Di mamme ce n’è una sola…

… E lo stesso vale per il “Buon padre di famiglia” come la consigliera leghista Michela Maschietto – tra l’ilarità generale – ha avuto l’ardire di definire il vicesindaco Boarina: adducendo addirittura la citazione da “trattati di giurisprudenza” (di bassa Lega mi vien da commentare), ha elogiato in questo modo il tagliatore di bilanci con la motivazione che quando i soldi non ci sono non li spende!

Il ragionamento non farebbe una piega se non fosse che il buon padre di famiglia, quando i soldi non ci sono, non cambia i tappeti tagliando i pasti ai figli, ma da da mangiare ai figli ed attende tempi migliori per i tappeti. Fuor di metafora: quando sento che le entrate per la lotta all’evasione non sono state messe a bilancio preventivo in quanto incerte (ragionamento sensato), ma verranno usate appena saranno disponibili per rimpolpare i capitoli tagliati (altro ragionamento sensato), a me viene da dire che si potevano lasciar da parte i marciapiedi ed il decoro urbano, dare gli scuolabus ai bambini e i buoni pasto ad un prezzo ragionevole, lasciar qualche spazio alle politiche giovanili e d’integrazione, ed usare le auspicate future entrate per riparare i marciapiedi e piantare i fiori nelle aiuole nel momento in cui entreranno!

Il buon padre di famiglia invece ha fatto l’opposto: adesso ti taglio il contributo per i buoni mensa, per la manutenzione, i progetti ed i trasporti scolastici (l’iscrizione ai quali è stata già pagata in questi giorni da chi poteva permettersela e/o non aveva alternative!), le politiche giovanili, le politiche attive di integrazione, la cultura, ma poi quando ci saranno i soldi sui quali conto risistemo tutto. E come, se le famiglie i trasporti li hanno già pagati, se i servizi sono già stati chiusi, ecc. ecc.?!

In questo caso la “mamma” più che essere una sola, ha preso una sòla (alla romanesca), tale da far votare a lei, come al resto della maggioranza compatta dietro il buon padre di famiglia, un bilancio che appunto taglia il pane (servizi) ed il companatico (cultura) senza rinunciare allo sfizio di cambiare i tappeti (decoro urbano).

PS: per consolarvi andatevi ad ascoltare http://www.youtube.com/watch?v=3y2vWv9k-ls la famosa canzone di Francesco Guccini che porta lo stesso titolo di questo post)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: