Archivi del mese: ottobre 2011

LIBERI DI SCEGLIERE

NO ALLA LEGGE CONTRO IL TESTAMENTO BIOLOGICO

Venerdì 4 novembre 2011 ore 20.30
C.Civico Via Terraglio, 43 – Mestre (Ve)
Località Favorita (stabile Poste)

INTERVENGONO

MARIO DALLA TOR
Vicepresidente Provincia Venezia PDL

LAURA PUPPATO
Presidente Gruppo Consigliare PD Regione Veneto

MICHELE BOTTA
Avvocato dello Stato

CRISTIANO SAMUELI
Presidente Associazione Italiana per le Decisioni di Fine Vita

DELIA MURER
Deputata PD

Modera
FRANCO FOIS
Comitato Art.32 “sulla mia vita decido io”

COMI T A T O A R T . 3 2 “ S U L L A M I A V I T A D E C I D O I O ”
GIANNA MASIERI e-mail: giannrema@gmail.com
SANDRO MACCATROZZO e-mail: maccatrozzo3@alice.it
Pagina Facebook: fermiamo la legge contro il testamento biologico

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Sipia

Tempo fa commentai le esternazioni delle “Raixe venete” e ne seguì un breve quanto poco stimolante dibattito sulla storia della Serenissima Repubblica (oligarchia per la verità) di cui, se devo proprio dirlo, poco mi frega, non fosse che perchè dalla storia c’è sempre da imparare! Ma di “stavamo meglio prima” è pieno il mondo e, avanti con il prima, tra un po’ uscirà un qualche movimento per la rivalutazione del Neanderthal. Ma tant’è.

In questi giorni il dibattito s’è riacceso grazie ad un intervento certamente più informato di me sulla storia veneta (non pretendo certo di ergermi ad esperto) ma non per questo meno critico, ma nel frattempo l’attenzione per quel post non s’era mai sopita e spesso mi domandavo perchè.

Fatalità oggi, trovando un link diretto l’ho seguito per arrivare a questo forum dove leggo: va’ al sito: comunistimogliano dasse un comentin…se voì. Al che uno – che si firma con sommo senso dell’ironia Stato Veneto Nederland: si tratterà forse di una sede diplomatica? – risponde: Incredibile che ghe sipia ancora xente che se definise “comunisti”.

Incredibile che gente che parla questa sottospecie di veneto da far rabbrividire un bel po’ di immigrati possa inneggiare alla purezza dell Serenissima: con un dialetto così per presentarsi al doge avevano l’obbligo di dotarsi di un interprete!


Lettera aperta alla giunta moglianese e ai consiglier​i di maggioranz​a

Abbiamo  lasciato  passare un  giorno prima di  scrivere un’ altra lettera aperta all’amministrazione dopo il  consiglio  comunale del 19 ottobre, per sedimentare l’indignazione accumulata.

Abbiamo ascoltato il vicesindaco Boarina dire che NON CAPISCE le polemiche sul numero dei  figli  rispetto alle tariffe, perchè tanto hanno attivato il  fondo di solidarietà.
Egregio  vicesindaco.
Lei ha in  mano i  conti del nostro  comune, quindi si suppone li sappia fare.
Secondo lei a quanto corrisponde un ISEE di 10600 euro? per una famiglia numerosa significa essere su una strada. Quindi lei suppone che CHIUNQUE superi gli 800 euro mensili di  stipendio possa permettersi 200 euro o più di buoni  mensa.

In questo  momento le politiche sociali le stiamo facendo:

  • Noi con il  banco  alimentare per le famiglie numerose e il punto solidale per le altre famiglie bisognose
  • la COOP con il  progetto la casacca di Geppetto
  • la Caritas per vestiti etc…
  • Noi avendo portato dalla regione il contributo di minimo 600 euro a famiglia per le famiglie numerose.
  • I vari comitati dei genitori attivandosi per PROPORRE al comune soluzioni alternative alle attuali
  • Alcune parrocchie pagando le bollette alle famiglie indigenti

Abbiamo ascoltato l’assessore Severoni affermare  che non  è mai stato invitato alle riunioni sulle difficoltà attuali delle famiglie riguardo alla scuola. L’assessore non HA MAI RISPOSTO a nessuna mail che gli abbiamo  inviato, e che abbiamo regolarmente protocollato.

