L’invasione degli ultracorpi

Per sabato 30 ottobre il Comune di Mogliano sta sponsorizzando (in teoria patrocinando, ma poi si scopre che cura anche la stampa di volantini e locandine!) un evento che pretende di essere culturale.

Si tratta della presentazione del libro “Invasione negata” di Angelo Tumino, cittadino moglianese e gondoliere veneziano che si auto definisce “gondoliere per necessità economica al traghetto di Santa Sofia e scrittore per necessità dell’anima”. Buon per la sua anima: crediamo che scrivere sia impegno degno di lode, ma è da vedere cosa si scrive!

Riportiamo una citazione «Questo libro è stato scritto con l’intento principale di rappresentare una delle paure più profonde che colpiscono le ricche nazioni dell’Occidente, la paura dello straniero – racconta Tumino – La politica non è in grado di escogitare soluzioni adeguate per arginare l’immigrazione clandestina e a farne le spese sono sempre i cittadini, almeno quelli che non possono vivere in luoghi privilegiati». Già si nota che le chiavi di lettura sono la paura del diverso (“clandestino” ben sottolineato in modo da non sembrare razzisti!) ed il povero cittadino che ne fa le spese. Non abbiamo letto il libro, ma la trama è nota: il povero ingegnere italiano che, messo alle strette dai clandestini che lo circondano nel suo condominio (ovviamente in gran parte spacciatori, prostitute e papponi!), finisce per farsi giustizia da solo ammazzandone uno ed innamorandosi, però, di una (ex?)prostituta.

Sul retro del volantino di presentazione dell’iniziativa si leggono affermazioni roboanti quali “Il libro più forte del 2010”, “il romanzo che sta sconvolgendo l’opinione pubblica” e ancora “per la prima volta in narrativa viene affrontata con coraggio e senza ipocrisia la tematica dei conflitti metropolitani fra italiani e stranieri”. Ed ecco qui il nocciolo della questione!

Del resto fanno corona degli ospiti illustri: insieme all’autore, all’editore (quelle stesse Edizionianordest che vantano nelle loro collane la biografia del sindaco sceriffo Gentilini) ed all’assessore Copparoni, appaiono alcuni altri nomi di rilievo: Claudio Saragozza, Piero Pazzi, Raffaele Speranzon e – udite udite! – il saluto speciale di Giancarlo Gentilini!

Di Claudio Saragozza troviamo in Internet (sperando che si tratti solo di un omonimo!) la candidatura alla Municipalità di Mestre: ed è tutto un programma! Di sé dice “politicamente sono di formazione cristiano-liberale, cresciuto nella tolleranza e con la cultura della Meritocrazia. Collaboro con Magdi Cristiano Allam e ho promosso alcuni eventi culturali a Venezia e a Mestre. Tra le mie priorità ci sono la difesa delle nostre radici giudaico cristiane e della sacralità della vita.” Ma sfogliando il suo blog si trovano perle assolutamente imperdibili come l’articolo “Ora tocca a noi” dove, riferendosi a venditori ambulanti e mendicanti, di cui si sottolinea che sono quasi tutti extra comunitari, si arriva a “Viviamo immersi in uno schifo impunito e celebrato“.

Lo storico Piero Pazzi lo troviamo citato come relatore principale in una serie di eventi organizzati dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in occasione del giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo istriano: che sia proprio lui?

Poi c’è il mistero di Raffaele Speranzon, definito nel volantino “Assessore alla Cultura e Sport Comune di Venezia” che per questo ci lasciava perplessi: vuoi che un assessore della giunta veneziana si presti ad un’iniziativa di lampante spirito razzista?! Peccato che nella giunta comunale non appaia, mentre risulta essere assessore nella giunta provinciale, proveniente dal Popolo della Libertà ed in quota AN!
Presentandosi alle elezioni scorse cita come suoi particolari meriti: “Sono stato il promotore del referendum contro la realizzazione del campo per i nomadi sinti a Favaro”, “l’abolizione delle inutili targhe alterne” ed afferma che, “ho personalmente contattato e sensibilizzato il Ministro Ignazio La Russa” riuscendo ad avere i militari a venezia contro la volontà della giunta Cacciari.

