Conflitto? Interessi? Ma va!

Il 24 settembre 1974, con l’avvio delle trasmissioni di TV Libera, seconda emittente privata italiana, contribuisce alla rottura del monopolio radiotelevisivo italiano gettando le basi del futuro mercato dell’emittenza privata.

Questa nota è tratta direttamente dalla scheda biografica del neo ministro dello sviluppo Paolo Romani, pubblicata sul sito del Governo Italiano.

E questa invece la suo profilo su Wikipedia:

Romani entra a far parte del governo Berlusconi IV come sottosegretario allo sviluppo economico con delega alle comunicazioni. Ne diventa vice ministro l’8 maggio 2009 e ministro il 4 ottobre 2010.

La sua attività da sottosegretario e viceministro è stata costellata da polemiche per la presunta collateralità rispetto a Mediaset. Tra le azioni contestate:

  • il lobbying (concertato con quella del presidente di Mediaset Fedele Confalonieri) per impedire a Sky di ottenere dalla Commissione Europea e dal suo commissario Joaquín Almunia una deroga per partecipare all’asta sulle vecchie e nuove frequenze. L’intervento di Romani e Confalonieri ha causato l’irritazione di Almunia.
  • il progetto di una nuova rete telefonica superveloce, lanciata assieme a Vodafone e Wind e rimasto al palo. Secondo La Repubblica, l’obiettivo sarebbe dotare Mediaset di una rete propria, scorporando ed acquisendo la proprietà della rete Telecom. Romani avrebbe manovrato, senza successo, per sostituire Franco Bernabè con l’amico Stefano Parisi di Fastweb; quindi, avrebbe richiesto una consulenza a Francesco Caio, che concludeva con la raccomandazione di scorporare la rete e suddividerla tra tutti gli operatori. Romani avrebbe quindi pianificato l’azione assieme a Caio e Confalonieri, all’oscuro di Telecom, ma l’operazione venne bloccata.
  • le proposte originariamente contenute nel decreto Romani di inizio 2010 su cinema, web e televisioni, ed espunte dalla versione finale (il decreto aveva l’obiettivo di recepire una direttiva europea sugli audiovisivi). Tra queste, il cosiddetto bavaglio al web e le misure di “tutela dei minori”, come l’sms che avrebbe avvisato i genitori che il figlio stava navigando un sito hard; Romani è stato criticato in questo caso anche per il suo passato di direttore del canale Lombardia 7.
  • l’autorizzazione a Mediaset ad occupare il canale 58 per il digitale ad alta definizione, considerata un regalo ad un privato (settembre 2010)
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