Ultracorpi – ne uccide più la spocchia che la spada

Abbiamo pregato il “Conte De Rothenfeld” alias Angelo Tumino (autore del libro Invasione negata, presentato ieri a Mogliano dopo giornate di assurde polemiche) di pubblicare i suoi commenti in coda al post pertinente in maniera tale che potessimo autorizzarli (i commenti nel nostro blog sono premoderati per evitare le sterili provocazioni) e renderli pubblici. Malgrado ciò si ostina ad accodarli alle più svariate pagine, l’ultima l’Agenda Rossa dove pubblichiamo i prossimi appuntamenti.

La richiesta non era solo dovuta a “necessità editoriali” (ovvero mantenere un minimo di li rouge nelle discussioni), ma anche permettere ai lettori di trovarle: chi andrebbe a cercare le sue risposte ai nostri interventi nella pagina degli appuntamenti? Visto che alla reiterata richiesta non abbiamo ottenuto nessuna risposta, e visto anche il tono ed il contenuto di tali commenti, non ci resta che pubblicare un apposito post – che vi invitiamo a leggere malgrado sia piuttosto lungo! – ed aggiungerci qualche commento. Di seguito, accedendo alla pagina successiva, potete godere della prosa altrimenti negata.

I° COMMENTO postato da Tumino.

Rispondo con le parole di mia sorella, laureata in storia, il cui lucido ingegno supera persino il mio.

Ciao Angelo, sarebbe da fare una relazione della presentazione di ieri, 30 ottobre, quest’evento tanto atteso, che ha suscitato preventivamente tante polemiche e una mobilitazione pubblica senza precedenti… ma si sa, i mezzi di informazione tendono ad enfatizzare, gonfiare e deformare la realtà dei fatti, annunciando chissà quali scenari eclatanti che poi alla fine si risolvono in qualcosa di molto più semplice, tranquillo, modesto. I paventati tumulti assembramenti contestazioni alla fine non ci sono stati, lo spettro del comunismo militante e sabotatore si è dissolto, gli agenti di vigilanza hanno solo fatto le belle statuine all’ingresso, su per le scale e nella grande sala riunioni. Una sala che tu avresti voluto vedere gremita di astanti entusiasti, impazienti di salutare l’uscita di un’opera letteraria, di esprimere il loro parere, anche critico, per poi congratularsi e festeggiare il successo di un loro concittadino… La presentazione si è aperta in maniera piuttosto convenzionale, con gli interventi dei vari personaggi, degli ospiti importanti, una sorta di giuria che non ha fatto altro che riproporre ognuno secondo la sua esperienza e sensibilità quello che secondo loro è il tema principale del tuo libro: rapporto tra italiani e stranieri, il problema dell’immigrazione e della criminalità, il dramma della prostituzione (con riferimento al Terraglio), il condominio come metafora della società cd. multietnica e il degrado urbano delle periferie (con riferimento al quartiere sif di via ronzinella). Quando finalmente hai preso tu la parola, hai cercato in modo provocatorio di dirottare completamente il discorso dal binario che aveva imboccato per trasporlo su un piano superiore, il piano della pura cultura, cercando di intrattenere i presenti con una sorta di superba lectio magistralis di storia della letteratura apparentemente fuori luogo: io credo che invece il tuo riferimento a Dante e a Macchiavelli volesse richiamare l’attenzione su aspetti e analogie che la maggior parte dei profani, ignorando queste cose, non può e non vuole capire.

Tu hai nominato en passand il grande Alighieri e Bonifacio VIII… sarei voluta intervenire per dire che il grande poeta non ha esitato a collocare nell’inferno, tra i vari personaggi illustri e potenti del passato e del presente, persino il papa in persona, suo contemporaneo!
“Se « […] “Se’ tu già costì ritto, / se’ tu già costì ritto, Bonifazio? / Di parecchi anni mi mentì lo scritto./ Se’ tu sì tosto di quell’aver sazio / per lo qual non temesti tòrre a ‘nganno / la bella donna, e poi di farne strazio?” »
(Dante, Inferno, Canto XIX, 52-57)
Dante colloca Benedetto Caetani nell’VIII bolgia, quella dei fraudolenti: più provocatorio di lui! Dante fu poi esiliato da Firenze ma questo fu la conseguenza della sua attività politica, del suo coinvolgimento personale negli scontri tra fazioni, e non dell’attività letteraria, non una punizione per quello che aveva scritto nella Commedia(o sbaglio?). L’arte in teoria, in uno stato democratico, dovrebbe essere libera, svincolata alle istanze del potere e della politica, libera di esprimere il suo messaggio a cui solo l’autore ha diritto di attribuire il vero significato (sempre che ci sia un significato): il resto sono solo interpretazioni più o meno arbitrarie, più o meno accettabili, opinioni, chiacchere e pregiudizi.

