sette giorni e il 29% una volta al mese mentre il 64% dice che i docenti non usano il computer per fare lezione.”

E ancora: “non si tratta di cattiva volontà: […] molti insegnanti che pure conoscono l’uso dei PC e di Internet non sanno come applicare praticamente queste tecnologie nella didattica“.

Eh si: il nostro amato premier – che tra l’altro è mero proprietario di Mondadori la cui sezione informatica controlla l’unica Microsoft University in Italia e stampa Microsoft Press – aveva promesso computer e lavagne multimediali e, per una volta, ha pure mantenuto la promessa: stilando appositi accordi, una buona parte con Microsoft, per acquistarne un bel po’, tutti dotati di software della stessa Microsoft ovviamente (!!!).

Nessuno però ha pensato al fatto che sbattere un PC di fronte a chi non ne ha mai usato uno, o se lo usa ci scrive quasi esclusivamente documenti, non significa offrire strumenti per una didattica avanzata, ma esclusivamente aumentare l’impegno delle scuole per la logistica, la manutenzione ed il consumo elettrico; lasciando alla buona volontà ed alla fantasia degli insegnanti (che non devono avercela per contratto sia chiaro!) il compito di trovare il modo di farci qualcosa di utile.

Il contributo del Ministero ad oggi non va oltre qualche concorso per “le migliori applicazioni didattiche sulla LIM” (Lavagna Interattiva Multimediale) ed un sito – Innovascuola – che, pressochè privo di risorse, fa il possibile raccogliendo in giro per la rete software e siti garantiti gratuitamente dai loro autori!

In conclusione non solo siamo curiosi di veder confermato almeno il miliardo del 2011 (che degli anni a venire son piene le fosse, come del senno di poi), ma anche di sapere quanti di questi soldi saranno usati per sviluppare una didattica di qualità e garantire scuole sicure e quanti invece andranno per l’acquisto di attrezzature nuove che rimarranno inutilizzate tanto quanto le attuali, o magari per rinnovare le versioni di software che potrebbero essere facilmente (e gratuitamente!) sostituiti con programmi Opensource rilasciati liberamente dalla comunità mondiale degli sviluppatori.

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4 responses to “E la ricostruirò più grande e più bella che pria

  • Riccardo Del Todesco

    Adesso, non per fare polemica, però mi pare incredibile che non si inserisca un articolo su Ferrero stasera Treviso. Cazzo!

  • Riccardo Del Todesco

    Ok. imposterei l’articolo così:

    Venerdì 17 settembre · 21.00 – 23.00

    Luogo Hotel Ca’ del galletto, via Santa Bona vecchia 30, Treviso

    Partito della Rifondazione Comunista Treviso – Federazione della Sinistra

    INCONTRO CON PAOLO FERRERO
    Segretario nazionale del PRC

    -Da dove viene la crisi, come rispondere ? Crisi capitalistica o crisi del capitalismo?

    -Diciamo no alla politica antipopolare della destra al governo ma altrettanto all’offensiva della confindustria indicata dalla FIAT.

    -Battere l’attacco alla costituzione, ai diritti e alle conquiste del mondo del lavoro.
    “Alleanza Democratica” con il PD contro il regime berlusconiano.

    -La “ Federazione della Sinistra “ per ricostruire dopo la frammentazione un percorso unitario e offrire una prospettiva di cambiamento.

    al segretario nazionale del PRC Paolo Ferrero che in questa occasione presenterà il suo ultimo libro dal titolo: Quel che il futuro dirà di noi. Idee per uscire dal capitalismo in crisi e dalla seconda Repubblica. Edizioni Derive Approdi, 2010

  • francyval

    Sono spiacentissimo: giusto mentr stavo pubblicando l’articolo suggerito da Riccardo la mia linea ADSL (e telefonica) ieri ha dato forfait. Da due giorni sono praticamente isolato e dunque non ho potuto dare alla notizia la dovuta evidenza.
    Ancora adesso ho una connessione che va e viene per cui eventuali novità dovranno attendere

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