Archivi del mese: gennaio 2011

Donazzan: l’antifascismo non è un valore

Riportiamo un post dal sito La scuola è nostra! del Comitato genitori e insegnanti x la scuola pubblica di Padova e Provincia, che conferma e rafforza quanto stiamo dicendo da un po’ di tempo a proposito delle posizioni di chi detiene le chiavi (e la borsa) delle politiche culturali ed educative in Veneto.

Postiamo una lettera che ci è arrivata ieri. Mette un altro tassello nel quadro di un’Italia, e di molti personaggi, che vanno proprio in direzione opposta a quella che sembra giusta a noi e per la quale noi, caparbiamente, vogliamo continuare a lavorare.

Vi scrivo perché l’indignazione che provo ormai risulta insopportabile: questa mattina la mia scuola (di Vicenza) era intasata da centinaia di fascicoli della rivista “Stile Italiano” della Giovane Italia; l’editoriale è firmato dall’assessore regionale veneto Elena Donazzan e il titolo è “L’antifascismo non è un valore”.
Questa volta non ho letto l’articolo, ho fatto per una volta come milioni di italiani che si fermano al titolo e ho pensato che il messaggio in fondo è semplicemente questo, al di là delle argomentazioni proposte.
Non ho parole che esprimano il senso di rabbia e di impotenza che provo e che proviamo noi che cerchiamo di trasmettere i valori costitutivi della nostra nazione. Ormai la misura è colma, dopo che sono stati messi all’indice gli autori che io amo oppure ammiro o semplicemente sono contenta che esistano! Non sarà l’ora di chiedere le dimissioni di questa signora?

Beatrice Peruffo

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Belle figure che facciamo nel mondo

Senza (altre) parole per il momento: ma non mancheremo di continuare a seguire la cosa e di chiedere a gran voce le dimissioni di chi dovrebbe governare la cultura e pretende di metterla al rogo!

La Liga Norte esconde los libros que no le gustan (El Pais domenica 30/01/2011)

La biblioteca municipal de Preganziol -media hora de tren desde Venecia, 15.000 habitantes entregados al cuidado de sus pequeñas empresas, sus jardines y a una muy selectiva recogida de basura- no parece la primera línea de una guerra. Sin embargo, la enésima polémica entre la derecha que gobierna el país y el mundo de la cultura que intenta contarlo se libró en esta zona de burguesía laboriosa. En concreto, en su biblioteca pública: de sus estanterías desapareció el libro más famoso de Roberto Saviano, Gomorra. Una de las empleadas ha denunciado que “desde lo alto” le ordenaron deshacerse del volumen, después de que en televisión el autor dijera que la mafia busca complicidad con la política, lo que significa, en estas tierras plácidas y ricas, con la Liga Norte.

El alcalde Sergio Marton, del mismo partido derechista, ha rechazado la acusación de censura. Su secretario provincial Gianantonio Da Re, en cambio, echa leña al fuego: “Los libros de ese escritor los habrá comprado la precedente Administración de izquierdas. Mejor meterlos en el sótano, a lo mejor algún ratoncito se los roe”.

La que Saviano define como la máquina del fango (si el poder no está de acuerdo con una opinión, la destruye) consume su enésimo acto en estas dos habitaciones repletas de libros, entre la oficina de correos, una escuela y casitas adosadas, en la calle Antonio Gramsci, fundador del Partido Comunista. Justo ahí, el jueves hubo una protesta contra la censura. “Ni el alcalde ni nadie va a decidir lo que yo puedo leer o no”, decía Mariella Frigo, de 64 años, ama de casa. “Soy moderado, tirando a derechas. Pero los políticos se han pasado de la raya”, señala Giuseppe, de 70 años, cardiólogo jubilado. No se refiere solo a este incidente. Preganziol no es un caso aislado.

Está en marcha otra cruzada de la Liga Norte y el Pueblo de la Libertad, aliados en el Ejecutivo de Roma y fuertemente arraigados en el norte (sobre todo en Véneto y Lombardía). A principios de 2004, un centenar de intelectuales firmó un manifiesto sobre el terrorismo rojo y negro que ensangrentó los años setenta y ochenta. Pedían, entre otras cosas, el perdón de Cesare Battisti, miembro de un grupo de extrema izquierda, condenado por el Supremo a cadena perpetua por cuatro asesinatos y exiliado en Brasil. A finales de 2010, el presidente Lula se negó a extraditarlo. El Gobierno italiano no obtuvo su victoria diplomática, pero empezó la caza de brujas.

