TAV: lettera aperta

Lettera aperta alla stampa ai partiti ed ai nostri governanti

Il popolo NO TAV della Valle di  Susa, anche nelle ore drammatiche di questi giorni continua a dimostrare di essere un grande esempio di dignità, di senso civico e  di coraggio e ciò che sta facendo serve a noi tutti. Purtroppo non tutti sanno ancora che una tratta di questo mega-progetto devastante ed inutile di Treno ad Alta Velocità /Capacità riguarda anche il nostro Veneto orientale .

Lunedì 27 giugno, al Presidio di Chiomonte, in Val di Susa, poliziotti armati alla grande sono arrivati, che ancora era buio, come fanno i ladri, a depredare della loro terra, gente inerme:  è stato uno  spettacolo che, purtroppo, non è nuovo nella storia del nostro paese. I giornali parlano di sgombero degli “occupanti”, ossia  la gente del presidio, ma la verità è un’altra: gli occupanti, gli invasori , o meglio, chi non sarebbe dovuto essere lì, come ha spiegato bene Alberto Perino –uno dei leader No Tav- alla trasmissione di Gad Lerner,  sono stati i poliziotti che sono entrati anche in terreni privati, non compresi nell’area del progetto o non ancora fatti oggetto di esproprio. Tanto per chiarire chi era nella illegalità !

Chi ancora, dei nostri politici, ha coscienza e dignità dovrebbe intervenire ad ascoltare le ragioni( e sono tante !!) della gente della Val Susa così duramente ed ingiustamente aggredita. Passi l’arroganza, la violenza ed il metodo antidemocratico usato dalle forze politiche che hanno attualmente il potere, di chi predica “padroni in casa nostra” ed ordina poi ai poliziotti di entrare con i manganelli, i gas lacrimogeni e gli idranti in casa degli altri; questo non ci fa meraviglia. Quello che non è accettabile, ancora una volta, è il comportamento di chi sta al vertice del partito più consistente delle forze di opposizione e di chi, tra i suoi seguaci, tace . Mi riferisco al  nostro “democratico” Bersani, che ha etichettato il popolo no Tav come “frange violente”

(http://www.tmnews.it/web/sezioni/politica/PN_20110627_00188.shtml).

Se Bersani ed i suoi “ compagni Si TAV ” fossero andati tra questa gente, avrebbero visto che è tutta una grande comunità che si sta mobilitando: pensionati, casalinghe, operai, studenti, insegnanti,  giovani – anche quelli dei centri sociali, in quanto espressione della società locale, altro che “agitatori di professione che si oppongono a qualsiasi opportunità di sviluppo”come li ha definiti( e cos’altro c’era aspettarsi ?) l’Assessora regionale piemontese ai Trasporti e Infrastrutture, Barbara Bonino del PdL. (http://www.torinotoday.it/politica/si-tav-partiti-imprenditori-favorevoli-apertura-cantiere.html )  .

E’ vergognoso però sentire ripetere da chi dovrebbe rappresentare la Sinistra, ossia l’opposizione, che il TAV è un’opera strategica, serve al paese e il non farla ci taglierebbe fuori dall’Europa. Il neo-sindaco di Torino, Fassino, invece di andare tra i suoi compaesani di origine (http://lavallecheresiste.blogspot.com/2011/06/lettera-fassino-di-una-nonna-valsusina.html), ascoltare ed accogliere le loro sensate richieste e proposte, si riunisce con gli imprenditori e gli industriali e così , tra loro, si fanno solo ed esclusivamente gli affari loro. In effetti non mentono quando dicono che il TAV è di prioritaria importanza, perché il TAV è una manna  per le loro tasche, ma non per noi cittadini che, quando riusciamo a prendere un treno per andare a lavorare o a studiare , dobbiamo subire di tutto e di più. Anche qui nel Veneto il presidente di Confindustria, A. TOMAT, visto che con gli inceneritori di Silea e di Bonisiolo “il grande affare” non gli è riuscito, tenta adesso la strada del TAV, riunisce a Casale i suoi imprenditori e lancia una proposta tanto fasulla quanto imbrogliona : LA TAV ce la facciamo noi ! E come ? in project financing, ossia: i profitti a noi , le perdite -come al solito- a pantalone .

 http://www.oggitreviso.it/industriali-costruttori-%C2%AB-tav-ce-facciamo-da-soli%C2%BB-37340

Gli sconfitti non sono i Valsusini, i veri sconfitti sono i nostri governanti che per aprire un cantiere hanno bisogno di mandare i poliziotti armati . Cos’è questo, se non l’ennesimo fallimento di questa politica ? un’ incapacità totale di ascoltare la gente e condividere con essa le scelte che trasformano profondamente il territorio e, di conseguenza, la qualità della vita di chi vi abita ? Se poi restiamo nello specifico del servizio che le ferrovie dovrebbero fornire, chi potrebbe negare anche un’ incapacità ( o una non-volontà ) cronica , che molti di noi sperimentano ogni giorno, di affrontare i veri problemi legati al trasporto delle merci e delle persone ? vogliono fare l’alta velocità e non sono capaci di far funzionare nemmeno un piccolo treno regionale ?!? usare il treno dei pendolari della mattina da Mogliano per Venezia diventa “una guerra” e l’M.F.R.S. (metropolitana ferroviaria regionale di superficie) chissà quando inizierà a funzionare !?!

Ma questi nostri politici che vogliono il TAV e che quasi sicuramente non si sono neanche mai preoccupati di capire i motivi del No e di accogliere le sane e ragionevoli proposte alternative fatte dai comitati, questi nostri amministratori ad alto livello bravi solo a fornire slogan o vuoti luoghi comuni che fanno presa tra la gente disinformata, hanno per di più la faccia tosta di sorvolare con indecente destrezza su fior fiore di studiosi e di scienziati che, in tutti questi anni, hanno avallato e sostenuto la lotta dei No Tav . Ma è possibile che, tanto per fare qualche esempio,  quanto affermato dal prof. Virginio Bettini, insegnante di Ecologia presso il corso di laurea in urbanistica dell’Istituto Universitario di Architettura di Venezia. (TAV: i perché del no – Utet TO -2006), oppure  dal prof. Marco Ponti, docente di Economia dei Trasporti al politecnico di Milano (La leggenda del Corridoio Lisbona-Kiev http://www.notavtorino.org/documenti/corridoio5-ponti.pdf) non abbia alcun valore ? E’ possibile che il prof. Mario Cavargna, presidente di Pro Natura Piemonte, master di Ingegneria ambientale, che ha riassunto in maniera egregia in 150 NO le ragioni che dovrebbero mettere una pietra sopra all’Alta Velocità e non solo in Val di Susa, abbia detto solo delle cretinate !?! (  http://www.notavtorino.org/)

Dal progetto TAV, prendendo dal documento sopra indicato, emergono invece carenze enormi riguardo, ad esempio, le previsioni di traffico per cui l’opera risulterebbe inutile, le stime dei costi che, alla fine, lieviterebbero in maniera insopportabile per il nostro erario, le garanzie per gli impatti dei cantieri e per i problemi per la salute, per la tutela delle risorse idriche, per il rischio legato alla presenza di amianto nelle montagna da scavare e alle modalità del suo smaltimento, e si potrebbe continuare …

Quali sono, dove stanno le ragioni a favore della realizzazione dell’opera altrettanto numerose, approfondite, sensate, ragionate ed articolate dei SI TAV ? Dov’è un loro sito web così ricco ed aggiornato come quelli dei NO TAV accessibili ed aperti a tutti? Solo chi non ha argomenti e teme il confronto, non potendo più di tanto continuare con le fandonie  e le bugie, si nasconde e usa la violenza .

GIUSTAMENTE nel loro sito i NO TAV hanno scritto :

Non hanno uno straccio di motivazione di merito per quest’opera: solo slogan di un fantomatico sviluppo.
Non hanno risorse da investire nella realizzazione: vogliono solo mettere le mani sui contributi UE
Non hanno remore a procedere usando anche dati fasulli e procedure illegittime.
Non hanno un briciolo di autorevolezza, non avendo più un’etica su cui fondarla.
E allora ricorrono all’autoritarismo, al monopolio della violenza autorizzata e vigliacca: manganelli in mano a uomini che non hanno piena coscienza del contendere e di cui non è dato conoscere l’identità (Venaus 2005 insegna
).

Di sicuro i NO TAV proseguiranno nella loro lotta, ancora più organizzati e solidali, ancora più  rafforzati nelle loro convinzioni, per la loro dignità, per i beni comuni: una scelta dettata dalla storia della Resistenza in quella valle, nel segno dell’eguaglianza e della difesa delle libertà inviolabili dei cittadini.

Marcella Corò

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