NON POSSO ESIMERIMI DA ALCUNE NOTE (Circolo dei Comunisti). Al lucido ingegno persino superiore a quello di Tumino facciamo notare che:

  1. Se si fosse degnata di leggere i nostri interventi avrebbe forse potuto notare che non si è contestato il libro del fratello, ma gli ospiti e le modalità scelte per presentarlo. Ospiti che venivano, almeno in parte, per partito preso, ovvero per parlare del problema dell’immigrazione, visto che (a loro dire: assessore Speranzon) non hanno letto il libro
  2. Noi profani, che abbiamo riletto da poco la Commedia dantesca (cosa che forse la signora non ha più fatto dopo l’obbligo delle scuole superiori) conosciamo bene le vicende narrate su Bonifazio, sbattuto all’inferno addirittura prima della morte. Non credo che Bonifax abbia giocato un ruolo nell’esilio di Dante – antipapista a differenza dell’ospite mancato seguace di Magdi Cristiano Allam – decretato ben prima dell’uscita della Commendia (non sbaglia dunque: ma è strano che abbia il dubbio!) scritta e pubblicata proprio durante (e forse anche grazie a) l’esilio.
  3. L’autore, tergiversando sulla storia della letteratura e lamentando l’assenza di Gentilini che gli avrebbe riempito la sala di persone obiettive con le quali intrattenere un equilibrato dibattito, si è rifiutato di dare l’intepretazione autentica del suo libro limitandosi ad alcuni accenni conclusivi, peraltro considerati indicativi da molti degli astanti (ad es. la perdita delle nostre radici culturali e dell’orgoglio dell’italianità che ci fanno subir tacendo l’invasione degli stranieri)

II° COMMENTO postato da Tumino. (immaginiamo un’altra mail dell’ingegno superiore)

Coloro che hanno voluto a tutti i costi politicizzare il tuo romanzo, caricandolo di valenze “razziste”, di presunte implicazioni xenofobe, senza nemmeno prendersi la briga di legggerlo dall’inizio alla fine, hanno completametne travisato, frainteso e così screditato quella che in realtà è un’opera di grande valore soprattutto dal punto di vista stilistico, ma anche dal punto di vista dei contenuti: è una rappresentazione a tinte forti, autentica, verace, ben costruita, solo persone forti e realiste sono in grado di apprezzarla. Purtroppo però oggi come oggi la critica si nutre di visioni stereotipe, di schemi e di modelli prestabiliti e guai a che le infrange. Scattano automaticamente, meccanicamentele solite accuse che non sto a ripeterle, ne abbiamo lette e sentite già abbastanza da averne la nausea. Volevo dire: voi accusate chiunque esprima idee un po’ diverse dalle vostre di pregiudizi razziali ma… forse gli unici ad avere pregiudizi siete proprio voi, che gudicate male (e condannnate) un libro, un innocuo romanzo (non un manifesto, non un libello!) prima di averlo letto, senza sapere cosa racconta e come, basandovi solo su ciò che hanno scritto i giornalisti o non so chi altro che a sua volta ne conosce poco più che la copertina e la quarta!
Per fortuna comunque il malinteso sembra abbastanza chiarito si sono gettate le basi per un dibattito più sereno e proficuo, finalemte basato sulla lettura e la comprensione vera del testo. Almeno questo è ciò che si auspica. Grazie Angelo per il tuo contributo e congratulazioni.

ANCHE QUI MI TROVO COSTRETTO AD ALCUNI APPUNTI (Circolo dei Comunisti).

  1. Innanzitutto, anche se mi spiace dirlo, forse per prima cosa sarebbe il caso di dare una ripassatina a grammatica e sintassi, prima di fare paragoni tra culture ed ingegni
  2. La politicizzazione del romanzo è stata fatta in primis da chi ha scelto di attribuirgli il titolo Invasione Negata (ovvio rimando alle tematiche xenofobe che tanto vanno di moda!), ed in secundis da chi ha deciso di farlo presentare da una tribuna di relatori tutti schierati politicamente su posizioni xenofobe o vicine ai movimenti xenofobi e, tra l’altro, presenti per parlare di questo e non del libro che non avevano letto
  3. Se solo le persone forti e realiste sono in grado di apprezzarlo venderà pochissime copie
  4. Forse il guaio è che noi non abbiamo pregiudizi sufficienti a prendere iniziative più drastiche nei confronti di chi esprime certe posizioni.

III° COMMENTO postato da Tumino. (e qui si rasenta la farsa NdR)

Eh sì, Cecilia: I Tumino sono i nuovi fratelli Verri di Mogliano. Noi portiamo cultura, novità e vitalità in una città bigotta e borghese, con un sindaco che non si è preso nemmeno la briga di intervenire a una presentazione così importante e i comunisti impegnati nel sabotaggio. Rassicuro comunque i miei detrattori che a Mogliano non organizzerò più nulla in vita mia, perchè la città non merita di essere nobilitata dal mio talento e da mio nome. A me si apriranno le porte di Roma e delle grandi metropoli europee. Non voglio più invischiarmi fra le nebbie e le paludi di questo luogo malsano, abitato da persone invidiose e incaaci di tributare la giusta gloria a chi la merita. Io un giorno verrò letto e studiato nelle antologie scolastiche, e a voi rimarrà l’ignominia di avermi maltrattato e allontanato dalla mia terra natia. E con questo concludo per sempre i miei rapporti con voi e con questa città-dormitorio priva di qualsasi fascino.

E QUI, DOPO AVER A LUNGO TENTATO DI RESISTERE, NON POSSO ESIMERMI! (Circolo dei Comunisti).