Los que firmaron quedaron proscritos. Daniel Pennac, Valerio Evangelisti, Massimo Carlotto, Tiziano Scarpa, el colectivo Wu Ming, el mismo Saviano (que luego quitó su firma)… Siete años más tarde se convirtieron en “malos maestros”. Raffaele Speranzon, berlusconiano concejal de Cultura de la provincia de Venecia, propuso quitar de las bibliotecas las obras de estos autores (novelas y cuentos). La concejal regional de Educación, Elena Donazzan, hace unos días amenazó con enviar una carta a todos los directores de escuelas para que sus alumnos no leyesen esos libros. No lo hizo, pero animó al “boicot cívico”. “La semana pasada abrí Libero [diario del hermano de Berlusconi] y vi mi nombre encabezado por el título: ‘Los amigos del asesino”, comenta Stefano Tassinari, escritor y dramaturgo. “Mi única culpa es tener una opinión distinta a la del poder”. “La cuestión no es solo folclórica. Describe un país que no sabe aceptar su pasado. Si no compartes su visión, estás fuera”, comenta un miembro de Wu Ming.


Chi è causa del suo mal

In attesa degli sviluppi delle rivolte che ormai infuocano una buona parte del nord Africa e del medio oriente, l’Europa, ed ancor più il governo italiano, dimostrando la consueta lungimiranza e visione strategica, non sanno che pesci pigliare.

Non più tardi dell’altro ieri il ministro degli esteri Frattini auspicava un lungo e saldo regno a Mubarak che continua a considerare campione della democrazia in medio oriente: dove si dimostra una volta di più (se fosse necessario) la grave confusione esistente tra il termine “democrazia” ed il concetto “fare gli interessi dei ricchi paesi occidentali“.

L’Algeria è difesa (il suo attuale regime è difeso) in quanto fornitrice di gas; la Tunisia come baluardo contro l’islamismo ed entrambe come diga all’imigrazione dall’Africa.

Le cose da quelle parti sembra stiano cambiando. Il popolo si ribella, studenti ed intellettuali sono spesso, se non sempre, in prima fila. I movimenti islamici non paiono riuscire a mettere il cappello su quelli che continuano a sembrare movimenti laici e prevalentemente libertari. La crisi economica che qui da noi preme duramente in questi paesi rappresenta fase di passaggio tra le  ristrettezze e la miseria vera e propria.

E noi continiamo a far finta di nulla in trepida attesa di capire se la repressione armata e la chiusura dei pochi spazi di libertà riusciranno a stroncare la rivolta oppure no. Continuiamo a fare il tifo per regimi spesso corrotti, sempre e comunque psudo monarchici, decisamente anti liberali, ma comunque funzionali al mantenimento di uno status quo di oppressione decisivo per gli interessi, non certo democratici, dei cosiddetti “paesi avanzati”.

Pensiamoci. Non serve certo un profeta per dire che, se i movimenti che infiammano le strade dovessero vincere, anche noi saremo messi di fronte alle nostre colpe e responsabilità. Poi ci sarà chi griderà all’invasione, chi smanierà contro l’integralismo, chi rinnoverà il pericolo africano.

Se potranno sbraitare su tutti questi rischi sarà perchè ce li siamo cercati o quantomeno non abbiamo fatto nulla per aiutare queste popolazioni nella loro sacrosanta lotta per la libertà.

Chi è causa del suo mal pianga sé stesso


Celtiche e roghi vs. libertà e cultura

L'assessora Donazzan con la celtica al colloRilanciamo – senza assolutamente tentare di riassumere perchè sarebbe comunque una perdita! – il bel riepilogo di fatti, prese di posizione, avvenimenti, persone e lerciume vario che GIAP pubblica per tenere il filo degli eventi che si sono suceduti in questi giorni frenetici di rigurgiti fascisti e reazione democratica.