Per Giancarlo Gentilini ovviamente non servono presentazioni!

Ed ecco svelata la manovra dell’Assessorato alla Cultura di Mogliano: presentare in forma di evento culturale e dibattito una iniziativa provocatoria e di chiarissimo stampo razzista che vede schierati personaggi di diversa provenienza, ma accomunati tutti dalla volontà di fomentare la paura e la diffidenza dei cittadini verso lo straniero dipinto come portatore di crimini e chissà che altro.

Invitiamo dunque a boicottare – anche attivamente! – questa iniziativa vergognosa che si terrà al Centro sociale sabato 30 ottobre alle ore 18.00

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17 responses to “L’invasione degli ultracorpi

  • Marcella Corò

    Grazie per la segnalazione per l’evento che mi sarebbe passato inosservato. Mi spiace sentire che una Laurea in Lettere sia servita al sig.Tumino soprattutto a maturare una particolare, viva “sensibilità” per gli stranieri, o meglio, i cosiddetti extracomunitari, in genere dei disperati che fuggono dal loro paese per cercare, anche qui da noi, una vita migliore. Non ho letto il libro che verrà sponsorizzato coi nostri soldi qui a Mogliano, e credo che non lo leggerò mai, dopo averne letto solo l’introduzione trovata in internet. Non a caso vi ho trovato che Tumino è soprannominato ” il NAZI-GONDOLIERE “. Possibile che con tutte le conoscenze e gli stimoli che la possibilità di studiare offre, Tumino non abbia trovato di meglio che alimentare ulteriormente il preconcetto, frutto di ignoranza, secondo il quale il nostro nemico sarebbe il DIVERSO ,lo STRANIERO , il POVERO e MENDICANTE STRACCIONE? A me la laurea in Lettere ha consolidato innazitutto il rispetto per la vita e gli esseri umani, TUTTI, con i quali si deve essere solidali.Per me i problemi veri sono la difesa della SALUTE e dell’ambiente; non è l’extracomunitario che mina la mia sicurezza quanto piuttosto un governo della cosa pubblica incapace e corrotto che cementifica il suolo ed inquina l’aria e l’acqua. Disapprovo la scelta del nostro Comune ed invito, chi può, sabato 18 a venire a dare a Tumino la “giusta” accoglienza. grazie .

  • Fabiola

    Io credo che anche se non ci piace
    quello che propongono, tutti debbano avere modo di esprimersi.
    Possiamo dire che non condividiamo, che non siamo d’accordo, che
    abbiamo un altro punto di vista, ma non possiamo impedire che ci siano
    anche quelli che scrivono libri idioti. La proposta
    è quella del boicottaggio. Punto. Così non si va
    da nessuna parte, è un gioco al massacro.
    Se la presentazione avviene in uno spazio pubblico come appunto è il centro sociale e non in Municipio , luogo espressamente Istituzionale, allora tutto cambia.
    Possiamo partecipare in massa e contrastare in modo informato ed adeguato oppure disertare.
    Questo è il mio punto di vista.
    Fabiola

    • francyval

      Sono d’accordissimo con quello che dici e, secondo me, bisogna partecipare in massa ed essere pronti ad intervenire con argomentazioni “ironiche” ma puntuali. Lasciarli parlare ma controbattere punto per punto.
      Lungi da me spingere per una qualsiasi forma di impedimento a parlare!

  • Piero Pazzi

    A proposito del paragrafo:
    lo storico Piero Pazzi lo troviamo citato come relatore principale in una serie di eventi organizzati dall’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia in occasione del giorno del ricordo delle foibe e dell’esodo istriano: che sia proprio lui?

    Mi preme precisare che, le conferenze “eventi” come sono chiamate sono relative alla Storia dell’Arte e nello specifico alle arti minori in Dalmazia (*)e sopratutto che non sono state prganizzate dall’Associazione sopracitata.

