Lega di lotta e di radicchio

Questa mattina ho assistito alla sfilata leghista in piazza di fronte alle sparute file dei visitatori della altrettanto sparuta Sagra del Radicchio, per l’occasione (dopo aver fatto chiudere la Pro Loco) fatta organizzare a  Terre Venete, “associazione apartitica” (art. 2 del suo statuto), fondata a maggio di quest’anno giusto in tempo per raccogliere i finanziamenti (si dice piuttosto lauti!) erogati dalla Provincia di Treviso.

Abbiamo sentito prima il vice sindaco Boarina presentato come Assessore all’Identità e Tradizioni Locali – forse perchè la delega al bilancio attualmente non comporta una grande popolarità?! – quindi il presidente Muraro anch’egli salvatore del radicchio patrio.

Abbiamo appreso che i problemi dell’Istituto Gris e dei produttori locali di radicchio derivano fondamentalmente dalle amministrazioni di centrosinistra, preferibilmente (ma non esclusivamente) del centro sud. Poi dipendono dal governo Monti che dà soldi alle banche anzichè al Gris ed al radicchio.
Infine ha voluto prendere le distanze dall’assessore regionale Sernagiotto precisando che la scelta purtroppo spetta a lui ed è assolutamente diversa da quelle auspicate da comune e provincia. Non pareva veramente che Azzolini si ribellasse alla nomina a commissario del Gris responsabile per la privatizzazione che ormai da diversi giorni aleggia.
Lo stesso Azzolini che, intanto, in seconda fila, accusava chi esponeva la locandina della fiaccolata per il Gris che si terrà giovedì 15 dalle 18.00, di “fare politica anche oggi” con sguardo di commiserazione mista a rimprovero.

Poi, questa sera, sento in TV il governatore Zaia inveire contro i tagli alle pensioni ed i parlamentari che non vogliono rinunciare ai loro privilegi. Non posso che immaginare che in precedenza il governatore elargisse il lauto stipendio di ministro dell’agricoltura per aiutare i produttori di radicchio (et altro: ricordo le sue foto in campagna elettorale in vigne con calici di vino…) e gli istituti di beneficienza.
Immagino inoltre che attualmente il governatore non porti a casa mensilmente meno dell’emolumento di un consigliere regionale: non lauto magari quanto quello di un parlamentare ma nemmeno molto distante.

Dimentica Zaia che il primo scalone dell’età pensionabile era stato voluto da Maroni e poi moderato dal governo Prodi? Dimentica che lui e/o i suoi colleghi padani hanno fatto parte attivamente dei governi Berlusconi  che ci hanno lasciato non solo con un aumento esponenziale del rapporto deficit/PIL, ma anche con regalie miliardarie verso gli evasori fiscali (scudo fiscale), le classi più agiate (eliminazione dell’ICI anche per le abitazioni di lusso) e le aziende del presidente (regalo delle frequenza televisive a Mediaset) contribuendo non poco ad infilarci nella situazione che è stata usata come giustificazione delle attuali manovre sanguinose.

In compenso i costi della politica sono sempre quelli degli altri: sistemare i propri Trota in regione non è nepotismo! Risulta che mercoledì a Treviso si terrà una riunione straordinaria di tutte le province venete, organizzata dalla Lega per contestare l’auspicato provvedimento del nuovo governo che vorrebbe farne organismi rappresentativi delle consociazioni dei comuni dotati di pochi membri nominati e privati degli abbondanti stipendi attuali.
Non ho notato che su questi possibili risparmi sui costi della politica Muraro questa mattina abbia colto l’occasione per pronunciarsi, ne che siano stati considerati da altri.

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One response to “Lega di lotta e di radicchio

  • marina salvato

    Commento lasciato sul profilo facebook di Muraro
    Egregio Presidente, sono stata oggi alla mesta festa del radicchio di Mogliano. Spero proprio che le prossime amministrazioni siano più lungimiranti e sappiano riconoscere i meriti di chi davvero valorizza l’agricoltura relazionale e la salvaguardia del territorio facendo rete e non politica. Associazioni di facciata non potranno sostituire associazioni e reti di agricoltori e appassionati del recupero di antiche tradizioni, semi, promotori di un’agricoltura sana, che attiri i giovani e il lavoro del futuro. Per una sagra del radicchio tristolina e avulsa dal territorio, ci sono tante feste veramente popolari. Guardi alla recente chiamata a raccolto dell’istituto agrario di Feltre, o all’ottimo lavoro dei Forti Mezzacapo, Marghera, Carpenedo e Bio Rossarol. Li davvero dall’agricoltura rinasce una comunità aggregante. Anche i coltivatori Bio Bellunesi hanno saputo far rinascere un intero territorio con prodotti presidi slow food e apolitici, e con loro si sono aggregati forum di difesa del territorio e lo stesso Petrini. Questi i valori della terra…

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