Da leggere, senza mancare di usare i link che rinviano a filmati ed approfondimenti provenienti da varie fonti. Lo trovate qui:

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2840

Tra l’altro riporta la foto che vedete qui, dalla quale abbiamo provato ad ingrandire (con risultati purtroppo non chiarissimi) il piccolo particolare della catenina dell’assessora che ci dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, in quali mani sono i nostri figli, le scuole che dovrebbero educarli e più in generale le politiche culturali del Veneto.Il pendaglio al collo dell'assessora

Sempre da questa fonte apprendiamo della Mozione 423 presentata al Consiglio Comunale di Venezia dall’altro campione della censura fascista: l’assessore Speranzon che in altre occasioni ha accusato noi di intolleranza per aver protestato di fronte alla presentazione fascista e razzista di un libro razzista.

E’ tornato alla carica con la richiesta di vietare la concessione gratuita di spazi pubblici (finché si paga si paga!) agli scrittori compresi nella sua lista nera. L’ha fatto con tale attenzione e luminosa lungimiranza da dimenticare alcuni autori, introdurne altri citati malamente, dimenticare che tra i firmatari non c’erano solo scrittori, ma molte altre personalità ed anche un bel po’ di gente comune (sono orgoglioso di annoverarmi tra costoro!).

Di fronte all’atteggiamento ed alla cultura di costoro non possiamo che ribadire fermamente la posizione già espressa: scuse o ritirate strategiche non bastano, Speranzon e Donazzan devono andarsene, rassegnare le dimissioni e restituire la cultura alla sua libertà!

Chiudiamo con una nota piacevole e battagliera: la bella poesia che Lello Voce ha letto alla manifestazione di Preganziol dedicandola alla nostra lotta comune. La poesia, come tutta l’opera di Lello, è pubblicata con licenze Creative Commons e dunque può essere liberamente riprodotta purchè si citi la fonte: in questo caso Alfabeta2 di gennaio-febbraio. Godetevela e diffondetela!

Da sinistra a destra: Serge Quadruppani, Lello Voce e Massimo Carlotto (tratta da GIAP)

Perché è oggi assolutamente necessaria una Rivoluzione Fragile

perché sulle gru sui tetti al colosseo al senato all’università perché
per pensare parlare sognare fare figli perché più che mai occorre
fare di tutti i fasci un’erba ricordarsi della memoria e di chi la serba
perché non la servitù ma la democrazia non la casto-crazia né la mono-
archia perché si è donna o invece no o invece un po’e un po’ né sì né no
perché immaginare un futuro perché scalare il muro perché che c’è
da perdere se non in tv né c’è un verso vivendo così a tempo perso…

(perché chi commette il male non è responsabile

                                         solo del male che compie ma del turbamento

                                                                          in cui induce l’anima dell’offeso)

ed anche se la frase qui sopra l’ha scritta un cattolico e dunque
non sarebbe da fidarsi ma val ben la pena per una volta di farli
passare per la cruna dell’ago ed anche se sembra (e sembra vero)
che sia meglio cinico o economico o realistico anche se dicono
che mafia comune è mezzo gaudio anche se alla fine mangi ti vesti
vai al mare hai l’auto ma ti manca sempre quello che ti manca
anche se chi ti odia ti fa vergognare di come lo odi o di come
lo voti ed anche se qui da noi una rivoluzione non c’è mai stata…

(perché dopo marx non è venuto aprile

                            ma dicembre e poi di nuovo novembre

                                                    e ancora aspettiamo un nuovo marx)

perché chi paga rompe e i cocci sono nostri…

(perché non vogliamo tutto ci accontentiamo

                                    di una parte quella essenziale

                                                               ma la vogliamo tutta e subito)

per esempio scuole ospedali terre e cieli parole musiche corpi
vecchi bambini per esempio dignità verità sulle stragi separare
i morti i colpevoli e gli innocenti le ragioni ed i torti chi ha visto chi
non ha detto per esempio tagliarla corta con privilegi troppo lunghi
per esempio lavoro diritti il diritto di dire: vogliamo le somme i dati
sian dati per esempio noi siam quasi tutti e non siamo una massa
e qualcuno di LorSignori anzi proprio tutti che passino alla cassa:

 

perché ciò che è fragile è tagliente definitivamente imprevedibile
                                                                                                       intelligente…


Improvvidamente

Non intendo dare ulteriore fiato ad una polemica creata a priori, ho inteso non inviare alcuna lettera a supporto del giudizio di condanna dato da tutte le Istituzioni italiane con in testa il Capo dello Stato, per chiudere con il mio Presidente di Regione Luca Zaia,  che hanno giustamente definito Battisti un delinquente. L’intento è stato raggiunto: isolare nei fatti e nei giudizi quanti, mi auguro improvvidamente, hanno inteso sostenere l’impunità di Battisti

Questa è la parte saliente della dichiarazione rilasciata ieri dall’assessora Donazzan annunciando la marcia indietro sulla sua intenzione di far bandire dalle scuole i libri degli scrittori che firmarono l’appello contro l’estradizione dalla Francia di Battisti.

