Archivi del mese: marzo 2012

Un’improvvisa crisi con possibile stato confusionale

TGR del 26-03-2012 ore 19.30: andate al minuto 19.00

Stavo ascoltando il TG regionale delle 19.30, affaccendato attorno alla tavola, quando sono  improvvisamente piombato in un angosciante dubbio.

Il servizio presentava innanzitutto Giorgio Santini, segretario generale aggiunto della CISL che così dichiarava (trascrivo le parole testuali, seguendo il link sull’immmagine ed andando manualmente al minuto 19:00 potete ascoltarlo): “Noi crediamo che anche su quel punto un’attenta valutazione permetterà a tutti di capire che l’articolo 18 non viene cancellato; le tutele che dava al lavoratore in casi di ingiustizia dei datori di lavoro vengono sostanzialmente mantenute. Se nel Parlamento questo verrà confermato, e se possibile anche migliorato, credo che anche questo argomento di discussione nel sindacato può essere superato“.

Inciso del cronista “in Veneto le ricadute della riforma avranno un riflesso diretto sul mercato del lavoro” (altrove evidentemente no?!)

Ma adesso viene il meglio: siamo al minuto 19:52 (non è possibile caricare spezzoni di TGR, quindi dovete andarci a mano per sentire!).

TGR 26-03-2012 ore 19.30: andate al minuto 19:52Interviene Franca Porto della segreteria regionale CISL che ci illumina: “Si riducono le flessibilità, si facilita l’assunzione a tempo indeterminato dei giovani, e si creano delle protezioni per i lavoratori e le lavoratrici di una certa età –  anziani chiamiamoli – che perdono il posto di lavoro e hanno paura di non avere nessun tipo di altra opportunità.
Bisogna che al tavolo regionale, dove stiamo approntando il patto per il Veneto, recepiamo immediatamente queste nuove possibilità, in modo tale che appena diventano legge, appena diventano operative, in Veneto si possano utilizzare e aiutare quindi le persone
“.

Al dunque: mi sto rimbecillendo io, oppure …?!

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“Star sui coglioni a tutti”. Appunti per un discorso in difesa della scuola

Il 23 e 24 marzo in tutta Italia è stato lanciato l’evento “L’urlo della scuola” in difesa della scuola pubblica. La Convenzione nazionale per la scuola Bene Comune pubblica, capace, accogliente che si è riunita a Bologna il 24 ha avuto tra i relatori Girolamo De Michele che, oltre che filosofo, attento studioso dei problemi della scuola e scrittore di pregio è anche un caro amico.

CarmillaOnline ha pubblicato in anteprima la sintesi del suo intervento e ci pare sia una lettura utile ed istruttiva: per questo motivo ve lo riproponiamo integralmente: dedicateci un po’ di tempo!

L'Urlo della Scuola (nuova finestra)

1. Nel maggio 1967, quando viene pubblicata la Lettera a una professoressa, quasi due terzi degli italiani – il 63%, per l’esattezza – non sono in grado di riassumere un articolo di giornale dopo averlo letto, e più della metà – il 52% – è incapace di applicare nella realtà quotidiana le nozioni di base della matematica. La capacità di comprendere un testo complesso – un romanzo, un articolo di approfondimento corredato da tabelle e cifre – era limitata all’1.9% della popolazione, compresa quella scolarizzata. Mi sembra un quadro eloquente di cos’era l’analfabetismo ai tempi di quella scuola pre-sessantottarda tanto citata, come esempio positivo, da chi si riempie la bocca di stronzate.

Nei 30 anni che sono seguiti al fatale 1968, la percentuale di analfabeti di ritorno è scesa a poco più del 20% degli scolarizzati, e quella di cittadini attivi, dotati degli indispensabili strumenti per comprendere il mondo ed essere attivi nell’esercizio dei diritti, è salita al di sopra del 10%. Lo ricordo a chi si riempie la bocca con il mantra degli insegnanti che non vogliono farsi valutare: sono questi dati il vero test di valutazione della scuola. E ricordo che stiamo parlando non di risultati rilevati all’uscita dalla scuola, ma di competenze e capacità che si sedimentano nella società attraverso gli anni. Questa è la colpa della scuola italiana: aver combattuto la battaglia di don Milani contro una scuola di classe, cinghia di trasmissione e di assoggettamento del potere e del sapere dominanti. Quando la scuola italiana ha cominciato a scalfire questo dispositivo, sono iniziati gli attacchi alla scuola pubblica.

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Il C.U.L.O. per la crescita

Non resisto: ci ho provato e riprovato ma non ce la faccio: DEVO rendervi partecipi di questo nuovo post di GIAP frutto della verve del già Wuming 3. Ve lo passo com’è: immagine e tutto, ringraziate i Wuming!

Fatevi il CULO. Non per un vile scopo di lucro, ma per il bene del Paese.

[Riceviamo questa proposta da Luca – già Wu Ming 3 – e ben volentieri la pubblichiamo. Meditateci sopra durante il weekend, ma c’è poco da disquisire: prendere o lasciare. E se lasciate, ve la facciamo prendere lo stesso. Si è già detto d’accordo Scalfari e, più in piccolo, anche Scalfarotto.]

Le cose non vanno bene.
Il governo Monti sbaglia. Fa troppo poco. Ci vuole più coraggio.
Non cresciamo. E’ un fatto drammatico. Per ottenere la crescita bisogna favorire la crescita.Solo incentivando la crescita possiamo raggiungere gli obiettivi che tutti auspichiamo: ottenere una crescita solida e duratura.
Dobbiamo crescere. Non possiamo andare avanti a palliativi, a mezze misure. Non possiamo permetterci altri costosi tabù. Dobbiamo attirare gli investimenti stranieri. Ce lo chiede l’Europa. Lo dobbiamo ai giovani. I mercati ci guardano.
Per la Crescita serve il C.U.L.O.

Il Contratto Unico Libero da Oneri è il nostro passepartout per la crescita. Ci porterà le imprese da ogni angolo del pianeta. Vinceremo la sfida della globalizzazione. Otterremo la Crescita. Una crescita esagerata.
Il C.U.L.O. è un contratto biennale rivolto a giovani e meno giovani, alle donne, ai disoccupati o inoccupati. Nei due anni previsti, gli assunti non percepiranno un salario, ma un punteggio che consentirà loro, una volta giunti alla scadenza, di scalare posizioni nelle liste per eventuali impieghi futuri. Di certo non è cosa da poco. Se consideriamo che si trattava in ogni caso di soggetti già privi di reddito, è del tutto evidente il carattere vantaggioso che una tale soluzione offre a tutti.

Questa è una Rivoluzione.
Grazie al C.U.L.O. avremo la Crescita eterna.
Il made in italy non morirà mai.

Firma anche tu per dare il C.U.L.O. al Paese.


Outlet Mogliano: grandi firme a prezzo di saldo!

Ma chi l’ha detto che la vita è sempre più cara?! Venite a Mogliano e troverete la qualità a prezzi da bancarella dell’usato!

Non ci credete? Qualche esempio del vasto assortimento disponibile.

Ampia zona assolutamente centrale, edificabilità già approvata e cubatura certamente trattabile (al rialzo) cedesi al miglior offerente. Prezzo base ridotto del 30% rispetto alle quotazioni ufficiali. Grazie ad un simpatico intrallazzo votato dalla maggioranza, l’asta questa volta non sarà al rialzo ma al ribasso: si accettano offerte fino al 30% inferiori alla base d’asta. Il che significa che alla fine potrete portarvi a casa il centro di Mogliano per poco più di 3 milioni: un importo pari alla metà del suo valore! In omaggio la quota privata (52,25%) allo stesso prezzo della pubblica ed ai primi tre partecipanti una meravigliosa batteria di pentole dietetiche in omaggio: acciaio inox garantito!
Perchè comprarsi la casétta quando potete avere tutto il centro città?! Affrettatevi: le offerte dovranno pervenire entro l’11 aprile!

Soffrite di frequenti mal di testa, dolori articolari, stipsi? Non rinunciate a curarvi! A breve da noi, con un piccolo sovrapprezzo, anzichè i farmaci potete acquistare direttamente una Farmacia Comunale! Conservata a lungo nella “cassaforte del comune“, grazie alle manovre messe in atto con spirito manageriale dai nostri amministratori, ha già visto deserta l’asta al 30% di ribasso e dunque prestissimo sarà messa in vendita con le stesse modalità dell’area ex Macevi. Non comprarti le cure: comprati una farmacia!
(facilitazioni sono previste per cooperative di anziani esenti ticket)

Stanchi di lavorare? Volete godervi la meritata pensione con la certezza di un’assistenza professionale ed attenta? Abbiamo la soluzione che fa per voi! La badante ve la trovano tutti: all’Outlet Mogliano GrandiFirme vi diamo una casa di riposo!
Tempo di rimuovere il fastidioso ostacolo degli eredi che si oppongono alla vendita di una donazione, patrimonio del comune, e potrete acquistare un’intera ala del comatoso Istituto “Costante Gris” per 4,5 milioni. E se avrete un pochina di pazienza certamente anche lì potete aspettarvi una seconda tornata ad ulteriore ribasso: garantisce il Commissario Straordinario che è lo stesso che svende la farmacia ed il centro: potete fidarvi!

