La devastazione del territorio

Ricordate “La casa sulla roccia“?  

A quell’epoca che ora pare remota (ma si trattava solo del maggio di quest’anno) Azzolini dichiarava in pompa magna sul suo organo informativo personale (MO.VE: curato per lui dal suo addetto stampa ma pagato con i soldi del Comune!) “Se il mandato amministrativo fosse paragonabile al Giro d’Italia, allora abbiamo appena superato il Gran Premio della Montagna: la salita più dura è alle nostre spalle. Comincia ora una discesa“.

Già all’epoca non l’abbiamo lasciato passare sotto silenzio (e non mi riferisco ai congiuntivi mancati). Proprio in quei giorni nasceva “Non fiori ma opere di bene“, la campagna lanciata dal Coordinamento Genitori Democratici (CGD) per contestare le scelte di bilancio che – facili profeti – denunciavano come punitive per le famiglie: taglio ai trasporti, alla pre accoglienza ed ai contributi per la mensa. Ovviamente immediatamente tacciati di disfattismo (o peggio komunismo!) dall’esagitato sindaco che, forte del suo innato spirito manageriale, spergiurava su aumenti solo per i ricchi ed i non residenti, di servizi che non sarebbero stati ridotti, di scelte ecologiste e chi più ne ha più ne metta. Stiamo vedendone in questo periodo i livelli di affidabilità…

Ora pare arrivata anche per l’azzoliniana roccia la stagione delle piogge e, con questa, la devastazione del territorio: morale ed economico se non fisico.

Iniziando da SPL, tutte le partecipazioni economiche del comune – Mo.Se., Consorzio Molius, l’Istituto “Costante Gris” – hanno prima iniziato a dare segni di cedimento ed ora franano senza più alcuna speranza di aggrapparsi a quella discesa che il nostro sindaco descriveva come una riposante passerella d’onore. Nel mentre l’amministrazione che regge le sorti del (o si gioca a sorte il) nostro disastrato comune, non solo non ha nessuna idea, ma nemmeno fa finta di averla ed anzi cambia bandiera ogni tre per due senza riuscire a raccapezzarsi tra fallimenti e chiusure, ma in compenso abilissima a scaricare le responsabilità.

Per Mo.Se. hanno più volte sbraitato che la protesta del panino (prevedibile evoluzione del Non fiori ma opere di bene) mette a rischio i bilanci dell’azienda e dunque i posti di lavoro. Avessero speso i soldi stanziati – che già sono una miseria, ma come non bastasse giacciono intonsi nelle casse comunali! – i bambini mangerebbero più decentemente, la protesta sarebbe probabilmente limitata alla richiesta di maggior intelligenza amministrativa per gli anni a venire, la situazione di Mo.Se. sarebbe meno critica (si tratta pur sempre di soldi che lì vanno a finire!) ed avrebbero mostrato almeno di provarci. Invece no: oltre a tagliare pesantissimamente, non stanno nemmeno spendendo quei pochi soldi!
In più la “scelta strategica“, voluta da Azzolini e suo enturage, di assegnare a Mo.Se. la refezione di un Gris già in pre-crisi, mostra adesso le ricadute attendibili: abbandonato qualsiasi piano di salvataggio dell’Istituto, il personale di Mo.Se. sta subendo le stesse restrizioni di quello del Gris: un centinaio circa di lavoratori senza stipendio e – almeno per quanto riguarda Mo.Se. – a rischio licenziamento immediato!

Sull’Istituto “Costante Gris” s’è già detto sopra: aggiungiamo solo che dopo aver fatto per mesi la voce grossa sul fatto che non s’aveva da vendere, da un po’ (l’avete notato?) Azzolini non ne parla più, limitandosi a riferimenti sulla Cittadella della Salute (che ha garantito di avviare entro novembre: e non ridete per cortesia!) e sul Consiglio di Amministrazione da ripristinare: evidentemente ha qualche altro amico da piazzare.

Per quanto riguarda il Consorzio Molius siamo alle comiche finali: esiste una relazione del presidente della commissione incaricata di indagare ma i consiglieri e tantomeno i cittadini non ne sanno nulla, se non che è top secret per non rischiare di influenzare negativamente un mercato che tanto non esiste al quale l’Amministrazione vorrebbe svendere una quota che manca poco verrà forse pignorata come i conti del Gris. Finirà per diventare definitivamente la parte gratuita dei parcheggi centrali… insieme al resto per il quale non si sa ancora se qualcuno prima o poi raccatterà il danaro dei parchimetri!

Intanto Azzolini e la sua giunta pedalano giulivi per la discesa post gran premio della montagna, verso la definizione del PAT: il Piano di Assetto Territoriale (la nuova versione dei vecchi PRG) ovvero “lo strumento con il quale si potranno raggiungere gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile della nostra città” (parole di Azzolini sulle news del sito del comune). Secondo Boarina “si andrà a sistemare un territorio martoriato da decenni di varianti urbanistiche” anche se non è ben chiaro se quelle concesse in questo scorcio di legislazione da un’amministrazione tutt’altro che parca nel farlo, rientrino tra le cose da sanare o meno.

Muoio dalla curiosità di leggere il questionario (“Abbiamo previsto addirittura di spedire nelle prossime settimane a tutti i moglianesi un questionario“) con il quale i cittadini dovrebbero poter dire la loro sulle scelte che saranno fatte. Ed ovviamente saremo presenti alle “assemblee pubbliche finalizzate al coinvolgimento di tutte le categorie economico e sociali, dai quartieri agli stakeholder“.

Per il momento ci limitiamo a far notare, che lo stakeholder è uno solo, mentre nel caso del PAT i soggetti interessati (che in inglese si traduce con stakeholders) sono certamente moltissimi… e solo una minima parte di loro è iscritta alla Lega Nord!

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