Archivi del mese: ottobre 2010

Ultracorpi – ne uccide più la spocchia che la spada

Abbiamo pregato il “Conte De Rothenfeld” alias Angelo Tumino (autore del libro Invasione negata, presentato ieri a Mogliano dopo giornate di assurde polemiche) di pubblicare i suoi commenti in coda al post pertinente in maniera tale che potessimo autorizzarli (i commenti nel nostro blog sono premoderati per evitare le sterili provocazioni) e renderli pubblici. Malgrado ciò si ostina ad accodarli alle più svariate pagine, l’ultima l’Agenda Rossa dove pubblichiamo i prossimi appuntamenti.

La richiesta non era solo dovuta a “necessità editoriali” (ovvero mantenere un minimo di li rouge nelle discussioni), ma anche permettere ai lettori di trovarle: chi andrebbe a cercare le sue risposte ai nostri interventi nella pagina degli appuntamenti? Visto che alla reiterata richiesta non abbiamo ottenuto nessuna risposta, e visto anche il tono ed il contenuto di tali commenti, non ci resta che pubblicare un apposito post – che vi invitiamo a leggere malgrado sia piuttosto lungo! – ed aggiungerci qualche commento. Di seguito, accedendo alla pagina successiva, potete godere della prosa altrimenti negata.

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Una domanda

Che (a quanto mi risulta, ma potrei sbagliarmi) non ha ancora mai posto nessuno in merito al “caso Ruby” che infiamma le cronache degli ultimi giorni:

Chi ha avvisato Silvio Berlusconi del fatto che la ragazza era stata fermata dalla Questura di Milano?

Non mi pare una domanda di poco conto. A tarda sera, da Palazzo Chigi, parte una telefonata verso la Questura per togliere dalle grane una ragazza fermata per furto.

Non credo che la notizia fosse uscita sui lanci di agenzia, non credo che la ragazza abbia chiesto agli agenti di provare a contattare il premier, che ci sia una linea diretta che informa in tempo reale Palazzo Chigi o il Ministero degli Interni di tutti i fermi eseguiti; visto che la notizia della parentela con Mubarak era una bufala non penso nemmeno che sia intervenuta l’Ambasciata egiziana.

E allora la domanda risulta importante: chi e tramite quali canali ha potuto raggiungere il Presidente del Consiglio, praticamente in tempo reale, per chiedergli di intervenire in proposito?!

Tanto per chiarire l’importanza della domanda, immaginiamoci che l’ambasciatore del paese X sia uscito per una passeggiata serale dimenticando il portafogli, e che una pattuglia l’abbia fermato e portato in questura pensando trattarsi di un clandestino privo di documenti e di permesso di soggiorno. Quale iter avrebbe dovuto seguire l’ambiasciatore ipotetico per essere rilasciato (magari con tante scuse) difficilmente prima del giorno dopo?!


Ultracorpi – ultimo (spero) atto

Eccoci qui: reduci dalla presentazione del libro Invasione negata di Angelo Tumino che, malgrado lo schieramento di ingenti (5) forze dell’ordine, ha potuto avere luogo senza che nulla lo abbia disturbato se non l’insignificanza.

Il tema clou della serata è stata l’idiozia di questi comunisti irriverenti ed antidemocratici che hanno impedito quello che avrebbe potuto essere un sano ed aperto dibattito dove si confrontavano posizioni diverse, irriducibili ma civili quali quelle di Gentilini (pro sindaco di Treviso condannato per comizi razzisti), Speranzon (assessore della provincia di Venezia che si vanta di aver promosso il referendum anti villaggio sinti a Mestre), Pietro Pazzi (storico che dice in un commento QUI da noi “l’aggettivo “italiano” mi offende […] nel logo comune di suddito di uno Stato Italiano, entità estranea ed artificiale, imposta con le armi e con la truffa, come si evvince da tutte le azione del cosidetto “Risorgimento”.”) e Claudio Saragozza (seguace di Magdi Cristiano Allam).

Insomma: con la nostra intransigenza abbiamo impedito un sano, pacato ed equilibrato confronto di idee sull’immigrazione!

