Senza pudore

Il sit in è stato organizzato solamente da una componente sindacale, mentre il sindaco ha rivolto a tutti i sindacati e ai lavoratori un appello al dialogo: “Bisogna abbassare i toni, rispettare le regole e capire la gravità dei fatti. Sono personalmente disposto a promuovere momenti di incontro, nelle opportune sedi, con la convinzione, che la tutela dei posti di lavoro passa per un dialogo con l’Amministrazione Comunale e non per lo scontro contro l’Amministrazione Comunale. Certo che è rammaricante, osservare come i dipendenti della Mose, hanno deciso, con insulti ed offese, di partecipare al consiglio comunale di ieri sera.

Riporto queste parole, senza alcun intervento o taglio, testualmente dalla news che appare in primo piano questa sera sul sito del comune.

Come ho già avuto modo di dire, i lavoratori di Mo.Se. sono venuti ad un Consiglio Comunale blindato e semi clandestino (nemmeno annunciato sul sito come normalmente) chiedendo formalmente un incontro con tutti i capigruppo: di maggioranza e di opposizione. L’obiettivo è che le due delibere che di fatto decretano la fine di Mo.Se. fossero stralciate dall’ordine del giorno per avere il modo ed il tempo di discutere le misure annunciate solo tre giorni prima dall’amministrazione senza nessuna consultazione con le parti sociali o con la direzione.

A questa richiesta è stato opposto un secco no: non alla richiesta di stralcio – si badi bene! – ma alla semplice richiesta di incontro con i capigruppo! Solo l’opposizione ha accolto l’invito e, per poter avere l’incontro, è stata costretta a chiedere una sospensione della seduta ed anche ad attendere i tempi regolamentari per poterla ottenere!

Dopo l’incontro tutti i gruppi dell’opposizione, nessuno escluso, si sono adoperati per chiedere lo stralcio temporaneo, finalizzato ad una trattativa o quantomeno ad una chiara spiegazione. Ma la maggioranza ha proseguito imperterrita e sorda a qualsiasi argomentazione o richiesta, votando compatta senza nemmeno argomentare le scelte: pronti ad ubbidir tacendo e tacendo morire!

Solo a questo punto sono partite le contestazioni, certamente animate, di coloro che si sono trovati cornuti e mazziati, come dicono a Napoli, e per giunta sfottuti da qualche faccia di bronzo verde padano.

Oggi Azzolini, con fare esagitato, ha accusato i lavoratori di fare comunella con l’opposizione e per questo ha continuato a rifiutare di riceverli. Adesso sproloquia su una sola componente sindacale: qui si tratta dei lavoratori quasi al completo, non di sigle o componenti, ma di persone che vedono il loro destino messo in forse da scelte che ad essere buoni si possono considerare scellerate e miopi, ma a pensare male puzzano di truffaldino: si intende privare Mo.Se. del minimo vitale per poi cederne i gioielli (i centri cottura) ad acquirenti già individuati per la loro stretta prossimità con i partiti al governo a Mogliano!

Se questa brutta ciste verde sviluppatasi a Mogliano, che qualcuno chiama Amministrazione Comunale, avesse anche solo considerato un attimo le conseguenze di certe azioni ed avesse almeno tentato il dialogo quando ce n’era l’opportunità e la necessità, magari spiegando le proprie ragioni se ritengono di averne! Certo adesso non saremmo nella condizione di impotenza totale in cui ci si è improvvisamente ritrovati.

Azzolini invita al dialogo su cosa?! Intende forse arrogarsi diritti di dittatore padano ed annullare una delibera votata in Consiglio Comunale? Oppure riesce a convincere la sua maggioranza di burattini votanti che avevano solo scherzato e che Mo.Se. non va distrutta?!

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