Non di sola politica…

Ovvero chi non ha orecchie per intendere la logica avrà difficoltà a capire il reale.

Facciamo uno strappo alla nostra abitudine di pubblicare (quasi) solo commenti di carattere politico, per dedicarci per una volta alle scienze. Lo facciamo perchè riteniamo sia giusto non limitarsiad economia e polemica. ma anche perchè Telmo Pievani, autore dell’articolo che risponde alle periodiche assurdità creazioniste della chiesa cattolica, sarà presto a Mogliano ospite del Circolo Galilei: motivo di più per non perdersi quella serata.
Ma adesso godetevi la vis polemica dell’autore.

L’articolo è preso dalla versione online di Micromega a cui rimandiamo per chi voglia leggere anche gli interventi a cui risponde.

MISTIFICAZIONI ANTISCIENTIFICHE

di Telmo Pievani

Bisogna capirli, questi recensori dell’Avvenire. E’ sempre più dura. Essere baldanzosamente creazionisti e orgogliosamente bigotti, come un qualsiasi candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti, da noi pare brutto. Giocare con le truffe pseudoscientifiche tipo Intelligent Design conduce verso vicoli ciechi teologici di cui si accorge anche uno scolaretto del primo anno di catechismo. Nel frattempo la scienza, questa impudente, continua ad accumulare montagne di evidenze a favore non soltanto dell’evoluzione come fatto, ma anche della radicale contingenza storica e geografica che ci ha portato fin qui. Che fare? Tenersi stretta la propria fede, come insindacabile scelta soggettiva e spirituale? Magari, ma non si può: la Conferenza Episcopale, così attenta ai poteri mondani, subito tuonerebbe.

Non resta allora che affidarsi alle solite mistificazioni antiscientifiche, sperando nell’indulgenza complice dei propri lettori. L’autore della rubrica “Controstampa”, Pier Giorgio Liverani, è appassionato di evoluzione e ci fa piacere. Solo che non ha ben presente di che si tratta e sta esibendo alcuni infortuni decisamente spassosi. Nella puntata del 19 febbraio se la prende con la scienza “positivista, radicale ed evoluzionista” di MicroMega, presupponendo dunque che esista una scienza non evoluzionista (guai però a dire poi che sono creazionisti). Il nostro non vuole far parte della comunità delle scimmie nude e lo capiamo: è dura accettare che oggi la scienza sia in grado di spiegare la meravigliosa e ambivalente unicità di Homo sapiens senza ricorrere a salti ontologici o trascendenze. Non lo sfiora nemmeno il dubbio che la storia evolutiva non sia affatto degradante ma ci nobiliti, e che forse il participio sapiens sarebbe meglio onorato usando gli strumenti della ragione e non quelli dell’ostinazione fideistica.

A proposito di sapiens, il nostro è persino convinto di aver trovato un errore grammaticale nel sottotitolo dell’Almanacco della Scienza (“avrebbe potuto non accadere mai”, anziché “sarebbe”), ma è smentito niente meno che dall’Accademia della Crusca alla pagina “Ausiliare con i verbi servili” (http://www.accademiadellacrusca.it/). Prima di interpretare il Verbo, sarebbe bene imparare a declinare i verbi. Ma l’affezionata firma di questo giornale con un grande avvenire alle spalle ha in serbo per noi altre sensazionali scoperte. La prima è che il nuovo modello ad albero cespuglioso dell’evoluzione umana sarebbe una confutazione della teoria darwiniana, il che non è semplicemente falso, è ridicolo. Per dirlo bisogna proprio non avere la minima idea di che cosa sia la teoria darwiniana, e ostentarlo come se fosse un punto di merito. La seconda bufala, già sentita fino alla noia, è che la teoria evoluzionistica non sarebbe scientificamente provata “perché non ripetibile”. Chi fa questa obiezione – che ignora le innumerevoli prove sperimentali, in laboratorio, ripetibili, dei meccanismi evolutivi che poi si riscontrano nella storia naturale – oltre a leggersi un buon manuale di biologia evoluzionistica può sempre fare un semplice test: alla prossima infezione usi l’antibiotico in modo inadeguato e attenda che si formi nel suo organismo una variante resistente del batterio. Avrà dimostrato su se stesso che la selezione naturale è ripetibile, eccome.

Poi un giorno un pontefice si correggerà e diranno che si sono sbagliati: funziona così da svariati secoli. Intanto nella puntata del 5 febbraio troviamo un’altra sintesi dello sciocchezzaio antievoluzionista. Una spiegazione che contempla il caso non sarebbe scientifica in quanto incapace di fare previsioni. Valga dunque l’esperimento di prima con il batterio: si accettano scommesse. Il caso sarebbe una “non-legge” e dunque non scientifico: ci vuole talento per negare in un colpo solo tre secoli di scienza moderna, dal calcolo delle probabilità al caos deterministico. L’evoluzionismo sarebbe un dogma indiscutibile, quando in realtà è un fecondo programma di ricerca scientifico in continuo aggiornamento. La trasmutazione di alcuni dinosauri in uccelli è messa in caricatura come se gli evoluzionisti sostenessero un atto di “volontà” da parte degli animali. E questi sarebbero i “moderati”, i concessionari esclusivi dei moniti morali diffusi in mondovisione. Desolante, ma in fondo anche divertente. Lunga vita dunque all’Avvenire e che nessuno ne auspichi più la chiusura: è troppo bello vedere di cosa è capace la fantasia ideologica pur di negare l’evidenza.

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