    Non so cosa centro io con la celebrazione della giornata a ricordo delle foibe, anche se condanno (ovvero non approvo) i crimini e gli eccidi di Tito “l’Hitler rosso”. Non credo che i “comunisti benpensanti” giustifichino l’uccisione di civili solo perchè non appartenevano all’etnia slava (sarebbe un gesto di puro razzismo da parte loro e la cosa mi sorprenderebbe davvero visto che si dichiarano antirazzisti).
    Perciò mi appare surrealista il pensare che essi possano giustificare l’infoibamento di donne, vecchi, preti solo perchè “veneti” (non voglio dire “italiani” perchè è un aggettivo che ci offende).

    Allego il programma delle prossime conferenze nel caso qualcuno desideri venire a sentirle:

    ARGOMENTO: ARGENTERIA LITURGICA
    Confartigianato (Campo San Lio 5653)- Venezia

    2 Novembre 2010, martedì – relatore Piero Pazzi: il Tesoro del Duomo di Perasto.

    3 mercoledì 2010 – relatore Piero Pazzi: il Tesoro della Cattedrale di Cattaro.

    4 giovedì 2010 – relatore Piero Pazzi: il Paliotto di Perzagno e altri ex voto delle Bocche di Cattaro.

    5 venerdì 2010 – relatore Maria Agnese Chiari Moretto: il Tesoro della Scuola Grande di San Rocco di Venezia.

    ARGOMENTO: GIOIELLI, DECORAZIONI E ONORIFICENZE
    Confartigianato (Campo San Lio – Castello 5653)- Venezia

    8 lunedì 2010 – relatore Piero Pazzi: Insegne gioiellate di sudditi dalmati insigniti del Cavalierato di San Marco.

    9 martedì 2010 – relatore Roberto Pace: Altre insegne, onorificenze e decorazioni militari nelle Bocche di Cattaro.

    10 mercoledì 2010 – relatore Piero Pazzi: Gioielli del Santuario dello Scarpello.

    11 giovedì 2010 – relatore Piero Pazzi: Due interessanti campionari di gioielli del secolo XVIII.

    12 venerdì 2010 – relatore Roberto De Feo: Omaggio delle Province Venete per le auguste nozze di Francesco I e Carolina Augusta di Baviera (1816) sovrani del Lombardo-Veneto e della Dalmazia.

    cordialmente

    Piero Pazzi

    • francyval

      Come vede ho lasciato persino la presentazione delle prossime conferenze, ma mi tolga un dubbio: può darmi l’intepretazione esatta del suo inciso non voglio dire “italiani” perchè è un aggettivo che ci offende che mi lascia assai perplesso, ma non vorrei che ciò dipendesse da un fraintendimento mio?!

  • Piero Pazzi

    l’aggettivo “italiano” mi offende non in quanto appartenente all’Italia geografica, dato innegabile, ma considerato nel logo comune di suddito di uno Stato Italiano, entità estranea ed artificiale, imposta con le armi e con la truffa, come si evvince da tutte le azione del cosidetto “Risorgimento”.

    • francyval

      Ah ecco, mi pareva di aver colto correttamente!
      Che vuole, in questo abbiamo qualcosa “in comune”, anche i comunisti non si riconoscono in uno stato, artificiale o naturale che sia, ma ritengono piuttosto che solo l’internazionalizzazione degli ideali di rottura dell’asservimento sia la chiave per una vera emancipazione.
      Quello che mi trovo in difficoltà a comprendere è come la padania possa essere considerata un’entità più naturale dell’Italia…. O come sia possibile che ci si riconosca ancora nella Serenissima a centinaia d’anni dalle sue ultime convulsioni.
      Ancor più, poi non capisco – certamente per un limite mio! – come sia possibile che chi inneggia alla Serenissima, che per secoli ha intrattenuto rapporti con tutti i popoli allora noti ed è stata baluardo di interculturalità, città multietnica, rispettosa delle differenze, possa oggi ergersi a paladino della “purezza della razza”!!!

