Certo che Vergani c’ha un tempismo…

Ho visto finalmente (???) il numero di novembre di MO.VE. ridicola pubblicità del sindaco e della maggioranza leghista pagata con i nostri soldi, che il comune si ostina a spedire a casa di molti moglianesi: a me no, forse perchè hanno letto i miei precedenti commenti? Forse perchè sono l’unico che lo legge davvero invece di cestinarlo direttamente?!

Comunque sia il tempismo del fogliaccio patinato è fenomenale: la volta scorsa parlava di “Casa sulla roccia” mentre la giunta si apprestava a votare un bilancio di lacrime e sangue; questa volta si apre con un editoriale che porta come titolo “L’Istituto Costante Gris e la sua casa di riposo non possono essere venduti, appartengono alla città di Mogliano“.

Non pago della scarna sintesi (?!?) del titolo il Vergani che lo firma chiude con la frase “La vendita quindi della Casa di Riposo è un’azione irresponsabile ed illegale e credo che l’intera cittadinanza moglianese condivida questo mio punto di vista“.

Quel che sarebbe buffo è che per una volta il Vergani, sebbene tra lapsus calami e svarioni di copia/incolla, avrebbe pure ragione: e la fiaccolata di questa sera, popolare e popolata, ne è la dimostrazione lampante!

Peccato che nel frattempo il sindaco abbia cambiato idea ed inneggi aalla vendita come soluzione di tutti i mali forse per prepararsi ad accettare l’incarico – ventilato sebbene non ancora ufficiale – di curarla (la vendita). Mi sa che il Vergani scrive gli editoriali con un paio di mesi di anticipo sull’uscita e si dimentica poi di riallinearli all’impavida coerenza del sindaco dott. Giovanni Azzolini (sia detto con tutto il sarcasmo che la cosa merita!).

Spiace poi non aver notato il Vergani, così maschio nel difendere il patrimonio comune, partecipare questa sera in piazza alla manifestazione di coloro che a questo patrimonio tengono veramente.

Tornando a MO.VE., se per caso non l’avete ancora gettato, fateci un giretto perchè capitata raramente  (a me non succedeva dai tempi dei falsi scoop del Male, quelli tipo “Tognazzi è il grande vecchio delle brigate rosse!”) di leggere spacconate e cialtronaggini di tal fatta.

Si va da Celebrin (presidente sub partes del consiglio comunale) che si incensa al motto di “Lavorare assieme nel rispetto reciproco nell’interesse della città” con a fronte Zardetto – capogruppo padano – che chiude il suo intervento con “Da oggi in poi l’opposizione in Consiglio Comunale dovrà essere solo costruttiva e chiara negli interessi dei cittadini, se si dovesse limitare, come sino ad ora, a chiacchiere perditempo sarà emarginata e zittita“. Siamo tutti qui che pendiamo dalle sue labbra, ovvero dal suo calamaio: in quale modo intende zittire l’opposizione? Intende usare il bastone oppure la carota? Quali sono i suoi criteri di chiarezza? Gli stessi della politica azzoliniana sul Gris oppure quelli di Boarina sul PAT? E per gli interessi dei cittadini ha intenzione di farcene una lista lui bell’e pronta oppure ritiene che l’opposizione possa valutare autonomamente quali valorizzare?

Altro giro altra corsa. Giri pagina ed il prode City Manager magnifica i risultati raggiunti finora. Ha chiuso gli accordi sindacali (pendenti dal 2008, ovvero praticamente dall’insediamento di Azzolini: mica male!) risparmiando un fracasso di soldi di personale. Non dice che significa meno gente che lavora e che non c’è il personale per fare la lotta all’evasione fiscale (parola di Boarina in Consiglio Comunale eh: mica me lo sogno!), ma mica ci si può ricordare di tutto! Poi cosa… Ah: hanno introdotto la pausa mensa: GREAT!!! E poi hanno chiuso “contratti di locazione passiva […] spostando numerosi edifici comunali in immobili di proprietà“… di SPL: che essendo ora in liquidazione dovrà cederli o al comune che non c’ha i soldi o a privati o banche che chiederanno nuovi e più salati affitti per rifarsi del credito!
Chiude citando la revisione dei contratti con Mo.Se. e dimenticando (di nuovo!) di dire che questo condanna Mo.Se. che per l’84,5% sarebbe proprietà del comune. Insomma: tagliarsi i maroni per far dispetto alla moglie.

Ma il vero picco dell’umorismo si tocca nella pagina dedicata all’assessorato alle politiche sociali e giovanili. Lucia Tronchin, isola PDLlina nel mare verde della giunta padana, riesce a scrivere una scarna paginetta ripetendo solo 5 volteil potenziamento della collaborazione con gli Enti territoriali ed il privato sociale” più altre 3 volte con parole diverse. Inoltre ripete due volte (di seguito: una riga sotto l’altra!) il punto “Iniziative a favore delle famiglie e dei singoli“, ma la seconda volta togliendo “dei“.
Come non bastasse appare piuttosto chiaro che le ripetizioni non dipendono dalla necessità di rafforzare il concetto, visto che di concetti non ce n’è! Quanto piuttosto dal fatto che deve aver letto la frase in una qualche rivista e le suonava tanto bella ed efficace che ha pensato di infarcirne la sua paginetta di fuffa. Del resto se non ripete che altro può dire visto che quanto a fare non è che abbia proprio brillato?!

Ok, chiudo qui. Anche la prossima volta mi sa che a me MO.VE. a casa non arriverà. Qualcuno me lo tenga da parte per cortesia…

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