Come diceva Oscar Wilde “posso resistere a tutto fuorché alle tentazioni”; e qui la tentazione di rotolarsi per terra tenendo la pancia, sbellicandosi e lacrimando, mezzi soffocati dalle risate, si fa incontenibile.
In questo momento non riusciamo a rendeci conto della perdita causata alla nostra cittadina dall’intransienza razzista dei comunisti, ma ne pagheremo il fio e lo pagheranno i nostri figli: Ahi serva Mogliano, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di province, ma bordello!

Scusa Tumino: io ho provato ad interloquire con te in maniera pacata e ragionevole, chiarendo molto bene (e me ne hai dato atto) le nostre motivazioni. A questo punto temo però di essermi sbagliato: meglio sarebbe stata una bella contestazione intransigente a suon di uova e morta lì!

Chiudo con un consiglio spassionato: tanti anni di militanza ne iQuindici, con il contatto continuo con aspiranti scrittori, alcuni dei quali degni di successo, altri solo delle felicitazioni per lo sforzo, mi hanno insegnato a diffidare dei pareri di parenti ed amici su quanto si è scritto: 99 volte su cento osannano il capolavoro persino quando manca il rispetto delle più elementari regole grammaticali! Ti auguro miglior fortuna, ma ti suggerisco di attendere altri pareri, oltre a quelli di una sorella ed un editore interessato, prima di sdegnare la risposta del paesello natio.

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25 responses to “Ultracorpi – ne uccide più la spocchia che la spada

  • cecilia

    Okay, sono io, Cecilia Tumino, la sorella dell’autore. Tutti gli appunti e gli errori che avete segnalato nel testo del mio commento sono dovuti al semplice fatto che l’ho scritto di getto questa mattina presto, di fretta, indirizzandolo non a voi direttamente ma a mio fratello sul suo sito; lui a sua volta ha tagliato e incollato il testo qui a guisa di replica alle vostre opposizioni ma senza preoccuparsi di correggere eventuali refusi e imprecisioni dovute, come ripeto, alla fretta. Permettetemi di informarvi che la sottoscritta conosce la grammatica italiana (oltre a quella inglese, tedesca e francese) molto meglio di voi e che nemmeno mi mancano le conoscenze dal momento che sono laureata in storia con 30 e lode all’università ca’Foscari di Venezia. Io e mio fratello facciamo cultura da veri intellettuali… voi invece siete bravi solo a contestare, a cavillare e ad ostacolare la libera espressione del pensiero di un grande genio! Vergogna! Grazie a voi la nostra città rimarrà sempre un dormitorio di teste vuote e senz’arte né parte…

    • francyval

      Iniziare a firmarsi piuttosto di fare la parte della casuale spettatrice e della lettrice “terza” è già un passo avanti. Ciò detto, complimentandomi per la sua laurea, condivisa per altro da molti italiani ed anche stranieri (giusto per chiarire che la cosa non l’autorizza ad assumere posizioni didattiche nei confronti di chichessia), la informo che dispongo di una laurea anche io, anche la mia a pieni voti, assolutamente innovativa nel suo contesto, e che faccio per la cultura moglianese quello che posso (non vorrei vantarmi, ma è persino possibile che il mio contributo sia più utile e costruttivo di quello delle vostre genialità) pur senza pretendere di etichettarmi come “vero intellettuale”: semmai lascio che siano gli altri a decidere se considerarmi o meno tale.
      Quanto alla perdita del vostro genio… non so se davvero me la sento di dolermene, considerati i presupposti

  • CONTE DE ROTHNFELD

    Anch’io chiudo con un consiglio: cpntrolla il mio curriculum.
    Io non sono un autore esordiente. Io sono già uno scrittore con molti riconoscimenti ufficiali. Ho pubblicato testi fondamentali, anche all’esetero, e ho vinto numerosi concorsi. Sul mio prossimo libro, già pronto, ci sono interessamenti a livello INTERNAZIONALI, anche se non posso anticipare nulla.
    saluti e baci, incapaci

  • CONTE DE ROTHNFELD

    p.s i refusi sono dovuti al fatto che io scrivo ai comunisti nelle poche pause che il mio lavoro mi impone. Non ho tutto il vostro tempo libero. Non lo spreco a creare blog senza senso e a insultare gli altri…

  • francyval

    Ops: l’editore la presenta come “opera prima”, Google riporta citazioni solo relativamente a questo libro e ad una segnalazione per un racconto ad un premio per giovani scrittori; tutto il resto è relativo ad un ingegnere omonimo assassinato in Sicilia nel 1972.
    Per motivi miei ho a che fare con diversi autori più o meno affermati, alcuni tradotti anche all’estero, altri tradotti moltissimo all’estero, e si tratta dell’unico caso di autore affermato che non risulta nelle ricerche sul WEB. Si tratterà forse di pubblicazioni talmente specialistiche da non riguardare il grande pubblico?

  • Conte de Rothenfeld

    Il motivo è molto semplice, carissimo: e cioè che io, prima di “Invasione negata”, per ragioni personali che non ti sto qui a raccontare, ho sempre usato uno pseudonimo, cosa che in realtà avrei dovuto fare anche per questo ultimo romanzo. Le mie opere precedenti sono di fantascienza, pubblicate a livello internazionale. E tu che cosa hai fatto? Hai forse scritto qualcosa di notevole?

    • francyval

      Qualcosa che nessun libro potrà mai eguagliare, per quanto grande possa essere: il certificato di nascita di mio figlio.
      Per il resto, avendo una concezione di “successo”, della sua giustificazione e di chi debba eventualmente tributarlo, un po’ meno egocentrica, non starò a fare “gare di curricula” con te o altri.
      Per quanto riguarda il nocciolo della questione, chiunque è libero di leggere quanto ho scritto qui e confrontarlo con quanto hanno scritto altri (tra cui tu) e valutarne, anche in base alle proprie convinzioni, la validità. Non credo che altri aspetti possano rientrare nella questione

  • CONTE DE ROTHNFELD

    Io non sono affatto egocentrico. Io riporto dei fatti. Tu mi accusi, io rispondo. Se tu solo sapessi a quale pseudonimo è riconducibile il mio nome, arrossiresti dalla vergogna. La tentazione è forte, da parte mia, di riverlarlo; ma ovviamente non posso farlo. Spero che anche i miei più intimi amici si trattengano, compreso il buffone che ha pubblicato a mio nome alcuni interventi con lo scopo di divertirsi alimentando una polemica infinita e senza senso. Detto questo, vi saluto una volta per tutte. Sono davvero stanco di rispondervi. Vi riconosco una certa capacità critica, anche se gravemente viziata dall’ideologia. Confermo che a Mogliano non organizzerò più nulla in vita mia. Non vi importa, lo so. A voi interessano di più i comizi e le polemiche. Devo aggiungere però, in conclusione, che vi voglio bene. Se potessi tornare indietro non sarei più così arrogante nei confronti della platea. Purtroppo sono una persona piuttosto lunatica, mi lascio spesso trasportare dall’umore del momento. Se avessi parlato con più tranquillità, non saremmo ancora qui a polemizzare. L’evento è inizato male ed è finito ancora peggio. Colpa vostra all’inizio, colpa mia alla fine. Chissà se Francesco accetterebbe una mia iscrizione partito comunista. L’idea, bizzarra e surreale, mi è venuta questa mattina. Lo xenofobo Tumino si converte al comunismo, dopo un visione di Lenin in Piazza Donatori di Sangue. Fatemi sapere: le uniche tessere in mio possesso sono quella di un lap dance, ormai chiuso, e quella di un circolo per gli amatori degli scacchi, dal quale peraltro mi hanno cacciato per insubordinazione.

    Angelo Tumino (quello vero)

    • francyval

      Non sento la necessità di arrossire ulteriormente: sono già abbastanza rosso e ne sono orgoglioso, non c’è vergogna!
      Per quanto riguarda le tessere non ne accetto: semplicemente io non ho tessera quindi non vedo perchè, come e per quale fine dovrei sindacare io se accettare o meno quelle degli altri!
      Nel Circolo dei Comunisti a Mogliano è ben accetto chunque si rimbocchi le maniche e lavori con noi, ovviamente condividendo in tutto o in buona parte i nostri ideali. Non so sinceramente se e quanto tu potresti condividerli. Non abbiamo comunque dei probi viri che possano condannare posizioni o condotte: certo che nella misura in cui manca la condivisione manca anche l’accoglienza che sta alla base della condivizione del nostro lavoro politico.
      Tendenzialmente comunque non vediamo di buon occhio le doppie tessere: consideriamo la nostra politica piuttosto incompatibile con la lap dance: per quello ci sono partiti molto più aperti, non abbiamo una mentalità troppo conservatrice!

  • marina salvato

    ecchecavolo! Mi assento 3 gg per vacanza e Mogliano viene descritta direttamente come Purgatorio dantesco? Allora vediamo di riportare un po’ d’ordine….
    Caro Angelo Tumino, mi spiace non esserci stata, di sicuro avrei avuto i titoli giusti per essere una tua giudice, essendo protagonista della vita culturale moglianese ( vogliamo ricordare Oliviero Beha a novembre scorso, Boschini, per non parlare del teatro o dell’operetta o della musica contemporanea? ) Laurea in lingue con 110 e lode ( credo che pareggi quella di tua sorella in storia no? ). Alcuni di noi non hanno potuto leggere il libro PERCHE’ NON SI TROVA IN LIBRERIA. Quindi…è stato chiaro a TUTTI che la presentazione del libro con Gentilini e altri personaggi a contorno non mirava in nessun modo a far emergere il genio della letteratura italiana ( e moglianese ) ma a far vendere i libri con la polemica che è seguita. Quindi meno comments e più fatti. Consolati Oliviero Beha aveva 100 spettatori e forse ne merita qualcuno in più di te, quindi la sala non era vuota perchè i lettori erano spaventati, ma perchè il tema attira poche persone ( da Gentilini ce n’erano una trentina e quasi tutti parenti ). Di contro il libro di Stella ” Froci, negri giudei & co ” ha fatto il pienone… altra sensibilità? Se cmq tu volessi preprare un festival del libro ( magari di fantascienza?) o qualcosa di simile, fammelo sapere che sono disponibile e sicuramente ti riappacificheresti con Mogliano, che al mio precedente festival del libro fatto proprio in un quartier degradato come il SIF ha fatto 1500 euro di libri venduti in 2 gg!

