Archivi del mese: aprile 2012

Primo maggio No TAV al Bosco di Piero


Omaggio alla Resistenza e Giornata delle Scoperte

Mercoledì 25 aprile a Mogliano si sono ricordate la Resistenza e la Liberazione tra fioche polemiche e grandi scoperte. Per le prime segnaliamo il fatto che, a differenza dell’Inno di Mameli e della Canzone del Piave, Bella Ciao non era nel programma ufficiale diffuso: si sapeva comunque che sarebbe stata cantata (e non è mancata!), ma probabilmente era meglio non far troppo notare la cosa, magari solo per non rifocolare precedenti figure di m… fatte da questa amministrazione.

In compenso scopriamo cose che non sapevamo: della serie che non si finisce mai di imparare!

Dalla dichiarazione di Azzolini alla stampa “Bella Ciao non era nel programma perchè non fa parte del cerimoniale ufficiale. Ma non c’è stato alcun divieto dell’amministrazione a proporla, tanto che abbiamo invitato il coro. E’ bene dividere il momento istituzionale da quello passionale. Gli anni scorsi sono stati i no global a sollevare polemiche sterili“.

Così scopriamo improvvisamente una serie di cose:

  1. Bella Ciao non fa parte del cerimoniale ufficiale dedicato alla Resistenza, mentre evidentemente la Canzone del Piave (della prima guerra mondiale) si.
  2. L’Amministrazione non l’ha mai vietata: tutte le polemiche ed i casini degli anni scorsi sono stati montati ad arte e la stampa locale e nazionale non aveva capito una fava.
  3. Noi, l’ANPI, i partiti della sinistra (e non solo), molte associazioni di volontariato siamo tutti dei No Global!!!

Non pago di essersene uscito con la sua periodica rivisitazione onirico-strumentale della realtà, il sindaco Azzolini chiude la dichiarazione con queste parole: “Chi è in politica deve essere al servizio di città e patria. C’è bisogno di una politica etica che metta al centro il bene comune“.

Così se noi ci scopriamo improvvisamente No Global il sindaco si rivela addirittura un Benecomunista (sotto mentite spoglie padane) ed al servizio della Patria. 

Non ha però precisato a quali confini geografici si riferiva quando ha parlato di Patria: evidentemente la giornalista non ha avuto la prontezza di spirito di chiederglielo. Peccato: io al posto suo l’avrei fatto.

Non ha precisato nemmeno se per fare una politica etica il recente scaricabarile della Lega Nord sulle spalle di un paio di capri espiatori, sia sufficiente. Oppure se sia eticamente compatibile il suo ruolo di Commissario Straordinario per la svendita del Gris dopo aver berciato per anni che si tratta di un patrimonio comune incedibile della Città di Mogliano. O aver chiuso il Centro Giovani dopo averci costruito sopra (a spese comunitarie) una fortuna politica.

Ma forse l’etica in alcuni casi non è più granitica della memoria


4 maggio: la Carovana Antimafia a Treviso

Clicca per scaricare la locandina (PDF 634 kb in nuova finestra)

Incontro su: LEGALITÀ & LAVORO PER IL FUTURO

Né parlano e discutono:

– Giuseppe Possagnolo, Presidente del Gruppo Cooperativo Castel Monte
– Franco Sgambaro, Vice Presidente di Unindustria Treviso
– Guido Pomini, Presidente di Confcommercio Treviso
– Denis Susanna, Presidente della Confederazione Italiana Agricoltori (CIA)
– Giuliano Rosolen, Segretario Provinciale CNA Treviso
– Paolino Barbiero, Segretario CGIL Treviso

TREVISO AUDITORIUM DELLA CGIL 
4 maggio 2012 ORE 15.30
VIA ENRICO DANDOLO 4


Sarà soddisfatta il ministro Fornero

Che ha dichiarato che in questo paese ci si piange addosso e si protesta anzichè rimboccarsi le maniche e lavorare (chi può…) tutti insieme per il futuro.

Ecco un bell’esempio di come dovremmo essere: flessibili, collaborativi, felici!

Roma, qualche giorno fa, inaugurazione del nuovo Apple Store “Porta di Roma”.

(Grazie ai Wuming per la segnalazione)


Sacramenti e memoria

Sono giusto reduce da un incontro dal titolo “La Resistenza è di tutti. Il contributo dei partigiani bianchi e delle formazioni militari” organizzato dai giovani dell’UDC di Mogliano.
Me ne avevano parlato ancora in fase di gestazione ed avevo apprezzato l’obiettivo dichiarato: far capire a quella parte del centro e della destra “moderata”, da sempre restia ad accettare la Resistenza tra i valori fondanti dell’Italia, che si è trattato di un movimento di popolo che ha visto l’incontro di componenti di diverse fedi politiche ed anche di persone che non si riconoscevano in maniera viscerale in nessuna dottrina.
Per far passare questo messaggio ritenevano opportuno evidenziare i contributi della componente cattolica e di quella militare. Quindi questa sera ho accettato l’invito ed ho partecipato, pur leggermente sulla difensiva nel timore di sentir tirare fuori vecchi e nuovi argomenti revisionisti cari ad una certa destra.