Sunto dell’incontro: dopo i saluti si scopre che:

1) Gentilini e Saragozza hanno dato forfait

2) Il libro oltre all’autore l’hanno letto l’editore e (pare) il povero assessore Copparoni; degli altri i pochi che l’hanno cercato non l’hanno trovato

3) L’editore si ostina ad accusarci di aver condannato il libro senza averlo letto (quando noi abbiamo da subito e chiaramente contestato le modalità del dibattito e non il libro!)

4) L’autore parla di storia della letteratura, calcio e quant’altro lamentando la sala semivuota per colpa nostra (tra l’altro con un atteggiamento poco educato nei confronti dei presenti: ho visto relatori ben più qualificati parlare di fronte a platee ben più ridotte e non cedere minimamente sul livello della trattazione)

5) L’assessore Speranzon, in nome del libero dibattito, tenta di impedirmi di parlare continuando ad interrompermi sulle premesse della mia domanda

6) L’editore risponde alla mia domanda (che sono riuscito a porre solo dopo aver minacciato di andarmene se non mi lasciavano parlare) leggendomi la quarta di copertina che avevo già letto. La domanda era: qual’è la differenza tra “un libro tanto duro da poter sembrare volgarmente razzista” (la citazione è dalla quarta di copertina) ed un libro razzista?

7) L’autore si definisce uno scrittore di fantascienza totalmente disinteressato alla politica ed enormemente dispiaciuto per l’assenza di Gentilini (causa nostra ovviamente!) che gli avrebbe riempito la sala

8 ) A conclusione finalmente si scoprono gli altarini: il problema è che abbiamo perso la nostra italianità, il nostro orgoglio nazionale, e per questo subiamo indifferenti l’invasione degli stranieri. (moto di stizza dello “storico serenissimo” all’accenno all’italianità)

Parentesi comica: l’assessore Speranzon che afferma che la politica dovrebbe intervenire sulle differenze culturali che disturbano la popolazione rischiando di provocare spinte xenofobe. Avremmo voluto chiederli se tra questi interventi comprende anche il tentativo di bloccare con ogni mezzo la costruzione del villaggio per i Sinti di nazionalità italiana a Mestre, ma purtroppo non ne abbiamo avuto modo: l’unica possibilità sarebbe stata quella di tentare di monopolizzare il dibattito.

Unico intervento serio: dal pubblico. Qualcuno che ha letto una parte del libro ed apprezza il modo di scrivere di Tumino, gli chiede perchè, se non intende fare politica, l’abbia intitolato “L’invasione negata” e ci tenesse tanto alla presenza di Gentilini.

Sinceramente non ce l’ho fatta più, ho mollato qui e me ne sono andato. Non credo che la cosa sia proseguita, ma non me ne fregava più assolutamente nulla


Ultracorpi – i komunisti hanno orecchie in ogni dove!

I nostri servizi di intelligence clandestini ci hanno permesso di venire a conoscenza del comunicato stampa con cui la casa editrice Anordest stigmatizza l’intervento censorio – degno del NKVD (Lavrenti Berija per chi non sapesse) – con il quale noi mangiatori di bambini abbiamo attaccato la loro presentazione a Mogliano.

Di seguito ve lo proponiamo, giusto per coglierne lo spirito (e tra l’altro dimostrare che riportiamo la voce di tutti!) ma prima vogliamo toglierci un sassolino.

Per quale motivo l’editore si ostina a non voler capire (forse che non abbia letto il nostro intervento?!) che abbiamo manifestato la nostra indignazione non contro il libro, ma contro l’organizzazione della presentazione fatta in maniera tale da titillare i peggiori istinti xenofobi?! NOn sa leggere, non ci spieghiamo bene, non vuole capire? Più semplicemente se ne frega strofinandosi le mani contento per tanta pubblicità gratuita?! Crediamo che quest’ultima sia l’ipotesi più probabile.

Ma di pessima pubblicità si tratta: un editore nemmeno in grado di leggere, più interessato a risvegliare istinti che a parlare alle coscienze ed alla ragione… Be’: lasciatemi dice che ci fa una magra figura!

Nella prossima pagina comunque, se ci tenete, potete leggere l’intero comunicato stampa.

