Archivi del mese: aprile 2011

Braci, padelle e bronse coverte

Non tragga in inganno il titolo e la stagione primaverile in cui si rispolverano i barbeque: non si tratta di un post a carattere culinario. Ci chiediamo piuttosto cosa ci stia cucinando l’amministrazione moglianese in salsa leghista per il prossimo futuro delle politiche sociali.

Non siamo certo stati teneri con la gestione Gosetto, ma visto e considerato che Azzolini e Boarina gongolano per la sua uscita, accusandolo di sprechi e mal gestione; con ciò lasciando intendere che la spesa già risicata per questi capitoli sarà ulteriormente rosicchiata; e che gli avanzi pare saranno dati in gestione al neo ingresso pidiellino Lucia tronchin, il cui partito non brilla certo per una particolare attenzione nei confronti delle fasce più deboli e per le politiche sociali; insomma: tutto considerato non c’è di che sperare in una svolta positiva!

Del resto i segnali in tal senso non sono certo mancati: chiusura dello Sportello Arcobaleno e dello Spazio Giovani e tagli indiscriminati alla refezione scolastica, che ricadono oltretutto su lavoratori/trici già alla frutta, annunci di riduzioni fameliche dei contributi al trasporto scolastico (che ancora una volta colpiscono in prevalenza le fasce più deboli), inviti al volontariato ad ubbidir tacendo e tacendo morire ed a sobbarcarsi l’onere del bisogno a cui questa giunta ha, molto semplicemente, smesso di interessarsi, in altre faccende affaccendata.

In compenso corre voce che per il decoro urbano (quello stesso in nome del quale il sindaco di Treviso, Gobbo, non esiterebbe a punire due uomini che si bacino in pubblico) gli stanziamenti abbondino. Suggeriamo quantomeno che la cura delle aiuole fiorite (effimere quanto inutili, ma in compenso ben visibili: il che non guasta, particolarmente in periodo elettorale!) sia affidata ai cittadini che non riescono a sbarcare il lunario; ovviamente con una chiara gerarchia negli incarichi: precedenza alla razza Piave, non sia mai! Si potrebbe inoltre sostituire i fiorellini – che tra l’altro necessitano di abbondante e frequente acqua! – con verdure autoctone che rispettino la stagionalità: sull’esempio degli orti di guerra questo potrebbe sopperire alle necessità di un po’ di bisognosi, contribuendo anche a rilanciare la coltivazione dei prodotti locali come da indicazioni dell’attuale presidente della regione ed ex ministro dell’agricoltura, di cui il nostro sindaco si autodefinisce uno dei boys.

Un’altra misura alternativa di sostegno al reddito potrebbe provenire proprio dai tagli alle merende dei bambini; dalle pieghe dei risparmi attuati a scapito della dieta dei piccoli delle scuole materne. Quello che il comune non può fare per la cultura e il sostegno alla disoccupazione lo può sempre far fare a MoSe: più libera dai lacci e lacciuoli della burocrazia insensata che tarpa le ali ai nostri moderni managers!
Per la cultura si è già provveduto: facendo rilevare a MoSe la pista di pattinaggio liquidata da SPL.

Per il sostegno al reddito pare che si potrebbe far transitare da MoSe, dandoli in outsourcing (che l’inglese fa sempre un effetto professionale!), i compiti prima affidati ai precari in forza al Comune, tagliati con la giustificazione delle ristrettezze di bilancio.
Magari non tutti: liberi da lacci e lacciuoli si può fare una scelta accurata e soprattutto oculata, di quali siano i servizi (ed ancor più i servitori!) assolutamente irrinunciabili e di quali invece potranno essere lasciati alle amorevoli cure del nuovi servizi sociali: meno spreconi e scialacquatori potranno sempre proporgli di dare un senso alla loro esistenza dandosi al volontariato.

E qui il cerchio si chiude


Ma allora avevamo ragione noi!

Bocciato dalla Corte Europea il reato di clandestinità, o quantomeno la carcerazione prevista per tale reato: da 1 a 4 anni per chi non abbia ottemperato ad un ordine di espulsione.

Diverse le motivazioni, quella più ironica il fatto che la carcerazione ottiene l’esatto contrario di quello che si sta cercando di effettuare: è ovvio che un carcerato non può in alcun modo ottemperare ad un decreto ingiuntivo di espulsione: è inespellibile per definizione, con buona pace del ministro Maroni che si batte per conferire ai profughi tunisini un “permesso di soggiorno flash” che ha come unico obiettivo quello di farli transitare indenni da Lampedusa alla frontiera francese di Ventimiglia senza passare dal Via.

