Il libro, la spesa, le procedure ed il senso

Ormai è ufficiale: il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, ha annunciato che l’amministrazione distribuirà gratuitamente a tutti gli alunni delle scuole primarie del Veneto una copia della bibbia. Questo pare sia indipendente dal fatto che si avvalgano o meno dell’ora di religione cattolica apostolica romana.

Riteniamo che un provvedimento di tal fatta sia demenziale, antidemocratico, contrario ai principi costituzionali ed a qualsiasi principio etico e morale. Pretendere di imporre un’idea religiosa, con la quale tra l’altro il partito del presidente non riesce a spartire nemmeno i fondamenti di carità e rispetto, attraverso l’imposizione di un testo sacro – per giunta in una versione discutibile e discussa da molti altri credi anche cristiani! – ha come unico risultato l’irrigidimento delle posizioni contrarie e lo sperpero di danaro pubblico.

Chiediamo che tutti coloro che in Consiglio Regionale si riconoscono nei principi della democrazia e della laicità dello stato – al di là delle sigle di appartenenza – si adoperino per fermare la minacciata distribuzione.

Chiediamo inoltre di sapere a quanto ammonti la spesa prevista per questa non richiesta distribuzione e da quale capitolo di spesa sara sottratta la cifra necessaria. Nel caso in cui tali fondi siano stanziati dalle spese previste per l’istruzione chiediamo che sia fatta luce su quali tra le innumerevoli necessità della scuola pubblica (e privata!) sarebbero eventualmente sacrificate alle smanie integraliste della Lega Nord e dei suoi accoliti.

Chiediamo di sapere dove e da chi sarebbero eventualmente acquistati questi libri, se sia stata indetta una regolare gara, che garanzia sia stata richiesta sulla qualità materiale e di contenuti dei testi prescelti. Se sia stato valutato l’impatto di questi testi sui bambini a cui si pretende di imporli; se il modo di porgerne i contenuti sia adatto all’età della fascia di pubblico che si intende colpire e da chi sia stata eventualmente effettuata questa valutazione.

Crediamo che, indipendentemente dalla propria fede religiosa, tutti i genitori dovrebbero rifiutare questa donazione fatta con i soldi degli altri rispedendo il testo al mittente.

Anzi: riteniamo che proprio i cattolici che si ritengono effettivamente tali, dovrebbero per primi indignarsi di fronte a questo arrogante tentativo di imporre la loro fede a chi non l’abbia scelta in modo spontaneo.

Non solo ma crediamo che proprio i cattolici, che in questo periodo lamentano il previsto taglio ai sussidi alle scuole paritarie, dovrebbero per primi incazzarsi all’idea che mentre si toglie loro il finanziamento per la formazione orientata religiosamente, si pretenda di sperperare danaro per tentare di imporne l’idea in maniera  demagogica e patetica quanto ignorante.

Crediamo che rifiutare questa manovra sia segno di civiltà, tolleranza, rispetto di tutti i credi e tutte le fedi, vero segnale di amore per il prossimo e ricerca di dialogo

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