Sciacalli, iene e serpenti

Ricordate che qualche giorno fa fummo accusati (non noi in particolare, bensì tutti coloro che hanno fatto della catastrofe giapponese un monito contro il nucleare!) di sciacallaggio? L’abbiamo già commentato altrove.

Tutti a giurare e spergiurare che il nucleare è sicuro, che la centrale giapponese in questione è vecchia mentre quelle che verrebbero fatte in Italia sono molto più sicure (dicevano la stessa cosa di quella di Chernobyl paragonandola a quelle basate sulla tecnologia di quella giapponese!), che eventi del genere sono irripetibili (ogni catastrofe pare irripetibile) e vai baggianando. Avete presente Umberto Veronesi? Chicco Testa? Il Ministro Romani?

Così mentre il resto del mondo, dalla Germania agli Stati Uniti, si interrogava sulla sicurezza delle tecnologie nucleari, in Italia, con la consueta sicumera dei nostri (s)governanti e delle lobbies da baraccone, avevamo già tutte le risposte pronte. Ma perchè Obama e la Merkel, addirittura la Cina, invece di spendere soldi e perdere tempo con inutili commissioni di studio non si sono rivolte subito a noi italiani, che certe cose la sappiamo bene?!

Poi improvvisamente, come illuminati sulla via di Damasco (o Bruxelles nel caso di Romani), ecco che i toni cambiano: ci vuole una pausa di riflessione inizia il ministro, immediatamente spalleggiato dal boss del Forum Nucleare (Testa) secondo il quale la pausa deve essere seria e poi dall’oncologo secondo cui deve essere addirittura profonda!

Ma le parole definitive le pronuncia la Ministra Prestigiacomo che, tutta presa dalla sua missione di salvaguardare l’ambiente del nostro paese (a questo servirebbe il suo ministero!) sentenzia “E’ finita. Non facciamo cazzate: non possiamo mica perdere le elezioni per il nucleare!

E quindi giù: improvvisamente tutti a tranquillizzarci. Altro che sciacalli: qui pare di essere tra le iene!

Ma non vorremmo che più che di pausa si trattasse di ricreazione. Lasciamo calmare le acque, evitiamo ogni polemica lasciando intendere che non se ne farà nulla alla fine; intanto il referendum passa in secondo piano, la gente non va a votare vanificandolo per mancanza di quorum (insieme a quelli sull’acqua pubblica che spaventano Tremonti e quello sul legittimo impedimento che terrorizza Berlusconi), e poi se ne riparla quest’altro inverno: basta una bella impennata delle tariffe di gas e gasolio per riscaldamento (un po’ per i mercati mondiali, un po’ magari pilotata in casa nostra) e possiamo tornare all’attacco dei luddisti contrari alle sorti magnifiche e progressive!

Insomma più che con sciacalli o iene, qui abbiamo a che fare con serpenti e si sa che, in questo caso, bisogna schiacciare la testa. Meglio dunque che non ci facciamo illusioni: a giugno tutti a votare, a costo di perdere un giorno di mare, per abolire questa legge 99/2009 che sancisce che del precedente referendum il governo se ne fa un baffo, tanto è distante nel tempo!

Rinfreschiamogli la memoria: votiamo un bel SI (all’abolizione delle legge, ovvero per impedire il ritorno al nucleare) secco, in tanti, tantissimi! E schiacciamo la testa al serpente prima che si provi a morderci, anche se adesso finge di dormire

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