Il fiore c’è, ma l’occhiello è slabbrato

Ieri abbiamo assistito ad un incontro che, se non segnasse in maniera negativa il destino di lavoratrici/tori, genitori e bambini, avrebbe dell’esilarante. Purtroppo non c’è nulla da ridere: stanno picchiando sempre più duro sui cittadini, lo fanno senza nessun riguardo e nessun pudore, ma soprattutto lo fanno senza essere in grado di accampare uno straccio di giustificazione che possa reggere!

Stiamo parlando del Lilliput: l’unico nido comunale di Mogliano, attualmente gestito da Mo.Se., per il quale il Consiglio Comunale di yes men verde padano ha decretato la messa all’asta, con la giustificazione dei costi eccessivi.
Un asilo – è bene ricordarlo! – definito dallo stesso assessore severoni “il fiore all’occhiello” dei servizi comunali, non più tardi di ottobre e poi messo in chiusura senza che vi sia stato il modo di parlarne prima (nemmeno per un preavviso legato anche solo alla buona educazione!) con i lavoratori e gli utenti.

Un’assemblea ieri sera, imposta dagli utenti, a cui hanno partecipato l’assessore Severoni, il presidente di Mo.Se. Elio Michielan, il direttore di Mo.Se. Cadamuro e la dirigente comunale Corbanese. Insomma: in teoria un politico (Severoni) e tre “spalle tecniche” per non farlo sentire solo; in pratica un politico mancato (Michielan), due tecnici ed un povero Severoni sballottato tra il non voler dire, il non sapere ed il far finta di non capire.

Abbiamo sentito accampare motivazioni smontabili da un bambino delle elementari, del tipo che non si tratta di una chiusura, ma del “affidamento a privati a cui sarà imposto (SIC!) di garantire i livelli occupazionali, contrattuali e di qualità” ma che potranno ridurre i costi grazie “alle economie di scala“.

Ora: se un nido comunale passa ai privati, a casa mia significa che il nido non è più comunale e dunque che chiude il nido comunale ed apre un nido privato. Che poi tra la chiusura e l’apertura non vi sia soluzione di continuità, e che il privato debba assumere il personale lasciato da Mo.Se. sono obblighi di legge, ma non mi si dica che non cambia nulla!

Secondo: le motivazioni. Severoni dice che il Lilliput costa circa 500mila euro/anno per l’85% determinati dal costo del personale e dunque per il 15% da altro. Se il privato che subentra deve per contratto garantire i livelli occupazionali e contrattuali, il costo del personale rimarrebbe lo stesso. Per garantire i livelli qualitativo potrà forse fare qualche economia di scala sul rimanente 15% ma non certo abbatterlo in maniera drastica! Supponiamo che queste economie possano essere del 10%? E’ già moltissimo, ma concediamolo. Si tratta del 10% calcolato sul 15% ovvero su 75mila euro/anno e dunque circa 7.500 euro/anno: il costo di due aiuole di fiori, come candidamente ammesso dall’assessore Boarina nell’ultima assemblea pubblica con i genitori!

Sempre lui (il povero Severoni), dice che, visto che l’85% dei costi è legato al personale, l’unica strada per tenerlo aperto sarebbe stata quella di tagliare questo capitolo: non se la sono sentita ed hanno preferito passare la mano al privato. Tradotto dal “faccio finta di non capire” all’italiano corrente significa che, per non fare la parte di quelli che licenziano, svendono a terzi e lasciano che a licenziare siano loro! Vedremo tra qualche mese il mantenimento dei livelli occupazionali e di qualità!

Ma l’apice della demenzialità spudorata l’ha raggiunto il presidente Michielan (di cui abbiamo già chiesto le dimissioni in tempi non sospetti!) quando, davanti a decine di genitori ed educatori esterrefatti, si è lanciato in una difesa d’ufficio del privato (i concorrenti della Mo.Se. di cui lui è presidente!), per altro non richiesta, sia nel caso del nido che in quello della ristorazione scolastica!
E’ arrivato al punto di dire che il privato che a Preganziol ha vinto la gara con un’offerta di 3,70 euro/pasto “può permettersi di rimetterci 50 centesimi visto che eroga un milione di pasti/anno“.

Non si capisce se non ha chiare le dinamiche del mercato (nel qual caso meglio che torni a fare solo il consigliere di sezione della Lega nord!), oppure le capisca e stia intrallazzando per interessi politici (nel qual caso sarebbe meglio che si dimettesse anche da consigliere di sezione della Lega nord!): è chiaro che se il privato ci sta rimettendo significa che fa dumping quest’anno (prezzi sottocosto per aggiudicarsi un mercato ricco) ma che una volta consolidata la sua posizione potrà permettersi non solo di adeguare i prezzi ai costi, ma anche di recuperare quanto concesso in precedenza!
Cosa significa per questo privato consolidare la posizione? Ovvio: mettere le mani sul centro cottura di Mo.Se. – centrale nell’area – per evitare di dover produrre i pasti fuori e portarli in zona. Ottenuto ciò chi mai potrà scalzarlo da una posizione dominante anche se riportasse il prezzo a livello medio di mercato?! Ricordiamo che la seconda offerta a Preganziol era di 4,30 euro/pasto e certamente anche quel concorrente aveva fatto il possibile per abbattere i costi ed aggiudicarsi la gara!

Genitori inferociti, lavoratrici/tori inferocite/i, ennesima pessima figura per l’Amministrazioen Comunale, conferma del ruolo di banditore d’asta del quale è stato incaricato Michielan, totale spiazzamento del direttore Cadamuro e della dirigente Corbanese difensori obbligati per dovere d’ufficio.
Ma alla fine un nulla di fatto: l’ennesima svendita del patrimonio publico da parte di questa Amministrazione che continua ad imputare i problemi di Mogliano alla crisi internazionale facendo finta di non sapere che la causa prima sta nella riduzione dei trasferimenti statali legata al mancato rispetto del patto di stabilità nello scorso anno: effetto di spese assurde e facilone (City Manager, piste di pattinaggio, aiuole fiorite, concerti e festini, portavoce e giornali di propaganda,  e chi più ne ha più ne metta) e previsioni di entrate sballate (quote Molius, vendita aree verdi, ecc.), tutte comunque legate alla loro comprovata incapacità di governare

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2 responses to “Il fiore c’è, ma l’occhiello è slabbrato

  • laura

    Scusate il ritardo……ma per precisare che il partecipante di Mo. Se. all’assemblea non era il sig. Michielan ma era Ugo Rossi…..

  • francyval

    Mea culpa: mi batto il petto visto che ero presente a quell’assemblea e ne ho fatto il resoconto. Purtroppo non conosco bene l’uno né l’altro ed ho dato per scontato chi fosse.
    Questo ovviamente cambia poco la situazione considerando che il sig. Rossi ha fatto comunque le veci di presidente ed è dov’è grazie al suo stretto rapporto con il sindaco dott. Giovanni Azzolini e la sua giunta, che si affida a lui per il “lavoro sporco” evidentemente al Gris come al Mo.Se.
    Del resto se di Michielan avevamo chiesto le dimissioni in tempi non sospetti, del sig. Rossi avevamo avuto occasione di lamentare la condotta in più di un’occasione!

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