Compagni che sbagliano: prendiamo le distanze

Scottati da precedenti esperienze, in cui siamo stati accusati di fomentare posizioni a forte rischio di violenza, riteniamo doveroso prendere immediatamente le distanze da coloro che, incapaci di individuare il limite tra il sacrosanto sdegno e l’atto violento, titillano la rabbia popolare con il rischio (o la voglia) di innescare pericolose derive extra legali.

Veniamo al dunque. Giusto ieri abbiamo condannato fermamente il documento pubblicato dal Corriere della Sera nel quale alcuni bei nomi veneti, tra cui il presidente di confindustria, chiedono un “nuovo modello di sviluppo” non rispettoso dell’ambiente, ma ancora e sempre orientato alla spesa sulle grandi opere di cementificazione; questa volta idrauliche anzichè stradali o ferroviarie, ma sempre di cementificazione si tratta!

Da qui a chiedere la legge marziale e la fucilazione, immediata, sul posto, degli sciacalli come hanno fatto Muraro e Gentilini il passo è tutt’altro che breve. Come si dice: deve passarne di acqua sotto i ponti (o forse sopra?).

Vogliamo sia chiaro che le nostre critiche nulla hanno a che vedere con queste derive extra giudiziali. Prendiamo fermamente, chiaramente e pubblicamente le distanze da questi compagni che sbagliano!

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