Archivi del mese: novembre 2010

Non da abbattere, non da proteggere: da mantenere!

C’è chi dice che la Costituzione Italiana vada riformata, chi dice che vada difesa. Personalmente – ed in questo devo ammettere che lo spunto mi è venuto dal bel discorso di Saviano di ieri sera – credo che invece vada mantenuta. Si, perchè la nostra Costituzione non è solo la base legale del paese, ma è nel suo insieme una promessa che i padri fondatori hanno fatto al popolo italiano a nome della Repubblica… E la Repubblica siamo noi!

Stavo cercando di riassumere i termini di questa promessa, per dimostrarne la valenza, ma il riassunto è compito arduo e probabilmente traditore: meglio dunque un ripasso generale, per chi l’avesse scordata…

Art. 1

L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.

Art. 2

La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

Art. 3

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Art. 4

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Art. 5

La Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali; attua nei servizi che dipendono dallo Stato il più ampio decentramento amministrativo; adegua i principi ed i metodi della sua legislazione alle esigenze dell’autonomia e del decentramento.

Art. 6

La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.

Art.7

Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
I loro rapporti sono regolati dai Patti Lateranensi. Le modificazioni dei Patti accettate dalle due parti, non richiedono procedimento di revisione costituzionale.

Art. 8

Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.
Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l’ordinamento giuridico italiano.
I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

Art. 9

La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica.
Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.

Art. 10

L’ordinamento giuridico italiano si conforma alle norme del diritto internazionale generalmente riconosciute.
La condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali.
Lo straniero, al quale sia impedito nel suo paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto d’asilo nel territorio della Repubblica secondo le condizioni stabilite dalla legge.
Non è ammessa l’estradizione dello straniero per reati politici.

Art. 11

L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Art. 12

La bandiera della Repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a tre bande verticali di eguali dimensioni.

Non è strano che certe cose debba ricordarle un comunista?!


Pesi, misure e appuntamenti

Non ci piace il regolamento comunale approvato quest’anno che nega la disponibilità dello spazio in piazza ai banchetti ed ai gazebi delle forze politiche in occasione di altre manifestazioni. Non lo riteniamo utile, democratico e soprattutto giustificato.

Ma tant’è: il regolamento c’è ed abbiamo dovuto adattarci obtorto collo: ad esempio questa domenica avevamo previsto di essere in Piazza Caduti con il nostro gazebo, per proseguire la raccolta di firme antinucleare, ma ci hanno negato il permesso a causa della presenza del mercatino di natale.

La cosa è sinceramente seccante – anche perchè più si avvicinano le festività più frequenti saranno gli eventi pubblici – ed impedisce tra l’altro di sfruttare l’afflusso di persone legato a questi eventi per raggiungere più gente. Comunque ci siamo adeguati.

Peccato però che, chi avesse fatto un giro in Piazza Caduti domenica mattina, avrebbe avuto modo di notare come, sul marciapiede di fronte a quello che normalmente occupiamo noi, era presente un gazebo targato carroccio che, approfittando del mercatino e del monopolio di fatto della comunicazione politica, si faceva beffe delle norme volute dalla giunta leghista moglianese.

Stiamo provvedendo a contestare la cosa ed a richiedere spiegazioni in proposito: vi terremo aggiornati.

Intanto il prossimo appuntamento è per martedì 30 novembre alle 19.00 in Comune. Si terrà il Consiglio Comunale già rimandato a causa delle divisioni che spaccano la maggioranza. I temi all’ordine del giorno sono tanti e sono caldi: dalla vendita dell’SPL alla convenzione che tiene in vita alcune iniziative culturali e solidali.
E naturalmente ci sarà da capire se ancora una volta le spaccature saranno ricomposte in nome delle poltrone o se finalmente questa amministrazione si farà da parte!

NON MANCATE


Se potessi avereeeee…

… mille lire al mese, diceva la canzone.

Il nostro (per ora) sindaco è ancora più chiaro: questa maggioranza è forte e coesa, in grado di mantenere tutte le promesse fatte in campagna elettorale ai cittadini, pronta a realizzare di tutto e di più… se solo avesse i soldi!!!

Grandiosa l’immagine che ha usato, ricorda i poeti del rinascimento arabo: “siamo come leoni in gabbia”, pronti a fare qualsiasi cosa purchè ci diano i soldi o ci permettano di indebitarci! Purtroppo c’è questa gabbia del patto di stabilità che ci impedisce tutto. Potete sentire le sue dichiarazioni (speculoalpinismo lo definirei, coniando un neologismo che penso possa arrivare chiaro a tutti) nel filmato della conferenza stampa tenuta ieri che è pubblicato sul sito del comune (solo la sua dichiarazione: le domande no. Come mai? Forse che i giornalisti non se la siano sentita di infierire contro il leone in gabbia?!).

Ed ecco che i nodi dei moderni manager vengono al pettine: è che non ci danno i soldi, altrimenti faremmo faville!

Peccato che i cittadini hanno eletto lui e la sua giunta, non per sventolare fazzoletti verdi innaggiando alla sicurezza ed al Piave, in compagnia di Gentilini, intorno ad una pista di pattinaggio sul ghiaccio mentre fanno polemiche con le associazioni di volontariato; ma nella speranza di ottenere una gestione accorta dei pochi soldi a disposizione dell’ente locale, con l’obiettivo di migliorare la vita!

finora, quando credevano che i soldi ci fossero o ci sarebbero stati, si son lavati la bocca con l’inanità dell’opposizione, con lo spreco dei fitti contrapposto all’illuminato acquisto degli immobili, con le spese più assurde in un periodo di crisi generalizzata.

E per contro, pur di far cassa e dimostrare che (spendendo) erano in grado di far le cose promesse, alienando il patrimonio pubblico, caricato su una SPL che adesso vogliono liquidare (insieme al patrimonio alienato?!), rinunciando al governo del territorio. Hanno lasciato mano libera a Molius e poi fatto l’asta per portarsi a casa i soldi: l’asta è andata deserta e l’area ex Macevi si salverà (forse) solo grazie alla sovrintendenza ai beni culturali; ma intanto, per quanto riguarda il comune, Molius ha carta bianca.

Adesso ci vengono a raccontare che la crisi sfiorata (per il momento: vedremo se conclamata tra poco) non ha a che vedere con le poltrone, anche se un rimpasto è in agenda (sic!) ma con la garanzia che non è prioritario!

Il guaio è che questi stanno giocando con il destino del nostro paese, e quindi con quello di tutti noi, altrimenti ci sarebbe da sbellicarsi dal ridere!


Noi non ci stiamo!

Emergency, insieme ad altre associazioni, sta raccogliendo firme per aderire all’appello contro la legge per la stabilità che ridurrebbe il tetto massimo di 100 milioni di euro i fondi da destinare al 5×1000 per l’anno 2011.

In automatico quello che va oltre è versato nelle casse dello stato contrariamente al volere di chi a chiesto la destinazione.

Questo significa che non verrebbe rispettata la volontà dei cittadini a versare una quota maggiore dei 100 milioni perché i soldi in più verrebbero trattenuti dallo stato!

Se ritenete opportuno aderire vi riportiamo il link: www.iononcisto.org

Passate parola, grazie!


Gli ultracorpi non invadono gratis

Stavamo sfrugugliando nell’Albo Pretorio (online) del Comune di Mogliano: ogni tanto lo facciamo a caccia di qualche notizia e, più di una volta, la nostra caccia è risultata fruttuosa.

Questa volta ci siamo imbattuti nella delibera di giunta che autorizza la concessione del patrocinio del Comune a “Edizioni Anordest s.r.l.” per la presentazione del libro dello scrittore moglianese Angelo Tumino di cui si è a lungo dibattuto in questo blog, in sala e sulla stampa quotidiana. Per la verità siamo andati a leggerla solo per curiosità, ma ficcare il naso è risultato utile: abbiamo scoperto una cosa strana….

Nella delibera di giunta non viene concesso solo il patrocinio (che non si nega a nessuno!) e l’uso gratuito della sala del Centro Sociale (anche questa una concessione normale), ma anche un contributo di 720 euri a titolo di compartecipazione rimborso spese, da imputare nel capitolo 9155 articolo 135 ‘Contributi ad associazioni sul territorio’“.