  • Gianni

    Il libro di Tumino ha avuto qualche problema iniziale di distribuzione, ma adesso sarà
    presente alla Feltrinelli come alla Rizzoli. Io sono un “addetto ai lavori” e le posso garantire che sta attraendo l’attenzione non solo dell’opinione pubblica ma anche della critica. Non capisco perchè vi ostinate a screditare Tumino e a non ammettere che si tratta di un talento. Soprattutto voi, i suoi concittadini. Capisco che l’ideologia sia difficile da superare, ma, secondo me, dovreste fare un piccolo sforzo e riconoscere tranquillamente i suoi meriti. La pubblicità è necessaria, e chi la cerca non va biasimato. Tumino mi pare sicuramente un pochino egocentrico, ma anche consapevole dei suoi mezzi e per nulla sprovveduto.

    Grazie, Gianni Maniscalco

    • francyval

      Grazie per il “parere tecnico”, ma mi ostino a ripetere che l’intera diatriba non è nata dalla contestazione del libro di Tumino (che non avevo letto allora e continuo a non aver letto!) ma dalle modalità scelte per presentarlo e soprattutto dagli ospiti invitati!

  • Gianni

    Mi scusi, non sono ne’ l’avvocato di Tumino ne’ un suo amico stretto,
    però abito anch’io a Mogliano (Zerman), e devo dire che non approvo la
    vostra censura. Credo che un autore sia libero di invitare chi vuole, e che
    voi non avevate nessun diritto di impedirglielo. Gentilini è un cittadino
    come gli altri, libero di muoversi. Le vostre contestazioni devono avvenire
    nel rispetto degli altri, altrimenti vi abbassate al livello di intolleranti
    a vostra volta. Tumino è un giovane ambizioso che voleva solamente dare
    maggior visibilità al suo libro, tramite una presenza capace di calamitare
    l’attenzione. Secondo me ha ragione lui a dire che gli avete arrecato un danno.
    Il vostro disprezzo per Gentilini non è universale; anzi, a Treviso egli è molto
    amato dai suoi concittadini. Questo è un fatto, che vi piaccia o no. Siete in
    minoranza, ma attraverso azioni terroristiche volete limitare la libertà di tale
    maggioranza. Mi dispiace che Tumino abbia manifestato, per colpa vostra, l’intenzione
    di non organizzare più nulla a Mogliano in futuro. Credo che la città si sia comportata
    male nei suoi confronti. E lui ha ragione a lamentarsene. Mi creda, non è facile trovare
    autori così originali e coraggiosi. Io lavoro nell’editoria da anni, e quando mi è
    capitato fra le mani il libro di Tumino, ne ho lette le prime dieci pagine, ho sentito
    un brivido attraversarmi la schiena. Credo che egli debba ancora migliorare, e spero che
    lo faccia, ma l’energia della sua prosa è davvero potente, entusiasmante.

    grazie, Gianni M.

    • francyval

      Liberissimo di pensarla come preferisce!
      Ha ragione: c’è molta gente che apprezza Gentilini, e ce n’è molta che non lo apprezza affatto. Chi lo apprezza è libero di andarlo ad ascoltare e chi, come me, lo ritiene pericoloso per il tipo di propaganda che fa è altrettanto libero di contestarlo.
      Se uno fa il politico sa che deve accettare gli applausi come le contestazioni.
      Le nostre contestazioni sono avvenute AS-SO-LU-TA-MEN-TE nel rispetto degli altri, Tumino ha tenuto la sua presentazione e l’unico “disturbato” sono stato io: l’assessore Speranzon ha più volte cercato di impedirmi di parlare ed alla fine ha ceduto solo su pressioni dell’assessore Copparoni in seguito alla mia minaccia di andarmene.
      Quello che non è consentito, ne a le ne ad altri è affermare che il nostro comportamento è passato “attraverso azioni terroristiche”, in quanto questa affermazione implica che a suo parere io avrei comemsso un reato, visto che tale è considerato ovunque il terrorismo!
      Lei su Tumino è libero di avfere il suo parere; come vede le ho tranquillamente permesso di esprimerlo anche sul nostro sito, contestando le nostre posizioni, anche se penso che avrebbe fatto meglio ad esprimerlo sul sito di Tumino. Se ci tiene a che non smetta di organizzare iniziative a Mogliano è meglio che lo faccia sapere a lui piuttosto che a me: non credo che Tumino legga abitualmente il nostro blog a parte per quanto ha riguardato gli articoli su di lui.
      Infine la informo che, qualora Tumino organizzasse una nuova presentazione a Mogliano, non mi passerebbe affatto per la testa di contestarla. Mentre qualora la organizzasse con le stesse modalità e gli stessi ospiti previsti per quella di venerdì scorso, il mio/nostro atteggiamento sarà altrettanto intransigente.
      Che lei non sia d’accordo è chiaro: che secondo me lei sbagli anche

  • Gianni

    Rispondo a quest’ultima, poi seguirò il suo consiglio di rivolgermi soltanto al diretto interessato. Un’azione terrosistica può avvenire in molti modi: la minaccia di boiccottaggio è una di queste, anche se non la più grave. Non sarà un reato, ma ha costretto le forze dell’ordine agli straordinari. Io non contesto tanto le opinioni su Gentilini, ma la vostra mancanza di rispetto nei confronti di un autore talentuoso della vostra città, il quale, per sua stessa ammissione, ha ben poco a che fare con la politica. Non l’avrete contestato, ma ho seguito tutte le discussioni sul vostro blog e, francamente, mi pare che abbiate esagerato fin dall’inizio. Lo ripeto: non ci sono molti autori come lui, in questo tempo di decadenza culturale e di omologazione. Io sono nell’ambiente, curo gli interessi di diversi autori (non di Tumino), e le posso garantire che “Invasione Negata” è un libro che merita, nonostante vi siano presenti alcune imperfezioni e ingenuità. Io sono dell’opinione che in Italia i giovani vengano ignorati e ostacolati. Un paese di vecchi tromboni, ammalati di potere e di ideologia.
    Spazio ai giovani, anche a quelli provocatori come Tumino. Il fututo è nelle loro mani. Con la vostra contestazione avete allontanato e amareggiato un giovane: ecco il delitto che vi contesto. In nome delle vostre idee, avete mancato di rispetto a chi cerca di costruire qualcosa, fosse anche soltanto spinto da ambizione personale o egocentrismo. A me i giovani che usano la testa piacciono a prescindere, e non creda che io sia un uomo di destra o quant’altro.

    grazie, Gianni.

    • francyval

      Mi scusi: io non ho suggerito di rivolgersi solo al diretto interessato: se si capiva ciò me ne scuso e mi spiego meglio. Intendevo suggerirle di rivolgere al diretto interessato il suo invito a non “abbandonare il paese”.
      Per quanto riguarda il suo appello a fare spazio ai giovani di talento concordo assolutamente; le dirò di più: da diversi anni lavoro (volontariamente e gratuitamente) proprio per aiutare a scoprire e promuovere nuovi talenti che si nascondono in mezzo a miriadi di manoscritti che troppo spesso nessuno si prende la briga di leggere. Non amo vantarmi di chissà che meriti, ma posso garantirle di aver, nel mio piccolo, contribuito a farne emergere alcuni anche di rilievo. Non so se Tumino rientri o meno in questa “categoria”: rispetto il suo punto di vista, ma non avendo letto il libro non posso ne sottoscriverlo ne controbatterlo.
      Sul resto non posso essere d’accordo. Tumino ha ripetutamente affermato di non aver a che fare con la politica, ma ha scelto (personalmente: me l’ha detto lui stesso) una “tribuna” decisamente politica e fortemente ed uniformemente schierata per lanciare il suo libro. Libero di farlo ovviamente, ma è chiaro che una scelta di questa fatta automaticamente lo connota politicamente e lo espone alle contestatizioni (di qualsiasi genere, ma insisto, sempre pacifiche e sul piano della discussione e non “terroristiche”!) della parte avversa.
      Ciò che ha costretto le forze dell’ordine agli straordinari è stato l’intervento “a gamba tesa” dell’editore: ho raccolto il parere della giornalista che ha pubblicato la sua nota stampa ed anche quello dell’assessore Copparoni (certo non schierati sul mio stesso fronte!) ed entrambi hanno parlato di lampante esagerazione lasciando intendere – almeno in un caso – di averci “annusato” sotto una evidente esagerazione a scopo mediatico. Le dirò di più. L’editore afferma di essersi preoccupato non conoscendoci; ma quando ha rilasciato le dichiarazioni che hanno mosso tutto questo schieramento (“Tumino nel mirino dei Comunisti di Mogliano”) tra me e Tumino era già intercorso un abbondante scambio di missive nel quale si era assolutamente chiarita la natura del boicottaggio e che si era chiuso con una sua frase, credo esemplare: “fa piacere discutere con persone intelligenti”.
      Sarebbe dunque bastato che l’editore, anzichè mirare alle luci della ribalta (operazione già fatta a suo tempo con la presentazione della biografia di Gentilini su invito del sindaco Azzolini, e proprio per questo tentata pari pari), avesse consultato il suo autore e/o l’ospite (nel senso dell’assessore che patrocinava l’iniziativa) per scoprire che il Circolo dei Comunisti di Mogliano è un gruppo assolutamente “pubblico”, noto a tutti e ben distante da qualsiasi tentazione di azioni violente e/o provocatorie.
      Per parte nostra dunque – ho già avuto modo di dirlo e non ho ritegno a ripeterlo – c’è stata, al più, la leggerezza di “abboccare all’amo” della mossa provocatoria dell’editore. Ad essere sinceri avevamo anche considerato la cosa, ma tra il subire passivamente una provocazione così grave ed il correre il rischio di aumentare la visibilità dell’evento, abbiamo scelto la seconda possibilità imponendoci una presenza alla presentazione che, lo garantisco, ci saremmo altrimenti risparmiati ben volentieri

  • Gianni

    Non conosco personalmente l’editore. Non so se abbia agito con l’intenzione di farsi pubblicità oppure in buona fede. Tumino ha scritto che l’editore non c’entra niente con l’organizzazione. Ma c’è un atro aspetto della questione che, secondo me, ha maggiore importanza. E cioè la differenza Tra le persone moderate e quelle intolleranti. I moderati non vanno a disturbare gli eventi altrui, in nessun caso, anche se gli ospiti di tali eventi non fossero di loro gradimento. Si limitano a starsene a casa. Ma non voi. voi sentite il bisogno di intervenire, di disturbare, di boicottare. Ora io le chiedo: le farebbe piacere se, per esempio, venisse contestata la presenza di un personaggio della sinistra in un avvenimento organizzato dai comunisti moglianesi? Voi non permettete a Gentilni di tornare a Mogliano, perchè gli altri dovrebbero tollerare l’arrivo di un vostro rappresentante o invitato? Credete che soltanto voi abbiate motivi di contestazione e malumori? Credete che i politici della sinistra siano universalmente amati e degni di rispetto? E’ questo il punto. Se tutti agissero come voi, s arriverebbe alla guerra civile e al blocco di ogni manifestazione. Gentilini è un cittadino come gli altri, libero di muoversi. Avrebbe potuto essere presente nelle vesti di amico, critico, lettore del libro. Secondo il vostro principio, egli non potrebbe nemmeno andare liberamente al ristorante. Che fate, contestate il cuoco o il ristoratore che lo ospita?
    Il terrorismo può essere esercitato in molti modi, più o meno gravi. Il boicottaggio nei confronti di un evento pubblico è uno di questi, sebbene non certo il più pericoloso. Per concludere voglio augurare a Tumino (non si preoccupi, l’augurio verrà ripetuto sul suo sito e magari anche personalmente), ogni fortuna. Gli consiglio solamente un poca più di umiltà e di prudenza. Gli consiglio di scrivere e scrivere e scrivere, tentando di migliorarsi se mpre di più. Ho vist che, con la sorella, si è addirittura paragonato ai fratelli Verri. Beh, mi pare onstamente un’esagerazione. Però dico questo: i giovani esuberanti mi piacciono. Sarà che anch’io sono stato così, prima che la vita mi insegnasse a fare di più e a parlare di meno.
    E poi non si sa mai: e se avesse ragione?

    grazie, Ginni M.

    • francyval

      Insisto nel fatto che il termine “terrorismo” è decisamente molto (troppo) sopra le righe, ma mi fermo qui con l’argomentazione.
      Voglio invece chiarire e ribadire un punto cruciale che manca nelle sue argomentazioni: noi non impediamo a Gentilini di andare al ristorante o in qualunque altra situazione pubblica o privata che sia, una cosa del genere sarebbe un atto inaccettabile ed illegale.
      Noi siamo invece intolleranti (noti che uso il suo stesso termine!) nei confronti di un comizio di Gentilini sul “problema” immigrazione, organizzato con il patrocinio del Comune, sotto le “mentite spoglie” di un evento culturale. Le dirò di più: qualsiasi cittadino dovrebbe essere altrettanto “intollerante” quantomeno in considerazione del fatto che una corte di giustizia ha condannato Gentilini per incitamento al razzismo nei suoi comizi, vietandogli tra l’altro di tenerne. Non so se al momento la pena sia sospesa o meno, se sia in discussione in superiore istanza o meno, ma nel caso fosse già applicabile avrebbero dovuto essere i carabinieri ad impedire la cosa. Mentre se ancora non lo fosse (è possibile ed anzi probabile) credo che i cittadini abbiano ragioni per agire – ed insisto: farlo in maniera non violenta – contro un evento di questo genere.
      Non mi pare che l’abbinamento comizio di Gentilini – immigrazione possa essere considerato neutrale ai fini del nostro discorso: non per nulla è stata proprio questa presenza a scatenare la reazione e lo stesso assessore Copparoni, venuto a sapere di tale presenza, ha provveduto per tramite dell’editore ad evitarla; non credo solo per ragioni “diplomatiche”, o quantomeno il tono usato alla presentazione (io c’ero) non ha fatto intendere questo.

      Vengo alla sua domanda: “le farebbe piacere se, per esempio, venisse contestata la presenza di un personaggio della sinistra in un avvenimento organizzato dai comunisti moglianesi?”
      Certo che no, non mi farebbe piacere. Ma si tratterebbe comunque di una contestazione “politica” contro un evento “politico”. Qui la differenza sta nel fatto che si sarebbe realizzato un evento “politico” travestendolo (mi passi il termine improprio che uso solo per brevità) da evento culturale. Inoltre ammettendo che possano esserci personaggi “discutibili” in ogni schieramento, credo che molto dipenda dal contesto e dall’argomento. Mi spiego meglio (spero) con un esempio.
      Quando Gentilini ha partecipato alla inaugurazione della nuova sede della Polizia Municipale, abbiamo criticato il sindaco Azzolini per la sua fissazione a tirarlo in ballo in ogni occasione, ofrendogli in questo modo palchi impropri e dimostrando una ammirazione sconfinata che rasenta l’idolatria, ma non abbiamo contestato tale presenza ne vi è stato alcun tipo di mobilitazione per impedirla.
      In quel caso si: facendo l’ipotesi che ci avessero invitato (cosa che ovviamente non è avvenuta ne ci sarebbe stato motivo perchè avvenisse!) avremmo pubblicamente declinato l’invito motivando la cosa con la presenza di Gentilini. Probabilmente avremmo anche invitato gli esponenti di altre forze politiche a fare la stessa cosa; ma non avremmo chiamato al “boicottaggio attivo” semmai a quello passivo: non esserci ed ignorarli.
      Mi spiace: capisco il suo punto di vista, ma ritengo che sia basato su un’analisi che ignora (per volontà o per mancanza di informazioni questo non lo so) alcuni elementi che mi paiono tuttaltro che marginali e che ho cercato di spiegare sia nei miei precedenti interventi che qui sopra.

      Per quanto riguarda il confronto intolleranti vs. moderati credo che si fondi su un’uso improprio della dicotomia: qualunque moderato di buon senso è comunque intollerante verso certe posizioni, semmai la differenza sta nel dove il moderato pone il confine tra ciò che è tollerabile e ciò che non lo è rispetto a dove lo pone il radicale (inteso come diverso da moderato). Usando un caso estremo puramente a scopo esemplificativo, credo che il radicale ed il moderato siano entrambi intolleranti nei confronti della pedofilia, oppure della tortura. E nessun “moderato” sarebbe tollerante nei confronti di un evento pubblico che pretendesse di mettere sotto una luce positiva comportamenti di questo genere.
      Credo anche anche i moderati dovrebbero essere intolleranti nei confronti della propaganda razzista e/o xenofoba che continua a montare in Italia. Ma la martellante campagna mediatica in suo favore (della xenofobia) sta contribuendo a spostare sempre di più il confine tra le idee ed i comportamenti barbari ed il “normale sentimenti di rifiuto proprio di ciascuna persona per ciò che è diverso da lei” come è stato definito nel corso della presentazione.

  • Maria

    A Mogliano circola voce che Gentilini abbia chiesto a Tumino di candidarsi con la Lega Nord in vista delle prossime elezioni. C’è chi giura che lo vogliano addirittura candidare come sindaco!!!!! Non so se sia vero, però ho avuto conferma da un esponente di spicco della Lega Nord sezione Belluno. Se fosse così, Tumino dovrebbe ringraziare i comunisti di Mogliano per la pubblicità che gli hanno regalato. A me la cosa non interessa minimamente. Di Tumino dico soltanto questo: è proprio un gran bel fico!!!! Meglio di quel ciccione di Gobbo, poco ma sicuro. No avete per caso il suo numero di telefono???????????????? ;;;;;;;;;;;;;;;;;

    • francyval

      Si, me l’ha lasciato quando cercava di contattarmi per discutere sul nostro invito al boicottaggio: se si candida te lo passo! 😉
      Scherzi a parte: ha sempre detto che non “ha nulla di cui vergognarsi” e che il suo numero era sul volantino della presentazione di venerdì: vedi tu
      … E grazie per le informazioni!

  • Maria

    Per paicereeeeeee…… me lo potete inviare al mio indirizzo mail??????? grazie grazie grazie.

    • francyval

      AS-SO-LU-TA-MEN-TE NO! Mi spiace, ma non diffondo dati personali di nessun genere: c’è eventualmente l’elenco telefonico: noi non siamo un’agenzia per cuori solitari! 😉
      Come noterai ho tolto dal tuo commento l’indirizzo mail tuo (per altro sbagliato) e non pubblico quello con l’indirizzo giusto: ti riempiresti la casella di posta di spam!

  • Gianni

    Cara Maria, ti do una dritta: ho sentito proprio ieri a Radio Padova che Tumino sarà presente questa sera nella discoteca “Moito”. Non chiedermi dove si trova perchè non lo so. Se non lo avessi notato, lui ha un suo sito personale: http://www.angelotumino.jimdo.com
    Detto questo, ringrazio Francesco per i chiarimenti, anche se non condivido tutti i cavilli che, secondo me, tendono solo a nascondere la verità di un atto esagerto e sbagliato nei confronti di un giovane scrittore. La dolce Maria ha ragione su una cosa: i comunisti moglianesi, senza volerlo, hanno fatto una enorme e inattesa pubblicità ad Angelo Tumino.
    Le voci circa un interessamento della lega nei suoi confronti non mi stupiscono per niente.
    Spero soltanto che lui, così intelligente, non finisca nel tritacarne della politica e soprattutto non segua le orme di un partito che dalla cultura è lontatano anni luce.

    grazie, Gianni M.

  • CONTE DE ROTHENFELD

    Proprio come gli amici comunisti, anch’io fortunatamente dispongo di un fitto sistema spionistico che mi permette di conoscere quasi in tempo reale le mosse dei miei avversari e anche quelle delle mie fans. Mi dispiace deludere Maria, ma io sono già fidanzato. Se si tratta di una semplice curiosità a scopo di amicizia, non c’è problema. Al Mojito però sarà presente la mia ragazza, motivo per cui scoraggio eventuali azioni sentimentali nei miei confronti, che potrebbero arrecarmi un danno maggiore di quello subito dai boicottaggi comunisti in occasione della presentazione del libro. Posso rinunciare a Gentilini, ma non alla mia ragazza. Ringrazio Francesco per la dicrezione.

    Angelo Tumino

    • francyval

      Figuriamoci: faccio formazione sulla legge sulla privacy ci mancherebbe solo che la violassi su questo blog!
      Premettendo che i commenti sono sempre ben accetti, Vi pregherei però di intrattenerci, se volete, con argomenti meno “futili”: cerchiamo di parlare di politica qui dentro! 😉

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