Dopo il Green Pride, tutti a scuola dal gattopardo

Mi scusino gli omosessuali impegnati per l’impropria omofonia, ma sinceramente l’orgoglio padano mi stimola fastidio, come quando parli di disturbi intestinali a tavola.

Una bella farsa con tanto di scope (Azzolini è pronto a rivendicare la primogenitura, ma il suo piatto di lenticchie l’ha già avuto…) ed improvvisi barlumi di coscienza del fatto che in fondo la Rosy è una terrona, che il cerchio magico non esiste così come i barbari sognanti, del siamo tutti amici e “se Bossi si ricandida segretario (e quando mai?!) io lo voto!“.
Pulizia, pulizia, pulizia: le scimmiette che non vedono, non sentono e non parlano sono sempre tre: anche quando inneggiano alla rivoluzione.
Nessuno che si fosse accorto prima del fatto che il trota, bocciato per tre volte consecutive alla maturità, improvvisamente gira in porche e sale in consiglio regionale della Lombardia con una laurea inglese in tasca conquistata a tempo di record: almeno conoscesse l’inglese, ma fatica a tradurre in italiano dal bergamasco.
Ho sbagliato a portare in politica la mia famiglia! Dovesse capitare di nuovo  (e ri-quando mai?!) non lo rifarò.
Intanto però la scuola della signora Bossi, oltre che con i soldi del finanziamento pubblico alla Lega (proprio quelli che venivano da Roma ladrona: presente?), s’è sistemata pure con un finanziamento aggiuntivo: 200mila euri piovuti dal cielo con il consueto decreto mille proroghe dell’ultimo governo in cui stava il marito: firmato da quel Tremonti che con l’altra mano stroncava i finanziamenti a scuole ed università pubbliche ed intanto si complimentava per la scelta di investire in Tanzania: che qui in 6 mesi l’euro non esiste più!

L’altro giorno sono passato dal consiglio comunale: volevo vedere i leghisti con il sacchetto in testa, stile figlio di Gatto Silvestro quando il padre non riesce a prendere i topi. Ed invece nulla: perfino un Azzolini che si permette di fare del sarcasmo sugli incarichi professionali dei consiglieri di opposizione! E come mai? Ma perchè loro si dicono puliti: mica hanno preso loro i soldi della Lega! Loro si limitano a premiare i trombati con le sedie nei consigli di amministrazione. Oppure ad assumere incarichi di commissario alla svendita di patrimoni che per anni avevano rivendicato come invendibili: che ci vuoi fare, un bell’incarico sicuro, con paga sonante, durata qualche anno, possibilità di trafficare… Non è che si rifiuti facilmente! Così come la presidenza di un’azienda municipale da far fallire… A proposito: quanto ha speso Razza Padana per la campagna elettorale di quello che rivendica la pulizia nel partito?

Cambiamo tutto: chi ha sbagliato ne risponda! Bossi si dimette da segretario e diventa presidente. Maroni si dimette da aspirante segretario e diventa triumviro, ma senza investitura. Tutti ad inneggiare al cambiamento ma senza eccedere: mi raccomando!

E la base sta lì: tonta e rintronata dal colpo di sole delle alpi, certa delle trame della stampa comunista, dell’innocenza di Bossi (nessuno che dica: ma cosa vuoi che rubasse così rincoglionito?!) e del nuovo corso di Maroni: Ministro dell’Interno che non sapeva cosa facevano all’interno del partito di cui da qualche decennio è dirigente.

Insomma gattopardo docet: rivoluzioniamo tutto, perchè non cambi nulla

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