Archivi del mese: agosto 2011

Avete voluto la crisi?! Adesso pagatevela!

Villa Certosa: piscina

I ricchi con capitali all’estero vi rodevano; la svendita dei beni pubblici ai privati, perchè potessero specularci sopra, pure. Avete avuto il coraggio di contestare le indispensabili grandi opere: ponte di Messina, TAV, Villa Certosa… Avete pagato le tasse pretendendo di scaricare i costi dei figli e della sanità e vi siete rifiutati di indebitarvi fino allo strangolamento per acquistare beni inutili e poi trovarvi il secondo o terzo lavoro per venirne fuori in qualche modo. Vi siete perfino incazzati quando le fabbriche, che avevano preso contributi e sgravi pubblici, chiudevano per spostarsi nei paesi verso cui respingiamo gli immigrati in modo da poterli sfruttare a casa loro.

Avete preteso che i comuni funzionassero; avete voluto i trasporti pubblici, sebbene con una qualità da far inorridire diversi paesi del terzo mondo. Quando vi abbiamo licenziato siete stati disponibili a farvi sfruttare con contratti capestro in cooperativa. Avete voluto diventare tutti proprietari di casa con la scusa che in affitto non se ne trovavano se non a prezzi da strozzino! Avete perfino fatto dei figli ben sapendo che non ve li potevate permettere:  “lasciamo certi lussi della vita a chi può permetterseli!“, così ragionerebbe un buon padre di famiglia!

Non contenti avete pure smesso di spendere: prima nella quarta settimana, ed adesso addirittura nella terza! Avete ridotto anche i consumi alimentari – un settore di punta della nostra economia! – preferendo scadenti prodotti industriali a basso costo, magari importati, ai pregiati prodotti italiani (a volte realizzati a partire da materie prime altrettanto importate…).

Insomma avete voluto la crisi? E allora adesso pagate!


Chi sono i Seekers?!

Riceviamo e volentieri diffondiamo.

Siamo un gruppo di lavoro formato da giovani ragazzi e ragazze di Mogliano Veneto . Ci teniamo a far sapere che siamo un movimento apartitico che vive di vita propria e non ha appoggi con forze esterne di alcun genere.  Ci ritroviamo con scadenza settimanale nella sala riunioni del quartiere est gentilmente concessa gratuitamente dal signor G.Ruffoni.

Lottiamo per ottenere uno spazio fisso dove poterci incontrare e mettere in atto attività che si avvicinino molto di più alle nostre esigenze e abitudini, rispetto alla precarietà delle politiche giovanili ora in atto.

Ci siamo ritrovati a non avere più un luogo di aggregazione  nonostante sia stato costruito un centro giovani fiore all’occhiello per la nostra città che con misteriosi stratagemmi politici e amministrativi è stato però  chiuso, ed è ora in disuso e in uno stato di degrado crescente.

Così nei mesi scorsi siamo scesi in piazza  Caduti a Mogliano Veneto per rivendicare le nostre ragioni e formare un documento che desse delle proposte concrete  per  iniziare un cammino con la giunta.

Una volta presentate queste iniziative però non sono  state prese in visione dal nostro sindaco che anzi ci ha definiti “ Gente da centro sociale “.

Dopo questo spiacevole episodio abbiamo quindi deciso di sensibilizzare l’ opinione pubblica con una serie di Eventi battezzati con il nome “facciamoci spazio”.Quest’ultimi si svolgeranno nei parchi moglianesi ora frequentati da gente poco raccomandabile.

 Mercoledì 31 Inizieremo al Parco di villa Longobardi dalle ore 17 alle ore 20, il programma della giornata è il seguente:  Verrà svolta la pulizia del parco,mentre altri ragazzi si preoccuperanno di animare la giornata con musica,diversi stand,torte fatte in casa e molto altro.

Per ulteriori informazioni

Seekers                                              seekers.mogliano@gmail.com


Piccolo quiz al rientro dalle vacanze

Questa dichiarazione è apparsa su il Gazzettino del 27 agosto 2011, nella pagina di Mogliano: «Appena ho saputo la notizia ho attivato gli uffici comunali che, in pochissime ore, hanno confezionato le domande per chiedere il contributo alla Regione e hanno, inoltre, informato i cittadini attraverso il sito internet comunale»

Quante baggianate riuscite ad individuare in questa sola frase? Chi ha fatto questa dichiarazione a il Gazzettino?