Le chiediamo assessore, secondo lei la quasi totalità della popolazione scolastica moglianese si è fatta abbindolare da  pochi  fomentatori come ha affermato in  consiglio? Oppure è la giunta moglianese che ormai non sa più ascoltare i suoi  cittadini?

Perchè non affrontate una riunione plenaria di genitori?

Forse perchè si è visto il  risultato con la riunione sul car-pooling? Li si avete potuto riscontrare la temperatura dei cittadini. Comunque speriamo abbia avuto modo in questi giorni di informarsi sulle proteste simili in altri  comuni ( vedi Casier).

Non rimarchiamo poi il  silenzio dell’assessore Tronchin su queste tematiche. Perfino i suoi  sostenitori in  consiglio hanno protestato ad alta voce contro l’immobilismo dell’assessore alle politiche sociali.

Passando agli interventi dei consiglieri leghisti ci risuonano ancora nelle orecchie gli  interventi del consigliere Mason e Zardetto.

Mason, ha accusato l’opposizione di essere moglianocentrica, perchè questa crisi non dipende dall’amministrazione, ma dalla crisi internazionale. Addirittura si  è spinto ad accusare i cassaintegrati di riposare sugli allori e di non  rimboccarsi le maniche per migliorare la loro situazione.
Egregio consigliere Mason, se permette conosciamo  benissimo la situazione di altri  comuni, di  altre  regioni e le posso assicurare che se la crisi è ovunque, le soluzioni adottate dagli amministratori non  lo  sono.
Non si chiede di tirare fuori il  coniglio dal  cilindro, ma di rendere partecipi  i cittadini delle scelte e non di calarle dall’alto in  quando ci si  considera i salvatori della patria in un periodo di  burrasca.

Le chiedo: era davvero necessario spendere tutti i soldi della vendita di SPIM  per asfaltare le strade? di quei 500 mila euro niente poteva essere destinato alle politiche sociali? E questo  è solo un esempio.

Chiudiamo  con  l’intervento del consigliere Zardetto: l’opposizione e i cittadini CHIEDONO, SI INDIGNANO, ma non  capiscono che non  è più tempo.

NOI CAPIAMO.

Capiamo che pur avendo chiesto che il  city manager o altri  organi dirigenziali si occupassero di recuperare fondi da concorsi pubblici, questa richiesta è stata disattesa (se vuole ho l’elenco dei bandi europei e nazionali che possono portare fondi alle casse moglianesi ).

Capiamo che pur avendo richiesto una maggiore vigilanza fiscale per ottenerne il 50% come contributo, questa richiesta è stata disattesa.

Capiamo che il  parcheggio dietro il  municipio è ancora gratuito.

Capiamo che avete dato un indirizzo a MOSE di diminuire i costi dei pasti, ma non accettate un  comitato di genitori che vi aiuti in questo.

Capiamo che tutto ciò è un danno per le casse moglianesi.

Invitiamo tutti i genitori alla protesta del  panino in  piazza domani sabato 22 ottobre alle ore 11. E nello stesso tempo invitiamo i nostri amministratori a confrontarsi con i  genitori moglianesi per delle migliori politiche sociali e scolastiche.

dr.ssa Marina Salvato e ing. Lamon Disma
(con Samuele, Nicolò, Sarah e Chiara)

coordinatori provinciali Tv ANFN
http://www.famiglienumerose.org/


Ma non vi ricorda nulla?!

Il sindaco Alemanno, che notoriamente è arrivato alla poltrona sull’anda di simpatie estremiste, vieta per un mese le manifestazioni nel centro di Roma: una ritorsione collettiva per gli atti di vandalismo e violenza messi in campo da pochi scatenati durante la manifestazione degli Indignados.

La questura aggiunge del suo: alla FIOM che chiedeva di sfilare fuori dal centro è stata negata l’autorizzazione.

Maroni promette che verrà applicata la repressione preventiva: chi sia sospettato di voler mettere in pratica atti di vandalismo sarà bloccato prima delle manifestazione. Non basta: annuncia che per poter manifestare bisognerà disporre di un capitale sufficiente a garantire il costo dei danni; come dire che potrà manifestare solo Berlusconi (che non disdegna i tentativi di aizzare il popolo contro i suoi nemici veri o presunti!) e Confindustria.

Intanto preparano la repressione contro i No-TAV: hanno iniziato lasciando trapelare, tra il dico e il non dico, che i vandali di Roma si sarebbero addestrati in Val di Susa ed ora lanciano l’allarme per il “diamoci un taglio” con cui la popolazione della valle vorrebbe abbattere le reti che proteggono gli infami cantieri.

Maroni annuncia un autunno caldo: prevede problemi e si appresta a mobilitare tutto (ciò che resta dopo i tagli economici dell’) l’insieme dei corpi di polizia ed immaginare emergenze e leggi speciali per fronteggiare la protesta con la repressione: non finiremo come in Grecia! Finiremo probabilmente molto peggio: se questo governo continua la sua cura per l’economia!

Un governo debole, che si regge sulla compravendita di voti parlamentari e su un equilibrio imposto a suon di espulsioni dai capibastone dei partiti che lo compongono (vale sia per il PDL che per la Lega), pretende di mantenere il controllo del paese con la repressione manu militari di qualsiasi genere di contestazione.

Ai miei occhi questa è una situazione pre-fascista, se non fascista del tutto.

Facciamo attenzione: questo lento (e nemmeno poi tanto!) scivolamento fa passare inosservati i passi verso una situazione drammatica: ce ne accorgeremo solo quando ci saremo dentro fino al collo?


La responsabilità di chi se ne frega

So che sto per attirarmi addosso le critiche dei benpensanti di tutti i fronti, ma in particolare di coloro che, sguazzando nel marasma del tanto peggio tanto meglio, hanno tutto l’interesse a mantenere il livello di tensione e attribuirlo a manca e… a manca. Ma non per questo tacerò, accollandomi il rischio ed assumendomi le responsabilità di ciò che scrivo.

Premetto che non nutro alcuna simpatia per chi sfrutta la protesta sacrosanta di centinaia di migliaia di persone per poter combattere la propria guerra non dichiarata (o dichiarata clandestinamente). Ed aggiungo che sono da sempre un non violento, per cui ancor meno simpatie nutro per coloro che ritengono che per combattere questa guerra si debba sfasciare cose e magari persone. Fatta questa premessa tralascierò in seguito le valutazioni morali sulle gesta del blocco nero a Roma sabato scorso e mi concentrerò su altro. Del resto se cercate giudizi morali non avete che l’imbarazzo della scelta: ne sono piovuti da tutti i pulpiti, anche e soprattutto dai meno titolati!

Esiste, in Italia come altrove, un’ampia sacca di emarginazione legata alle condizioni economiche che comprende diverse fasce di età, nazionalità e posizioni geografiche (intese nel senso di residenza in ambito metropolitano, urbano, rurale…). Questa popolazione  – che possiamo tranquillamente assumere come trasnazionale: l’Inghilterra, la Grecia e molti altri paesi l’hanno vista all’opera – ha in comune la quasi totale impossibilità di vedere un futuro di qualsiasi genere che non sia di tribolazioni e precarietà nel caso migliore, miseria nel peggiore.
Si tratta spesso di giovani e giovanissimi; in realtà le fasce di età sono rappresentate un po’ tutte, ma con l’avanzare degli anni l’assenza di futuro ha la tendenza a tramutarsi in disperazione e depressione piuttosto che in rabbia; o, laddove diviene rabbia, a sfogarsi in un ambito ristretto: in famiglia o comunque in prossimità. L’evidente aumento della violenza privata credo ne sia segnale lampante.

Cosa fa una persona che non vede futuro? O si abbandona alla disperazione o si batte con tutti i mezzi di cui dispone per conquistarsene uno. Cosa fa una massa di persone che non vede futuro: o si scannano uno con l’altro per strapparsi i brandelli della loro povertà oppure si alleano per cercare insieme mezzi efficaci a conquistarselo. Tertium non datur. Ed i giovani, si sa, sono più propensi all’aggregazione che al rinchiudersi solipsistico nella propria ricerca del successo o del potere.

Viviamo in una società che ha decretato, quasi scolpendola nella sua ragion d’essere, la morte delle ideologie. Con ciò semplificando in maniera volgare (si direbbe altrimenti: gettando il bambino con l’acqua sporca) e confondendo le fedi cieche ed irrazionali con le varie vie per ricercare un modo di vita diverso e (forse) migliore.

