Archivi del mese: giugno 2011

Non pago e non pagante

Non pago dell’utilizzo totalmente personale e discrezionale del sito istituzionale del Comune di Mogliano Veneto come se fosse il suo blog personale, il sindaco dott. Giovanno Azzolini ha deciso – evidentemente – di acquistarsi l’intero comune. Probabilmente intende in questo modo risanare i buchi di bilancio che, insieme alla sua amministrazione, ha prodotto in soli due anni di governo; effetti la cui rilevanza ormai viene misurata sulla Scala Richter.

Dal suo personale blog tuona contro “l’inconsistenza di un’opposizione sempre più schiacciata all’estrema sinistra” (ne gioiranno i nostri sostenitori!) il cui esposto al prefetto sarebbe stato respinto in quanto basato su leggi abrogate. In realtà il prefetto ha deciso – pilatescamente – di lavarsene le mani adducendo la scusa, per altro infondata secondo i giuristi interpellati, che non avrebbe più il potere per intervenire. Badi bene dunque Azzolini: non è che non esista la legge che dice che le scelte fatte da questa maggioranza sono illegittime, ma solamente il prefetto preferisce ritenere di non avere i poteri per applicarla, il che è ben diverso!

Grandioso poi il passaggio dove i “militanti No Tav” (la nostra Marcella) insieme a “non eletti di sinistra estrema” (Fabiola di SEL) e il “segretario comunale del Pd” (Carola) “hanno più volte interrotto le sedute urlando e offendendo. Si deve ora cambiare rotta e tornare al dialogo costruttivo. Meglio per tutti”.

Dialogo costruttivo?! Con questa roba?!

Veniamo dunque: all’acquisto del comune da parte del sindaco dott. Giovanni Azzolini. Arriva in queste ore una lettera di suo pugno in cui sbrodola la consueta pappardella propagandistica ad personam e contra personam, accusando a destra e a manca di cose di cui è lui pienamente e totalmente responsabile in prima persona, e ripresentando come una scelta lungimirante, ecologica ed innovativa il famigerato Car Pooling che già s’è dovuto ingoiare quando ha tentato di sbolognarlo ai genitori come la panacea dell’incapacità della giunta di garantire i servizi minimi ai bambini delle scuole.

Dopo le merende ha tagliato gli autobus gialli pretendendo di montare i bambini in macchina di sconosciuti; i vigili d’argento lasciandoli investire sulle strisce, i lavori di ristrutturazione delle scuole che stanno marcendo, i contributi per i pasti ed i rientri. Sapete come definisce la cosa nella sua lettera? “I risparmi servono per liberare risorse da ridistribuire con criteri di vera equità“.

Il guaio è, però, che questa lettera che dovrebbe passare al vaglio della censura perchè nella sua infame spudoratezza risulta offensiva per il buon costume, se ancora esistesse in Italia, viene spedita ad oltre un migliaio di famiglie usando il bilancio del comune: carta intestata, stampanti, servizi, protocollo ed affrancatura. Come dire che per tentare di imbonirci con baggianate da comico di quart’ordine, usa pure i nostri soldi! Soldi che, tra l’altro, non ci sono per i servizi essenziali, la cultura, la scuola. Con il costo di questa lettera si potevano ripristinare i contributi alle già martoriate scuole di Mogliano (tagliati da 2mila a 500 euri: la differenza è il costo di questa spedizione più o meno!), oppure far viaggiare per un anno un bambino in scuolabus (1300 euri, dice lui).

Invece no: ha deciso che lui non è il sindaco, ma il proprietario del Comune di Mogliano, e dunque usa sito ed uffici come meglio gli aggrada e facendo spendere i soldi che preferisce! Del resto dopo aver usato le aziende pubbliche per sistemar deretani di amici, che ci possiamo aspettare in merito ad un minimo di rispetto istituzionale?!

Annunci

Hanno la faccia come il c…!

Che il sindaco Azzolini abbia lo stomaco di parlare di parlare di scalata degli specchi, proprio lui che dello speculoalpinismo ha fatto una vera e propria arte, rasenta l’incredibile.

