Archivi del mese: gennaio 2012

Pesi e misure

Ricavo da il Gazzettino di oggi l’atto eroico del concittadino, nonché consigliere comunale della Lega Nord, Eros Rossi: “«La qualità della vita e il decoro urbano dipendono dai piccoli gesti che ogni singolo cittadino è chiamato a dare per far rispettare le regole del convivere civile. Non si può far finta di niente quando si vede una persona che parcheggia la macchina sull’isola pedonale per andare a fare la spesa con la famiglia». Parla Eros Rossi, consigliere comunale della Lega Nord e volontario della Protezione civile, che ieri mattina ha reagito alla vista di una macchina (una Mini Cooper) parcheggiata sull’isola pedonale di via Matteotti a ridosso del Terraglio. «Non si possono accettare queste cose – aggiunge Rossi – che hanno il sapore delle provocazioni da parte di chi ne se ne infischia del rispetto delle regole sul modo corretto di parcheggiare nel cuore della città. Ho informato del fatto il comandante della polizia locale Stefano Forte che ha subito inviato in via Matteotti una pattuglia. L’auto sull’isola pedonale ha creato intralcio e sollevato le proteste della gente»

Bene ha fatto a nostro parere il consigliere Rossi: questo fatto di infischiarsene delle regole è inaccettabile dimostrazione di incapacità di convivenza civile.

Cogliamo l’occasione per segnalare al consigliere Rossi un altro paio di infrazioni alle regole che dimostrano la totale indifferenza di taluni soggetti alle regole minime di una civile convivenza e, come tali, che andrebbero pesantemente sanzionate:

1) il sindaco dott. Giovanni Azzolini che parlando al telefono con la mano sinistra guida contemporaneamente una macchina marchiata Mo.Se., non si capisce a che titolo

2) La maggioranza che governa Mogliano che mantiene un direttore generale espressamente vietato dalla legge voluta dal dirigente del loro partito ministro Calderoli.

Seguiamo tutti l’esempio del consigliere Rossi e non perdiamo occasione per denunciare i comportamenti illegali: siamo certi che se vigili e forze dell’ordine saranno disponibili a prestare a noi la stessa sollecita attenzione che prestano al consigliere Rossi, potremo tutti vivere meglio!

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Un impegno concreto per il 2012: mai più Omsa

Un impegno concreto per il 2012: mai più Omsa.

La decisione è stata comunicata brutalmente, via fax, alla vigilia del Capodanno: la Omsa chiude lo stabilimento di Faenza per riaprirlo in Serbia. 239 lavoratrici a casa. Eppure la Omsa non è in crisi, produce e vende tantissimo. Ma in Serbia, forse, può sfruttare meglio chi lavora. La proprietà ha agito sotto banco, mettendo tutti di fronte al fatto compiuto, mentre ancora si discuteva sul futuro dello stabilimento e di come assicurare alle operaie continuità lavorativa. Niente da fare: il signor Nerino Grassi, che per decenni ha fatto la sua fortuna sfruttando il lavoro delle donne di Faenza e il marchio made in Italy, non ne vuole proprio sapere.

Abbandonare il Paese in un momento di crisi, lasciando sul lastrico centinaia di famiglie, è un atto imperdonabile. Alla vigilia del Capodanno, abbiamo lanciato un invito a scrivere un messaggio sulla bacheca Facebook della Omsa. Migliaia i messaggi di protesta hanno costretto la Omsa a rispondere: “Abbiamo preso in considerazione il vostro punto di vista e abbiamo conversato con voi più volte riguardo a tali avvenimenti. Rimaniamo aperti alla discussione, ma per una serena convivenza di chi utilizza la nostra community per altri scopi i commenti off topic o con un linguaggio scorretto verranno moderati“.
A questo punto, c’è qualcosa che noi possiamo fare? Sì, sensibilizzare la Omsa. Ecco come:

  1. estendere a più persone possibile l’invito a non acquistare i prodotti indicati nella foto in basso
  2. scrivendo sulla bacheca Facebook della Omsa
  3. condividendo e diffondendo le informazioni di questo post

La Omsa non è certo l’unica azienda italiana che, per qualche soldo in più, sbatte i lavoratori sulla strada per andare all’estero ma con questa iniziativa intendiamo cominciare un percorso di sensibilizzazione generale perché noi, in fondo, un grande potere ce l’abbiamo: quello di non comprare i loro prodotti. E chissà che la Omsa non ci ripensi.
Ecco cosa non acquistare:


Solidarietà al Movimento NO TAV

Gli arresti di stamane sono l’ennesimo tentativo di ridurre il movimento NO TAV ad un problema di ordine pubblico al fine di dividerlo e delegittimarlo. E’ l’ennesimo punto di continuità tra il governo Berlusconi e il governo Monti: Non si riconoscono le ragioni di chi protesta, non si tratta, ma si agisce militarmente, si determina un clima di tensione e poi si processa sulla base degli scontri che avvengono. Il 28 giugno e il 3 luglio ho partecipato anch’io alle manifestazioni in Val di Susa, sono stato abbondantemente gasato e voglio affermare ancora una volta che – al contrario di cosa si vuol far credere – il movimento NO TAV non è un problema di ordine pubblico ma una grande esperienza politica in cui una comunità vuole decidere democraticamente sul proprio futuro, così come democraticamente decide le forme e i contenuti delle mobilitazioni. Voglio quindi esprimere la mia solidarietà al Movimento No Tav e l’impegno a proseguire la lotta affinché quello sperpero di danaro pubblico, inutile e dannoso, venga fermato e la Val di Susa non sia più una terra militarizzata”.

Paolo Ferrero


WuMing1 – La più grande carpa d’Occitania

WM1 – scritto di getto e affidato alle correnti il 26 gennaio 2012 – improvvisazione narrativa #notav #liberitutti

Passarono i villaggi a rastrello una notte d’inverno riempirono di corpi le patrie gattabuie poi ne presero tre a casaccio che grande idea tre a casaccio tra i meno fotogenici li strascicarono in piazza coi ferri ai polsi e alle caviglie li ostentarono su un palco appesi alla loro insonnia come trofei di pesca la più grande tinca del lago Bajkal il più grande pesce gatto della Baja California e declamarono: Questi sono i capi della protesta ecco che fine fanno i leader del terrore alla legge non si sfugge non sperate di ordire trame

Risposero duemilatrecentododici lampi di fotocamere scodinzolanti quattordicimila furbofoni pregiudizianti eserciti di dita deferenti su piccole tastiere pronte alla bisogna predisposte alla gogna cori di vocette negli auricolari e applausi comprati con soldi pubblici si chiama peculato tra calci e strattoni i birri coprirono di merda i malcapitati non merda metaforica merda calda di maiale merda prelevata il mattino stesso nell’azienda agricola più amica del regime merda nemmeno buona come concime e i birri ridevano forte ah! ah! ah! additando i malcapitati presunti leader del terrore rei fino a prova contraria

Ma la piazza non rispose come sperato tante voci perforarono la coltre sfilacciata del consenso pronto-a-portare ciascuno gridò: Malcapitati lo siamo tutti chi più chi meno e se la notte scorsa la mia casa ha evitato il rastrello è stato per botta di culo lassù potrei esserci io e la merda non spaventa chi ci finirà comunque

La folla dei ciascuno del siamo tutti malcapitati venne avanti spazzò via furbofonanti e fotocamerieri travolse il palco spezzò i ferri confiscò i trofei mai più vanterie di stato sulla più grande carpa d’Occitania o il più grande salmone beccato mentre risaliva la corrente col tritolo nel portabagagli la folla dei ciascuno non fece caso alla merda si mise in spalla i tre calpestò i birri sotto le scarpe rise di cuore matto che ti vuole bene e gridò: Libere tutte liberi tutti non si può sbattere una valle in gattabuia