Non vincerete nulla di particolare se riuscite a rispondere correttamente: solo la soddisfazione di poter dire “io l’avevo capito!”. Non riusciamo a mettere le risposte a rovescio in fondo pagina, per limiti legati alla formattazione del testo per cui ve le riportiamo di seguito.

1)  Quante baggianate?

Appena ho saputo la notizia“. Baggianata numero 1. La notizia l’aveva da un paio di settimane almeno, fornita direttamente da chi, a nome dell’Associazione Famiglie Numerose, aveva trattato la cosa con l’assessorato regionale. Trattandosi di Marina Salvato, una moglianese tra l’altro impegnata nella recente mobilitazione contro i tagli ai servizi per la scuola, i primi ad averne notizia sono stati gli assessori Severoni e Tronchin e la dirigente incaricata del Comune di Mogliano.

gli uffici comunali che, in pochissime ore, hanno confezionato le domande“. Se hanno confezionato la modulistica in pochissime ore questa sarebbe già stata disponibile ben prima della vistita in Regione per il Gris. Inoltre non si capisce perchè il modulo “va ritirato e presentato agli sportelli del Punto Comune”  (come da news del comune) quando poteva essere reso direttamente scaricabile dal sito del Comune. Si consideri in particolare la condizione di genitori di almeno 4 figli o reduci da un parto trigemellare (condizioni necessari per l’accesso al finanziamento) e dunque con difficoltà di accesso agli uffici pubblici certamente superiori alla media

e hanno [gli uffici pubblici NdR], inoltre, informato i cittadini attraverso il sito internet comunale“. Ora i casi sono due: o gli uffici non centrano assolutamente nulla con le cose scritte sul sito del comune, oppure si tratti di una manica di leccac…. La cosa è evidente nel testo: “Continua l’impegno per garantire assistenza in periodo di crisi alle famiglie moglianesi. L’assessore al sociale Lucia Tronchin si sta impegnando su più fronti per implementare ed aumentare le prestazioni erogate dai servizi sociali moglianesi.“. Sinceramente non oso propendere per l’una o l’altra ipotesi, ma se io fossi nei panni del dirigente responsabile smantirei la mia responsabilità, giusto per non dover fare la parte del….

Alla fine dunque le baggianate sono ben 3: tempistica, rapida e comoda informazione, responsabilità della comunicazione.

2) Chi ha fatto la dichiarazione al Gazzettino?

Se rimanesse qualche dubbio il virgolettato è la risposta dell’assessora Lucia Tronchin alle dichiarazioni piccate della rappresentante provinciale dell’Associazione Famiglie Numerose.


Le radici cristiane dell’Europa

sono quella che continuano a motivare a parole la giunta di Treviso: anche forse nel negare lo spazio per la preghiera di chiusura del Ramadan dopo una serie di “giochetti” che adesso vengono fatti passare come scontri interni, ma che altro non sono che il consunto trucco (visto in migliaia di film) del “poliziotto buono e quello cattivo“.

I fatti. La Bangaldesh association fa richiesta sotto propria responsabilità del Prato della Fiera, dove poter riunire la comunità musulmana trevigiana per la preghiera e successiva festa di chiusura del Ramadan.

Gentilini nega il sito. Ora: si deve tenere presente che il Prato della Fiera ospiterà, circa una settimana dopo la fine del Ramadan, la festa provinciale della Lega Nord. Certamente questa per lo sceriffo è motivazione sufficiente per negarlo, ma adduce motivazioni che sarebbero esilaranti per la loro idiozia se non fossero così assurde da evidenziarne la sottostante discriminazione: “i musulmani hanno bisogno di pregare ed avvicinarsi a dio per cui la curiosità del vicinato li disturberebbe!“. Cose dell’altro mondo, appunto.

Ma contemporaneamente – stupendo tutti – si dimostra disponibile a concedere il piazzale della dogana. Ora appare finalmente chiaro che si è trattato di una mossa tattica per evitare una contestazione che avrebbe fatto emergere in maniera chiara, a livello nazionale e forse anche internazionale, le posizioni fasciste della Lega Nord trevigiana e dell’amministrazione comunale da essa gestita.

Infatti, mentre le associazioni si tranquillizzano in attesa della formalizzazione della decisione, passano i giorni e solo ieri la giunta si pronuncia negando quello spazio con la motivazione che il giorno successivo sarà occupato da un concerto e ci vuole il tempo per allestirlo.
E’ chiaro che, se non è una scusa questa, si è trattato di una mossa per distrarre prima: impossibile che non si sapesse di questo concerto al momento in cui si è prospettata l’alternativa al Prato della Fiera!

Dunque la verità è che Gentilini e la Lega Nord trevigiana hanno dimostrato una volta di più le loro posizioni di aperta discriminazione verso la comunità musulmana in particolare e gli stranieri più in generale. L’hanno fatto per giunta utilizzando dei meschini mezzucci per portare la situazione ai limiti temporali massimi per arrivare a soluzioni alternative (in “zona Cesarini” Silea ha messo a disposizione degli spazi) e per giunta costringendo al silenzio le comunità che contavano in una soluzione.

Comportamento schifoso insomma: apertamente razzista e per giunta offensivo nei confronti di quelle comunità. 
Attendiamo la prossima volta che il sindaco Azzolini osannerà lo sceriffo trevigiano a cui notoriamente si ispira, con dichiarazioni come la barzelletta secondo la quale Treviso sarebbe la prima in Italia nelle politiche di integrazione.


Zappe, piedi, vasi e minzioni

Mercoledì 24 agosto è uscita, sul sito del comune di Mogliano, una nota dell’assessore Copparoni in merito alla questione dell’ “orto abusivo” al Parco degli Aquiloni. Una risposta alla petizione firmata da oltre 100 cittadini in difesa di questa iniziativa. Qualcuno di voi, più attento alle diatribe di Mogliano, si sarà forse chiesto come mai non avessimo segnalato la cosa prendendo posizione in proposito (o magari no…).

Non l’abbiamo fatto – che ve lo siate chiesti o meno – ritenendo che la posizione dell’assessore fosse tutto sommato corretta ed equilibrata nel suo fornire comunque una prospettiva di dialogo, e dunque, pur non condividendo l’ultimatum che sottointendeva, non ce la siamo sentita di criticarla ed abbiamo sorvolato.
Ci siamo detti che, considerato anche il valore simbolico assunto ormai da questa opera di condivisione e provocazione, era nel pieno diritto di chi ci aveva lavorato decidere se accontentarsi del risultato raggiunto – finalmente un interlocutore ragionevole in un’amministrazione autistica! – oppure farne in qualche modo (tutto da immaginare!) una bandiera e portare avanti una sorta di piccola disubbidienza civile.

Oggi però ci siamo accorti che tale nota è stata modificata nel titolo e nel contenuto con un pre scriptum del sindaco dott. Giovanni Azzolini; il tutto – tra l’altro! – senza modificare la data di pubblicazione e dunque senza nemmeno evidenziare, per il lettore ma anche per rispetto all’assessore, la manipolazione, effettuata dopo la sua pubblicazione e presumibilmente all’insaputa dell’assessore stesso (almeno ce lo auguriamo alla luce del rispetto fin qui da noi nutrito per l’assessore Copparoni).

Citiamo direttamente: “L’orto è un abuso e come ogni abuso va sanzionato. Se hanno voglia, cosa lodevole, di coltivare la terra ad orto, rispettino la legge e facciano regolare richiesta, sarà loro assegnato un appezzamento di terreno, poi la zappa gliela do io!

Ci verrebbe da definire il tono di minaccia che trapela da tale aggiunta, come derivante da un comportamento isterico, non fosse che riteniamo che l’organo in questione sia estremamente più nobile e più accostabile alla introspezione ed auto valutazione rispetto a quello erettile che pare aver guidato il sindaco, forse troppo avvezzo ormai alle frequentazioni gentilianiane ed ai celodurismi padani.

Non possiamo poi non rimarcare per l’ennesima volta (e non siamo i soli!) l’uso assolutamente improprio e perverso che il sindaco dott. Giovanni Azzolini si ostina a fare del sito istituzionale del Comune di Mogliano Veneto. Non proviamo simpatia per i motti leghisti, ma almeno gli zeloti in camicia verde usano lordare con la loro discutibile prosa solo i cavalcavia delle strade provinciali: prenda esempio il dott. Giovanni Azzolini!

POST SCRIPTUM: spero non sia necessario entrare nel merito del senso del titolo, e che sia chiaro a tutt* quale bersaglio possa aver mancato l’organo del sindaco a cui s’è fatto riferimento più sopra!


Feste civili

La soppressione delle feste civili, contenuta nelle misure straordinarie di finanza pubblica del Governo di questo agosto, è un colpo molto duro inferto al già precario equilibrio simbolico su cu si regge l’identità della Repubblica.

