Orgoglio e pregiudizio

E’ chiaro a tutti, pure a coloro che gioscono per la vittoria dei si al referendum-ricatto di Mirafiori, che gli operai metalmeccanici, malgrado la pistola puntata alla tempia, hanno in larga maggioranza (circa il 54%) votato no al diktat di Marchionne.

Della categoria metalmeccanici, poi, fanno parte anche impiegati e dirigenti e nei loro seggi la percentuale del si è stata bulgara, riuscendo a rovesciare l’esito e raggiungendo quasi il 54% di si.

La manovra della Fiat e dei sindacati complici (ricordo che la definizione è di Sacconi e non nostra!) è dunque ancora più chiara: frego voi, ma faccio votare sotto ricatto tutti e dunque voi potete pure non accettare, ma gli altri, in barba alle vostre rinunce, daranno certamente il loro placet per non correre alcun rischio.

Così è stato

Resta da capire come potrà la Fiat gestire una fabbrica nella quale le posizioni della FIOM risultano maggioritarie, sulla base di regole concordate con le altre sigle che, tra gli operai, non riescono tutte insieme a raggiungere nemmeno la metà dei lavoratori. Siamo curiosi innanzitutto di vedere quante tessere saranno disdette. Siamo poi altrettanto curiosi di vedere chi, all’interno della fabbrica, potrà parlare a nome di questi operai senza timore di vedersi sputtanato.

La posizione della FIOM non è facile: sarà fondamentale la buona riuscita dello sciopero generale del 28 che dovrà dimostrare che l’intera categoria è compatta non solo nell’esprimere la solidarietà ai lavoratori di Mirafiori, ma anche nell’affermare che questo modello non può passare in Italia. Che non ci provi confindustria – del resto cornuta e mazziata visto che è stata abbandonata dalla Fiat per fare il proprio comodo! – a pensare che, passato lì il ricatto, sia possibile estenderlo altrove.

La posizione più scomoda però (pensiamo) sarà quella dei delegati di fabbrica di FIM e UILM: che rappresentatività potranno avere? Quale credibilità? Quale seguito se anche i propri iscritti hanno votato solo perchè presi alla gola?

Se fossi al posto loro rassegnerei le dimissioni e mi darei alla macchia: speriamo abbiano sufficiente sensibilità.

A margine vale la pena sottolineare il vergognoso atteggiamento del Governo e della dirigenza Fiat: un Romani che esulta ed un Elkan che invita a “mettere da parte le polemiche” dimostrano di non aver capito assolutamente nulla e, come non bastasse, una faccia di bronzo degna dei mari di Riace!

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