Quindi finalmente comprendiamo che la signora Donazzan non è fascista come pareva, la sua era solo una clamorosa iniziativa volta a sostenere (“lettera a supporto“) i giudizi espressi dal Capo dello Stato e dal Presidente della Regione (che gliene saranno certamente grati).

Finalmente tiriamo un sospiro di sollievo: temevamo che l’istruzione e la cultura in Veneto fossero in mano a nostalgici di Salò ed invece si tratta solo di tentativi di riconciliazione, incendiari di libri ed invece si tratta solo di clamore a supporto. FIUUUUU: possiamo rilassarci!

Tanto è vero che dopo essere riuscita a “isolare nei fatti e nei giudizi” una larghissima fetta della Cultura italiana (ed anche internazionale!) ed un bel po’ di opinione pubblica piuttosto trasversale (fatta eccezione per i leghisti più sfegatati non abbiamo sentito molte prese di posizione a favore delle proposte sue e di Speranzon), prontamente l’assessora placa le sue ire e rinuncia alla vendetta (tremenda vendetta!) che aveva minacciato.

Ricaviamo da un dizionario online il significato esatto di “improvvidamente” ovvero “Inconsapevole di ciò che potrà accadere“.

Ecco… come dire: abbiamo l’impressione che se qualcuno qui era inconsapevole di ciò che sarebbe potuto accadere e quando se n’è reso/a conto ha dovuto fare una repentina quanto speculoalpinistica retromarcia, questo qualcuno (o meglio qualche due) siano gli assessori (auspichiamo ancora per poco) alla cultura Speranzon e Donazzan.


Forte e chiaro

Ieri pomeriggio, a Preganziol, la società civile ha dato un segnale forte e chiaro in difesa della Cultura e della libertà di parola e di stampa a tutti(e) coloro – e sono tanti: purtroppo sempre di più! – che pretendono di poter ergersi a giudici di ciò che si può leggere (e scrivere, dire, magari pure pensare!) e ciò che non si può.

La partecipazione di tanti cittadini, e di una importante delegazione di scrittori (Serge Quadruppani, Stefano Tassinari, Lello Voce, Wu Ming 1: in rappresentanza di una folta schiera di intellettuali indisponibili a piegare la testa), ma anche di associazioni e di rappresentanti degli studenti in lotta contro la controriforma dell’Università.

La presenza di molti rappresentanti dei partiti dell’opposizione di Preganziol, di Mogliano e di Treviso, che c’erano anche se – nel rispetto della richiesta degli organizzatori – non hanno esposto bandiere o simboli, ne hanno chiesto di intervenire in forma ufficiale (ed è stato giusto così: era una ribellione di popolo non di partito!).

Perfino l’attenzione data dai media locali, accorsi numerosi, a questo risveglio delle coscienze.

Tutto ciò è servito a dire ORA BASTA, LA CULTURA NON SI TOCCA!

Durante la manifestazione Wu Ming 1 ha diffuso una bella notizia, appena comunicatagli telefonicamente: l’assessora regionale alla (s)cultura Donazzan ha rinunciato a diramare la circolare con cui intendeva imporre il bando dei libri degli autori dell’ormai tristemente famosa “lista neradalle scuole venete.

Insomma: segnali chiarissimi ed una prima vittoria importante, ancor più considerando il fatto che pochi giorni prima anche l’assessore provinciale di Venezia Speranzon aveva dovuto battere in ritirata con la coda fra le gambe.

Ma si tratta di una prima vittoria: non crediamo sia sufficiente e non pensiamo ci si possa fermare qui.

Riteniamo che un normale cittadino o un politico qualsiasi che avessero espresso l’intenzione di bandire i libri, siano da esecrare, e che dovrebbero almeno cospargersi il capo di cenere.

Ma quando posizioni di questo genere siano espresse da amministratori pubblici, ed ancor peggio – come in questo caso – da coloro che hanno la responsabilità degli assessorati alla Cultura, una retromarcia, per di più nemmeno “pentita“, non sia sufficiente: l’unica soluzione siano le dimissioni.

Quale cultura può promuovere chi, inneggiando alle marmaglie naziste e rimpiangendo i martiri di Salò, pretende di imporre la messa al bando dei libri e vi rinuncia solo incalzata dall’indignazione, anche internazionale?! Quale scuola potrà garantire ai nostri figli?! Quale immagine offre a chi dall’Europa e dal resto del mondo guarda divertito o inorridito a quanto accade in Italia?! Che esempio educativo viene da chi  pretende di imporre a tutti la sua visione (tra l’altro medioevale) della religione cattolica ed intanto distribuisce nelle scuole inni neonazisti pagandoli con danaro pubblico?!

Non basta che rinuncino alle loro campagne fasciste – perchè di fascismo si tratta come ha giustamente fatto rilevare chi ha parlato ieri per l’ANPI – questi personaggi non dovrebbero poter far danni controllando le leve del potere, ma soprattutto non possiamo permettere che controllino le leve della Cultura e della Scuola.

Ne va della nostra libertà, dei nostri diritti e della nostra dignità.


4 giorni dopo la Giornata della Memoria

Il sindaco Azzolini e l’assessore Copparoni si inalberano con pubblica stizza in una news di precisazione sul sito del comune dove affermano tra l’altro che “è dovere di chi informa, prima di diffondere notizie tendenziose e strumentalizzabili, verificare la verità dei fatti. Consapevoli, leggendo il sopra citato articolo, che ciò non è avvenuto, si ricorda che il Giorno della Memoria sarà celebrato dall’Amministrazione di Mogliano Veneto con due appuntamenti“.

Dopodichè sciorinano un programma che si articola il 31 gennaio (quattro giorni dopo e fosse sabato ci sarebbe un motivo, ma è lunedì…) ed il 2 febbraio (6 giorni dopo) e che pare un po’ improvvisato anche considerando il fatto che la news che avrebbe dovuto presentarlo appare sul sito del comune lo stesso mercoledì 26 gennaio alle 14.20 ovvero poco più di un’ora prima della news di puntualizzazione ed a sole 9 ore e mezzo dall’inizio della Gironata della Memoria vera e propria.

Che se ne fossero dimenticati ed abbiano fatto i salti mortali per recuperare? Macchè: siamo i soliti maligni, si sa che i komunisti hanno il dente avvelenato….

Vedere l'originale sul sito del comune (nuova finestra)Guardate però l’immagine che accompagna la presentazione delle iniziative (la carichiamo qui a fianco nel caso la modificassero sul sito) ed andate a confrontarla con quella che potete trovare qui, sul sito del comune di Portogruaro: non notate una vaga somiglianza?!

Come dite: sono diverse? Si, è vero: siamo noi che non abbiamo occhio per certe cose… In quella del nostro comune manca lo stemma del comune di Portogruaro!

Quella di Portogruaro (tra l’altro) è tratta dalla locandina degli eventi organizzati dallo stesso comune che può essere scaricata dalla pagina indicata sopra o direttamente cliccando QUI.

Non sappiamo se il Comune di Portogruaro abbia usato un’immagine originale oppure sia andato a sua volta alla ricerca su internet (la stessa immagine appare anche su siti liguri e non solo), quello che sappiamo per certo è che i 20mila euri recentemente aggiunti al capitolo “Comunicazione istituzionale” in fase di aggiustamento di bilancio, non sono andati per studiare una grafica originale per questo evento.

Sappiamo inoltre che le puntualizzazioni dell’amministrazione non sarebbero state necessarie se il programma fosse stato pubblicizzato (non diciamo pensato per non sembrare maligni!) un po’ prima delle 14.20 del 26 gennaio.

PS1: voi riuscite a trovare traccia di delibera sull’organizzazione di questi eventi? Noi non ci siamo riusciti, certamente perchè non avevamo sufficiente tempo da dedicarci!

PS2: Approfittiamo per ricordare che questa sera, a partire dalle 20.45 circa, presso il Centro Giovani (nel Parco Primavera, dietro le piscine di via Barbiero) si celebrerà la Giornata della Memoria a cura delle associazioni che, non vedendo muoversi nulla da parte del comune, hanno deciso di attivarsi in maniera indipendente! Anche loro: avrebbero potuto informarsi no?!


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