Noi, benché convinti che atti di sobrietà e di austerità siano inevitabili, dati i tempi calamitosi in cui viviamo, riteniamo che l’abolizione delle festività del 25 aprile, del Primo maggio e del 2 giugno produca gravi conseguenze sia sul piano della coesione civile, sia sulla produttività della società italiana, a forte vocazione turistica e culturale.

Non si comprende, in particolare, perché la questione non abbia riguardato l’intero assetto dei giorni festivi del nostro paese, escludendo a priori quelli religiosi e quindi prevedendo, se del caso, una temporanea sospensione degli effetti del Concordato, da definire con la S. Sede. E’ infatti importante trattare gli spazi di festa collettiva non solo come occasioni di riposo o di svago, ma come espressione di una sensibilità comune verso temi, figure eventi della tradizione, laica o religiosa che sia. Di qui l’esigenza di un ragionamento intellettualmente onesto, che non sia solo l’esito involontario dello zelo di qualche anonimo tecnico economico ministeriale.

Non si può, del resto, non rilevare come – sul piano politico-istituzionale – lo spostare alla domenica successiva la celebrazione della sconfitta del fascismo, della nascita della Repubblica e di quel lavoro che la Costituzione pone a fondamento dell’Italia costituisca, di fatto, la negazione di quel patriottismo costituzionale e di quella idea di democrazia sociale su cui si è costruita e sviluppata la miglior storia della nostra Repubblica.

Per queste ragioni lanciamo un appello, aperto a tutte le cittadine e i cittadini italiani, affinché il governo receda dai suoi propositi.


Roberto Balzani
(Univ. di Bologna, Sindaco di Forlì), Thomas Casadei (Univ. di Modena e Reggio Emilia), Sauro Mattarelli (Pres. Fondazione A. Oriani, Ravenna), Maurizio Ridolfi (Univ. della Tuscia, Viterbo)

**** La petizione può essere firmata qui ****

POST SCRIPTUM: Oggi ci hanno segnalato che anche la CGIL ha lanciato una petizione analoga. Riteniamo che la cosa migliore sarebbe unificare queste iniziative per evitare la dispersione, ma non sapendo come evolveranno le cose vi diamo il link per firmare anche questa: PER FIRMARE LA PETIZIONE DELLA CGIL.


Certo che…

Se io scrivessi qui che non vale la pena dire che “i Leghisti sono dei razzisti ignoranti, occupatori di careghe alla faccia di una base pecora e credulona, incapaci mediamente di mettere tre parole in fila in italiano e che, per questo, cercano di salvarsi promuovendo il dialetto. Che sfruttano i peggiori istinti della gente spaventata per pilotare le paure in modo tale che risultino strumentali ai loro obiettivi di potere personale, irrispettosi verso qualsiasi cosa che non sia il loro portafoglio ed il cuscino su cui posizionano il deretano”. E dicessi che non vale la pena perchè “essere leghisti è equivalente ad essree descrivibile con questi concetti” probabilmente qualche leghista avrebbe ragione di incazzarsi, ammesso che i leghisti leggano questo blog (ammesso che leggano….)

Non credete?

Bene: a me non passa nemmeno per l’anticamera del cervello scrivere cose di questo genere – non dico che non le penso, il pensiero fa parte della mia sfera privata a cui ho diritto e sulla quale nessuno può sindacare! Ma certamente non le scrivo.

Cosa dovrei fare io sentendo un ministro dell’attuale governo italiano – appena fuggito dai monti bellunesi perchè sgradito a coloro che pur appartenendo alla sua forza politica si sono sentiti traditi – affermare sui contestatori che “si trattava di una dozzina di stronzi”. Nulla: tanto io non ero tra i contestatori e lascio ai sindaci leghisti della zona reagire all’offesa!

Poi sento che metà di questi erano comunisti. Anche fin qui poco male: anche Borghezio ritiene che Maroni sia più o meno un comunista: affari loro!

Quando però questo ministro afferma che non dice che la metà erano “comunisti stronzi”, perchè non vale la pena aggiungere l’appellativo stronzo ad un comunista essendo la stronzaggine insita nell’essere comunisti (lui però l’ha detto in maniera decisamente più sgrammaticata non avendo mai avuto il dono della retorica ne del dominio della lingua italiana).

Be’ ecco: a questo punto mi girano! E mi girano a tal punto che mi verrebbe da dichiarare cosa io pensi effettivamente dei leghisti. Non lo faccio e mi tengo i miei pensieri: non vorrei mai che a qualcuno venisse la tentazione di muoversi per querele: io non sono mica protetto dallo scudo della casta…


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