Ma le nostre offerte non finiscono qui: centri commerciali, passati per piccole botteghe, al costo di una rotonda, aree verdi edificabili sparse per tutto il territorio, parchi, parcheggi e spazi pubblici, antiche ville ed a breve piste di pattinaggio. Insomma: all’Outlet Mogliano ne abbiamo per tutti i gusti e tutte le tasche, cosa aspetti? Estrai la carta di credito e vieni a trovarci, l’affare è garantito.

E mi raccomando, affrettatevi: questa maggioranza non durerà in eterno!


Piccolo paese


Marche e marchette

Diffondiamo un comunicato dell’Agenzia Regionale Comunista del Veneto.
Finanziaria 2012. Pettenò (FSV): “marchetta clientelare” per multinazionali acqua minerale

Una “marchetta clientelare” a favore delle multinazionali dell’acqua minerale, lo definisce così il consigliere della FSV, Pietrangelo Pettenò, l’emendamento approvato dalla maggioranza e che proroga fino al 2015 le riduzioni del pagamento dei diritti di prelievo di acque minerali previste dalla legge 22/2009. “Solo qualche giorno fa, intervenendo in aula, – dichiara Pettenò – l’assessore al lavoro aveva ribadito che “nemmeno con il doppio dei finanziamenti” si sarebbe potuto intervenire a sostegno della aziende in crisi, come noi invece puntualmente proponevamo (per la Ditec, la Nuova Pansac, Murano, ecc…). Con un colpo di mano la maggioranza, Lega PDL, ha invece presentato e fatto approvare un emendamento in cui di fatto si regalano dieci milioni di euro alle grandi multinazionali della acque minerali, che con l’acqua pubblica hanno fatto i miliardi e anche se queste non sembrano attraversare situazioni più drammatiche di altre. Si tratta – ribadisce Pettenò – di una “mancia clientelare” insopportabile, perché rappresenta uno spregio al mondo del lavoro, ai piccoli imprenditori, agli artigiani che dalla Regione non avranno nessun aiuto. E’ evidente che pesano i rapporti con settori della politica che oggi stanno dando la prova di tutta la loro natura servile.


Presidio pro lavoratori ex Sirma

Riceviamo e diffondiamo

DOMANI venerdì 23 marzo prossimo, dalle ore 9.30 presso il Tribunale di Mestre in Viale San Marco, è promosso un presidio al quale siete tutte invitate e tutti invitati a partecipare  con bandiere e a promuovere la partecipazione.

 Questa la mail che ho ricevuto dal compagno Riccardo Colletti: 

  “Care compagne e cari compagni,
siamo a chiedere il vostro utilissimo contributo per una vicenda che ha segnato e segnerà la storia del sindacato e delle nostre vertenze.
Il 23 marzo prossimo, alle ore 9.30 al Tribunale di Viale San Marco i compagni della nostra RSU di Sirma saranno di fronte al giudice che dovrà decidere se andare avanti con il processo e condannarli o chiudere definitivamente la vicenda.
Questi lavoratori oltre ad essere rappresentanti della nostra organizzazione stavano difendendo il posto di lavoro con lo sciopero e con il presidio della portineria di Sirma.
Sono stati accusati e portati a giudizio da Gavioli che ora è in galera e da alcune aziende ricollegabili comunque a Gavioli. Per questi motivi vi chiediamo di venire in massa organizzandovi anche con permessi sindacali o per assemblea. Abbiamo bisogno di un vostro forte ed importante contributo.
Certi di una Vostra ampia partecipazione, porgiamo fraterni saluti.
 
Riccardo Colletti
segretario generale FILCTEM-CGIL Venezia

Come ricorderete Rifondazione Comunista è stata fin dall’inizio vicina a questa vertenza, simbolo di quella imprenditoria di rapina che vogliamo contrastare, sostenendola e lavorando per un esito positivo della stessa che, ahimè, non si è concretizzato, soprattutto per cause attribuibili ad una proprietà indecorosa e al sostanziale immobilismo delle istituzioni. Ad oggi sono molti i lavoratori ex Sirma in attesa di ricollocazione.
Ora al danno si aggiunge la beffa di un processo che è un vero e proprio attacco al buon senso. Pertanto non posso che ritenere indispensabile aderire a questa richiesta di mobilitazione, assicurando la massima partecipazione.

Certo nella  vostra fattiva collaborazione, vi saluto a pugno chiuso.
 
Sebastiano Bonzio


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