Che poi tale accusa nasca dal fatto che il Prefetto ha deciso di lavarsene le mani di un esposto dell’opposizione per evitare di incasinarsi la vita con l’abbattimento di fatto della giunta a causa dell’illegale delibera con cui è stato fatto l’avvicendamento tra Severoni e Sciloipoti… Pardon: Celebrin! alla guida del Consiglio Comunale, non sposta di un millimetro la bronze apparenza del nostro, il quale, ignaro a tutto e soprattutto ad un minimo di pudore, ha il coraggio di fare i conti dei voti di tizio e caio per dimostrare non che ha ragione, ma che gli altri avrebbero automaticamente torto.

Ma l’ultima, la più grande di tutte, è “l’inconsistenza di un’opposizione sempre più schiacciata all’estrema sinistra“. Personalmente non potrei che gioire della cosa, ma se penso alle discussioni ed alle mediazioni – faticose sebbene costruttive – che in questi mesi hanno affollato le serate dei portavoce del centrosinistra… Be’: mi viene proprio da ridere a pensare che tutti possano essere schiacciati sulle posizioni dell’estrema sinistra!

Del resto, visto che il Centro Giovani e lo Sportello Arcobaleno erano “caratterizzati da una gestione vicina ai centri sociali” (Azzolini, nella discussione sul bilancio in Consiglio Comunale: a bre3ve vi citerò il verbale appena presente nell’albo pretorio!) che ci possiamo aspettare?!

Certo che più ti sposti verso destra e più le posizioni moderate ti appariranno estremismo di sinistra: Azzolini ci faccia un pensierino su questo punto di vista relativo la prossima volta che gli viene da sparare un’altra delle sue!


TAV: lettera aperta

Lettera aperta alla stampa ai partiti ed ai nostri governanti

Il popolo NO TAV della Valle di  Susa, anche nelle ore drammatiche di questi giorni continua a dimostrare di essere un grande esempio di dignità, di senso civico e  di coraggio e ciò che sta facendo serve a noi tutti. Purtroppo non tutti sanno ancora che una tratta di questo mega-progetto devastante ed inutile di Treno ad Alta Velocità /Capacità riguarda anche il nostro Veneto orientale .

Lunedì 27 giugno, al Presidio di Chiomonte, in Val di Susa, poliziotti armati alla grande sono arrivati, che ancora era buio, come fanno i ladri, a depredare della loro terra, gente inerme:  è stato uno  spettacolo che, purtroppo, non è nuovo nella storia del nostro paese. I giornali parlano di sgombero degli “occupanti”, ossia  la gente del presidio, ma la verità è un’altra: gli occupanti, gli invasori , o meglio, chi non sarebbe dovuto essere lì, come ha spiegato bene Alberto Perino –uno dei leader No Tav- alla trasmissione di Gad Lerner,  sono stati i poliziotti che sono entrati anche in terreni privati, non compresi nell’area del progetto o non ancora fatti oggetto di esproprio. Tanto per chiarire chi era nella illegalità !

Chi ancora, dei nostri politici, ha coscienza e dignità dovrebbe intervenire ad ascoltare le ragioni( e sono tante !!) della gente della Val Susa così duramente ed ingiustamente aggredita. Passi l’arroganza, la violenza ed il metodo antidemocratico usato dalle forze politiche che hanno attualmente il potere, di chi predica “padroni in casa nostra” ed ordina poi ai poliziotti di entrare con i manganelli, i gas lacrimogeni e gli idranti in casa degli altri; questo non ci fa meraviglia. Quello che non è accettabile, ancora una volta, è il comportamento di chi sta al vertice del partito più consistente delle forze di opposizione e di chi, tra i suoi seguaci, tace . Mi riferisco al  nostro “democratico” Bersani, che ha etichettato il popolo no Tav come “frange violente”

(http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20110627_00188.shtml).

