Archivi del mese: maggio 2011

Altro che Lucano!

Il sindaco Azzolini che tenta di farmi stare zitto dandomi del COMUNISTA: ma cosa voglio di più dalla vita?!


Eeehh: Milàn l’é un gran Milàn!

Ma anche Napoli è una grande Napoli! Per non parlare di Cagliari, Novara, Gallarate, Arcore (no dico: Arcore!!!), Trieste (comune e provincia) e vai soppiantando.

L’unica “isola verde” (ma non nel senso buono di ricca di vegetazione!) resta il nostro tristo Veneto che, pur attanagliato dalla morsa della crisi, pur testimone della caccia alle poltrone e delle sgomitate nella Lega, pur cominciando a capire che tra invasioni barbariche ed immigrazione c’è una certa differenza, pur sapendo che l’unico modo per salvarsi è farlo insieme e non montando sulle spalle dell’altro… Pur con tutto questo lascia ancora ampi margini a questa destra becera.

Non che abbiano da godere chissà quanto nemmeno qui da noi: il calo di consensi s’è fatto sentire, anche se a macchia di leopardo. Qui a Mogliano ad esempio è stato un crollo! Ma come faceva notare ieri sera un’anima sconsolata della destra a chi stava festeggiando in piazza “ridete ridete: intanto qui ha vinto Muraro!”. Certo: lo diceva più per tirarsi sul il morale lui che per altro, ma si tratta pur sempre di una triste verità.

Ma è fuori di dubbio che un vento di rinnovamento soffia ormai per l’Italia ed anche il profondo nord comincia a risentirne: è più importante che mai, dunque, rimboccarsi le maniche e spiegare le nostre vele per tenerlo in poppa.

Iniziamo dai 4 referendum: raggiungere il quorum il 12 e 13 giugno e sommergerli sotto una valanga di SI magari non darà la mazzata finale, ma certo offrirà un bel contributo! Continuiamo a lavorare, a spiegare a far sapere a chiarire. Una signora mentre volantinavo domenica mi ha chiesto “bisogna votare un NO perchè non privatizzino l’acqua vero?!” Facciamo attenzione a queste cose: l’informazione è volutamente scarsa ed il messaggio altrettanto volutamente ambiguo: VOTARE 4 SI rimane in testa e non da adito a dubbi: ripetiamolo fino allo sfinimento.

E poi abbiamo un comune da ripulire e riconquistare. Azzolini e chi ne tiene i fili sono alla canna del gas: tra tagli e sparate non sanno più che pesci pigliare. Stanno riducendo Mogliano allo stremo: venduto il vendibile e distribuito il resto agli amici adesso si preparano ad una stagione di lacrime e sangue (per noi!) che definiscono “inizia finalmente la discesa”. Si: agli inferi però!

E’ giunta l’ora che si tolgano di mezzo: abbiamo bisogno di una sana deleghistizzazione della zona. Se vedete in giro rotonde provinciali, autorizzazioni alla costruzione, poltrone di Consigli di Amministrazione e cose simili non toccatele e tenete lontano i bambini: si tratta delle esche avvelenate distribuite per fare piazza pulita!


Il bronzo è surclassato

Ho appena ricevuto quella pubblicità personale di Azzolini pagata da noi cittadini che fanno passare sotto le mentite spoglie di una rivista titolata MO.VE. Sinceramente ero convinto che la figuraccia del primo numero li avesse mossi a più miti consigli e ad abbandonare il progetto (nome in codice: “li prendiamo per i fondelli“), ma evidentemente qui non si può parlare di facce di bronzo: stanno superando la ricerca più avanzata nel campo dei nuovi materiali!

Dopo le prime due pagine ho dovuto interrompere la lettura: piegato dai conati di vomito (che si tratti di una forma subdola di arma batteriologica?!). La prima è un editoriale a firma Gianfranco Vergani (il portavoce di Azzolini che firma tutto il resto escluse le dichiarazioni dirette di poche persone e le pubblicità) dall’equanime e molto istituzionale titolo di “Il golpe è fallito“.

Se vi fosse arrivato il plico, prima di cestinarlo al volo come ogni persona ragionevole separando la carta dal cellophane, provate a leggerlo. Ah: mi raccomando! Non buttatelo nel bidone della carta perchè con i veleni che trasuda rischiamo di rovinare partite intere di materiale riciclabile!.

Il testo – come di consueto moderato, equilibrato e bipartisan – abbonda di frasi come “I tre in complotto con l’assessore Gosetto e parte della sinistra“, “proprio da loro è nato il tentativo di tradimento del sindaco“, “si sono riservati di votare secondo umore” e vai così. Con un po’ di pazienza ho contato 9 volte la parola “Sindaco” (sempre con la maiuscola) e 6Azzolini” mai congiunte in 72 mezze righe di testo.
Testo dove si parla di golpe e golpisti (fortunatamente si precisa “non militare ma politico“!), traditori e simili, paragonandoli ripetutamente a Fini ed alla sua manovra nei confronti di Berlusconi: evidentemente è stato scritto prima di avere l’assoluta necessità di imbarcare Celebrin nella maggioranza: chissà lui che ne pensa?!

L’ultima parte è dedicata alle motivazioni del “suicidio politico” (SIC!) che è derivato – sempre secondo il neutrale editorialista – dal “sostegno all’ambizione personale di Alessandro Gosetto” che cercava di strappare con le unghie e con i denti al povero Boarina la meritata sedia di vicesindaco con il subdolo intento di farne trampolino di lancio per diventare in seguito sindaco con l’appoggio del PD! Quindi si chiude con “ritrovata la stabilità, auguriamo ad Azzolini di finire il mandato, realizzare le promesse fatte e, fra qualche anno farsi giudicare direttamente dai cittadini“. Sfiga eh: qui si dimostra che è stato scritto prima degli ultimi sviluppi con il quarto fuoriuscito e il tentativo di incarcerazione di Celebrin!

La pagina successiva titola “La casa sulla roccia“, è firmata direttamente da Azzolini (anzi: dal Dott. Giovanni Azzolini) e semi riempita da una foto in cui il suddetto insieme a colui che ne tiene i fili in mano – Muraro – si slogano ben 3 pollici in due in segno di gaudio e di “tutto va bene”. La roccia vuole essere metafora dei risultati economici e finanziari delle sagge e lungimiranti scelte della nostra previdente amministrazione (anzi: del Sindaco in persona!) che ci stanno portando verso una stabile felicità.

Per cosa? “Se il mandato amministrativo fosse paragonabile al Giro d’Italia, allora abbiamo appena superato il Gran Premio della Montagna: la salita più dura è alle nostre spalle. Comincia ora una discesa“.

A parte la consecutio temporum che vorrebbe un “avremmo superato” e non un “abbiamo superato” (ciò sia detto per inciso Dott. Giovanni Azzolini), non si capisce il motivo di tanta felicità fino a che non si arriva al “in due anni di fatica abbiamo sistemato i bilanci comunali che ora hanno un avanzo di 10 milioni di euro“.

E qui i miei poveri bulbi oculari sono balzati fuori dalla loro sede naturale: come sarebbe “sistemato i bilanci”?! Come sarebbe “avanzo di 10 milioni“?! Ma soprattutto chi se li mangia questi soldi se nel frattempo ci tolgono perfino le merendine ai bambini dell’asilo (un po’ di pagine più avanti si dice di no, ma vista la credibilità dell’organo di stampa non stiamo lì nemmeno a considerare!).

Tiriamo poi un sospiro di sollievo perchè il Dott. Giovanni Azzolini (in persona personalmente) ci assicura che “Potremo finalmente spendere tutte queste risorse con l’approvazione del bilancio attesa a giugno 2011” ed anzi aggiunge che se non fosse stato per colpa dei traditori di cui sopra l’avrebbe fatto molto prima!

Quel “attesa” fa ghignare: stanno bestemmiando per cercare di farcela e se non ci riuscissero salta tutto l’ambaradàn e si va ad un nuovo commissariamento e lui ne parla come di una previsione di massima! Come se dicesse che si aspetta bel tempo per domenica.

Ma allora non è vero che tagliano gli scuolabus! E le scuole si metteranno a posto, i buoni mensa costeranno 1 euro e chissà quali altre belle notizie visto che “continuiamo ad aiutare i più deboli“! I giovani no: anzi sono riusciti a “tagliare le spese camuffate da spese sociali” che sprecavano cifre spropositate per insegnare ai giovani a “suonare tamburi africani o diventare dj“.

Ok: qui io ho smesso. Se qualcuno ha lo stomaco di andare oltre mi faccia sapere!