  • Piero Pazzi

    Il romanzo del Tumino lo trovo interessante in quanto fotografa un cambiamento sui costumi e sulla morale comune, non dico una evoluzione o involuzione, ma un’inversione di tendenza della gente nel ricercare o dar libero sfogo ad istinti sempre più animaleschi ed abbattere le basi della società civile, sopraffando le leggi istaurando la supremazia della violenza, questo ovviamente è un fenomeno di “costume sociale” indipendente dalla condizione, etnia o altra classificazione di chi commette le azioni. In sostanza è il ritratto di una società che cambia …

    • francyval

      O magari è il ritratto di come vorreste far cambiare la società?
      Il libro di Tumino (l’ho detto in ogni occasione) non l’ho letto, ma ho questa costante sensazione che possa essere considerato vagamente “di parte”. In ciò non sarebbe un’eccezione certamente: tutti siamo “di parte” e lo scrittore non può ne deve essere da meno. Ma questo implica che la parte ce la si sceglie ed io sinceramente la vostra non potrei proprio mai sceglierla

  • Gli ultracorpi non invadono gratis « ComunistiMogliano

    […] s.r.l.” per la presentazione del libro dello scrittore moglianese Angelo Tumino di cui si è a lungo dibattuto in questo blog, in sala e sulla stampa quotidiana. Per la verità siamo andati a leggerla solo per curiosità, ma […]

  • GIANNI

    Noto con dispiacere che continua la polemica contro il giovane Tumino,
    che in questi giorni ho incontrato più volte e conosciuto meglio.
    Prima, al centro della polemica, era il libro; ora il patrocinio.
    Personalmente trovo del tutto legittimo che il comune stanzi dei fondi per
    promuovere i libri. Lei ha messo in evidenza che Edizionianordest non è una casa
    editrice moglianese, ma Angelo Tumino è un cittadino di Mogliano, e tanto basta.
    Tumino ha ragione di lamentare l’ingratitudine e l’ostilità di molti suoi
    concittadini, i quali dovrebbero essere invece orgogliosi del suo successo.
    A dicembre, egli sarà a Londra, ospite di una importante associazione italo-inglese
    di scrittrici che hanno colto la novità del suo romanzo.
    Continuate poi a ironizzare sull’intervento delle forze dell’ordine, dimenticando
    che lo avete provocato voi, con le minacce di “boicottaggio attivo”. Lo spete benissimo
    che i geni dei centri sociali non aspettano altro che simili occasioni. E poi vi meravigliate?
    Di Azzolini non so niente, quindi non posso esprimere un giudizio.
    Mi sembra comunque assurdo che i nostri concittadini debbano essere “difesi”.
    A Mogliano si è creato un clima spiacevole. Spero vogliate contribuire a un futuro più
    tranquillo, in cui ognuno possa avere il suo spazio.
    Per concludere, vi faccio un favore da “spia”:
    ho accompagnato Tumino negli studi di Televeneto, qualche giorno fa.
    Nella puntata “Oggi parliamo di…” che andrà in onda venerdi 3 e sabato 4, alle ore 9.30
    e alle ore 16.00, è stata detta qualche parolina che vi riguarda…

    grazie,
    Gianni M.

    • francyval

      Noto con altrettanto dispiacere che non riesco (evidentemente) a rendere il senso delle mie critiche: non ho polemizzato con Tumino, ma ancora una volta, con l’organizzazione della cosa e i diversi pesi e misure utilizzati. Tumino non è il primo scrittore che presenta un libro a Mogliano e non sarà l’ultimo, ma in tutti gli altri casi non si è mai vista (ne si sarebbe dovuta vedere!) una sponsorizzazione attiva (e finanziaria!) da parte del comune.
      Come per qualsiasi altra presentazione di libri, la casa editrice fa una pura operazione di marketing: presenta il suo prodotto cercando di dargli il massimo interesse per i potenziali acquirenti e – magari – creare interesse tra coloro che altrimenti non ne avrebbero provato. Si tratta di un’operazione normalissima, non la sto certo criticando: ciascuno promuove il suo prodotto nella maniera più utile e confacente. Che però si finanzi con soldi dedicati alle “associazioni del territorio” una attività di marcheting di un’azienda privata – e poco m’importa se questa azienda ha sede nel comune di Mogliano oppure al di fuori! – è fatto talmente inusuale ed improprio da rasentare lo scandalo.
      Sull’essere stati causa attiva dell’intervento delle forze dell’ordine mi permetta di evidenziare nuovamente le differenze di pesi e misure: quando si titilla il razzismo del popolo paventando l’invasione straniera come pericolo per la sopravvivenza culturale e fisica si farebbe “prevenzione” o difesa dell’identità, mentre quando si chiede di boicottare uno pseudo evento culturale si sta teorizzando la rivolta?
      Ancora una volta non mi spiego (o non mi si vuol intendere): presentare un libro – al di la dei suoi contenuti – è operazione culturale; predisporre un comizio congiunto di alcuni tra i principali esponenti della linea sicuritaria ed anti stranieri della politica veneta senza alcun contraddittorio, fornendo loro la sponda dell’ “invasione negata” a suon di omicidi (come era stata impostata la cosa) è decisamente un’attività classificabile come propaganda politica ed in quanto tale contestabile!