Non ce l’ho una bella conclusione purtroppo non finisce qui non finisce così non esiste la volta per tutte ma se ogni volta spiegheremo che trofeo di pesca può diventare chiunque forse

dico forse

sarà più difficile

almeno un poco più difficile

coprire di merda su patiboli mediatici

i rei fino a prova contraria


Immagina

 

Video per sostenere l’appello dei famigliari dei migranti tunisini dispersi

Per chi volesse firmare l’appello, è sufficiente inviare una mail all’indirizzo venticinquenovembre@gmail.com con il proprio nome e cognome.

 


Ad personam? Ad caregam? Contra personam?!

Consiglio Comunale questa sera, a cui la maggioranza arriva con una proposta di modifica dello Statuto Comunale che dovrà per forza andare alla terza votazione: lo statuto può essere modificato nelle prime due solo con la maggioranza dei 2/3, ma evidentemente hanno fretta ma non così tanta.

Vari sono i punti su cui intendono intervenire: nella maggior parte dei casi si tratta di rettifiche rese necessarie da cambiamenti intercorsi, potremmo dire ordinaria manutanzione. Ma due punti creano invece perplessità giustificatissime.

La prima modifica riguarda il primo comma dell’Articolo 21 che fissa i diritti dei consiglieri comunali: quello di iniziativa deliberativa (proporre delibere) e di presentare interpellanze e mozioni.
La modifica proposta vorrebbe limitare interpellanze e mozioni consentendone la discussione solo ove riguardino “argomenti di competenza del Consiglio Comunale“, mentre negli altri casi “risponde in forma scritta entro 30 giorni dalla presentazione il Sindaco o l’assessore delegato“.

In altre parole, passata questa modifica, il Consiglio Comunale non avrà più modo di discutere pubblicamente degli atti della giunta chiedendone ragione: il singolo consigliere potrà attendere una lettera e poi semmai cercare di renderne pubblico il contenuto con mezzi propri. Se non considererà sufficiente la risposta potrà sempre inviare una richiesta di chiarimento ed attendere altri 30 giorni.
Questa per la maggioranza che governa Mogliano si chiama “trasparenza dell’amministrazione“.

Andiamo poi all’articolo 35 che definisce ruolo e compiti dell’eventuale Direttore Generale (leggasi “sitiméneger“). In particolare si interviene sulle sue competenze aggiungendo un querto punto: gli compete “la dirigenza di un Settore quando questa gli venga attribuita specificamente dal Sindaco“.

Ora ci risulta che il sitiméneger sia profumatamente pagato per ottenere risultati quali farci sforare il patto di stabilità, ridurre l’interlinea nelle comunicazioni stampate, motiva il personale al trasferimento tramite azioni di mobbing ed altre amenità simili. Con tutto questo da fare gli avanzerebbe anche il tempo di sostituire uno (o più: perchè no?) dei dirigenti del comune?!
L’ameno capogruppo della Lega Nord, consigliere Zardetto (quello che ha auspicato su MO.VE: che l’opposizione venga zittita, presente?) l’ha già lodato pubblicamente indicando che la mattina alle 8.00 è già presente in Comune e la sera alle 19.30 lo stesso. Nessuno ha dato indicazioni su dove sia e cosa faccia tra queste due fasce orarie per altro… Ne il consigliere Zardetto ha spiegato quante volte gli sia capitato di andare in comune alle 8.00 a cercare il sitiméneger e per quali motivi…
Tra l’altro l’eventuale sostituzione, di quanto aumenterebbe la sua già tuttaltro che risicata mercè (pagata dai cittadini: ricordiamocelo!)?

Ma poi perchè il sitiméneger dovrebbe assumere la dirigenza di un settore quando il comune di Mogliano ha in tutto tre dirigenti? E poi di quale settore?
Qui il sindaco (nonché neo commissario alla svendita del Gris, alla faccia della necessità di ripristinare il Consiglio di Amministrazione quando il commissario non era lui!) dott. Giovanni Azzolini, nel suo intervento che come di consueto ha brillato per chiarezza e lucidità, si è forse lasciato sfuggire un sottile indizio quando, parlando dei dirigenti, ha detto “io credo che tra i dirigenti del comune la maggior parte sarebbe perfettamente in grado di…”

Ora, considerato che i dirigenti in tutto sono 3, a casa mia la maggior parte di 3 non può essere che 2, il che ne taglia fuori 1, altrimenti sarebbero stati “tutti i dirigenti”. Sottile eh?!
Vuoi vedere che la giunta si sta preparando a fare le scarpe ad uno dei dirigenti e non intende mettere il posto a concorso per non correre il rischio di non riuscire a piazzare un leghista al suo posto; uno che regga il bordone per qualche nuova falcidia dei diritti e della qualità della vita dei cittadini moglianesi?!

Sarà che io sono un cinico komunista malfidente, ma la cosa a me suona proprio così e per giunta ho pure una mezza idea di chi potrebbe essere l’obiettivo di tale strale, anche alla luce di decisioni che sono state prese e che dovranno essere prese nel prossimo futuro.
Ovviamente non faccio nomi, ne sono disponibile a fornire indizi sul mio pensiero: non fosse altro che per il rispetto dovuto al lavoro delle persone!
Intanto penso che tutti sappianiano chi NON sarà oggetto di tali attenzioni – cane non mangia cane! – il che significa che in ballo ne rimangono due… Si accettano scommesse: io deposito il mio nome in busta chiusa presso un notaio.


Cosa vedono le mie fosche pupille?!

Stavo lì, l’altra mattina, al semaforo che gestisce l’incrocio tra via Verdi e via Barbiero, con la mia bici in attesa del verde, quando vedo sfilare davanti a me, in via Verdi, proveniente dalla direzione di via Ronzinella, un’auto bianca con il marchio Mo.Se. sulla fiancata (almeno questo mi è parso: ammetto di non aver avuto il tempo di verificare accuratamente) che portava a bordo una sola persona: il sindaco dott. Giovanni Azzolini intento a guidare verso via Zermanesa e contemporaneamente a parlare al telefono tenendolo saldamente in mano (in altre parola senza l’uso di auricolare).

Il sindaco dott. Giovanni Azzolini usa auto di Mo.Se. per i suoi spostamenti? Per quale motivo?

Si fa un gran parlare di “auto blu”, di usi ed abusi. Non ho dubbi sul fatto che certamente il dott. Giovanni Azzolini fosse intento all’espletamento delle sue funzioni di sindaco, e non so se il comune di Mogliano sia dotato di “auto blu”, ma considerata la condizione disastrata di Mo.Se. immagino che il Comune di Mogliano paghi un canone per l’utilizzo dei suoi mezzi da parte di membri dell’amministrazione…

Sarebbe interessante capire quale possa essere questo canone; alla luce di quali servizi sia pagato; se l’uso di auto di un’azienda controllata sia contemplato nei vari regolamenti; se l’auto sia a disposizione del Comune, dell’amministrazione oppure solo del sindaco.

Come non bastasse, visto che il sindaco guidando e telefonando contemporaneamente rappresenta un pericolo per l’incolumità sua e degli altri, oltre che un cattivo esempio per il resto dei conducenti (che certamente nopn ne hanno bisogno): se i vigili di Mogliano avessero sorpreso il sindaco che parlava al telefono guidando, avrebbero provveduto a fermarlo e ad elevare la relativa contravvensione con debito decurtamento dei punti della patente?

E se tale comportamento fosse stato causa di un incidente a chi sarebbero stati addebitati i costi?


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