In primis fa sinceramente strano che una Società a responsabilità limitata (Srl) per giunta di Villorba, possa ricevere un contributo “ad associazioni sul territorio” non trovate?! Non è un’associazione, non è di Mogliano… Insomma: non sappiamo bene come sia definita questa voce di bilancio, ma vista così pare un po’ tirata, converrete con noi. Eppure la delibera riceve parere favorevole dal vice segretario comunale Roberto Comis nella sua qualità di Responsabile del Servizio Finanziario, e dichiarata immediatamente eseguibile
Con tante associazioni moglianesi che, grazie al loro lavoro volontario fanno cose egregie e non vedono un centesimo dal comune…

Ma se si trattasse solo di questo potremmo passare per i soliti komunisti polemici, che stanno lì a fare pelo e contropelo ad ogni decisione della giunta solo perchè monocolore leghista… Ah: che sia un monocolore leghista non è una nostra fissa:  cito il capogruppo dei Giovani per Mogliano che dice “se avere sindaco e vicesindaco della Lega Nord significa che a Mogliano c’è una giunta monocolore, allora ci ritireremo e andremo a proporre una verifica” (la Tribuna di Treviso del 21/11/2010 a proposito dell’SPL).

Il fatto è che nelle premesse della delibera si dice che si decide di “concedere il patrocinio richiesto e autorizzare – dato atto che al pubblico presente verrà consegnata gratuitamente una copia del libro – l’erogazione di un contributo massimo e comunque compatibile con le effettive disponibilità di bilancio anno 2010 di euro 720,00=”.
Considerate che fino al 5 dicembre p.v. la delibera è esposta nell’Albo Pretorio (Registro albo: 1405; Data documento: 21-10-2010; Numero atto: 328; Inizio pubblicazione: 19-11-2010; Fine pubblicazione: 05-12-2010) e direttamente scaricabile dalla versione online di questa vetrina semplicemente cliccando qui. (visto che alla scadenza della pubblicazione il documento non sarebbe più accessibile ne abbiamo scaricato una copia che potete vedere qui: Copia locale della delibera). Insomma non pretendiamo che vi fidiate: potete controllare con i vostri occhi.

Il Comune di Mogliano paga la distribuzione gratuita di un libro ai cittadini che partecipano alla presentazione?! Insomma: mica molto corretto, trattandosi di fatto di un’operazione di marketing della casa editrice già il patrocinio non è che fosse totalmente giustificato, ma poteva passare, ma l’acquisto di copie decisamente no!
Inoltre il prezzo di copertina del libro è pari a 13 euri, normalmente per acquisti di grandi numeri (e qui parliamo addirittura di un contributo ad un’offerta gratuita!) le case editrici fanno uno sconto almeno del 30% e dunque scendiamo a circa 9 euri, quindi il contributo del comune paga ben 80 copie, trattandosi di un contributo alla casa editrice dovrebbe coprire.. diciamo un 50% delle spese?! E quindi altre 80 copie dovrebbero  metterle loro che fanno 160 copie da distribuire gratuitamente… Peccato che in sala ci fossero al massimo una trentina di persone!

Ma non finisce qui.

Noi alla presentazione c’eravamo e posso garantirvi che nessuno ci ha offerto una copia gratuita del libro! Anzi: una compagna ha deciso di prenderlo per tagliare la testa al toro visto che ci accusavano di posizioni preconcette senza nemmeno averlo letto. Bene: per sicurezza le ho appena fatto un SMS per averne conferma: lo ha pagato!

Ma allora ci chiediamo se quei soldi alla fine siano stati effettivamente erogati oppure se, colta da scrupoli vista la dura contestazione che avevamo mosso, la casa editrice vi abbia rinunciato… Ma, se sono stati erogati, che fine hanno fatto?!


Rifondazione (senza specificativi)

Il primo congresso della Federazione della Sinistra si chiude con appelli all’unità: unità della sinistra cosiddetta radicale, unità verso il centrosinistra – appello al PD ad effettuare chiare scelte di alleanze a sinistra; unità con SeL, unità nel fronte anti berlusconiano. L’unità insomma è la parola d’ordine, e non possiamo che sottoscrivere queste indicazioni, ma non senza porci qualche domanda.

La prima e fondamentale domanda si riferisce ad una questione esiziale: quali sono, o meglio a quale livello si collocano, i motivi delle catastrofiche divisioni che hanno portato la sinistra ad una condizione tale da dover porre l’unità come obiettivo dirimente tra il continuare ad esistere oppure estinguersi?

Non si tratta di una domanda faziosa ne benaltrista, ma di una pressante necessità di chiarezza: unità è termine troppo generico se non viene associato a chiari obiettivi strategici che dicano quale sia il fine di questa (o meglio di queste) unità. Così come sinistra, termine che ha molti significati che spaziano dalla direzione ai presentimenti negativi (che aria sinistra!), ma che in politica è ancor più ambiguo che nel dizionario corrente e rischia, nella sua ambiguità, di trascinare la condizione attuale di sfarinamento verso un vero e proprio baratro.

Federazione della Sinistra, Sinistra e Libertà, alleanza di Centro – Sinistra. Come e quanto questi tre usi dello stesso marcatore – Sinistra – hanno riferimenti comuni?

Nella Federazione della Sinistra il richiamo alle comuni radici del patrimonio socialista e marxista è evidente nei nomi stessi degli aderenti. In Sinistra e Libertà non ho affatto chiaro quale sia la radice del concetto: certamente per un limite mio, scarsa conoscenza del dibattito che anima questa forza. Ma ricordo anche l’elenco dei valori della sinistra fatto da Bersani nella seconda puntata di “Vieni via con me” (il programma di Fazio e Saviano) ed ancor più l’interessante analisi che ne fa il collettivo Wu Ming su GIAP e che invitiamo a leggere insieme (se avete il tempo) alla discussione che ne è sorta. Si vede un Bersani che, lungi dal definire una breve e chiara sintesi di valori, rincorre un concetto tentando di giungervi per differenza ed approssimazioni successive, che di chiaro hanno solo l’impossibilità di dare una definizione sufficientemente condivisa.

Serve dunque una nuova analisi della società attuale, prima ancora che delle forze in campo, che sappia trarre dalla comprensione dei problemi e dall’individuazione delle strade percorribili per risolverli, o quantomeno governarli,  un frame (come è di moda dire: in italiano cornice!) che definisca e delimiti i confini di questo concetto altrimenti astratto e troppo stirabile in qualsiasi direzione a seconda delle comodità del momento.

Ha ragione – a mio parere – Niki Vendola quando richiama la necessità di un nuovo vocabolario; serve un vocabolario, direi quasi una cassetta degli attrezzi, che abbandoni le definizioni ammuffite ed ormai private di qualsiasi significato, per declinare in maniera chiara e precisa  il “Che fare?” ma anche un “Dove vogliamo andare?“, che da molto tempo a questa parte sono stati tralasciati sull’onda di movimentismi e contrapposizioni che, pur essendo spesso sacrosanti – per carità! – risultano effimeri ed esposti alle scorribande dei poteri, veri o presunti, che possono cavalcarli.
Così le rivendicazioni dei lavoratori possono diventare ondate xenofobe in mano alle Leghe che additano lo straniero come ladro di lavoro; quelle ambientaliste trasformarsi in cavalli di battaglia di elite industriali (se veda il “nuovo modello di sviluppo” proposto da Tomat ed altri per il Veneto); le spinte libertarie in giustificazioni della globalizzazione e dello sfruttamento dell’uomo sull’uomo; le lotte dei comitati contro le grandi infrastrutture in Nimby Movements che si risolvono nello spostare altrove il problema.

O ci mettiamo in condizione di offrire una visione ed un obiettivo, di indicare le strade per provare a raggiungerlo e di valutare le forze in campo per percorrerle, oppure tanto vale che ci rassegnamo a rappresentare le ultime convulsioni di un’ideologia superata dalla storia perchè non più in grado di delineare una prospettiva.


Compagni che sbagliano: prendiamo le distanze

Scottati da precedenti esperienze, in cui siamo stati accusati di fomentare posizioni a forte rischio di violenza, riteniamo doveroso prendere immediatamente le distanze da coloro che, incapaci di individuare il limite tra il sacrosanto sdegno e l’atto violento, titillano la rabbia popolare con il rischio (o la voglia) di innescare pericolose derive extra legali.

Veniamo al dunque. Giusto ieri abbiamo condannato fermamente il documento pubblicato dal Corriere della Sera nel quale alcuni bei nomi veneti, tra cui il presidente di confindustria, chiedono un “nuovo modello di sviluppo” non rispettoso dell’ambiente, ma ancora e sempre orientato alla spesa sulle grandi opere di cementificazione; questa volta idrauliche anzichè stradali o ferroviarie, ma sempre di cementificazione si tratta!

Da qui a chiedere la legge marziale e la fucilazione, immediata, sul posto, degli sciacalli come hanno fatto Muraro e Gentilini il passo è tutt’altro che breve. Come si dice: deve passarne di acqua sotto i ponti (o forse sopra?).

Vogliamo sia chiaro che le nostre critiche nulla hanno a che vedere con queste derive extra giudiziali. Prendiamo fermamente, chiaramente e pubblicamente le distanze da questi compagni che sbagliano!


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