Se Bersani ed i suoi “ compagni Si TAV ” fossero andati tra questa gente, avrebbero visto che è tutta una grande comunità che si sta mobilitando: pensionati, casalinghe, operai, studenti, insegnanti,  giovani – anche quelli dei centri sociali, in quanto espressione della società locale, altro che “agitatori di professione che si oppongono a qualsiasi opportunità di sviluppo”come li ha definiti( e cos’altro c’era aspettarsi ?) l’Assessora regionale piemontese ai Trasporti e Infrastrutture, Barbara Bonino del PdL. (http://www.torinotoday.it/politica/si-tav-partiti-imprenditori-favorevoli-apertura-cantiere.html )  .

E’ vergognoso però sentire ripetere da chi dovrebbe rappresentare la Sinistra, ossia l’opposizione, che il TAV è un’opera strategica, serve al paese e il non farla ci taglierebbe fuori dall’Europa. Il neo-sindaco di Torino, Fassino, invece di andare tra i suoi compaesani di origine (http://lavallecheresiste.blogspot.com/2011/06/lettera-fassino-di-una-nonna-valsusina.html), ascoltare ed accogliere le loro sensate richieste e proposte, si riunisce con gli imprenditori e gli industriali e così , tra loro, si fanno solo ed esclusivamente gli affari loro. In effetti non mentono quando dicono che il TAV è di prioritaria importanza, perché il TAV è una manna  per le loro tasche, ma non per noi cittadini che, quando riusciamo a prendere un treno per andare a lavorare o a studiare , dobbiamo subire di tutto e di più. Anche qui nel Veneto il presidente di Confindustria, A. TOMAT, visto che con gli inceneritori di Silea e di Bonisiolo “il grande affare” non gli è riuscito, tenta adesso la strada del TAV, riunisce a Casale i suoi imprenditori e lancia una proposta tanto fasulla quanto imbrogliona : LA TAV ce la facciamo noi ! E come ? in project financing, ossia: i profitti a noi , le perdite -come al solito- a pantalone .

 http://www.oggitreviso.it/industriali-costruttori-%C2%AB-tav-ce-facciamo-da-soli%C2%BB-37340

Gli sconfitti non sono i Valsusini, i veri sconfitti sono i nostri governanti che per aprire un cantiere hanno bisogno di mandare i poliziotti armati . Cos’è questo, se non l’ennesimo fallimento di questa politica ? un’ incapacità totale di ascoltare la gente e condividere con essa le scelte che trasformano profondamente il territorio e, di conseguenza, la qualità della vita di chi vi abita ? Se poi restiamo nello specifico del servizio che le ferrovie dovrebbero fornire, chi potrebbe negare anche un’ incapacità ( o una non-volontà ) cronica , che molti di noi sperimentano ogni giorno, di affrontare i veri problemi legati al trasporto delle merci e delle persone ? vogliono fare l’alta velocità e non sono capaci di far funzionare nemmeno un piccolo treno regionale ?!? usare il treno dei pendolari della mattina da Mogliano per Venezia diventa “una guerra” e l’M.F.R.S. (metropolitana ferroviaria regionale di superficie) chissà quando inizierà a funzionare !?!

Ma questi nostri politici che vogliono il TAV e che quasi sicuramente non si sono neanche mai preoccupati di capire i motivi del No e di accogliere le sane e ragionevoli proposte alternative fatte dai comitati, questi nostri amministratori ad alto livello bravi solo a fornire slogan o vuoti luoghi comuni che fanno presa tra la gente disinformata, hanno per di più la faccia tosta di sorvolare con indecente destrezza su fior fiore di studiosi e di scienziati che, in tutti questi anni, hanno avallato e sostenuto la lotta dei No Tav . Ma è possibile che, tanto per fare qualche esempio,  quanto affermato dal prof. Virginio Bettini, insegnante di Ecologia presso il corso di laurea in urbanistica dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. (TAV: i perché del no – Utet TO -2006), oppure  dal prof. Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al politecnico di Milano (La leggenda del Corridoio Lisbona-Kiev http://www.notavtorino.org/documenti/corridoio5-ponti.pdf) non abbia alcun valore ? E’ possibile che il prof. Mario Cavargna, presidente di Pro Natura Piemonte, master di Ingegneria ambientale, che ha riassunto in maniera egregia in 150 NO le ragioni che dovrebbero mettere una pietra sopra all’Alta Velocità e non solo in Val di Susa, abbia detto solo delle cretinate !?! (  http://www.notavtorino.org/)

Dal progetto TAV, prendendo dal documento sopra indicato, emergono invece carenze enormi riguardo, ad esempio, le previsioni di traffico per cui l’opera risulterebbe inutile, le stime dei costi che, alla fine, lieviterebbero in maniera insopportabile per il nostro erario, le garanzie per gli impatti dei cantieri e per i problemi per la salute, per la tutela delle risorse idriche, per il rischio legato alla presenza di amianto nelle montagna da scavare e alle modalità del suo smaltimento, e si potrebbe continuare …

Quali sono, dove stanno le ragioni a favore della realizzazione dell’opera altrettanto numerose, approfondite, sensate, ragionate ed articolate dei SI TAV ? Dov’è un loro sito web così ricco ed aggiornato come quelli dei NO TAV accessibili ed aperti a tutti? Solo chi non ha argomenti e teme il confronto, non potendo più di tanto continuare con le fandonie  e le bugie, si nasconde e usa la violenza .

GIUSTAMENTE nel loro sito i NO TAV hanno scritto :

Non hanno uno straccio di motivazione di merito per quest’opera: solo slogan di un fantomatico sviluppo.
Non hanno risorse da investire nella realizzazione: vogliono solo mettere le mani sui contributi UE
Non hanno remore a procedere usando anche dati fasulli e procedure illegittime.
Non hanno un briciolo di autorevolezza, non avendo più un’etica su cui fondarla.
E allora ricorrono all’autoritarismo, al monopolio della violenza autorizzata e vigliacca: manganelli in mano a uomini che non hanno piena coscienza del contendere e di cui non è dato conoscere l’identità (Venaus 2005 insegna
).

Di sicuro i NO TAV proseguiranno nella loro lotta, ancora più organizzati e solidali, ancora più  rafforzati nelle loro convinzioni, per la loro dignità, per i beni comuni: una scelta dettata dalla storia della Resistenza in quella valle, nel segno dell’eguaglianza e della difesa delle libertà inviolabili dei cittadini.

Marcella Corò


Se credete di poter dire “io che c’entro?!”

Ancora una volta diffondo un post di GIAP – La stanza dei bottoni di Wu Ming, chiara apertura d’occhi e di mente sulla crisi internazionale mediata dalla situazione di Napoli.

Per chi pensa che “sia colpa loro” oppure chi non sa che pesci pigliare anche se non vorrebbe cedere al “ricatto mentale” delle notizie che arrivano ogni giorno dai media addomesticati.