Offesa della razza umana

Il sindaco Azzolini va su tutte le furie: “hanno attaccato con la gomma da masticare un manifesto sulla lapide dei caduti!

Anche i cittadini di Mogliano vanno su tutte le furie: “Hanno attaccato con il cemento a presa rapida (quel del forte rimpasto ricordate? NdR) il sindaco Azzolini alla poltrona!

Vede sig. sindaco: la differenza sta nel fatto che un piccolo manifesto con le facce di cittadini moglianesi, attaccato con il Patafix (usato in tutte le scuole proprio perchè non danneggia intonaci o dipinture, si stacca senza problemi, ecc.) e non con la gomma da masticare come ha affermato lei, potrà anche risultare poco rispettoso nei confronti dei morti nella prima guerra mondiale, ma per contro certamente non fa nessun danno.

Non altrettanto si può dire della sua amministrazione


Se non vi hanno girato la mail

Andate a vedere l’iniziativa avviata dal Coordinamento Genitori Democratici di Mogliano: sul loro sito troverete le indicazioni per cercare di far pesare le nostre scelte sulla bozza di bilancio che la giunta sta preparando.

Riguarda la scuola: cioè tutti noi o almeno il nostro futuro!

TUTTE LE INFORMAZIONI CLICCANDO QUI


Come fregarci nascondendosi dietro l’ecologia

L’Amministrazione Comunale lancia il miracolo del Car Pooling per risolvere i problemi dell’ambiente: inquinamento, traffico… Costo delle mascherine paraocchi!

Cosa centrano le mascherine paraocchi?! Semplice: sbandierando come soluzione innovativa una cosa che evidentemente hanno trovato su internet una decina di giorni fa (almeno a giudicare dal pressapochismo con cui la campagna è stata attivata) ci vengono a raccontare che Mogliano opta per il Car Pooling per via della sensibilità ambientale dell’amministrazione. Non dicono – ma è ovvio! – che tutto ciò serve solo a far passare in secondo piano la vera notizia: l’azzeramento del trasporto pubblico scolastico per il prossimo anno!

Che cos’è il Car Pooling. Semplice e geniale: anzichè muovere 5 auto ciascuna con una persona a bordo mettiamo d’accordo le 5 persone e muoviamo una sola auto piena. E funziona anche: lunghi viaggi (anche di lavoro) e trasporto locale possono beneficiarne. Si riduce il traffico e con questo congestione, inquinamento e costi.

Però nel caso del trasporto scolastico si tratterebbe di una buona iniziativa se andasse ad abbattere il numero di auto che arrivano ogni mattina davanti alle scuole: ovvero se i genitori si accordassero per portare a turno più bambini anzichè ciascuno il suo! Un’auto – 4 bambini: un bel risparmio di benzina, traffico e soprattutto polmoni dei bambini.

Ma se anzichè un pulmino da 30 posti, facciamo muovere 8 auto per portare gli stessi bambini (ammesso e non concesso che si riesca ad organizzare così bene una cosa che si basa di fatto sulla disponibilità volontaria!) non otteniamo nessun beneficio per quanto riguarda sia traffico che inquinamento; anzi: peggioriamo seriamente la situazione!

Non solo: voi portereste in auto i bambini di altri (di cui non conoscete abitudini, attenzione, ecc.) senza che vi sia garantito un parcheggi sicurissimo di fronte all’ingresso dove farli smontare?! Considerate che tagliano anche sui vigili d’argento….

Il fatto è che, in nome di un malinteso rigore, stanno azzerando tutti i capitoli di spesa non utili a coltivare le proprie clientele, e per il trasporto scolastico per il nuovo anno circolano voci preoccupanti: chi dice che non ci sarà mentre i più ottimisti parlano di una riduzione da 7 a 3 pulmini: meno della metà!

Ma ce lo ammantano da ambientalismo! Allora andiamo a vedere il sito di “Car Pooling Italia”, l’associazione no profit partner dell’azienda (questa profit: che i soldi per i consulenti si trovano!) che dovrebbe attivare il sistema a Mogliano.

Come risparmiare sulle spese sostenute per l’auto? Ove possibile, la soluzione migliore consiste nel cambiare la modalità del proprio spostamento: usare il trasporto pubblico (se presente nella propria città) o andare a piedi o in bici (se le distanze sono brevi). Spesso però non esistono le condizioni per abbandonare l’uso dell’auto, per cui, si è costretti ad acquistarla ed utilizzarla“.

Se invece cerchiamo Car Pooling su Wikipedia scopriamo tra gli svantaggi “Costi di applicazione in ogni caso maggiori rispetto ad un ipotetico trasporto pubblico ben organizzato”. E in quel “ipotetico” sta il trucco! L’ipotetico a costi minori è quello che dovrebbe fare il comune, il concreto a costi maggiori è quello che scaricano sulle spalle dei cittadini.

E questa la chiamano innovazione in chiave ambientale!!!

PS: a proposito di ambiente! L’anno scorso il Consiglio Comunale ha votato all’unanimità una delibera che impegnava l’amministrazione ad una serie di iniziative in difesa dell’acqua pubblica: dagli interventi comunicativi (e quelli manco a dirlo non sono mancati con il faccione di Azzolini che finge di bere l’acqua!) fino alla modifica dello Statuto. Ma adesso il PDL deve entrare in giunta e si sa che i 4 referendum di giugno provocano l’orticaria a tutti i berluskini. E dunque? Dunque stop alla modifica dello statuto e comune contrario ai referendum: anche quelli sull’acqua!

Quando si dice la coerenza ambientalista eh?!


Stanchi di tutte queste unità della sinistra!

Ogni nuovo raggruppamento nato a sinistra – sia esso partito, corrente, gruppo di pressione, foglio, sito web, circolo, cellula o comitato o che altro – ha tra i suoi principali obiettivi, se non come primo fine in assoluto, l’unità della sinistra.

Noi che l’unità della sinistra non la dichiariamo in ridondanti programmi telegenici o burocratici, ma la viviamo ogni giorno nelle battaglie sul territorio, fatte in positivo per l’ambiente, i diritti, la convivenza civile, oppure contro le sperequazioni, il disfacimento della scuola pubblica, l’attacco ai lavoratori, lo scempio e la svendita dei beni comuni; noi di tutte queste diverse e autistiche “unità della sinistra” non sappiamo che farcene!

Siamo stanchi di subire divisioni fatte in nome delle unità della sinistra. Siamo stanchi di veder fallire il lavoro fatto ogni giorno con la nostra fatica e disponibilità, a causa dei veti incrociati sull’uso di simboli e di bandiere. Siamo stanchi di mobilitarci ad ogni nuova campagna elettorale ben sapendo che l’obiettivo non può essere la vittoria o quantomeno la crescita ma al massimo la tenuta o, peggio ancora, una minore perdita rispetto agli altri raggruppamenti composti da compagni con cui condividiamo tutto, a parte forse le appartenenze di bandiera, e con i quali abbiamo lavorato fino al giorno prima e probabilmente riprenderemo a lavorare non appena passata la buriana.

Siamo stanchi di dirigenti che, in nome dell’unità della sinistra, decidono autonomamente, senza consultarci, come debba essere sfruttato elettoralmente il nostro operato, la credibilità che ci siamo conquistati con le nostre battaglie ed il nostro lavoro.

Siamo stanchi di vederci indicato come nemico da battere chi il giorno prima era il nostro compagno; di sentirci dire quanto lui o lei remi contro l’effettiva unità e gli interessi dei lavoratori. Siamo stanchi di dover ogni volta iniziare da capo a raccogliere i cocci degli scontri tra capetti più attenti alla propria visibilità che al lavoro sul territorio ed alle prospettive di crescita dell’efficacia delle nostre battaglie.

Noi non vogliamo uscire dai nostri partiti. Non siamo intenzionati a formarne di nuovi, sempre più insignificanti politicamente ed isolati rispetto ai problemi delle persone comuni, dichiarando di voler unire. Noi siamo i partiti. Noi siamo le persone che a questi partiti garantiscono la – poca o tanta – credibilità. Siamo coloro che stanno in piazza, nei cortei, nelle manifestazioni, nei comitati, nelle lotte: siamo coloro che queste cose le creano e le fanno crescere e non intendiamo sacrificarle alle logiche spartitorie che muovono da una ricerca di egemonia inseguita a spese dei compagni con cui siamo abituati (e vorremmo continuare) a lavorare.

E’ ora di finirla. I compagni che lavorano sul territorio devono riprendere in mano le redini dei partiti della sinistra (tutti i partiti della sinistra!) ed imporre la scelta unitaria a costo di rimandare a casa sua chi non è in grado di lavorare seriamente per questi obiettivi.

Il Circolo dei Comunisti di Mogliano


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