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Ultracorpi – La saga continua!

In seguito al vergognoso articolo apparso oggi su Il Gazzettino, abbiamo prontamente risposto con questa mail inviata al contatto ufficiale per la posta dei lettori ed alla Redazione di Treviso:

Buongiorno,
leggo con stupore nel vostro numero di oggi che l’editore lancia l’allarme per “i comunisti” che sarebbero pronti a chissà quali atti, al punto da scomodare la Digos!
Vorrei far notare che già l’altro giorno ho scritto al vostro referente locale segnalando la nostra indignazione per l’iniziativa riportata sul blog ed in calce alla mia mail c’era l’indirizzo ed il mio numero di telefono! Ritenete veramente che, se avessi voluto compiere atti degni dell’intervento della Digos avrei firmato in tal modo?!
Aggiungo inoltre che Tumino si è messo in contatto direttamente con me e che, attraverso uno scambio di mail si sono chiariti alcuni punti nodali della questione:
 
1) Noi non abbiamo accusato di razzismo il libro (che appunto non abbiamo letto) bensì l’organizzazione dell’incontro e la scelta dei relatori tutti ampiamente e pubblicamente schierati
 
2) Che non sono previsti atti di blocco, manifestazioni o quant’altro, ma semplicemente l’intervento in sala per controbattere ad eventuali posizioni razziste partecipando semplicemente al dibattito
 
3) Che sul nostro blog potete trovare il dettaglio dello scambio di mail con l’autore (che tra l’altro si congratula dicendo che “fa piacere dialogare con persone intelligenti”, mi stupisce dunque che nell’articolo possa affermare che si è rifiutato il dialogo! Qui https://comunistimogliano.wordpress.com/2010/10/27/ultracorpi-rettifiche-e-precisazioni/ potete leggere nel dettagflio l’intero scambio di mail
 
4) Che Gentilini non sarà presente mentre l’assessore Copparoni ha provveduto di persona ad invitare Nazareno Ghazal quale “garante” della natura non razzista dell’iniziativa
 
5) Che i fantomatici “Komunisti” (lo scrivo con la K perchè si capisce che il tono dell’editore è quello) altro non sono che la rappresentazione moglianese della Federazione della Sinistra riuniti in un circolo ad alcuni simpatizzanti che non aderiscono a partiti, sono presenti quasi tutte le domeniche mattina in piazza con un gazebo, hanno fatto raccolta firme per i referendum sull’acqua, la proposta di legge contro il nucleare, ecc. e non usano (ne probabilmente saprebbero costruire!) ne molotov ne altri strumenti analoghi (nemmeno le uova viste le recenti tendenze criminalizzanti!)
 
Che considero, infine, queste dichiarazioni il tentativo di costruire un’indegna bagarre attorno ad un evento che – mi viene da pensare – era stato forse costruito ad arte come una provocazione per creare un po’ di cancan attorno al libro. In questo caso mi dispiace solo di aver “abboccato all’amo”!
 
Vi prego di dare atto di queste precisazioni sul vostro giornale al più presto possibile
Grazie
 
Distinti saluti


Ultracorpi – Rettifiche e precisazioni

Abbiamo avuto un lungo scambio di (reciprocamente rispettose) e.mail con il sig. Tumino, autore del romanzo che sarà presentato sabato 30 a Mogliano. Chi ci segue sa che su questa presentazione siamo intervenuti prontamente ed in maniera assai critica per vari motivi che possono essere agevolmente rivisti nel post originale.

Riteniamo utile e corretto (ovviamente ottenuto il consenso del sig. Tumino!) pubblicare questo scambio non fosse altro che per chiarire alcuni punti che è bene forse riassumere.

  1. Non abbiamo letto il libro e non conosciamo direttamente il sig. Tumino e dunque non lo accusiamo di avere posizioni razziste. Abbiamo contestato la composizione della “tribuna” (e riteniamo ancora di aver avuto ragione!) ed ottenuto un intervento “equilibratore” che consideriamo sacrosanto e del quale abbiamo dato notizia immediatamente dopo
  2. Il nostro incitamento a non lasciare passare la cosa sotto silenzio, ancor più dopo le “correzioni” ottenute, non intendeva invocare manifestazioni di piazza o altre azioni di blocco, ma come abbiamo detto esplicitamente la necessità di “una forte presenza per scoraggiare qualsiasi tentativo di far passare i concetti razzisti che ci si può facilmente attendere da tale tribuna“. Tale preasenza deve essere intesa come presenza critica tra il pubblico con la disponibilità a partecipare ad un dibattito che evidenzi le ragioni ed i torti
  3. Non siamo favorevoli ad alcun tipo di censura preventiva: crediamo che qualunque posizione – non illegale – debba essere sconfitta con le armi della ragione e non certo impedita con l’uso della violenza
  4. Saremo presenti tra il pubblico alla presentazione del libro e saremo intransigenti (con le parole, le domande e gli interventi!) verso qualsiasi posizione razzista, ma non impediremo certo all’autore di parlare e ci opporremo nel caso in cui altri volessero farlo

Ciò riassunto e premesso, di seguito riportiamo lo scambio di mail con l’autore: chi fosse interessato lo può leggere per intero. Ci siamo limitati ad eliminare riferimenti diretti e/o personali che ritenevamo lesive della privacy. Dove abbiamo eliminato parti di testo abbiamo posto indicazione della cosa e prestato la massima attenzione a non modificare il senso e la lettera della comunicazione stessa.

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E anche Molius se ne va…

o meglio il Comune di Mogliano se ne va da Molius e, con l’uscita, perderemo (noi cittadini!) certamente qualsiasi possibilità di incidere in maniera significativa sulle scelte urbanistiche e di destinazione del patrimonio immobiliare che verrà realizzato nell’area ex MACEVI, ovvero nel centro storico della nostra cittadina.

E perderemo anche un bel po’ di soldi: certo, si incassano le quote, ma queste quote hanno un valore destinato ad aumentare enormemente una volta che si passerà dai piani all’edificazione!

La Giunta ha messo a bilancio, ancora ad inizio anno, il valore della partecipazione in Molius, dicendo che si trattava di una pura “valorizzazione” e che le scelte successive, ovvero l’uscita o la diversa destinazione, sarebbero state discusse in Consiglio Comunale. Aggiungiamo noi che, visto l’interesse dimostrato in precedenza e l’importanza della questione, il coinvolgimento diretto dei cittadini avrebbe dovuto essere considerato essenziale!

Invece no: apprendiamo quasi casualmente, grazie ad una delibera di spesa per costi di pubblicazione, che la cessione, tramite asta, si farà in tempi brevi, e che il prezzo base è quello del valore nominale delle quote pari a 6.317.948 euri, con procedura al rialzo; ovvero vincerà la gara chi offrirà la cifra più alta sopra a questo valore di base.

Nessuna garanzia o impegno viene richiesta, fatta esclusione ovviamente per quelle economiche, e dunque entro la fine di quest’anno (il giorno esatto per l’apertura delle buste non è indicato in delibera, ma la scadenza della prima tranche del pagamento è fissata al 12 dicembre), a meno che l’asta non vada deserta, il centro di Mogliano sarà totalmente in mano ai privati.

I soldi incassati poi – ammesso e non concesso che se ne incassino, c’è ancora di mezzo la bocciatuura del primo progetto da parte della sopraintendenza – saranno a malapena sufficienti a coprire il buco di SPL: come dire cornuti e mazziati!

Perdiamo il centro di Mogliano, ci troveremo cementificati fino alle orecchie, nessuna edificazione a vantaggio della cittadinanza, e per giunta nemmeno i soldi in tasca per fare qualcosa di utile al paese. Non c’è che dire: questi moderni manager pieni di spirito di iniziativa e visione d’insieme danno proprio dei bei risultati!

Purtroppo pare che non ci resti altra possibilità che vigilare. Vigilare su chi sarà ad aggiudicarsi le quote, vigilare su quali concessioni farà il Comune, vigilare su quali progetti saranno presentati e come verranno realizzati. Vigilare – ci pare il caso – sulle vette di spirito imprenditoriale della (purtroppo) nostra amministrazione!


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