Napoli brucia.
Per chi ritiene non sia necessario coinvolgersi, meglio portare lo sguardo altrove.
Napoli è la Grecia che già siamo. E’ la premonizione cupa che attende dietro l’angolo più vicino. La prova del collasso e dei colpi di coda possibili.
E’ molto chiaro ciò che avviene. Chi ha perso nelle urne muove le pedine in direzione della guerra civile e del caos che precede le militarizzazioni.
Chi ha perso è un complicato fascio di interessi e intrecci politico-criminali, su scala locale e nazionale, che muove miliardi e macina clientele a centinaia di migliaia. Bisogna dire le cose come stanno. General contractors e Sistema colpiscono uniti per ribaltare la partita. Troppo importante il risultato, si butta fuori l’arbitro a calci e si prosegue a giocare forsennati.
Non si può, non si deve toccare una macchina emergenziale che ha “termovalorizzato” decine di miliardi di euro, sfornato comitati e consorzi a controllo criminale, insediato cooperative di lavoro fantasma di sicura presa elettorale, finanziato bonifiche mai realizzate.
La reazione di chi vede intaccato tale avido ben di dio è violentissima. Si manda avanti un esercito ragazzino e straccione, ingovernabile e disperato, a infrangere ogni possibilità di gestione, qualsiasi tentativo di avviare un “altro modo di fare le cose”. Affermare che la merda e il dominio di certi gruppi e interessi sono comunque il meno peggio, perché l’alternativa è la guerra di tutti contro tutti.
Questa è la più lampante dimostrazione che il voto dei cittadini è necessario ma per nulla sufficiente ad affrontare le circostanze. Che molto di più viene richiesto oggi a coloro che nelle giornate elettorali si sono mossi verso la richiesta di cambiamento e di svolta.
Se non sapremo dare vita a esperienze non effimere di resistenza e costruzione di forme pratiche di convivenza e produzione sociale, verremo travolti. L’urgenza inoltre impone tempi molto rapidi, e prove molto dure da affrontare.
A Napoli in questo momento sarebbe necessaria una “forza civica” di quindici-ventimila volontari, disponibili e operativi nel garantire sul territorio che si dia una chance all’impostazione di un nuovo ciclo, non solo dei rifiuti, di gestione delle risorse e delle problematiche. Se i cittadini che hanno votato si ritirano nelle case, è finita. Il rischio è di rimanervi asserragliati per chissà quanto tempo.
Non so se il sindaco De Magistris sia in grado, se la città stessa possa trovare un tale slancio, ma ritengo non rimandabile un appello reale alla mobilitazione di quanti si sono espressi.
Una grande metropoli del Mediterraneo va alla deriva e al collasso, dopo Tunisi e Il Cairo, Atene e Beirut. Il preludio di ciò che sta accadendo a tutti noi, senza risposte adeguate. Napoli è solo il primo, forse decisivo, test. Altri seguiranno.
I cittadini, non solo di Napoli, devono trovare forme e modalità per organizzarsi, attutire l’impatto della crisi e offrire risposte collettive a bisogni collettivi. Come cittadini, dobbiamo sapere che a salvarci non giungerà nessuno.
Infine. Ciò che è in corso è un’africanizzazione della crisi nella zona euro, spinta da enormi flussi speculativi della finanza globale. Forze imponenti spingono per l’assimilazione dell’intero Mediterraneo alla fascia nordafricana, una specie di cuscinetto speculativo tenuto al guinzaglio dalle organizzazioni economiche internazionali con il cappio dei debiti sovrani e della massa degli interessi usurari. L’esproprio progressivo di una quota ormai totalizzante di ricchezza, di risorse, e tout court di sovranità politica. Si offre come soluzione la vendita a pezzi di un paese come la Grecia, la messa sul lastrico di milioni di persone, solo per onorare assurdi debiti che non abbiamo contratto, e ad assurdi tassi decuplicati rispetto agli originari.
A guerra e sfida “africana”, urge risposta “sudamericana”.
I popoli dell’altra sponda del Mediterraneo lo hanno già capito. Altri, con durezza o intuizione, stanno già sperimentando le conseguenze.
Bisogna avere il coraggio di affermare che è la strategia del debito a dover essere messa in discussione. Che non sta scritto da nessuna parte che le banche non possano fallire, mentre cittadini e imprese e amministrazioni sì e andare in malora. Che la sottrazione sistematica delle già scarse risorse disponibili è diventata inaccettabile. Che tutto va rinegoziato su basi completamente nuove, o non avranno nulla. Che non è possibile che le agenzie che ieri vendevano Lehman’s al massimo dell’affidabilità, oggi siano ancora più potenti e decisive sui destini di intere aree geografiche. Che non subiremo inerti l’ultimo raid predatorio che arriva a fiumi e laghi, monumenti e palazzi, spiagge e colline. Che non pagheremo quel debito, perché è un’estorsione e un ricatto. Qualcuno, in Spagna e nella lontana Islanda, inizia a dirlo con forza.
Non ci sono ricette salvifiche in questa cruda alba degli anni ’10, una guerra di lungo corso li attraverserà tutti, e i fuochi che vediamo sono l’anticipo dei boati a venire.
Fondare nuove istituzioni sarà il compito di questa e delle prossime generazioni. L’unico possibile argine agli strateghi della guerra civile. Si tratta di un compito pacifico, ma sarà necessario combattere per realizzarlo anche solo in minima parte.
Napoli brucia.
Napoli è l’esempio che questo futuro è adesso.
L’incendio divampa e sprigiona fumi mortiferi. Un bravo pompiere direbbe che un fuoco simile si spegne solo col fuoco.