Invece devo dire che i miei timori si sono dimostrati infondati: non sono partite le stantie accuse e durante gli interventi si è puntato soprattutto sull’unità della Resistenza come movimento di popolo.

Tutto bene dunque? Non esattamente. Dall’intervento del prof. Simone Menegaldo, definito nella presentazione “uno storico giovane e brillante, responsabile per la didattica Istresco” (Istituto per la storia della Resistenza e della società contemporanea della Marca trevigiana), apprendo che, “siccome per la dottrina cattolica l’essere battezzato fa automaticamente di te un cattolico – volente o nolente! – dunque la Resistenza è stato un movimento principalmente cattolico“.

Chiaro che ho sobbalzato sulla sedia ed al termine delle relazioni ho chiesto la parola e cercato di chiarire il punto. Non ho negato, ed anzi ho sottolineato e riconosciuto, il forte contributo di moltissimi cattolici nella resistenza, evidenziando come il discrimine andasse semmai tracciato tra fascisti ed antifascisti trattandosi di una guerra civile (fino a quel momento l’accento era stato soprattutto sulla liberazione dai tedeschi) e considerato che molti cattolici stavano pure di là. E propro in quanto guerra civile la condivisione era obiettivo arduo.
Ho provato a dire che quei cattolici che non hanno esitato a governare l’Italia con l’appoggio di Almirante, che titolava la sua autobiografia “Memorie di un fucilatore” in onore dei suoi trascorsi repubblichini, non hanno certo contribuito ha ritrovare una memoria condivisa dell’antifascismo. 
Ho fatto presente che l’aver subito mio malgrado, a pochi giorni dalla nascita e senza aver avuto voce in capitolo, un’aspersione in testa non fa di me (e vale per molti altri) un cattolico od un cristiano. Ho fatto presente anche che se fossi cristiano troverei degradante annoverare chiunque abbia subito ciò tra le mie fila solo per poter sparare grandi numeri; ed anche che, se il ragionamento fosse stato corretto, allora anche il fascismo sarebbe stato un movimento cattolico visto che praticamente in Italia gli unici non battezzati erano all’epoca gli ebrei la cui adesione al fascismo è stata decisamente marginale. (a rigor di logica – ma a questo ho pensato solo questa mattina, anche il Black Bloc, le Brigate Rosse, i NAR, gli Ultras dei calcio e perfino la mafia o i servizi segreti deviati applicando questo criterio!!!)

Non c’è stato verso: comunque la dottrina cattolica dice questo per cui è così. Mi è stato anche fatto notare che “l’Italia è un paese cattolico, e se non difendiamo almeno questo allora che ci resta?!

Mha: penso che vi restino Monti, Casini, Buttiglione, forse Formigoni; certamente vi resta un tentativo goffo e sgangherato (anche se magari fatto in buona fede, non ne dubito) di recuperare una memoria condivisa mettendo un cappello religioso laddove volevate togliere quelli ideologici. Vi resta la solidarietà pelosa di alcuni e l’apprezzamento di quella signora che mi ha dato del “sobillatore“.

Per parte mia scusatemi: ve li lascio tutti. Io continuo a pensare che Resistenza significhi la lotta di alcuni, certo anche cattolici, che hanno seguito un ideale e combattutto per la libertà di tutti: purtroppo anche quella di coloro che poi pretenderebbero di toglierci la nostra nel nome di chissà quali entità superiori: le chiamino dio oppure mercati.

Io continuo a discriminare in primis tra fascisti ed antifascisti, e condividere la memoria è una cosa che mi interessa solo entro certi limiti: mi va bene farlo a patto che ciò non implichi subire dei scramenti: si chiamino battesimo, cresima oppure grande centro ed unità nazionale dei responsabili.

Buon 25 aprile


25 Aprile a San Donà di Piave: Festa di “Rossa” primavera

Riceviamo e diffondiamo!

Abbiamo la chiara percezione che non ci sarà concesso lo spazio per un gazebo della Federazione della Sinistra a San Donà di Piave il giorno della LIBERAZIONE; a tre giorni dal 25 aprile non abbiamo ottenuto uno straccio di risposta che non siano i tanti “non so” “deve parlare con la comandante e la trova lunedi” di una vigilessa alla quale, per puro scrupolo e per puro caso, ci siamo rivolti stamane, dopo non aver visto risposta alla nostra richiesta inoltrata una settimana fa.
Tutto questo senza una motivazione accettabile che non sia “gli spazi vengono concessi solo alla festa di primavera”.
 
Chi ci legge deve sapere che in questa città dove la lega poltrona e ladrona la fa da padrona da un decennio il 25 aprile è stato trasformato in festa di primavera e la festa della LIBERAZIONE è praticamente sparita dallo scenario. Da allora il massimo della concessione è l’allocuzione del sindaco che parla di tutto fuorchè della RESISTENZA , la santa messa ovviamente e la corona d’alloro sui cippi vari. A questo deserto storico-culturale quest’anno si è aggiunta la chiusura della piazza per lavori e tutti, ANPI compreso, si appiattiranno sulla ritrita “parata” di lady lega.
A noi che vorremmo ricordare ai sandonatesi che la loro città è decorata con la medaglia d’argento alla Resistenza; che è la città dei tredici martiri, che è la terra dei Trentin, dei Rizzo, della partigiana Gilda e di Gino Donè e di molti altri che hanno concesso la loro vita per la libertà e contro le ingiustizie; a noi che vogliamo ricordare che i comunisti sono stati parte fondamentale e determinante della Resistenza e per questo vogliamo che sventolino le bandiere rosse il 25 aprile; a noi che chiediamo di rinnovare il valore della RESISTENZA difendendo l’articolo 18 e lottando contro questo governo che massacra i lavoratori e i pensionati; a noi ci negano lo spazio per un gazebo!
Ci autorizzate a chiamarli “fascioleghisti”?
Non intendiamo rinunciare e allora vi chiediamo di VENIRE IN PIAZZA IL 25 APRILE, CON TUTTE LE BANDIERE ROSSE CHE POTETE, CON STRISCIONI, CARTELLI, MAGLIETTE E MEGAFONI (ci servono per cantare BELLA CIAO).
Vorrà dire che il gazebo lo faremo “itinerante” e la festa per noi sarà di “ROSSA PRIMAVERA”
L’appuntamento è alle 9.30 del 25 aprile in piazzetta delle grazie (di lato alla chiesa dalla parte di via Tredici Martiri) a San Donà di Piave.
VI ASPETTIAMO!
 
COMUNISTI ITALIANI VENETO ORIENTALE
FEDERAZIONE DELLA SINISTRA


Smentiti clamorosamente!

Clicca per ingrandire (nuova finestra)Purtroppo questa volta siamo costretti ad un rettifica, avendo diffuso informazioni che sono state smentite clamorosamente: ce ne assumiamo ovviamente l’intera responsabilità.

I FATTI

All’assemblea sul PAT fatta l’altra sera (18 aprile) nella relazione introduttiva che abbiamo curato noi a nome dell’intera coalizione, abbiamo espresso una forte critica nei confronti dell’ipotesi di nuova edificazione residenziale motivandola con due dati:

  1. le lamentazioni delle associazioni dei costruttori che parlano di circa 450 nuove abitazioni invendute nel 2011
  2. Il confronto tra le abitazioni non occupate rilevate nel censimento 2001 (circa 450) e quelle rilevate dal censimento 2011 – circa 1.450 – a fronte di un aumento di popolazione intorno ai 1.300 abitati tra le due rilevazioni

LA CLAMOROSA SMENTITA

Il giorno successivo (ma ce ne siamo accorti solo questa mattina) sul sito del Comune sono usciti i risultati provvisori del Censimento 2011 che ci smentiscono clamorosamente:

le abitazioni non occupate rilevate nel 2001 erano infatti 404 e non 450 mentre quelle rilevate nel 2011 sono 1.596 e non 1.450 come da noi erroneamente affermato. E dunque l’aumento nel decennio di abitazioni non occupate non ammonta a circa 1.000, ma esattamente a 1.192! Avevamo invece riportato quasi esattamente le differenze di popolazione riscontrate (attualmente 27.653 rispetto alla rilevazione del 2001 di 26.322 abitanti).

Sempre questi dati ci confortano invece nella nostra analisi sulle cause dei precedenti aumenti di popolazione (a nostro parere difficilmente ripetibili) visto che i cittadini stranieri censiti sul nostro territorio nel 2001 erano 518 mentre nel 2011 sono 2002, sufficienti dunque da soli a motivare l’intero aumento riscontrato (+ 1.331 a fronte di un aumento di stranieri di + 1.484 unità).
Vista la grave crisi economica – che rende quantomeno improbabile il mantenimento di flussi di immigrazione di questa portata – in questo caso fa bene la giunta a far affidamento solo su studenti e giovani coppie per i futuri incrementi: ovviamente purchè l’annunciato “Marketing urbano per una città da abitare” ipotizzato dai nostri illuminati managers possa riscontrare i miracolosi effetti previsti!

CONCLUSIONI DOVEROSE

Ci scusiamo con il nostro pubblico cospargendoci il capo di cenere e ripromettendoci una più attenta valutazione delle fonti in future occasioni 😉

POSTILLA

Adesso vedremo se l’Amministrazione si scuserà delle proposte di espansione nuova edificazione contenute nella bozza di Documento Preliminare diffusa!


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: