Che cosa c’entra? Vi chiederete…

E allora leggete questa lettera che ci è stata mandata da Chiara e che riportiamo per intero: poi ne riparliamo in fondo.

Abito da 25 anni una casa sulla riva del Dese, a Mogliano Veneto , in un borgo detto Il turbine proprio dalla turbina del mulino, sorto nel 1500 per sfruttare l’energia del salto dell’acqua.
Ieri c’è stata una precipitazione di pioggia, abbondante, ma non così da far pensare ad una piena.
 Invece a partire dalle 11 del mattino l’acqua è cresciuta di livello.Ad un certo punto la mia vicina, che abita proprio nel mulino dove l’acqua va a saltare, ha sentito un botto, e guardando dalla finestra ha visto un aumento impressionante del livello dell’acqua. All’una mio marito , che già in seguito allo straripamento dell’anno scorso aveva alzato il livello della muretta che ci separa dall’acqua, in continuazione con l’argine (il livello è stato più volte alzato in questi anni, perchè il livello di piena è aumentato più volte),ha sistemato vari sacchi di sabbia all’ingresso del punto più basso della casa, un magazzino, per fortuna l’unico punto penetrabile dall’acqua.
 Dalle 13 in poi il livello è rimasto massimo, con un lieve calo di 3-4 cm solo dalle 23.Nel frattempo l’acqua ha straripato a monte, con un allagamento dei campi circostanti (campi, per fortuna, non case) mai visto finora, eccezionale per rapidità di comparsa, persistenza, entità.

Da alcune frasi raccolte dall’ing. Raimondi del Consorzio Acque Risorgive (ex Dese-Sile), abbiamo realizzato che l’acqua che sta passando qui non è solo dal Dese, ma proviene anche da altri bacini (ecco il motivo del botto sentito dalla vicina, Dr.ssa Spiazzi: l’arrivo dell’onda da qualche bacino diverso). Questo può essere giustificato, in una situazione-limite come questa : qui la densità abitativa è bassa, tutti i corsi sono pieni, si salva qualche centro abitato.
 Ma il sentimento di preoccupazione, impotenza, quasi disorientamento che il pur ottimo ing. Raimondi tradiva è dovuto a cause gravi, che trascendono lui e noi: la parcellizzazione delle competenze (stato-regione- consorzio-comune!), la mancanza di coordinamento, che si aggiungono alla sconsiderata utilizzazione del territorio di cui spesso si parla, ma quando ti tocca da vicino senti che non è solo un discorso. Zaia vuole più soldi.per le opere fluviali. Come li spenderà? Ai Consorzi, gli uinici che si muovono in questi casi, son stati tagliati i fondi!!!! Ma come mai si trovano i capitali per Tessera? per la TAV? per tutti i megaprogetti che sappiamo?

I bravi operai del Consorzio hanno monitorato, ci son stati vicini, han sistemato altri sacchi di sabbia: dell’intelligenza umana in questo momento questo ci resta. E, se ben disposti, non tradiscono.
Cari saluti  

Chiara Giaggio

Perchè c’è tutta quest’acqua? Certo: il clima sta cambiando grazie all’intervento dell’uomo sulla natura, ma lo sta facendo al punto tale da giustificare tutto ciò?!

No: più semplicemente i terreni asfaltati e cementificati non assorbono acqua, la devono raccogliere in grondaie, tombini, condotte e fognature e poi scaricare da qualche altra parte e questa altra parte non possono che essere fiumi e canali. Fiumi e canali i cui argini sono spesso cementificati, le golene che potrebbero servire da sfogo (che da migliaia o centinaia di migliaia di anni servono da sfogo!) sono ridotte sempre più per sfruttare al massimo il territorio, sono abbandonati a loro stessi senza più manutenzione. Chi ha il compito di gestirli e manutenerli vede i fondi necessari decurtarsi ogni anno di più.

Poi arriva l’acqua, e tutti giù a gridare “al lupo! al lupo!” e “Roma ladrona che non ci da i soldi per salvarci!”, magari scannandosi perchè L’Aquila o Pomepi si e noi no. Passata la festa, gabbato lo santo: scesa l’acqua ed ottenuti i finanziamenti, invece che recuperare e pianificare un’inversione per il futuro che facciamo? Torniamo a progettare e costruire cemento, strade, alte velocità, centri commerciali…. Provate a guardarvi su una mappa dov’è l’area ex-Nigi che l’Amministrazione comunale ha appena autorizzato: guardate dove sta e dove sta lo Zero. Un fiumiciattolo da due soldi…. finché rimane negli argini

Bene: davanti all’ex-Nigi ci sarà anche la famosa rotonda. Adesso provate a chiedervi quanta acqua sarà raccolta da grondaie, tombini, condotte e fognature dal futuro centro commerciale, in tutto il suo parcheggio e intorno alla futura rotonda in caso di pioggia.

Diciamo che scendano in un acquazzone improvviso, 5 mm di pioggia; non si tratta di un evento eccezionale: il 26 settebre 2006, quando si andò sott’acqua a Mogliano caddero in 6 ore 166,4, ma atteniamoci pure ad una condizione normale.  Supponiamo (non ho progetti precisi) che i 10.000 mq a cui alla fine si arriverà ne abbiano altrettanti di parcheggio più altrettanti di rotonda, svincoli e pertinenze varie. Insomma: 30mila mq (saranno certamente molti di più). 5 mm sono 0,005 metri, dunque facciamo 30mila per 0,005. Sapete quanto fa? 150 metri cubi d’acqua: una vasca quadrata di 10 metri di lato per una profondità di un metro e mezzo.

Un metro cubo contiene 1.000 decimetri cubi. Un decimetro cubo d’acqua, pari ad un litro, pesa un chilogrammo. 150 metri cubi equivalgono a 150mila litri e pesano 150 tonnellate.

Quanti botti credete potranno fare quando andranno a sommarsi a tutto il resto dell’acqua?!

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