Di mamme ce n’è una sola…

… E lo stesso vale per il “Buon padre di famiglia” come la consigliera leghista Michela Maschietto – tra l’ilarità generale – ha avuto l’ardire di definire il vicesindaco Boarina: adducendo addirittura la citazione da “trattati di giurisprudenza” (di bassa Lega mi vien da commentare), ha elogiato in questo modo il tagliatore di bilanci con la motivazione che quando i soldi non ci sono non li spende!

Il ragionamento non farebbe una piega se non fosse che il buon padre di famiglia, quando i soldi non ci sono, non cambia i tappeti tagliando i pasti ai figli, ma da da mangiare ai figli ed attende tempi migliori per i tappeti. Fuor di metafora: quando sento che le entrate per la lotta all’evasione non sono state messe a bilancio preventivo in quanto incerte (ragionamento sensato), ma verranno usate appena saranno disponibili per rimpolpare i capitoli tagliati (altro ragionamento sensato), a me viene da dire che si potevano lasciar da parte i marciapiedi ed il decoro urbano, dare gli scuolabus ai bambini e i buoni pasto ad un prezzo ragionevole, lasciar qualche spazio alle politiche giovanili e d’integrazione, ed usare le auspicate future entrate per riparare i marciapiedi e piantare i fiori nelle aiuole nel momento in cui entreranno!

Il buon padre di famiglia invece ha fatto l’opposto: adesso ti taglio il contributo per i buoni mensa, per la manutenzione, i progetti ed i trasporti scolastici (l’iscrizione ai quali è stata già pagata in questi giorni da chi poteva permettersela e/o non aveva alternative!), le politiche giovanili, le politiche attive di integrazione, la cultura, ma poi quando ci saranno i soldi sui quali conto risistemo tutto. E come, se le famiglie i trasporti li hanno già pagati, se i servizi sono già stati chiusi, ecc. ecc.?!

In questo caso la “mamma” più che essere una sola, ha preso una sòla (alla romanesca), tale da far votare a lei, come al resto della maggioranza compatta dietro il buon padre di famiglia, un bilancio che appunto taglia il pane (servizi) ed il companatico (cultura) senza rinunciare allo sfizio di cambiare i tappeti (decoro urbano).

PS: per consolarvi andatevi ad ascoltare http://www.youtube.com/watch?v=3y2vWv9k-ls la famosa canzone di Francesco Guccini che porta lo stesso titolo di questo post)


Un balzello sulla cultura

Appare oggi una sarcastica news sul sito del Comune di Mogliano, che informa che vi sono “nuove modalità utilizzo sala centro sociale“.

Il testo dice che “A partire dal prossimo 27 giugno  chiunque  voglia  prenotare  la sala del Centro sociale potrà rivolgersi agli sportelli di PUNTO COMUNE, dove potrà , sia ritirare  l’apposito modulo di prenotazione  sia  presentare  regolare istanza” ed aggiunge gli orari di sportello degli uffici.

Letta così pare sia una semplificazione: prima la trafila era più complessa e gli orari ridotti rispetto a quelli di Punto Comune!

Continuiamo a leggere: “La Giunta Comunale […] ha altresì deliberato  un aggiornamento  delle tariffe d’uso“.

Aggiornamento sul quale non sono però fornite ulteriori indicazioni, nemmeno con un link alla delibera che lo ha stabilito. Solo che noi la delibera l’avevamo trovata nell’Albo Pretorio già l’altro giorno, potete scaricarla qui, ed avevamo scoperto che cosa prevede l’aggiornamento.