Fatto sta che quando, al momento dell’approvazione della famigerata Bossi – Fini (si: proprio Fini, quello che adesso è divenuto un moderato terzopolista corteggiato da tutto il centro ed una bella fetta degli ex), noi abbiamo contestato l’insensatezza di norme criminogene quanto fasciste; siamo stati tacciati, da coloro che rifiutano l’etichetta di razzisti con la giustificazione che così fan tutti, di essere i soliti sinistrorsi buonisti (quando notoriamente siamo dei Komunisti Kattivi!) che se la prendono con la Lega perchè in fondo in fondo sono dei razzisti al contrario: tutto pur di dar contro ai poveri padani che si battono strenuamente e democraticamente per la salvezza dei nostri valori tradizionali contro la marea montante dell’inciviltà religiosa, giuridica (e, sottointeso, razziale: ma quello si dice liberamente solo a Radio Padania!).

Bene. Cioè: male! Avevamo ragione noi e torto loro. Non è l’Europa a chiederci di fare così – anzi: ci condanna per averlo fatto – e non è vero che così è anche in altri paesi europei, oppure se fosse, sarebbe altrettanto illegale.

Sfiga: adesso vi tocca trovare un’altra scusa per dire che ci sbagliamo. O ammettete candidamente che siete razzisti (tanto ormai stanno sdoganando pure quello) oppure vi date allo speculoalpinismo pure voi per trovar fuori qualche altro motivo!


Auguri comunisti

Oggi il Manifesto compie 40 anni dalla parte del torto. Per l’occasione è in edicola a 50 centesimi: compriamolo, leggiamolo e diffondiamolo!

Auguri compagni: resistete!


Dopo il parlamento il popolo (me lo compro)

Con questa logica il governo, nella persona del “mero proprietario” ha deciso che si può passare sopra a qualsiasi cosa pur di mantenere una parvenza di equillibio. Così stanno cercando di far saltare i referendum: prima è toccato al nucleare che sull’onda del disastro giapponese invita le persone a votare con decisione; ed a seguire l’acqua, divenuta un serio problema di tenuta per “gli affari loro”.

Ma non basta: mo bombardiamo pure la Libia senza avvisare nessuno (complice – dispiace dirlo! – Napolitano e con l’avvallo nemmeno troppo velato del PD, sempre un pochino più realista del re). E contemporaneamente, con uno sberleffo a Tremonti che ci si stava giocando decreti ad hoc, lasciamo Parmalat ai francesi. Cosa non si farebbe per non dover dire di no vero?!

Sempre con i francesi concorda che il problema degli immigrati se lo sono smazzato molto più di nio: almeno 5 volte tanto! E dunque non hanno tutti i torti a chiuedere le frontiere… Ma siccome Bossi incalza rimarr, come unica possibilità, colpire gli scafi in mare. Ecco dunque che torniamo al bombardamento della Libia: lo sapete che per i caccia è pericoloso atterrare ancora carichi di armamenti? Quindi capita che li sgancino in mare prima dell’atterraggio nel caso che non abbiano potuto colpire hgli obiettivi: ecco trovata la quadra: basta che passino al largo di Lampedusa prima del rientro…

Intanto FIAT, ridotta alle strette dal mercato, si pappa Crysler in America, ma mica per andarsene dall’Italia! Non sia mai: dove può trovarli, a parte forse in Kazakistan, dei sindacati così proni ai desideri della proprietà?! Ed il governo giù ad appoggiare! Del resto se il giorno della Festa dei Lavoratori, per giunta una domenica tanto per non dover rinunciare a troppo schiavismo, non si possono nemmeno chiudere i negozi… Tenerli aperti per chi poi non si sa: che tanto soldi in giro per fare acquisti non ce ne son più. Forse hanno pensato che, visto che la gente non arriva più alla fine del mese, non possiamo mica chiudere il primo che c’hanno ancora i soldi in tasca da spendere!

Fratelli d’Italia, l’Italia è si mesta, di un vaso da notte s’è cinta la testa. Dopo essere diventati i buffoni del mondo civilizzato stiamo evolvendo negli yes men dell’Europa: e tutto in nome della sopravvivenza ad ogni costo del governo che ormai regge le sue sorti popolari sul successo del Grande Fratello: fintanto che il popolo guarda quello e non s’accorge se lo compra con poco!


Decoro pubblico

“Il problema non è quello dei manifesti dell’Ikea, non è fine a se stesso: il problema è quando c’è l’esasperazione e ci si mette nelle piazze e nei giardinetti: si tratta di decoro pubblico. Io multerei due uomini che si baciano in un parco della mia città. Certe cose si facciano in situazione private“.

E’ un brano tratto da un’intervista rilasciata dal sindaco di Treviso Gian Paolo Gobbo, in merito alla diatriba scatenatasi intorno alla pubblicità dell’Ikea (due uomini visti di spalle che si tengono per mano ed uno slogan che si riferisce a “tutti i tipi di famiglia”) che ha portato addirittura il sottosegretario Carlo Giovanardi ad ergersi paladino in difesa della Costituzione, offesa – pare – da quel rimando alla famiglia. Ci sarebbe da ridere se si pensa al rispetto per la Costituzione Italiana dimostrato fino ad ora dal governo di cui Giovanardi è sottosegretario!

Comunque decoro per decoro: le minchiate non sono considerate indecorose?!


Ora e sempre Resistenza

Festa della Liberazione, il 25 aprile che ricorda l’alzata di testa di una parte del popolo italiano contro la dittatura fascista con le sue politiche razziste ed assassine.

Ricordiamoci cosa si festeggia: non facciamone un semplice evento da ripetere stancamente di anno in anno sempre meno consapevoli del suo significato. C’è chi ha detto basta con il fascismo ed ha reagito a rischio della propria vita, prendendo le armi o portando messaggi, nascondendo fuorilegge o stampando fogli clandestini.

C’è chi ha detto Basta! e chi ha continuato a far finta di nulla o, peggio, ad appoggiare. A più di 60anni di distanza possiamo pure smettere di fare processi, ma non possiamo dimenticare e non possiamo far finta che tutti fossero uguali, tutti buoni, tutti italiani e morta lì.

I conti vanno fatti, Azzolini oggi in piazza ha dato – letteralmente! – i numeri: dopo aver voluto suonare “il Piave mormorò: non possa lo straniero” ha fatto la conta dei soldati alleati morti per liberare l’Italia: elencando le nazionalità ed il numero di caduti. Ed eggiungendo poi che “si univano a 30mila partigiani”. Non “si univano”: i partigiani liberavano l’Italia dalla dittatura, gli altri cambattevano una guerra contro un nemico che, se non fosse stato per quei partigiani che hanno preso le armi, saremmo stati tutti noi italiani!

Ha dato i numeri anche sui deportati nei lager ed i pochi sopravvissuti tornati: peccato che qui ha evitato di dettagliare. Ha precisato il numero degli ebrei deportati dal ghetto di Roma ma si è dimenticato di dire quanti sono stati i rom ed i sinti rinchiusi in campi di concentramento italiani prima e tedeschi poi. Forse perchè mentre firma le ordinanze per cacciarli dal nostro comune non fa bello ricordare che sono stati massacrati dai nazi fascisti?!

Ha parlato del contributo delle armi dell’esecito italiano alla liberazione: sacrosanto! Non ha parlato del contributo dell’esercito italiano al massacro delle popolazioni libiche, somale, abissine e vai “imperando“: forse perchè in tempo di “guerre di civiltà” e profughi scacciati non è bene ricordare il ruolo dell’Italia, di una parte dell’Italia, ai massacri ed ai razzismi di allora?!

Ricordiamoci allora. Ricordiamo i massacri; le politiche liberticide; la difesa della razza; il piegare l’educazione della gioventù sui libri di testo scelti dal regime per combattere la menzogna di quelli non allineati. Ricordiamoci le faccette nere buone per il trastullo dei nostri eroici soldati ed i gas tossici scaricati sulla popolazione in Africa. Ricordiamoci l’idolatria del capo ed il Concordato tra Stato Italiano e Chiesa Cattolica Apostolica Romana. Ricordiamoci che, come per tutti i regimi, c’è stato chi si è battuto ed ha pagato e chi gli fabbricava le automobili, donava l’oro alla patria oppure i figli, scattava sull’attenti a braccio teso… Oppure si avvantaggiava del fatto che altri dovessero farlo.

Ricordiamocelo quando chi ha la responsabilità dell’educazione dei nostri figli va a commemorare i boia di Salò, oppure quando chi dovrebbe promuovere la cultura decide di ricreare l’indice dei libri scritti dagli scrittori non graditi. Ricordiamocelo quando qualcuno dice che “loro sono diversi ed è inutile cercare l’integrazione” oppure che “gli zingari sono tutti ladri“. Ricordiamocelo quando ci dicono che in nome della famiglia tradizionale due uomini o due donne che si baciano fanno schifo.

Tutte queste cose sono già state dette, sono già state fatte: e perchè si smettesse di dirle e di farle c’è stata una generazione che ha messo in gioco la propria vita ed ha restituito dignità all’Italia ed agli italiani. Ricordiamocelo quando cantiamo Bella Ciao


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