Non solo: con ciò è stata di fatto eretta a unica verità una di queste ideologie: quella che è apparsa al momento come vincente, che dice che ciascuno deve essere libero di perseguire la propria felicità anche a scapito dell’infelicità altrui. I più la definiscono “libero mercato” oppure capitalismo: io preferisco una definizione più generica: menefreghismo. Me ne frego di chi ha fame o sete: posso sempre lavarmi la coscienza con una donazione alle opere di carità (scaricabile dalle tasse) il mio obiettivo è la ricchezza, oppure il potere, la fama, l’immagine, e chi più ne ha più ne metta.

Allo scopo di raggiungere questi obiettivi ogni mezzo è lecito. Qualcuno obietterà: ogni mezzo legale è lecito! Già: ma dove va a finire il suo “legale” quando le leggi le fanno gli stessi che le considerano i mezzi per raggiungere il proprio scopo?! E quando poi queste leggi così di parte risultano scomode possono sempre cambiarle o semplicemente ignorarle: chi ha pagato per l’assenza di regole o il loro aggiramento che hanno portato alla mostruosa crisi globale che stiamo vivendo in questi ultimi anni?

Se il presidente del consiglio in carica dichiara di voler portare un milione di persone in piazza per abbattere i tribunali o i giornali che disturbano la sua ricerca delle felicità; se agisce ogni giorno per convincere il suo popolo che le leggi e le regole sono solo disturbi sulla strada del successo; come si può pensare che dei giovani disperati – e privi dei mezzi che lui ha a disposizione – abbiano remore a cercare di portare migliaia di persone in piazza per sfasciare tutto?!

Se alcuni dei suoi ministri minacciano di mobilitare “milioni di doppiette” contro il sistema ed attaccano a testa bassa un giorno si ed uno anche le istituzioni che – magari malamente ed a fatica – cercano di mantenere una parvenza di equilibrio democratico. Se altri ministri non indietreggiano di fronte alla corruzione, al familismo ed addirittura alla connivenza con le mafie pur di raggiungere i propri scopi. Se le chiese tacciono e nascondono atti inumani nei confronti dei bambini (adesso vanno di moda e se ne parla!) o di intere popolazioni (non se ne parla abbastanza ma si pensi a cosa è stato fatto ai nativi americani o australiani pochi decenni fa con la connivenza e la complicità del clero). Se l’industria può ridurre in povertà migliaia di famiglie per trasferirsi in una altro paese dove può sfruttarne a livello di quasi schiavismo migliaia di altre solo per aumentare il margine di profitto. Se un medico può asportare un organo sano per aumentare il fatturato di una clinica privata. Se un sindaco può comprarsi la promozione a più alti incarichi arricchendo i suoi sodali.

Se tutto ciò può accadere (e accade di continuo!) qual’è la colpa imputabile a questi che hanno sfasciato tutto forti del loro numero e dell’anonimato garantito dal potersi perdere in una enorme folla?! Perchè sfasciare una vetrina dovrebbe essere più colpevole che lasciar sfasciare una città come L’Aquila?! Oppure peggio che costruire quartieri abusivi su pendii franosi che alla prima pioggia consistente cedono?!

Sia chiaro: la mia non intende essere una giustificazione ai loro atti, anzi! Il danno principale l’hanno fatto all’enorme movimento pacifico che si è messo in moto e del quale mi sento in qualche modo parte. E nemmeno sono animato da uno spirito perdonistico in chiave “poverini: nelle loro condizioni…”.

Dico più semplicemente che chi toglie la speranza ed incita al menefreghismo è almeno altrettanto colpevole della mano che sfascia: la rabbia di questi gruppi esplode, ma il carburante è stato fornito da altri come altri ancora gli hanno tolto gli strumenti, le possibilità, le alternative: un obiettivo per il quale lottare! In questo modo pensando di togliere loro la lotta, la voglia di farlo, ma con l’unico risultato di lasciare una rabbia cieca ed incontrollata, che esplode dove può, quando può e contro chiunque si trovi davanti.

E la sinistra (quel che rimane…) non ha colpe? Non mi riferisco certo alle bufale di taluni esponenti del PDL sui mandanti morali: certe baggianate non dovrebbero avere nemmeno diritto di cittadinanza in un dibattito segnato da un minimo di intelligenza, da un Q.I. superiore a quello di un paramecio. Ma in Italia ci sono più parameci al potere e nei mezzi di comunicazione che nelle acque stagnanti.
La sinistra ha una colpa ben più grave: in larga parte ha da tempo abbandonato la sua anima: la ricerca di una società diversa, di un mondo migliore. L’ha fatto per abbracciare l’ideologia vincente senza accorgersi che, per schierarsi dalla parte giusta, perdeva la possibilità della giustizia. Se non posso lottare per un mondo migliore che mi rimane oltre che lottare per migliorare la mia situazione personale? Se posso lo faccio, altrimenti posso quantomeno lottare per sfogare la rabbia di non aver altra possibilità!

Ed il colpo di grazia arriva oggi da Di Pietro che lancia l’assist alla destraccia più retriva: ci vuole una riedizione della Legge Reale! Esatto proprio quella che non solo non ha risolto i problemi di ordine pubblico, ma ha guidato l’Italia negli anni più bui della violenza politica ed ha ammazzato più cittadini innocenti che la TBC!
Proprio una bella idea: a questo governo di piduisti (e pitresisti, piquattristi…), golpisti e secessionisti non manca altro che una bella legge speciale che, nascoste al mondo le intercettazioni e gli atti dei processi per qestioni di privacy, sottomessi giudici e tribunali allal volontà politica, consenta loro di far reprimere qualsiasi dissenso dalle forze di polizia che controllano, senza un minimo di garanzia dei tribunali terzi!

Eccoci dunque: la destra pretende repressione e la sinistra (?) per non essere da meno la porge su un bel piatto d’argento! Al prossimo morto o sfascio o rivolta torneremo a chiederci di chi sia la responsabilità…

PS: avete sentito dove si sarebbero addestrati? Ma nei boschi in Val di Susa: dove ferve la protesta anti TAV! Eccoci qui: già al lavoro per preparare la prossima repressione…


La storia si ripete: in farsa!

A Roma ci sono forse 500mila persone che sfilano protestando pacificamente in un corteo colorato. E ci sono anche 200 o 300 (senza mila!) esagitati che attaccano auto, banche e caserme mentre le forze dell’ordine totalmente impreparate – anzi: del tutto assenti dalla zona! – non fanno nulla per impedirlo.

Quando arrivano (le forze dell’ordine), partono scontri tali da far si che la vera manifestazione devii il suo percorso evitando di sfociare in piazza San Giovanni, ormai ridotta ad un campo di battaglia dove le camionette girano impazzite fino ad imbottigliarsi: una verrà distrutta dal fuorco di una molotov appicato dopo la fuga dei carabinieri a bordo.

Mio figlio, che ha 8 anni, ai primi scontri visti su RAI News lamenta il fatto che se anche avevano ragione adesso hanno torto visto che stanno distruggendo la città. Gli ho risposto che 500mila hanno ragione e solo 300 hanno torto, ma poi si parlerà solo di questi dimenticando le 500mila ragioni, o meglio: ignorandole volutamente con la scusa dei 300 torti.

Quando escono le prime dichiarazioni di esponenti della destra (Massimo Butti, capogruppo PDL in Commissione di Vigilanza che insulta in maniera vergognosa contro la diretta di RAI News 24), mio figlio mi dice: ma riesci a prevedere il futuro?!

Non credo di essere un mago; non credo che ci volesse nessuna arte occulta per prevedere ciò che sarebbe avvenuto. Genova ce l’aveva già mostrato dieci anni fa: il potere spaventato crea le occasioni di scontro per deviare il discorso dalle sue colpe al teppismo di alcuni, approfittandone per cercare di accollarlo a tutti.

Si accettano scommesse sui titoli dei telegiornali di questa sera e dei giornali di domani: Guerrilla (ma loro scriveranno guerriglia) urbana a Roma: il corteo degli indignati sfocia nella violenza incontrollata.

Quanti saranno quelli che, sufficientemente informati, saranno in grado di fare la tara a questi titoli?


Consiglio comunale imperdibile il 19 ottobre

Si parlerà (speriamo davvero questa volta!) di strategie e futuro delle società comunali: di SPL in liquidazione, di cui non si sa praticamente nulla, con una speciale enfasi sull’ex Centro Giovani; di Mo.Se al centro delle polemiche in questo periodo per le contestazioni dei genitori e lo scarica barile dell’Amministrazione che accusa lo sciopero di mettere a rischio i posti di lavoro; e di Molius la cui vendita sta “come color che son sospesi” e da cui dipende il futuro del centro di Mogliano (e scusate se è poco!)

Vale proprio la pena esserci!

Qui potete scaricare l’Ordine del Giorno


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