Di fatto la decisione interviene in questo modo: toglie 30,76 euri al costo per l’utilizzo (fino ad un massimo di 5 ore) da parte di privati; toglie 2,47 euri per lo stesso tipo di utilizzo da parte delle associazioni ed altri soggetti senza scopo di lucro; prevede l’uso gratuito per le Associazioni di quartiere prive di una sede per le assemblee. Ma la novità maggiore sta nel fatto che impone 30 euri per ciascun evento per le attività che hanno il patrocinio del Comune, dunque tendenzialmente per le attività culturali.

Ora se consideriamo che il comune già non poteva organizzare nulla prima e, con i tagli in bilancio di quest’anno (per la cultura la riduzione è stata del 60% circa!) ancor meno potrà fare, è chiaro che il patrocinio di attività di altri era e resterà l’unica strada per mostrare un minimo di iniziativa sul versante culturale.

Che ne dice l’assessore Copparoni che tanto si spende (personalmente) per dare un minimo di dinamicità ad un settore che altrimenti sarebbe del tutto inesistente nelle politiche di questa maggioranza? Lui sa bene quanto preziosa sia stata l’iniziativa delle associazioni e dei volontari per assicurare un po’ di vita culturale e sociale a Mogliano.

Ritiene che questo balzello migliorerà la situazione o piuttosto rischierà di dare la mazzata finale?


Chi è causa del suo mal pianga sé stesso

La maggioranza guidata da Azzolini si è incartata?! Pare proprio di si

Ricordate che per riuscire a spostare Severoni in giunta (Sport, Sicurezza e Istruzione: bell’accostamento!) e Celebrin alla presidenza del Consiglio Comunale avevano fatto carte false con una strana delibera di revoca di Severoni e contemporanea elezione di Celebrin per motivi di grave urgenza che però non era stata resa immediatamente esecutiva per tenere botta su entrambi i fronti?

Bene: adesso si presenta il problema del numero legale in giunta: fino a che Severoni non entra formalmente la giunta è sottodimensionata, ma per entrare deve aspettare l’esecutività della delibera oppure dare le dimissioni (l’incarico di assessore è incompatibile con quello di consigliere).

Se da le dimissioni prima che sia esecutiva la nomina di Celebrin la presidenza va pro-tempore all’assesore anziano (che essendo Luca Busato, uno dei fuoriusciti della Lista Giovani renderebbe certamente la vita difficile alla maggioranza!).

Se non da le dimissioni tiene la giunta bloccata e le promesse – proprio di oggi sul Gazzettino quella di Copparoni di rimpolpare il capitolo finora azzerato per i “Vigili d’argento” – vanno a farsi friggere.

Oddio: che questa giunta sia bloccata non è certo una novità e quasi quasi, considerati i danni che ha fatto fino ad ora, potrebbe pure essere il minure dei mali! Il problema è che prima o poi si sblocca e dunque  i cittadini moglianesi non si lascino prendere dall’euforia!

Intanto giovedì 23 (domani) dalle 19.00 dovrebbe riunirsi (il condizionale è d’obbligo visto il pressapochismo dell’amministrazione) il Consiglio Comunale che voterà il bilancio di previsione 2011-13 oltre che alcune altre misure molto popolari quale, ad esempio, la svendita delle aree verdi sopravvissute al primo taglio con contestuale trasformazione in aree edificabili.

Si preannuncia una folta presenza di pubblico e, visti i precedenti, non ci stupiremo se il sindaco chiederà una volta di più di blindare la seduta con uno schieramento di forze dell’ordine.

Ma in che mani siamo?!

POST SCRIPTUM (a chiusura del ragionamento): una volta che la delibera divenga definitiva e Severoni sia entrato in giunta dimettendosi da consigliere, ci sarà la necessità di surrogarlo portando al suo posto il primo dei non eletti della Lega Nord. Non sono un esperto in materia ma ritengo probabile che la cosa non sia del tutto automatica e richieda un voto in Consiglio: cosa potrebbe accadere allora considerando che in attesa del nuovo consigliere la maggioranza non sarà più tale potendo disporre di 10 voti su 20?!


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: