Celtiche e roghi vs. libertà e cultura

L'assessora Donazzan con la celtica al colloRilanciamo – senza assolutamente tentare di riassumere perchè sarebbe comunque una perdita! – il bel riepilogo di fatti, prese di posizione, avvenimenti, persone e lerciume vario che GIAP pubblica per tenere il filo degli eventi che si sono suceduti in questi giorni frenetici di rigurgiti fascisti e reazione democratica.

Da leggere, senza mancare di usare i link che rinviano a filmati ed approfondimenti provenienti da varie fonti. Lo trovate qui:

http://www.wumingfoundation.com/giap/?p=2840

Tra l’altro riporta la foto che vedete qui, dalla quale abbiamo provato ad ingrandire (con risultati purtroppo non chiarissimi) il piccolo particolare della catenina dell’assessora che ci dimostra, se ce ne fosse ancora bisogno, in quali mani sono i nostri figli, le scuole che dovrebbero educarli e più in generale le politiche culturali del Veneto.Il pendaglio al collo dell'assessora

Sempre da questa fonte apprendiamo della Mozione 423 presentata al Consiglio Comunale di Venezia dall’altro campione della censura fascista: l’assessore Speranzon che in altre occasioni ha accusato noi di intolleranza per aver protestato di fronte alla presentazione fascista e razzista di un libro razzista.

E’ tornato alla carica con la richiesta di vietare la concessione gratuita di spazi pubblici (finché si paga si paga!) agli scrittori compresi nella sua lista nera. L’ha fatto con tale attenzione e luminosa lungimiranza da dimenticare alcuni autori, introdurne altri citati malamente, dimenticare che tra i firmatari non c’erano solo scrittori, ma molte altre personalità ed anche un bel po’ di gente comune (sono orgoglioso di annoverarmi tra costoro!).

Di fronte all’atteggiamento ed alla cultura di costoro non possiamo che ribadire fermamente la posizione già espressa: scuse o ritirate strategiche non bastano, Speranzon e Donazzan devono andarsene, rassegnare le dimissioni e restituire la cultura alla sua libertà!

Chiudiamo con una nota piacevole e battagliera: la bella poesia che Lello Voce ha letto alla manifestazione di Preganziol dedicandola alla nostra lotta comune. La poesia, come tutta l’opera di Lello, è pubblicata con licenze Creative Commons e dunque può essere liberamente riprodotta purchè si citi la fonte: in questo caso Alfabeta2 di gennaio-febbraio. Godetevela e diffondetela!

Da sinistra a destra: Serge Quadruppani, Lello Voce e Massimo Carlotto (tratta da GIAP)

Perché è oggi assolutamente necessaria una Rivoluzione Fragile

perché sulle gru sui tetti al colosseo al senato all’università perché
per pensare parlare sognare fare figli perché più che mai occorre
fare di tutti i fasci un’erba ricordarsi della memoria e di chi la serba
perché non la servitù ma la democrazia non la casto-crazia né la mono-
archia perché si è donna o invece no o invece un po’e un po’ né sì né no
perché immaginare un futuro perché scalare il muro perché che c’è
da perdere se non in tv né c’è un verso vivendo così a tempo perso…

(perché chi commette il male non è responsabile

                                         solo del male che compie ma del turbamento

                                                                          in cui induce l’anima dell’offeso)

ed anche se la frase qui sopra l’ha scritta un cattolico e dunque
non sarebbe da fidarsi ma val ben la pena per una volta di farli
passare per la cruna dell’ago ed anche se sembra (e sembra vero)
che sia meglio cinico o economico o realistico anche se dicono
che mafia comune è mezzo gaudio anche se alla fine mangi ti vesti
vai al mare hai l’auto ma ti manca sempre quello che ti manca
anche se chi ti odia ti fa vergognare di come lo odi o di come
lo voti ed anche se qui da noi una rivoluzione non c’è mai stata…

(perché dopo marx non è venuto aprile

                            ma dicembre e poi di nuovo novembre

                                                    e ancora aspettiamo un nuovo marx)

perché chi paga rompe e i cocci sono nostri…

(perché non vogliamo tutto ci accontentiamo

                                    di una parte quella essenziale

                                                               ma la vogliamo tutta e subito)

per esempio scuole ospedali terre e cieli parole musiche corpi
vecchi bambini per esempio dignità verità sulle stragi separare
i morti i colpevoli e gli innocenti le ragioni ed i torti chi ha visto chi
non ha detto per esempio tagliarla corta con privilegi troppo lunghi
per esempio lavoro diritti il diritto di dire: vogliamo le somme i dati
sian dati per esempio noi siam quasi tutti e non siamo una massa
e qualcuno di LorSignori anzi proprio tutti che passino alla cassa:

 

perché ciò che è fragile è tagliente definitivamente imprevedibile
                                                                                                       intelligente…

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