    • francyval

      Dimenticavo: spero che la sua ultima frase relativa a “quache parolina” che ci riguarda non sia una minaccia, sinceramente suona come tale! 🙂

  • GIANNI

    Mi scusi, ma continuo a non essere d’accordo, sebbene le sia grato per la puntualità
    e la pazienza delle sue risposte. La presentazione di un romanzo non rientra a mio avviso
    nell’ordine delle manifestazioni politiche, anche quando gli ospiti sono politicamente
    schierati. Tumino non stava facendo un cominzio, ma soltanto una presentazione. SE noi dovessimo “caricare” di un significato politico qualsiasi evento, non sarebbe più finita con le proteste. L’impostazione politica dell’evento è una sua ipotesi. Mi pare che gli ospiti si siano limitati a parlare del libro. Credo che non ci metteremo mai d’accordo nemmeno sul fatto che l’invasione degli stranieri costituisce un problema sociale. Tumino a mio avviso ha avuto l’intuizione di trattare in narrativa una tematica di attuale importanza, mettendo in evidenza i problemi di una parte dei cittadini. Ci sarà di sucuro qualche altro scrittore pronto a mettere in evidenza, invece, i problemi degli immigrati. Eppure nessuno andrà a contestarlo…
    Una nota personale: dopo la presentazione, ho avuto modo di conoscere meglio Angelo. Le posso garantire che è una persona squisita, molto gentile e affabile, e per niente incline al razzismo, sebbene consapevole di certe problematiche. Rinnovo il mio invito a puntare sui giovani talenti, senza pregiudizi. I fondi a loro destinati non saranno mai abbastanza, altro che i 700 euri!

    grazie,

    Gianni M.

    • francyval

      Liberissimo ovviamente di non essere d’accordo, ma mi consenta almeno di dubitare o della reciproca comprensione oppure della sua volontà di dibattere sulla questione.
      Lei si ostina a difendere Tumino, mentre io mi ostino a rilevare come la presenza di: un assessore provinciale che si vanta di aver fatto di tutto per cacciare i nomadi e di aver portato l’esercito a Venezia contro gli extracomunitari; uno storico dichiaratamente (da lui e proprio su questo blog) schierato con gli integralisti venetisti (considera troppo moderati i leghisti); Gentilini con fresca condanna per dichiarazioni razziste. Di questi almeno uno che certamente (per sua stessa ammissione) non ha letto il libro e dunque viene solo per disquisire in merito al titolo “invasione negata” ed uno mancato solo per opposizione dell’ultimo momento da parte dell’assessore (e che probabilmente il libro non l’aveva letto nemmeno lui!).
      Il tutto senza un benchè minimo interlocutore di segno (e non mi riferisco a fedi politiche!) opposto, se non grazie alla nostra reazione.
      Ecco: considerando tutto ciò, ostinarsi a parlare di una semplice presentazione di un libro che sarei io a caricare di significato politico… Mi permetta eh: ma con tutta la squisitezza dell’autore, dire che sono io a caricare la cosa di significato politico dove invece c’era solo un’ingenuo evento culturale… Be’: ma mi faccia il piacere!!!

    • francyval

      Dimenticavo: come fatto rilevare (da altri) tra questi commenti, i 700 euri non sono andati alla promozione di giovani talenti, ma a pagare la presenza di Mango (capito chi?!) ad una precedente presentazione!

  • Regalano bibbie e bruciano gli indesiderati! « ComunistiMogliano

    […] avuto modo di polemizzare in occasione della presentazione del libro di Tumino a Mogliano (si veda QUI e QUI per […]

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